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lunedì 20 ottobre 2025

Quando la gente non capisce, fabbrica scaffali!


 

Pier Paolo Pasolini diceva: “Quando la gente non capisce, fabbrica scaffali.
E in effetti, aveva ragione.
Capire è un esercizio faticoso. Richiede ascolto, empatia, tempo — e soprattutto la disponibilità a mettere in discussione sé stessi.
Giudicare, invece, è un gesto istintivo, quasi consolatorio: non richiede alcuna fatica e, sui social, “rende” anche di più.
Viviamo in un’epoca in cui l’opinione è diventata moneta di scambio e il pensiero critico un lusso per pochi. Si reagisce, si etichetta, si scomunica: tutto in nome di un’inconsapevole ansia di appartenenza.
Vai a spiegare, allora, ai professionisti del nulla — i de-pensanti di mestiere — che il “Gender” e la “cultura Woke” non esistono come spauracchi ideologici, ma come caricature costruite per alimentare paura e clic.
Heidegger diceva: “Il nulla nulleggia.
E oggi quel nulla prende forma nel linguaggio dell’odio, somministrato quotidianamente sotto forma di pregiudizio, sarcasmo e violenza verbale.
Un nulla che parla tanto, ma non dice nulla.



E intanto, uccide la possibilità stessa di capire. Ben diceva Umberto Eco quando sosteneva: "Avere un nemico è cruciale per definire l'identità di un gruppo, misurare il proprio sistema di valori, dimostrare il proprio valore nell'affrontarlo e rafforzare la coesione sociale. Quando un nemico reale manca, viene costruito per soddisfare questa esigenza".
E così, mentre siamo impegnati a costruire il nemico, gli scaffali si riempiono, uccidendo la possibilità stessa di capire.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

mercoledì 18 agosto 2021

Chiacchierata - Intervista sul Decreto Zan e sul Gender con Cristian A. Porcino Ferrara

 


1) Giuseppe Scano: Indipendentemente  da  credente  o non credente, visto  che sei  un filosofo  e un docente, voglio chiederti cosa ne  pensi di queste assurde  dichiarazioni:  << Mai andare oltre quello che ci è stato consentito, altrimenti si perde il concetto di essere umano >>. Così la senatrice della Lega Antonella Faggi ha concluso il suo intervento nel corso della discussione generale sul Ddl Zan nell'aula del Senato. <<Se il Signore ci avesse voluto così molteplici, così diversi, avrebbe fatto in modo che da soli potessimo cambiare il nostro sesso e il nostro modo di fare. Invece non siamo così - ha detto Faggi - Noi siamo come Dio ci ha fatto e dobbiamo accettarci. Non possiamo spingerci oltre, mai spingersi oltre la natura >> ?

Cristian A. Porcino Ferrara: «Solitamente ci si nasconde sempre dietro a un Dio per affermare delle assurdità cosmiche. Le religioni, tutte, hanno contribuito ad avvelenare il pensiero umano. Vedi i talebani che sono ritornati in Afghanistan, i nazisti che dicevano “Gott mit uns - Dio è con noi” e il motto fascista “Dio, patria e famiglia”. Marx sosteneva che “Ogni cosa glorifica Dio vanifica l’uomo”. Il concetto di natura è quasi sempre utilizzato in modo inappropriato e in contesti poco calzanti. Il compianto Gino Strada affermava che i diritti devono essere uguali per ogni essere umano altrimenti diventano privilegi. I limiti che non devono essere oltrepassati sono stati creati proprio da quei soggetti che non volevano e non vogliono in alcun modo raggiungere una parità in ambito di diritti civili e sociali. 

La disuguaglianza e la discriminazione sono per molti individui un valido carburante per alimentare la loro propaganda d’odio di stampo fascista. L’ignoranza è una brutta bestia! Diceva bene Margherita Hack quando affermava che: “Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l'etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell'aldilà” ». 

