Visualizzazione post con etichetta canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne. Mostra tutti i post

giovedì 25 novembre 2021

Diamo voce al silenzio

Vi presento i lavori realizzati dalle mie classi in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne




















mercoledì 18 agosto 2021

Chiacchierata - Intervista sul Decreto Zan e sul Gender con Cristian A. Porcino Ferrara

 


1) Giuseppe Scano: Indipendentemente  da  credente  o non credente, visto  che sei  un filosofo  e un docente, voglio chiederti cosa ne  pensi di queste assurde  dichiarazioni:  << Mai andare oltre quello che ci è stato consentito, altrimenti si perde il concetto di essere umano >>. Così la senatrice della Lega Antonella Faggi ha concluso il suo intervento nel corso della discussione generale sul Ddl Zan nell'aula del Senato. <<Se il Signore ci avesse voluto così molteplici, così diversi, avrebbe fatto in modo che da soli potessimo cambiare il nostro sesso e il nostro modo di fare. Invece non siamo così - ha detto Faggi - Noi siamo come Dio ci ha fatto e dobbiamo accettarci. Non possiamo spingerci oltre, mai spingersi oltre la natura >> ?

Cristian A. Porcino Ferrara: «Solitamente ci si nasconde sempre dietro a un Dio per affermare delle assurdità cosmiche. Le religioni, tutte, hanno contribuito ad avvelenare il pensiero umano. Vedi i talebani che sono ritornati in Afghanistan, i nazisti che dicevano “Gott mit uns - Dio è con noi” e il motto fascista “Dio, patria e famiglia”. Marx sosteneva che “Ogni cosa glorifica Dio vanifica l’uomo”. Il concetto di natura è quasi sempre utilizzato in modo inappropriato e in contesti poco calzanti. Il compianto Gino Strada affermava che i diritti devono essere uguali per ogni essere umano altrimenti diventano privilegi. I limiti che non devono essere oltrepassati sono stati creati proprio da quei soggetti che non volevano e non vogliono in alcun modo raggiungere una parità in ambito di diritti civili e sociali. 

La disuguaglianza e la discriminazione sono per molti individui un valido carburante per alimentare la loro propaganda d’odio di stampo fascista. L’ignoranza è una brutta bestia! Diceva bene Margherita Hack quando affermava che: “Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l'etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell'aldilà” ». 

2) Giuseppe Scano: <<Secondo le femministe della vecchia guardia contrariamente al neo femminismo o  il femminismo intersezionale (vedi  il  mio contatto Alice  Merlo) andrebbe separata l'identità di genere (il cosiddetto gender) dal sesso, tu che ne pensi ? >>.

Cristian A. Porcino Ferrara: «Noto con rammarico che chi non condivide alcuni aspetti del Ddl Zan si è arroccato ormai su posizioni ideologizzate. Intavolare un dialogo con qualcuno presuppone l’intenzione di ascolto e io non vedo in certi ambiti alcun interesse in tal senso. Chi ostacola l’approvazione di questo disegno di legge si rende purtroppo complice dei crimini d’odio. Certi esponenti politici italiani guardano con benevolenza alle politiche omofobe e misogine di Russia, Polonia e Ungheria. L’approvazione della legge Zan segnerebbe uno spartiacque tra chi è in prima linea per la difesa dei suoi cittadini e chi invece reprime e annienta tutto ciò che non rientra in uno stereotipo tradizionale di stampo eteronormativo. Bisogna tenere presente che quando nasciamo non abbiamo un genere ma un sesso. In molti hanno una gran confusione in testa su questi termini e li utilizzano erroneamente come sinonimi. 

A tal proposito vi consiglio la lettura di un libro illuminante scritto dalla sociologa Graziella Priulla “C’è differenza”».


lunedì 17 maggio 2021

Basta Omofobia!

 


Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, bifobia e transfobia. Un sondaggio condotto dal settimanale L’Espresso ha rilevato che in Italia 3 persone su 4 hanno paura di tenersi per mano perché temono di essere investiti dall’odio omofobico. Una toccante poesia di Konstantinos Kavafis si conclude con queste parole: “Più avanti – in una società perfetta – apparirà di certo qualcun altro che mi somigli e agisca da uomo libero”. Noi non viviamo certamente in una società perfetta ma sicuramente più evoluta e aperta di quella in cui viveva il poeta. I versi di Kavafis dopo ben 113 anni ci inchiodano alle nostre responsabilità civili. Gino Strada ha affermato che “I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi”. 

La mancanza di tutele legislative genera negli adolescenti un malessere esistenziale gravissimo. Come ha detto in un’intervista Alessandro Zan: “L’incultura dominante fa anche questo: ruba ai giovani Lgbtq+ i momenti dei primi amori, delle prime infatuazioni. Momenti che non tornano più”. 

Proprio per evitare questo dobbiamo batterci per cancellare l’omofobia dalla nostra subcultura.  

