Obliquo PRESENTE disponibile ora su Amazon
Informazioni: obliquopresente@virgilio.it
In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
Obliquo PRESENTE disponibile ora su Amazon
Informazioni: obliquopresente@virgilio.it
Dire ciò che spesso viene taciuto è un atto di responsabilità.Viviamo nel tempo dell’odio, della semplificazione, delle parole urlate.Eppure esiste ancora uno spazio possibile: quello del dissenso, dell’educazione, dell’amore che non si nasconde.📘 Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odiodi Cristian A. Porcino FerraraUn libro che intreccia esperienza personale e riflessione culturale.Coming out, omofobia, eteronormatività, diritto di amare.La scuola, i giovani e il linguaggio come luoghi di conflitto e di possibilità.Tra Sicilia e Sardegna, tra Camilleri, Carmen Consoli, Michela Murgia e Pasolini, queste pagine attraversano identità, educazione, emancipazione femminile, matriarcato e patriarcato.Senza retorica, ma con una scrittura autentica e necessaria, il libro affronta anche la malattia, il lutto, la perdita del padre.✨ È un libro sull’amore.Quello che resiste.Quello che educa.Quello che può ancora cambiare il mondo.⏳ In uscita tra pochissimi giorni su Amazon.Restate in ascolto. Questo presente va guardato di sbieco.
C’è qualcosa di inquietante nel potere quando si presenta in punta di piedi. Quando governa, decide, indirizza… ma senza mai veramente esporsi. È il caso dell’attuale pontefice della chiesa cattolica, Leone XIV: un uomo potente, rispettato, indubbiamente influente. Ma anche, inevitabilmente, incolore.Lo si ascolta parlare, ma raramente dire. I suoi discorsi scorrono come acqua liscia su una superficie di vetro: puliti, levigati, privi di attrito. Mai un’espressione fuori posto, mai un’affermazione che rischi di dividere, turbare o infiammare. Il suo stile è quello della neutralità assoluta – e forse anche dell’opacità.Non è che manchino i temi su cui prendere posizione. Il mondo è attraversato da fratture profonde: crisi climatiche, guerre, disuguaglianze crescenti, conflitti etici. In molti guardano a lui aspettandosi una parola chiara, una direzione, un coraggio. Ma le risposte sono spesso fumose, ambigue, incapsulate in una prudenza che rasenta l’inazione.Il confronto con il predecessore diventa inevitabile. Papa Francesco era un uomo dai modi meno raffinati, a volte irruenti, certo. Ma vero. Esposto. A tratti persino scomodo. Le sue dichiarazioni erano oggetto di critiche, satire, interpretazioni forzate… ma mai di indifferenza. Perché dietro ogni sua parola si sentiva la volontà di esserci, anche nel rischio, anche nell’errore.Ora invece regna una calma sospetta. Nessuno scandalo, nessuna gaffe, nessun titolo controverso. Ma anche nessuna scossa. Si respira una leadership prudente fino all’afonia, incapace di scuotere le coscienze o di infiammare un dibattito. Un governo del silenzio, che tiene in ordine tutto ma non accende nulla.E allora viene da chiedersi: è questo ciò che serve oggi? Un’autorità che si limita a evitare il conflitto, o un uomo che, pur sbagliando, si espone, si compromette, si fa carico del peso del proprio tempo?Forse, oggi più che mai, abbiamo bisogno di voci imperfette ma vere. Non di eco impeccabili.©️ Cristian A. Porcino Ferrara
Papa Leone XIV durante l'udienza al Corpo diplomatico presente in Vaticano ha detto che è responsabilità di chi governa investire sulla famiglia "fondata sull'unione stabile tra uomo e donna, 'società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società'". Quest'ultima è una citazione della Rerum Novarum del suo illustre predecessore Leone XIII. Evidentemente la concezione di famiglia di Robert Francis Prevost è identica alla concezione ampiamente diffusa nel 1891 (anno della pubblicazione dell'enciclica citata). Ora nessuno si aspetta da un pontefice una totale apertura alle unioni non tradizionali ma certamente nemmeno un ritorno al passato che è totalmente anacronistico e fuori dal tempo. È evidente che per Prevost noi non esistiamo e non possiamo costruire famiglie e a questo punto sorge un dubbio. Ieri ha affermato: "Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia".
Come possiamo definirci membri di un'unica famiglia se al suo interno esiste chi ti ritiene invisibile e ti nega il diritto alla felicità?