2) Giuseppe Scano: <<Secondo le femministe della vecchia guardia contrariamente al neo femminismo o  il femminismo intersezionale (vedi  il  mio contatto Alice  Merlo) andrebbe separata l'identità di genere (il cosiddetto gender) dal sesso, tu che ne pensi ? >>.

Cristian A. Porcino Ferrara: «Noto con rammarico che chi non condivide alcuni aspetti del Ddl Zan si è arroccato ormai su posizioni ideologizzate. Intavolare un dialogo con qualcuno presuppone l’intenzione di ascolto e io non vedo in certi ambiti alcun interesse in tal senso. Chi ostacola l’approvazione di questo disegno di legge si rende purtroppo complice dei crimini d’odio. Certi esponenti politici italiani guardano con benevolenza alle politiche omofobe e misogine di Russia, Polonia e Ungheria. L’approvazione della legge Zan segnerebbe uno spartiacque tra chi è in prima linea per la difesa dei suoi cittadini e chi invece reprime e annienta tutto ciò che non rientra in uno stereotipo tradizionale di stampo eteronormativo. Bisogna tenere presente che quando nasciamo non abbiamo un genere ma un sesso. In molti hanno una gran confusione in testa su questi termini e li utilizzano erroneamente come sinonimi. 

A tal proposito vi consiglio la lettura di un libro illuminante scritto dalla sociologa Graziella Priulla “C’è differenza”».


domenica 4 febbraio 2018

Uno sguardo sull’Altrove. Intervista a Cristian A. Porcino Ferrara


Da qualche settimana è uscito il nuovo libro del filosofo impertinente dal titolo evocativo “Altro e altrove”. Ho intervistato Cristian per comprendere alcuni punti da lui affrontati nel testo.


1) Cos’è per te l’altrove? La tua concezione assomiglia più all'altrove raccontato in Martin Mystère oppure allo Studio degli Stati di Coscienza?

«Il titolo del libro è ben spiegato nell’omonimo capitolo e non ha alcun rapporto con Martin Mystère o con lo studio degli stati di coscienza da te citati. Per tale motivo non vorrei bruciare la curiosità del lettore palesandogli, d'emblée, il significato. L’altrove è un luogo che ci trasporta in una dimensione, per l’appunto, altra da quella in cui viviamo. Una realtà esistente che però si scontra con la percezione del reale nel nostro vivere quotidiano. Chi ha una sensibilità spiccata finisce per alienarsi da tutto e tutti a causa di un contesto sociale che vuole sempre più foraggiare la massa ed estromettere l’individuo».

2) La tolleranza ha solo un lato negativo oppure ha qualche aspetto positivo? Mi sovviene il protagonista del film “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti che dice : << Se tu devi tollerare qualcuno non c'è il senso di uguaglianza>> !

«Non ho visto il film di Diritti ma devo dire che sposo in pieno quanto espresso dal protagonista della pellicola. Il concetto di tolleranza ha una storia importante ma col tempo tutto si è trasformato. Trovo aberrante l’idea di un essere umano che sopporta qualcuno. È il fallimento dell’idea di umanità e di uguaglianza. Nessuno deve tollerare gli altri ma capirli, o per lo meno sforzarsi di comprenderli rispettandone le differenze. Io preferisco il termine rispetto alla parola tolleranza. Come diceva James Hillman: ‘Siamo qui non per capire tutto, ma per apprezzare quello che c’è”.


3) Tu definisci fantomatiche le teorie gender. A questo punto la domanda sorge spontanea: il gender esiste o no?

«Il termine gender deriva dalla lingua inglese e significa genere. Possiamo parlare di gender gap, di studi di genere etc., ma non certamente di una ideologia insegnata a scuola per influenzare i bambini. Agitare lo spauracchio di una ideologia inesistente serve a confondere l’opinione pubblica sui motivi reali che si celano dietro il sorgere di certi inquietanti movimenti neofascisti. Chi parla di teorie gender con tono apocalittico solitamente appartiene a dei gruppi fondamentalisti di matrice cattolica o a partiti politici di estrema destra. L’interesse di costoro è proprio quello di delegittimare il riconoscimento dei diritti civili e contrastare la piena integrazione delle persone omosessuali nella nostra società. Purtroppo anche il papa ha generato confusione sulla questione con la sua dichiarazione pubblica dell’aprile 2015. Questa è una battaglia che la Chiesa porta avanti senza affrontarla nel merito. Esistono persone confuse e disinformate che si sono scagliate perfino contro il cartone animato Lady Oscar. Per tale motivo ho deciso di incentrare il capitolo su Oscar François de Jarjayes».