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che lo Stato deve: «garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri».

Dunque attiviamoci seriamente per contrastare il pregiudizio e l’ignoranza dalle nostre vite.

Nella foto il meraviglioso manifesto creato da una mia allieva, Jennifer, in occasione di questa giornata. 


Cristian Porcino 

® Riproduzione riservata

venerdì 1 novembre 2019

“Me” di Elton John

(“Me. L’autobiografia” di Elton John, Mondadori, pp. 376, € 24,00)

Il 2019 è l’anno di Elton John.
Al cinema approda Rocketman, il biopic sulla sua vita che sbanca i botteghini ed entusiasma il festival di Cannes. Continua senza sosta e con gran successo il suo tour d’addio Farewell yellow brick road, e adesso arriva nelle librerie perfino un volume autobiografico che ripercorre la sua straordinaria carriera.
Elton in questa sua biografia non risparmia dettagli di vita vissuta e i momenti terribili legati alla sua forte dipendenza da droghe e alcol. La sincerità e il tono colloquiale utilizzato da Elton ti fanno sentire parte della famiglia Dwight.
In questo libro è condensata non solo la carriera e la vita di Sir Elton John ma una parte consistente della storia della musica degli ultimi cinquant’anni. Elton ha suonato e duettato con i cantanti e gruppi più importanti, e infatti attraverso il suo racconto ci imbattiamo nella vita di altre stelle luminose come Ray Charles, Elvis Presley, John Lennon, Aretha Franklin, George Michael, Freddie Mercury etc.
Elton però non è solo un musicista apprezzato in tutto il mondo ma un filantropo e un attivista per i diritti civili. Le sue battaglie contro l’omofobia sono ormai note ovunque.
Pertanto leggere l’autobiografia di Elton John è un dovere morale per chi ama la buona musica e soprattutto per chi desidera accostarsi alla vita di un uomo che con la sua arte ha regalato tante emozioni e alimentato i sogni di intere generazioni.
In definitiva un libro da non perdere assolutamente.

Cristian Porcino

® Riproduzione riservata

domenica 9 giugno 2019

Stonewall 50

A 50 anni dai Moti di Stonewall la lotta per i diritti civili continua ininterrottamente. Il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” ritorna a New York per celebrare il mese del pride e ricordare che nessuna conquista è mai definitiva.
Il libro è in vendita su Amazon.

mercoledì 21 novembre 2018

Il coraggio delle idee

Il 2018 volge al termine e ad oggi sono più di 70 le donne assassinate in Italia proprio perché donne. I continui e recenti avvenimenti mi hanno spinta a leggere il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” e a sottolineare l’importanza e l’urgenza di quanto ben espresso dall’autore.
Ho divorato il libro in pochi giorni poiché il saggio ha una scrittura semplice ed avvolgente allo stesso tempo.
Il contesto storico in cui viviamo continua ad alimentare fenomeni non più isolati di omofobia e violenza sulle donne. Noi donne lottiamo continuamente per affermarci in una società di stampo patriarcale che non conosce vergogna. Portiamo avanti una rivoluzione non solo per noi ma per le nostre figlie e i nostri figli. Proprio per questo ho apprezzato il coraggio di Cristian A. Porcino Ferrara nel tributare un omaggio sentito alla battaglia quotidiana di noi donne contro preconcetti e stereotipi consolidati da secoli. Una battaglia che non conosce sosta perché ad ogni legislatura e in ogni parte del mondo c’è sempre un decreto legge o un politicante che tenta di limitare o annientare diritti già acquisiti. Ma i diritti non appartengono ad una categoria o una corrente politica bensì al genere umano. Pertanto vigiliamo costantemente per non permettere mai a nessun altro di gestire non solo il nostro corpo ma la nostra mente e i nostri diritti.
“I diritti umani sono i diritti delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani, una volta per tutte” (Hillary Clinton).

Caterina Castiglione

giovedì 17 maggio 2018

Stop omofobia!

Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia, transfobia e bifobia. Come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone.” Pertanto combattiamo l’omofobia ed estirpiamo l’odio e l’ignoranza dalle nostre vite.