Come ha ricordato la sociologa Chiara Saraceno a Left (19/12/2014) la famiglia naturale non esiste perché:
"La famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no. E se noi guardiamo la famiglia da un punto di vista antropologico e storico, scopriamo che il modo in cui questo processo normativo è avvenuto è variato molto nel tempo e nello spazio".
Non abbiamo quindi certamente bisogno dell'approvazione più o meno benevola di un rappresentante religioso per esistere ed essere legittimati né tantomeno di carità selettiva.
Fortunatamente a bilanciare certe dichiarazioni è intervenuto il nostro caro e amato Presidente della Repubblica che ha compreso il dolore che si cela dietro l'indifferenza e la discriminazione. In occasione della giornata contro l'omofobia Sergio Mattarella ha detto: "Il tema della Giornata odierna - il potere delle comunità - richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti".
Senza uguaglianza non c'è libertà.
© Cristian A. Porcino Ferrara
Sulle tracce dell'altrove di Cristian A. Porcino Ferrara affronta temi di grande attualità, come la letteratura, i diritti civili, la religione e l'omofobia. Il Prof. Porcino esplora come la letteratura possa fungere da potente strumento per riflettere sull'identità, la diversità (un termine che l'autore non apprezza) e la lotta per i diritti delle minoranze, in particolare nel contesto della comunità LGBTQ+. Attraverso la sua analisi, l’autore invita i lettori a mettere in discussione le norme sociali e a considerare l'importanza dell'accettazione e del rispetto per tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Inoltre, il libro esamina anche il ruolo della religione nel plasmare gli atteggiamenti verso l’omosessualità, un argomento spesso delicato e controverso. Le parole di Magnus Hirschfeld, a distanza di anni, risuonano ancor più forti tra queste pagine “Verrà presto il giorno in cui la scienza prevarrà sull’errore, la giustizia sull’ingiustizia, l’amore umano sull’odio e sull’ignoranza”.
Porcino Ferrara cerca di avviare un dialogo su come le credenze religiose possano influenzare la percezione dei diritti umani e della dignità di ogni individuo. In sintesi, Sulle tracce dell'altrove è un'opera arricchente che unisce la critica letteraria a una profonda analisi sociale, promuovendo una maggiore comprensione ed empatia verso le esperienze di chi spesso viene emarginato.
(Aidi75)
Il libro è disponibile su Amazon
Cristian cita come esempio le avversità patite da Origene, Diogene, Montaigne, oppure inflitte da Paolo di Tarso, papa Wojtyla e papa Ratzinger, per analizzare attentamente e con oggettività le responsabilità della religione nel tarpare le ali e nell’opprimere con sensi di colpa l’adolescenza di tanti di noi: “Si rubano ai giovani i momenti dei primi amori, delle prime infatuazioni, momenti che non torneranno più, frammenti di esistenza amputati da un corpo vivo che desiderava solo esprimersi come tutti”.
Altrettanto appassionati sono i ricordi della sua profonda amicizia con il cantautore/poeta/filosofo Franco Battiato, nonché del sodalizio professionale di quest’ultimo con il filosofo Manlio Sgalambro, autore di alcuni testi di Battiato. Sgalambro fu un faro nella vita del nostro Autore, che ebbe modo di incontrarlo in alcune occasioni instaurando con lui un dialogo fatto di punzecchiature ma di stima reciproca.
Il libro si snoda poi attraverso un excursus di canzoni e film, esaminati dall’Autore in maniera profonda per analizzare i riverberi che essi hanno avuto – e continuano ad avere – nella sua vita e nella vita di molti di noi. Libri come “Tropico del Capricorno”, oppure film come “L’Attimo Fuggente”, da cui l’Autore trae spunto per una riflessione sul rapporto non sempre di interscambio tra professori ed alunni. I brani di Barbra Streisand, Raffaella Carrà, Elton John, Calum Scott e la sua toccante “No Matter What”, Jimmy Sommerveille e lo spietato videoclip di “Smalltown Boy”, Judy Garland con la sua “Over the Rainbow”, dalla quale nacque l’idea della bandiera rainbow delle comunità LGBTQ+ proprio per omaggiare questo testo.
Attraverso il ricordo di personaggi femminili come Artemisia Gentileschi, Rosa Parks, Eunice Newton Foote, Ruth Bader Ginsburg – solo per citarne alcune – l’Autore trae spunto per affrontare il tema della violenza di genere.