4) Se la religione è un inganno allora perché la maggior parte delle persone crede in un Dio anche se in modo diverso?

«Credere in una o più divinità fa parte dell’essere umano. La nostra paura di morire ci spinge a ricercare dei significati che non troviamo nella realtà tangibile. Da non credente non ho mai pensato alla religione come un problema da risolvere per poi disfarmene. Personalmente posso vivere benissimo senza religione, ma non la stragrande maggioranza della popolazione. Mi preoccupano, invece, le istituzioni religiose che si dichiarano rappresentanti terreni di un Dio ed elaborano poi apparati finanziari molto sofisticati e dannosi. Il loro potere si nutre dei diktat morali basati su libri che non hanno alcun fondamento scientifico e causano, in tal modo, l’infelicità dei propri fedeli».

5) Rimedio alle fake news?

«Per affrontare la problematica delle fake news ho utilizzato la canzone di Francesco Gabbani. Il rimedio non si trova certamente in una censura avallata dallo Stato, ma certamente in una maggiore consapevolezza del lettore riguardo la fonte che divulga la notizia-bufala. Purtroppo anche in campagna elettorale assistiamo costantemente al trionfo delle notizie farlocche. Si sa già in anticipo che gran parte delle promesse elettorali non verranno mantenute dopo l’elezione. Inoltre certe promesse somigliano a vere e proprie minacce a determinati risvolti democratici già affermati. Il mio invito è quello di documentarsi e di consultare più fonti prima di credere alla notizia. Un popolo disperato è disposto a credere a tutto, ma non c’è peggiore affronto nel giocare con la disperazione degli elettori. Vi invito soprattutto a non credere molto a chi promette mari e monti. Come recita il detto popolare: Troppo fumo equivale a niente arrosto!».



Giuseppe Scano

Il libro è in vendita su Amazon

lunedì 22 gennaio 2018

Essere Altro e altrove


Il nuovo libro di Cristian A. Porcino Ferrara arriva a due anni di distanza da “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” che ha ricevuto diversi apprezzamenti istituzionali. “Altro e altrove” raccoglie un sapere ‘eretico’ che spinge il lettore verso una consapevolezza dimenticata. Il filosofo impertinente affronta tante tematiche e in ogni riflessione si intravede l’anima dell’autore. Porcino mette al centro delle sue elucubrazioni proprio l’umanità. Non ama giudicare i suoi simili, e ritiene addirittura uno ‘scandalo’ la parola tollerare perché nessuno deve sentirsi sopportato da altri umani. In tal senso il capitolo che dà nome al libro è significativo per comprendere il mondo interiore del filosofo catanese. L’autore si scaglia contro un finto moralismo sempre più elaborato e debordante nella nostra società. Analizza e scardina stereotipi e luoghi comuni, critica i desideri indotti dalla pubblicità, le fantomatiche teorie gender, gli abusi sessuali del clero ai danni dei bambini, l’inganno della religione, la musica contemporanea giunta quasi al crepuscolo e la diffusione incontrollata delle fake news. Il suo pensiero non risparmia nessuno, nemmeno papi, santi e supereroi. Sugli eroi dei fumetti si trova un delizioso capitolo che affronta con ironia la sessualità di Superman e company. Il libro svela un pensatore irriverente con un senso morale spiccato, una vis polemica non indifferente e una sferzante ironia. In effetti Porcino Ferrara è davvero altro e altrove, e per capirlo occorre leggerlo senza preconcetti e con una mentalità davvero aperta.

(Marco Gismondo)

Il libro è in vendita su lulu.com e su Amazon.