Il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” è in vendita su Amazon.

lunedì 22 gennaio 2018

Essere Altro e altrove


Il nuovo libro di Cristian A. Porcino Ferrara arriva a due anni di distanza da “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” che ha ricevuto diversi apprezzamenti istituzionali. “Altro e altrove” raccoglie un sapere ‘eretico’ che spinge il lettore verso una consapevolezza dimenticata. Il filosofo impertinente affronta tante tematiche e in ogni riflessione si intravede l’anima dell’autore. Porcino mette al centro delle sue elucubrazioni proprio l’umanità. Non ama giudicare i suoi simili, e ritiene addirittura uno ‘scandalo’ la parola tollerare perché nessuno deve sentirsi sopportato da altri umani. In tal senso il capitolo che dà nome al libro è significativo per comprendere il mondo interiore del filosofo catanese. L’autore si scaglia contro un finto moralismo sempre più elaborato e debordante nella nostra società. Analizza e scardina stereotipi e luoghi comuni, critica i desideri indotti dalla pubblicità, le fantomatiche teorie gender, gli abusi sessuali del clero ai danni dei bambini, l’inganno della religione, la musica contemporanea giunta quasi al crepuscolo e la diffusione incontrollata delle fake news. Il suo pensiero non risparmia nessuno, nemmeno papi, santi e supereroi. Sugli eroi dei fumetti si trova un delizioso capitolo che affronta con ironia la sessualità di Superman e company. Il libro svela un pensatore irriverente con un senso morale spiccato, una vis polemica non indifferente e una sferzante ironia. In effetti Porcino Ferrara è davvero altro e altrove, e per capirlo occorre leggerlo senza preconcetti e con una mentalità davvero aperta.

(Marco Gismondo)

Il libro è in vendita su lulu.com e su Amazon.

giovedì 23 novembre 2017

Una riflessione sul sessismo e la violenza di genere


Dopo l’esplosione del caso Harvey Weinstein si è scoperchiato il vaso di Pandora e il mondo si è accorto delle molestie e violenze che quotidianamente subiscono milioni di donne nel mondo. Come si evince dalla lettura del libro di Porcino la violenza sulle donne non è un fenomeno contemporaneo ma addirittura affonda le sue radici nel libro sacro di ebrei e cristiani: la Bibbia. Spesso si tenta di ignorare il retaggio culturale che sta dietro al nostro pensiero. Lo stesso linguaggio che usiamo quotidianamente violenta insistentemente la vita e la dignità delle donne. Quest’odio atavico si riscontra, per l’appunto, nelle parole e negli atti di molti maschi. Per quanto mi riguarda ho trovato molto utile la parte sul sessismo linguistico e l’analisi dei modelli di giochi stereotipati che caratterizzano l’attività ludica delle bambine. Chi ha stabilito che i maschietti devono giocare con le macchine e le femminucce con fornelli e bambolotti? Molto interessante il racconto della battaglia per l’emancipazione femminile portata avanti da Olympe de Gouges. Il libro di Cristian A. Porcino Ferrara ha molti pregi e infatti ha ricevuto anche l’autorevole apprezzamento del Presidente della Repubblica e di Monica Cirinnà. Pertanto il mio modesto consiglio è proprio quello di leggere il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” e di meditare intensamente sul progetto educativo ideato dall’autore. L’educazione attiva all’affettività di genere è un passo importante da chiedere e pretendere in ogni istituto scolastico. Diceva R. W. Emerson “L’unica persona che sei destinato a diventare è quella che scegli di essere” ma non esiste consapevolezza senza conoscenza. Tocca quindi a noi uomini, a noi padri riparare i torti del passato e aiutare i nostri figli a rapportarsi in modo sano all’universo femminile, e combattere ogni forma di stereotipo e pregiudizio di stampo omofobo e misogino insito in una cultura arcaica e maschilista. Insieme possiamo farcela. Yes, we can!

Matteo La Rosa

© Riproduzione riservata

Il libro è in vendita su Amazon

lunedì 25 settembre 2017

L'elzeviro del filosofo impertinente


Anche i programmi televisivi possono contribuire ad accrescere il senso civico degli individui. Le rivoluzioni sociali talvolta transitano prima dai salotti catodici, e subito dopo si concretizzano in manifestazioni e cortei per ottenere il pieno riconoscimento dei propri diritti. Il talk show di Maria De Filippi Uomini e donne ha contribuito non poco a sdoganare il tema dell'omosessualità in una fascia oraria seguitissima dai giovani, ma soprattutto dai meno giovani. L'inserimento del trono gay all'interno del programma ha fatto comprendere al pubblico l'assoluta normalità dell'amore tra persone dello stesso sesso. In amore le dinamiche affettive non conoscono differenze legate all'orientamento sentimentale e sessuale delle persone coinvolte. Etero e gay amano allo stesso modo. Nel 1977 Roland Barthes, filosofo francese, ha affermato che: "ll sentimento amoroso è un sentimento unisex, come i jeans e i capelli, adesso. Ai miei occhi è molto importante (...) Penso che si ritroverà esattamente la stessa tonalità nell’uomo che ama una donna, nella donna che ama un uomo, nell’uomo che ama un uomo e nella donna che ama una donna". Maria De Filippi ha ben compreso questo principio, e difatti ha deciso di combattere il pregiudizio omofobico in TV scardinando i soliti luoghi comuni. L'omofobia si combatte anche in televisione azzerando i soliti cliché legati al mondo lgbt. Come ha dichiarato la stessa conduttrice: "Io non ho fatto il trono gay per una comunità gay risolta nella vita che non ha bisogno della De Filippi che la rappresenti, ma per tanti ragazzini che chiedevano aiuto a 'C’è posta' per dichiararsi in casa o perché discriminati a scuola. Dalla televisione conosci e impari. Io vivo in una realtà ovattata, in una città come Roma, ho tanti strumenti e fortune. In altri paesini sperduti d’Italia è più difficile spiegare e capire le cose". Ovviamente la televisione non è l'unico luogo per parlare di omofobia ma sono ben accette tutte le modalità pensate per educare un pubblico numeroso e di stampo tradizionalista. Se sai di condurre uno spettacolo seguito da milioni di persone puoi assumerti anche la responsabilità di cambiare la prospettiva di certa gente e combattere i loro stupidi pregiudizi. Una responsabilità che Maria De Filippi, a differenza di altri colleghi e colleghe, si è assunta già da diversi anni e in altri suoi programmi (pensiamo ad alcune puntate di C'è posta per te e le coreografie di Amici). Pertanto anche se non appartengo al pubblico che segue Uomini e donne mi sento di elogiare la sensibilità umana di Maria De Filippi.