Toccanti sono poi i tributi-ricordo a Matthew Shepard, vittima dell’onnipresente omofobia; a Bayard Rustin, stretto collaboratore di Martin Luther King sempre tenuto nell’ombra a causa della sua omosessualità dichiarata.
Insomma: attraverso tante citazioni, tanti aneddoti, tante esperienze vissute in prima persona e messe a nudo come mai prima, l’Autore ci regala un intenso viaggio dentro i sentimenti profondi di ognuno di noi – piacevoli o dolorosi che siano – che da sempre ci accompagnano durante l’intera nostra esistenza.
(Stefano Benaglia)
“Sulle tracce dell’altrove” è in vendita su Amazon
«Conosco da tempo l'autore e ho letto diversi suoi testi ma devo ammettere che "Sulle tracce dell'altrove" mi ha spiazzato... parecchio! Mai come questa volta Porcino Ferrara si è messo così a nudo. È stato sempre un tipo diretto ma riservato e in questo nuovo lavoro ha dimostrato un coraggio impareggiabile. In ogni argomento trattato emerge nettamente la preparazione culturale che lo contraddistingue. Nel capitolo forse più importante del libro, "Over the rainbow" , Cristian rivela aspetti della propria vita toccanti e veritieri. Dopo averlo letto mi sono sentito profondamente in colpa per le ferite causate dalla nostra ignoranza e ottusità. Le sue riflessioni ci inchiodano alle nostre responsabilità. Proprio per questo voglio congratularmi per il suo viaggio interiore e le sue lotte. Con il suo libro Porcino Ferrara mi ha ricordato che in quanto padre devo anch'io muovermi per eliminare le discriminazioni in atto. Non possiamo stare fermi a guardare e delegare sempre agli altri il compito di migliorare la società. Solo insieme possiamo ottenere un vero cambiamento. Ma ritornando al libro ho amato il capitolo su Calum Scott, artista che non conoscevo, e quello su RBG o Bayard Rustin. L'omaggio a Raffaella Carrà è veramente sentito e mi ha ricordato che artiste come lei non ci sono più. La storia d'amore di Elio e Oliver di "Chiamami col tuo nome" diventa una chiave di lettura per comprendere ancor di più Platone e il suo Simposio.
La presenza di Franco Battiato pervade l'intera opera e si comprende benissimo l'influenza del cantautore catanese nell'approccio filosofico di Porcino. Colgo infine l'occasione per dire grazie ad una persona, ad un uomo vero che è sempre rimasto fedele a se stesso senza preoccuparsi dell'opinione altrui.
Chapeau Cristian A. Porcino Ferrara»
(Nick Amato)
Il libro è in vendita su Amazon
«Con un acuto spirito del viaggio e del confronto ritroviamo un Cristian A. Porcino Ferrara pronto a sondare i sentieri dell'altrove.
Da Franco Battiato a Calum Scott, da Matthew Shepard alla Carrà, da Barbra Streisand a Papa Ratzinger, da Chiamami col tuo nome al Simposio di Platone è impossibile non lasciarsi affascinare da questo dipinto lucido e a tratti ludico del pensiero che ha formato il filosofo, l'insegnante, l'Uomo.»
“Sulle tracce dell’altrove”
pp. 100
Lulu Edition
€ 14,00
ISBN: 978-1-4478-5346-6
Presto in vendita su Amazon
«Il 7 ottobre del 1988 a Fort Collins (Colorado), Matthew Shepard, un giovane studente americano di 21 anni, venne prima derubato e poi torturato e picchiato a morte da due individui conosciuti per caso in un bar. Matthew aveva chiesto un semplice passaggio per tornare a casa ma i due lo portarono in un posto isolato per ucciderlo. Queste belve legarono ad una staccionata il povero Matthew, come uno spaventapasseri, lasciandolo sanguinante e gravemente ferito. Fu ritrovato solamente dopo 18 ore da un ciclista. Shepard giunto in condizioni gravissime all’ospedale Poudre Valley (Fort Collins) muore pochi giorni dopo, il 12 ottobre. Perché i due aguzzini si accanirono selvaggiamente su di lui? Perché Matthew era omosessuale! Gli stessi assassini dichiararono in aula di averlo fatto perché disgustati dall’omosessualità di Matthew. La loro omofobia li aveva spinti all’assassinio di un essere umano solamente perché altro da loro. In breve tempo Matthew divenne il simbolo della lotta all’omofobia in tutto il mondo.» ©️ Cristian A. Porcino Ferrara
Adoro Calum Scott e lo dichiaro fin da subito.
Molti in Italia non conoscono nemmeno il suo nome ma in tutta Europa e in Usa ha un seguito da far paura. Classe 1988, nato a Kingston Upon Hull (UK), due album all’attivo (Only human e Bridges) e una carriera lanciatissima nel mondo discografico.
Mi sono accostato alla sua musica quasi per caso e da quel momento non posso più farne a meno. La sua bellezza così candida e sexy e la sua voce straordinaria avviluppano i miei sensi e riempiono di significato questa mia atipica estate.
Calum nei suoi pezzi ha affrontato il dolore e il travaglio dell’accettazione quando si ha un orientamento sentimentale non eterosessuale. Lo ha fatto con canzoni importanti e dichiarazioni pubbliche.
La prima cosa che mi ha colpito della sua musica è stata proprio la sua voce. Il suo timbro vocale riesce a sciogliere i nodi che si aggrovigliano intorno alla mia anima. Non sapevo nulla della sua storia personale ma il suo affanno interiore mi arrivava dritto al cuore. Ci sono cose che non si possono spiegare con assoluta facilità proprio perché riguardano le emozioni e le sensazioni più intime di un individuo. Io avverto il suo dolore perché l’ho provato anch’io. Grazie ad una grammatica universale dei sentimenti due individui con la stessa sensibilità possono comprendersi immediatamente in ogni parte del pianeta. Quando da giovani sperimentiamo la sofferenza sviluppiamo dentro di noi degli anticorpi in grado di aiutarci nella quotidianità. Le avversità ci hanno aiutato a ri-nascere più volte proprio come sosteneva Maria Zambrano.
Calum nella canzone Boys In The Street (cover di un brano di Greg Holden) racconta il disagio di un giovane omosessuale nel vivere pienamente e in pubblico i propri sentimenti. Il timore di essere giudicati dalla famiglia frena ogni slancio di affetto rivolto alla persona amata. Nella canzone in questione il padre afferma:
“Sei l'ultima cosa che volevo, l'ultima cosa di cui ho bisogno
Come risponderò quando i miei amici mi diranno
Mio figlio stava baciando i ragazzi per strada
Mio figlio stava baciando i ragazzi per strada?”.
Il tema della vergogna ritorna prepotentemente.
Questo tema accomuna indistintamente donne e persone omosessuali.
Per secoli siamo stati assoggettati a regole patriarcali e machiste che ci hanno confinato in un ruolo subalterno. Siamo vittime di una maschilità tossica che ci vuole ancora oggi omologati al modello precostituito. Questi maschi alfa hanno cercato di silenziare con ogni mezzo la nostra voce. Noi eravamo afoni! Qualcuno doveva parlare al posto nostro e ovviamente toccava sempre ai maschi eterosessuali perché noi non ne avevamo il diritto.
Ma ritornando al brano Boys In The Street mi sovviene una riflessione di Jean Paul Sartre. Noi proviamo vergogna non quando siamo da soli ma soltanto quando qualcuno ci osserva e ci scopre. In tal modo ci esponiamo allo sguardo giudicante degli altri. Questo ci spinge a vederci con gli occhi inquisitori degli altri umani. Proprio per questo non bisogna vivere nella menzogna perché chi occulta una parte di sé potrà essere in ogni momento ricattato.
Il brano di Holden nella versione di Scott risulta più intenso e toccante dell’originale.
Proseguendo con il testo della canzone ascoltiamo il racconto del padre che ammette di esser stato vittima di una cultura eteronormativa e proprio per questo non riusciva a capire il figlio. Ecco le parole:
“Mio padre sta morendo
E finalmente si è reso conto che non sto mentendo
Ci sediamo in silenzio, ma stiamo sorridendo
Perché per una volta, non stiamo combattendo
Diceva: "Non c'era modo di sapere perché tutto ciò che mi veniva insegnato era che gli
uomini amano solo le donne, ma ora non ne sono più sicuro
Figlio mio, continua a baciare i ragazzi in strada
Figlio mio, continua a baciare i ragazzi in strada
E quando non ci sarò più, continua a baciare i ragazzi in strada”.