Cristian Porcino

® Riproduzione riservata

venerdì 14 luglio 2017

Il Presidente della Repubblica ringrazia Porcino, autore del libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne”

Desidero ringraziare l'Illustrissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il dott. Simone Guerrini (Cons. Direttore dell'Ufficio di Segreteria del Presidente) per la lettera ricevuta. Nella suddetta lettera il Presidente Mattarella mi ringrazia per avergli inviato in dono il mio libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne.

giovedì 29 giugno 2017

L'elzeviro del filosofo impertinente


Giugno è il mese in cui si ricordano i moti di Stonewall e si susseguono nel mondo civilizzato le manifestazioni in sostegno del movimento Lgbt. Purtroppo in questo mese si verificano puntualmente anche episodi più o meno velati di razzismo. Personalmente mi sono occupato di tale piaga sociale nel mio ultimo libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne, e nonostante le numerose e importanti battaglie civili le cose sembrano, ahimè, non essere mutate. Ogni anno durante il periodo degli esami di maturità si riscontrano diversi episodi di omofobia in diverse parti d'Italia. Negli ultimi anni alcuni maturandi si sono imbattuti in commissari alquanto reticenti ad accettare e discutere tesine sulla storia dell'omosessualità e non solo. Alcuni di questi commissari si sono rifiutati perfino di ammettere opere letterarie o testi di canzoni che tratta(va)no l'argomento. Non parlo certamente di opere erotiche o di propaganda, ma di vera letteratura. Eppure le opere letterarie non hanno una sessualità e non possono essere discriminate. Tali docenti umanamente impreparati non riescono ancora oggi a comprendere l'essenza del loro lavoro e dell'intero sistema scolastico. L'omofobia interiorizzata non è meno grave di quella visibile.
La scuola è la sede adatta per affrontare questi argomenti, e gli insegnanti non possono rinunciare alla loro funzione di educatori. L'omosessualità, così come l'eterosessualità, non ha nulla di segreto o di scandaloso, e dunque non capisco tale ritrosia nel trattarla senza pregiudizi e fobie. Troppi anni di preconcetti, stereotipi e modelli catodici fuorvianti hanno forse accresciuto in questi docenti un senso di inadeguatezza e timore nell'affrontarla con la dovuta serietà. Ma nulla può giustificare tali paure prive di qualsiasi fondamento. Gli studenti devono sentirsi liberi di affrontare gli argomenti che toccano da vicino le loro giovani esistenze. Se la scuola non si adeguerà a tali istanze formative dovrà fare i conti con le informazioni distorte acquisite dai discenti attraverso chat e siti internet non qualificati. Diceva Don Milani “Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali”. Per esperienza personale posso aggiungere che all'università sperimentai anch'io una certa resistenza a trattare l'argomento omosessualità con professori allineati alle posizioni del Vaticano II (non mi riferisco certamente al concilio ecumenico ma alla visione "papacentrica" di Giovanni Paolo II). Rammento l'approfondimento del corso di filosofia morale dal titolo "Uomo e donna in famiglia" con un excursus storico tra le varie encicliche dei papi! Oppure ricordo un feroce confronto con la docente di letteratura italiana che non voleva riconoscere la straordinaria importanza dell'opera letteraria di Aldo Busi.
Per comprendere meglio il senso di certe preclusioni mentali ho intervistato alcune persone in merito al significato del termine pregiudizio. Eccovi, dunque, alcune opinioni raccolte. Simona, studentessa di psicologia, mi ha risposto: "Il pregiudizio è un meccanismo di difesa che attiviamo nel momento in cui la diversità dell'altro ci spaventa". Alina, invece, definisce il pregiudizio come "un'opinione certa ma errata su qualcuno. Per tirare avanti spesso avvertiamo il bisogno di sicurezza e consideriamo le nostre opinioni, la nostra morale come le migliori in assoluto. Così tutto quello che si discosta dal nostro punto di vista lo rigettiamo per non farci condizionare". Il signor Giovanni, benzinaio da quindici anni, afferma: "Il pregiudizio è un modo negativo per avvicinarmi al mio prossimo". Flaminia gestisce una panetteria in una zona periferica di Catania e mi dice: "Io credo che le persone gay sono esattamente come me. Non bisogna giudicare nessuno in base ai propri gusti sessuali, nazionalità o etnia. Quello che conta sono le azioni che facciamo e di certo non dipendono dalle persone che amiamo o con cui facciamo sesso".
La signora Mara è appena uscita dalla messa del mattino e alla mia domanda risponde con fare scortese facendosi un segno della croce. Evidentemente l'esempio inclusivo di Papa Francesco non ha minimamente toccato la sua fede e il suo cuore.
Le opinioni da me raccolte evidenziano che a parole manifestiamo di essere emancipati e civili, ma nei fatti persiste ancora uno zoccolo duro d'ignoranza che non ci permette di compiere un salto di qualità notevole.
Forse aveva ragione Albert Einstein quando diceva: "È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". Pertanto mi auguro l'avvento di una società culturalmente evoluta in grado di oltrepassare gli steccati ideologici e annientare i pregiudizi e i soliti stereotipi. Dopotutto "Non bisogna farsi mai ricattare dalla stupidità altrui" (Umberto Eco).

Cristian Porcino

® Riproduzione riservata

lunedì 12 giugno 2017

Intervista a Cristian A. Porcino Ferrara autore del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne"


Il 12 giugno 2016 un killer uccise ad Orlando 49 persone che si trovavano nel locale gay Pulse.
Alle vittime di Orlando e a Eddie Justice è dedicato il libro di Cristian A. Porcino Ferrara Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne. Inoltre Porcino dedica il proprio volume anche a Sara Di Pietrantonio barbaramente assassinata dal fidanzato. Nell'intervista con l'autore si è discusso di omofobia, femminicidio, i moti di Stonewall e molto altro.


1) Qual è il tuo bilancio a un anno dall'uscita del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne"?


«Molto buono. Quest'anno ho ricevuto recensioni positive, tanti pareri autorevoli come quello della senatrice Monica Cirinnà, ringraziamenti da parte di associazioni Lgbt e molte altre soddisfazioni personali. Penso alle tante opinioni dei lettori che mi hanno contattato in privato per congratularsi del lavoro fatto. Alcuni di loro mi hanno raccontato le loro vite, i problemi che li hanno segnati e la rinascita dopo la consapevolezza di sé»

2) Una bella soddisfazione

«Certo, perché l'unico a credere nel progetto sono stato io. Ho contattato tanti editori ma quasi tutti, pur se interessati, non hanno voluto investire economicamente su un progetto da loro ritenuto di nicchia. In Italia domina l'editoria a pagamento e se non accetti di sborsare quattrini devi impegnarti a fare tutto da solo e diventare quindi indipendente»


3) Se osserviamo i risultati raggiunti non hai avuto torto. Ma mi dicevi di Christopher Park (che appare proprio nella copertina del libro) e la comunità Lgbt. Raccontaci qualcosa.

«Dici bene. Ricordo la soddisfazione di aver portato la mia opera a Christopher Park, New York, dove nacque il movimento Lgbt. Proprio in questi giorni ricorre l'anniversario dei moti di Stonewall. Accanto a Christopher Park si trova lo storico locale Stonewall Inn (foto 1) dove il 27 giugno 1969 si lottò per affermare il proprio diritto di esistere in quanto esseri umani. L'orgoglio di essere se stessi e di reclamare e combattere per ciò in cui si crede davvero. In quelle manifestazioni si sancì la fine della violenza psicologica e fisica affrontando le autorità che volevano schiacciare i diritti civili delle persone gay confinandole in un ghetto. Infatti, per le strade di New York nel mese di giugno ogni anno il gay pride riempie la Grande Mela non solo di colore, ma dimostra concretamente che il proprio orientamento sentimentale e sessuale non deve essere più tenuto nascosto ma vissuto alla luce del sole. La libertà di amare non è una concessione ma, per l'appunto, un diritto»



4) In fondo New York è un po' la tua seconda casa, e quindi è stato un piacere ricevere attenzioni dai newyorkesi, o mi sbaglio?

«Esatto. Non dimentico la gente seduta a Christopher Park (foto 2) che mi continuava a chiedere se il libro era scritto in inglese e se potevano acquistarlo nelle loro librerie. Non posso scordare il loro entusiasmo e la loro positività. Da italiano confesso che tanta dimostrazione di stima e affetto mi ha fatto un certo effetto. In Italia non siamo abituati a manifestare il nostro interesse per qualcuno che non conosciamo. Forse se lo vediamo in TV sì ma per uno scrittore indie è del tutto impensabile. Siamo molto invidiosi dei successi degli altri e raramente ci facciamo coinvolgere dai progetti culturali degli sconosciuti»

5) All'interno del libro tu includi un interessante progetto educativo sulle varie forme di affettività da realizzare nelle scuole. Hai trovato il modo di presentarlo negli istituti?

«Da ben tre anni e senza grandi risultati. Ho inviato tempestivamente il progetto all'assessorato alla pubblica istruzione di Catania. L'assessorato ci ha fatto sapere che il progetto era valido però mancavano i soldi per poterlo realizzare. All'epoca ho fatto un tour de force insieme ad una mia amica psicologa nelle scuole statali, ma oltre a congratularsi per il progetto la litania che ascoltavamo era sempre la stessa: non ci sono soldi. Altre volte, invece, i dirigenti scolastici non ci ricevevano e ci dirottavano presso segreterie didattiche o vicepresidi. Di conseguenza il progetto è stato depositato e protocollato ovunque, ma non mi è mai stato permesso di attuarlo. Il progetto si rivolge proprio ai ragazzi e ragazze delle scuole medie inferiori e superiori, e l'intento era proprio quello di sensibilizzare i più giovani su tematiche che li riguardano da vicino. Ho notato un ostruzionismo sistemico inaccettabile, e un'indifferenza preoccupante che è la maggiore causa dei problemi che affliggono questo paese. Ed è questo che mi dispiace tanto»

6) Dicevamo prima che il tuo libro ha ricevuto anche l'apprezzamento della senatrice Monica Cirinnà ed è stato ben accolto da pubblico e critica. Mi chiedevo se da parte cattolica hai ricevuto apprezzamenti o rifiuti?


«Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta la senatrice Cirinnà per le parole di apprezzamento alla mia opera. Devo dire che è una persona davvero sensibile, e soprattutto dotata di grande empatia. Per quanto riguarda l'ambito cattolico io vedo spesso dei muri nonostante i vari appelli al dialogo pronunciati da Papa Francesco. Ci tengo a precisare che non appartengono a nessuna chiesa, e di conseguenza non frequentando alcuna comunità sono escluso in automatico dai vari dibattiti su omofobia e femminicidio. Già in passato per via di alcuni miei libri sono stato estromesso da lavori che erano offerti da strutture religiose, ed ho patito varie forme discriminatorie a causa della mia non appartenenza a nessuna fede preposta al culto. Ho tentato anni fa di parlare con l'arcivescovo della mia città ma non mi ha accordato alcun appuntamento. Chiaramente sono disponibile ad un confronto con le strutture cattoliche ma dubito che ciò accadrà»

7) Quali sono secondo te i metodi per combattere i numerosi casi di femminicidio e di aggressione omofoba nel nostro paese? E a cosa è dovuta tanta intolleranza e furia omicida?

«È evidente che il nostro paese porta avanti un sistema discriminatorio frutto di una cultura prettamente machista. Una subcultura abbastanza diffusa che deve essere estirpata alla radice. Goleman parla di alfabetizzazione emotiva da iniziare fin da ragazzi ed è proprio quello che nella nostra società manca. Non possiamo restare con le mani in mano e non colmare questo vuoto culturale. Da questo dipende il futuro delle nuove generazioni. Nessuno può possedere nessuno, tantomeno la vita della persona che dichiariamo d'amare. L'amore vero libera dalle catene e non distrugge la vita della persona amata. Stesso discorso per l'omofobia. Si combatte con la violenza ciò che non si comprende con la ragione e la cultura. L'ignoranza genera paranoie e nemici inesistenti. Purtroppo in Italia non esiste ancora una legge per combattere il femminicidio e l'omofobia. Senza una cultura dell'accoglienza e del rispetto reciproco la discriminazione e l'ineguaglianza troverà piena cittadinanza. A tal proposito ho apprezzato il toccante messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella diffuso in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia. Per ringraziarlo gli ho inviato in dono una copia del mio libro»

8) Nel libro analizzi alcune canzoni straniere e italiane, mi chiedevo se poi qualche artista italiano si è fatto vivo con te, magari per ringraziarti o per altro?

«Purtroppo no. Ho contattato molti artisti italiani da me citati ma non ho ricevuto alcun segnale. Ho scritto diverse mail ed ho tentato anche tramite i social ma nulla. In fondo ci sono abituato. Ho notato molti messaggi visualizzati a cui però non è mai seguito alcun riscontro. In Italia i 'famosi' ti scrivono solo se vai in Tv e diventi anche tu un fenomeno televisivo. Ma va bene così. Non ho scritto il libro per essere ringraziato da loro, ma per incentivare una lotta attiva al femminicidio e l'omofobia. Ed è questa la mia priorità»

Giuseppe Scano

(Compagni di strada il 12/06/2017)

Il libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne è in vendita su Amazon

martedì 16 maggio 2017

17 maggio giornata internazionale contro l'omofobia


Il 17 maggio è la giornata internazionale contro l'omofobia, transfobia e bifobia. Quest'anno è ancora più importante sensibilizzare le persone sull'argomento per via di quello che accade in Cecenia e in altre parti del mondo. È davvero inimmaginabile pensare che nel 2017 esiste ancora chi discrimina e perseguita un suo simile per il proprio orientamento sentimentale. Porcino Ferrara è profondamente convinto che la musica può veicolare messaggi sociali e contribuire all'emancipazione e alfabetizzazione emotiva delle persone. A quest'argomento ha dedicato un libro e ci permettiamo di segnalarvelo. A quasi un anno dalla sua uscita Il libro ha ricevuto ottime recensioni e anche il plauso della senatrice Monica Cirinnà. "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne" è in vendita su Amazon.

sabato 13 maggio 2017

Leggere fa bene alla salute

La cultura illumina l'intelletto e annienta i pregiudizi e sradica la violenza. Maggio è il mese dei libri e per celebrare la cultura dobbiamo aiutare gli autori indipendenti a diffondere le loro idee. Per questo motivo Vi consiglio la lettura del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne".

venerdì 31 marzo 2017

L'intelligenza di Belle


Belle incontra la Bestia e tenta di capirlo. Lei non teme la "diversità" bensì desidera approcciarsi a ciò che non conosce con curiosità e intelligenza. Ognuno di noi è diverso e uguale allo stesso tempo. Occorre dunque andare oltre gli stereotipi e lottare per una cultura dell'accoglimento e del rispetto reciproco. L'ignoranza genera mostri ma la cultura illumina la ragione. Vi consiglio il libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne" dove troverete percorsi, storie, canzoni, film, serie TV e perfino un progetto educativo. Il libro è in vendita su Amazon.

#labellaelabestia #canzonicontrolomofobiaelaviolenzasulledonne

domenica 19 marzo 2017

"La corsa di Billy" di Patricia Nell Warren


("La corsa di Billy" di Patricia Nell Warren, Fazi Editore, pp. 332, € 18.50).

Il celebre protagonista de Il giovane Holden affermava: "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira". Tale citazione fa proprio al caso nostro, in quanto il romanzo di Patricia Nell Warren è un libro a dir poco perfetto. Ti tiene inchiodato fino all'ultima pagina e non vorresti mai staccarti da una storia così entusiasmante, ben scritta e coinvolgente fino all'inverosimile. La corsa di Billy dovrebbe essere letto dai giovani per educarli ad una cultura dell'accoglimento e del rispetto reciproco. Il romanzo è ambientato nel 1974, e denuncia la piaga della discriminazione sessuale in ambito sportivo. Anch'io nel libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne (2016) mi sono occupato del razzismo che si cela ancora oggi nel mondo dello sport, e in special modo in quello del calcio. Il New York Times l'ha definita: "La più famosa storia d'amore gay mai narrata", ma l'Amore non ha né sesso né genere. In una relazione sentimentale esistono soltanto due persone che si amano, e lo si capisce anche leggendo questo capolavoro letterario. Le etichette servono solo agli stupidi per non perdersi nel flusso ininterrotto della loro ignoranza. Non a caso Pasolini disse che 'quando la gente non capisce fabbrica scaffali'. L'amore di Harlan Brown e Billy Sive è un sentimento intenso, puro e allo stesso tempo passionale ma capace di andare oltre l'ostilità dei soliti sepolcri imbiancati. Il fulcro di questa meravigliosa storia d'amore è proprio il desiderio di amare senza riserve e alla luce del sole. Il libro ci mostra anche dove può condurre l'odio, l'intolleranza, il pregiudizio e l'omofobia interiorizzata. Ma ritornando alla citazione iniziale mi piacerebbe davvero essere amico di una scrittrice come Patricia Nell Warren. Le chiederei tante cose, ma soprattutto le domanderei di Billy e del suo carisma eccezionale.
La corsa di Billy pubblicato per la prima volta negli anni' 70 riuscì a risvegliare le coscienze degli americani, e a ispirare nel 1974 perfino la nascita di un movimento costituito da atleti appartenenti alla comunità Lgbt: i Frontrunners (dal titolo originale del libro). L'autrice ha dato anche un seguito alla storia nei rispettivi romanzi Harlan's race (1994) e Billy's boy (1997). Infine un ringraziamento speciale alla casa editrice Fazi per aver tradotto egregiamente un libro di rara bellezza.
Da leggere assolutamente.

Cristian Porcino


® Riproduzione riservata

lunedì 6 marzo 2017

Educare al rispetto attraverso le canzoni


Femminicidio, stalking, abuso sessuale, violenza fisica e psicologica, omofobia, bullismo, sono termini che purtroppo, negli ultimi anni, sono entrati prepotentemente e tristemente nella nostra realtà quotidiana. Il ruolo dei media è stato determinante per far emergere questi fenomeni che, ci rendiamo conto, sono sempre esistiti ma solo attualmente sono diventati un’emergenza pressante e improrogabile, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Sebbene negli ultimi anni sono state realizzate delle iniziative pubbliche finalizzate a sensibilizzare e informare su tali fenomeni, istituite delle giornate per condannare ogni forma di abuso e di violenza, purtroppo, giornalmente ci ritroviamo a dover fare in conti con notizie a dir poco inquietanti. Nel mondo vi sono ancora tante donne vittime di violenza fisica o sessuale, una violenza che spesso, nei casi più drammatici, sfocia nel femminicidio: la manifestazione più crudele della sopraffazione da parte dell’uomo sulla donna. E ancora, se da un lato prosegue a livello giuridico una propensione all’inclusione degli omosessuali (vedi legge Cirinnà), purtroppo ancora nel 2017 l’omofobia è una piaga sociale e culturale ancora ben radicata. Non vi sono dubbi, è di fondamentale importanza promuovere costantemente e attuare interventi specifici per prevenire e ridimensionare il manifestarsi di tali fenomeni. Inoltre, sarebbe opportuno attuare nelle scuole interventi destinati ai giovani e finalizzati a educarli a conoscere, capire e gestire le proprie emozioni, aumentare l’empatia, gestire i conflitti, accrescere il rispetto per se stessi e per gli altri così da costruire e mantenere relazioni di qualità, tutte caratteristiche fondamentali dell’Intelligenza Emotiva di Goleman (1995). Lo scrittore Porcino nel suo libro ci fornisce un quadro ben strutturato dei fenomeni sopraccitati, inoltre, riserva la parte finale del testo ad un progetto educativo destinato a studenti di scuola media inferiore e superiore. Nel libro l’autore affronta argomenti forti come violenza sulle donne e omofobia, e lo fa proponendo un’analisi dei testi di alcune note canzoni. Porcino vuole arrivare al cuore delle persone e, in particolare, alla loro coscienza, e si affida alla musica per farlo, una preziosa arte in grado di scatenare emozioni pure. D'altronde come diceva Picasso: “La musica è una meravigliosa bugia che dice la verità”.

Giovanna Prestianni
(Criminologa e Dottoressa in Psicologia Clinica)


Il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” può essere acquistato su Amazon oppure si può ordinare nelle librerie Mondadori e Giunti



® Riproduzione riservata

giovedì 2 febbraio 2017

Un libro per combattere l’omofobia e la violenza sulle donne


"Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne" di Cristian A. Porcino Ferrara è un saggio ben strutturato e, come sempre, scritto bene. Inoltre c'è l'elemento della novità: nessuno ha trattato due temi così delicati e importanti attraverso l'analisi dei testi di celebri canzoni. Porcino Ferrara, filosofo e scrittore indipendente, ha creduto fortemente nell’uscita del libro nonostante i diversi apprezzamenti ricevuti da editori non disposti, però, ad investire economicamente su di un libro che si occupa dei cosiddetti “perduti della storia” (definizione racchiusa nella prefazione di D. Tuscano). Una scelta vittoriosa, quella del nostro autore, se pensiamo che il libro ha ottenuto anche il plauso della senatrice Monica Cirinnà. L’autore ricostruisce le vicende storiche che si celano dietro la tardiva emancipazione dell’universo femminile a causa di una società maschilista e aggressiva, spalleggiata, quasi sempre, dai rappresentanti religiosi (anch’essi, ahimè, maschi!). Inoltre si affronta con competenza la radice dell’intolleranza omofobica e le relative aggressioni a chi ha un orientamento sentimentale diverso dal proprio. A conclusione del libro si trova un progetto educativo per sensibilizzare gli studenti delle scuole sulle diverse forme di affettività. Cristian insiste nel sostenere che la violenza e l’intolleranza sono manifestazioni proprie dell’ignoranza, e di conseguenza vanno combattute con la conoscenza. Un testo che, a parer mio, deve essere letto proprio per contrastare comportamenti e situazioni ancora così frequenti nella nostra società. È notizia di questi giorni di una nuova aggressione omofoba a Milano, e della legge votata in Russia che depenalizza la violenza domestica su donne e bambini. In tal senso il viaggio dentro la storia operato da Porcino Ferrara si fa ancor più illuminante per noi lettori. Dunque auspicando una rapida diffusione del volume vi esorto alla lettura di un libro così tanto sentito e ispirato.

(Federica Giuliani)

Su “Compagni di strada” 29/01/2017

Il libro può essere ordinato nelle librerie Mondadori e Giunti oppure si può acquistare su Amazon.