Spesso i nostri pregiudizi sono proprio il frutto di ciò che abbiamo appreso da piccoli. Sta a noi ricercare sempre la verità per non lasciarci trasportare dalla stupidità e dall’ignoranza.
Nel 2018 Calum Scott ha rivelato l’esperienza traumatica del suo coming out. Da ragazzo confidò il suo orientamento sentimentale al suo migliore amico e questo ragazzino tradì la fiducia di Calum e lo raccontò in giro. Iniziò così per Scott un periodo duro a causa della discriminazione messa in atto dai suoi compagni di scuola.
Da questa esperienza nacque la canzone dal titolo No Matter What.
La parte iniziale della canzone recita così:
“Quando ero un ragazzino avevo paura di crescere
Non lo capivo ma ero terrorizzato dall’amore
Mi sentivo come se dovessi scegliere ma era fuori dal mio controllo
Avevo bisogno di essere salvato, stavo impazzendo da solo
Ci ho messo anni per dirlo a mia madre, mi aspettavo il peggio
Ho raccolto tutto il coraggio del mondo
Lei disse: “Ti amo in ogni caso
voglio solo che tu sia felice e che sia sempre te stesso”
Mi ha abbracciato
Ha detto “Non provare ad essere qualcosa che non sei
perché io ti amo in ogni caso”
Lei mi ama, in ogni caso”.
Queste parole sono un tuffo al cuore e sfido chiunque a non immedesimarsi in questi versi. Chi ha sperimentato l’ansia e la paura di rivelare ai genitori la propria omosessualità comprende perfettamente tale stato d’animo. È stupido dirlo ma è una sensazione che bisogna provare in prima persona perché è difficile da immaginare. Spesso ci lasciamo condizionare dalla paura e costruiamo mostri immaginari. Ignoriamo che nella maggior parte dei casi chi ci sta vicino ha già intuito tutto da molto tempo. I genitori ci amano senza un motivo. Sanno tutto di noi ancor prima di ascoltarci. Il cuore di una madre sa decifrare anche i nostri silenzi. La canzone prosegue così:
“Sono diventato un po’ più grande buttando via il mio tempo
Cavalcando sul marciapiede, ogni giorno di sole era grigio
Mi fidavo dei miei amici, poi tutto il mio mondo è crollato giù
Vorrei non aver mai detto nulla perché per loro ora sono un estraneo
Sono corso a casa, ho visto mia madre: ce l’avevo scritto in faccia
Mi sentivo come se avessi un cuore di vetro che stava per rompersi”.
Quando siamo più giovani desideriamo ardentemente condividere le nostre sensazioni con i nostri coetanei. Fidarci è il primo atto di responsabilità che mettiamo in pratica. Non tutti sono degni della nostra fiducia ma non per questo dobbiamo rassegnarci. A tal proposito Ernest Hemingway diceva che: “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia”. Le delusioni maturate ci rendono più prudenti e purtroppo più diffidenti verso il prossimo. Calum non si è lasciato incattivire e condizionare dall’esperienza passata, ma ha investito tutte le sue energie per non essere come chi lo aveva fatto soffrire.
Calum Scott è un esempio positivo perché ha trasformato tutto il suo dolore in arte, e le sue canzoni sono colme di speranza e di amore. Ha ritrovato la sua serenità interiore e grazie alla sua musica riesce ad essere d’aiuto a moltissime persone che per vari motivi vivono ancora rinchiuse in delle prigioni mentali e desiderano solamente essere liberate. Posso infine affermare, senza paura di essere smentito, che Calum Scott è un figo pazzesco e la sua musica un rimedio alle brutture della vita.
Cristian A. Porcino Ferrara
©️ riproduzione riservata
La mancanza di tutele legislative genera negli adolescenti un malessere esistenziale gravissimo. Come ha detto in un’intervista Alessandro Zan: “L’incultura dominante fa anche questo: ruba ai giovani Lgbtq+ i momenti dei primi amori, delle prime infatuazioni. Momenti che non tornano più”.
Proprio per evitare questo dobbiamo batterci per cancellare l’omofobia dalla nostra subcultura.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che lo Stato deve: «garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri».
Dunque attiviamoci seriamente per contrastare il pregiudizio e l’ignoranza dalle nostre vite.
Nella foto il meraviglioso manifesto creato da una mia allieva, Jennifer, in occasione di questa giornata.
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata





