lunedì 30 marzo 2026

“Obliquo presente”: una lettura che lascia il segno

 


Obliquo presente: una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara.
Inizio soffermandomi un attimo sulla copertina, nonché affascinante illustrazione di Stefano Donatiello, per contemplarne non solo la bellezza a livello estetico e artistico, ma anche ciò che vuole esprimere.
Questo è qualcosa di soggettivo e anche personale, ma la copertina dona profondità alle emozioni e alle sensazioni del libro stesso.
È un’introduzione silenziosa alla pedagogia. Non si esprime a parole, ma a livello platonico.
Il gioco di luce e ombra, dell’acqua che riflette in esse e viceversa, è qualcosa che trasmette conforto in quella profonda angoscia.
Un abbraccio che l’autore vuole dare a chiunque sia passato, o stia passando, per ciò che ha dovuto affrontare fin da tenera età.
Una copertina che urla il bisogno di cambiamento, con l’ascolto di verità agghiaccianti, l’accettarsi per come si è, tra lacrime versate e profonda solitudine.
Specchi con riflessi che a volte accecano, o fanno riscoprire l’autore sotto una luce diversa, anche se malinconica.
Questa illustrazione merita attenzione come ogni contenuto di questo libro: non dobbiamo solo leggere il titolo, ma analizzare anche l’arte che lo circonda.
Il libro esplora tematiche non solo a livello personale e professionale, ma anche culturale, di cui oggi si è spesso all’oscuro.
La disinformazione è una scelta che si fa, seguendo la facile “retta via” che si para davanti a noi, piuttosto che inclinare il nostro cammino e scegliere una strada più tortuosa.
Questo libro offre più di un’emozione, con piene consapevolezze che, ai giorni odierni, si tendono a ignorare.
L’autore, intrecciando le sue esperienze, lascia che la sua sensibilità emotiva, soffocata a causa di un’infanzia amputata da un sistema radicalmente sbagliato, crei nodi non solo con il suo essere interiore, ma si leghi anche all’arte e agli autori d’epoca.
Trasporta il lettore non solo a porsi domande su storie occultate e veritiere, ma anche a immergersi nel suo punto di vista.
Provando sensazioni ed emozioni come sensibilità, solitudine, rabbia, frustrazione, sconforto, impotenza, ecc.
Ci si ritrova faccia a faccia con quesiti “scomodi” da affrontare.
Il libro sbatte in faccia la verità, senza peli sulla lingua, ed è questo che può turbare chi legge. Ma è proprio questo linguaggio che smuove qualcosa.
Si affronta anche l’importanza della lingua stessa, come il vietare il proprio dialetto.
Si sradica non solo la storia di un luogo, ma si intralciano anche i modi di esprimersi a livello linguistico ed educativo, perché considerati “volgari”.
Sono dell’opinione che qualsiasi lingua possa esserlo: dipende solo dal mondo in cui la si usa.
Quindi il dialetto, come specifica l’autore, non è sinonimo di ignoranza né di mancanza di eleganza. Il dialetto è lingua e cultura.
La società di oggi segue troppo la cosiddetta “massa”.
Scegliere “l’obliquo presente” significa intraprendere un viaggio introspettivo, ma anche molto solitario.
Quando ci si ritrova ad avere idee diverse da qualcun altro, che non rispettano preconcetti e convenzioni, si viene esclusi dal “gregge”.
Ma quando si impara ad amarsi, ad amare le proprie idee e i propri principi, a non dare nulla per scontato — che siano persone, cose, momenti, famiglia, cultura, paesaggi, ecc. — si può trovare bellezza e conforto anche in qualcosa, non esclusivamente in qualcuno che degrada le tue idee e il tuo essere.
L’autore trova conforto nei suoi viaggi, nei paesaggi che descrive con tanto amore e dettagli.
Questo libro esplora molti argomenti davvero interessanti e incisivi, come l’uso importante delle parole, i giudizi e i pregiudizi.
Lo consiglio perché è davvero un’esperienza fuori dall’ordinario.
L’autore è stato coraggioso nell’arco della sua vita e carriera: le sue idee creano “disagio”.
Ma disagio significa opportunità e speranza che, rompendo gli schemi e la vecchia scuola, qualcosa di davvero genuino possa insinuarsi nei giorni odierni, specialmente nei giovani che saranno il futuro.
Egli, anche in modo sottinteso, tocca temi come la speranza e il “non è mai troppo tardi”.
Il dolore lo ha forgiato. Il tempo cambia, lascia squarci e cicatrici che non si dimenticano.
Ad oggi, a distanza di anni, ha finalmente ricordato come ci si sente a respirare, dopo aver attraversato tempeste trattenendo il respiro, in mezzo alla gente “normale”, mentre lui era solo in cerca del suo obliquo.
Quindi concludo la mia opinione dicendo che questa pedagogia è stata una violenta boccata d’aria da prendere.

Cristina Giannitto

Il dovere del limite

 



​È di questi giorni la notizia di una professoressa accoltellata da un allievo, che ha dichiarato di rimpiangere di non averla uccisa e di non aver colpito anche i propri genitori. Trovo altamente diseducativo chi tenta di minimizzare l’accaduto, riducendolo a una ragazzata o a un gesto riconducibile a generiche fragilità esistenziali. In quanto docente, ritengo che il ragazzo debba essere perseguito legalmente: una risposta indulgente non gli insegnerebbe nulla, anzi rischierebbe di rafforzare l’idea che le proprie azioni non abbiano conseguenze.
​Dobbiamo smettere di guardare a queste esplosioni di violenza come a tragiche eccezioni isolate. La storia recente, a partire dalla strage della Columbine in poi, ci insegna che il nichilismo e il desiderio di annientamento dell'altro non sono "crisi passeggere", ma derive profonde che si nutrono proprio dell'assenza di un limite percepito. Ma attenzione: la scuola non può e non deve diventare il parafulmine di ogni fallimento sociale. Sono stanco di chi scarica la responsabilità comportamentale dei ragazzi esclusivamente su di noi docenti, deresponsabilizzando le famiglie e la società civile. Noi non siamo taumaturghi e non possiamo compiere quei miracoli educativi che tutti si aspettano, mentre il resto del mondo abdica ai propri doveri.
​Questo “familismo” che porta alcuni colleghi a considerare gli studenti come figli è, a mio avviso, fuorviante. I nostri allievi non sono i nostri figli: il nostro ruolo è diverso e deve restare distinto. Più giustifichiamo e proteggiamo, più rischiamo di formare una generazione incapace di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. È un tema che ho approfondito nel mio saggio Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio, dove analizzo come la violenza giovanile sia spesso il sintomo di una mancanza di confini chiari e di un’etica del limite che la scuola deve contribuire a ricostruire, ma non in solitudine.
​La scuola deve formare cittadini consapevoli e responsabili. La responsabilità educativa non esclude quella legale: al contrario, la rende comprensibile.
Non spetta a noi, come società, stabilire l'entità di una condanna mossa dal livore, né dobbiamo lasciarci trasportare dall'odio del momento. La pena deve conservare il suo valore rieducativo: punire per insegnare che dagli sbagli, anche i più gravi, si può e si deve imparare a tornare umani.
La perdonanza può essere una scelta personale, intima e rispettabile del singolo individuo. Ma non può e non deve diventare un’aspettativa istituzionale o educativa. Restiamo saldi nel nostro ruolo, senza confondere comprensione e deresponsabilizzazione, e continuiamo a essere un presidio contro ogni forma di illegalità o criminalità.

​©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 27 marzo 2026

La mia intervista su Recensissimo: pedagogia, parola e odio sociale

 



Ieri sera sono stato ospite in diretta Instagram sulla pagina Recensissimo, dove Serena Bufano e Cristian Panzera mi hanno dedicato un'intervista intensa, profonda e — lo dico senza retorica — tutt'altro che banale.
Abbiamo parlato del mio ultimo libro
Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Un viaggio attraverso temi che sento urgenti e necessari:
🔹 il potere della parola e la sua distorsione in una società che sembra aver fatto dell'odio la sua lingua madre — nella vita, sui social, ovunque
🔹 la mistificazione dei messaggi e come ci condiziona senza che ce ne accorgiamo
🔹 Pier Paolo Pasolini e la figura del cattivo maestro — una definizione che nel libro rileggo e reinterpreto
🔹 il ruolo degli insegnanti, categoria su cui ricadono troppe colpe, mentre famiglie e istituzioni sembrano aver perso il contatto con la realtà
Ringrazio di cuore Serena e Cris per lo spazio che mi hanno concesso e per la qualità delle domande: il tipo di conversazione che ti fa venire voglia di continuare a scrivere.
👇 Obliquo Presente è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Obliquo-presente-pedagogia-dissenso-dellodio/dp/B0GHPTCXGB
▶️ Qui accanto il link per rivedere la diretta → https://www.instagram.com/reel/DWXI0WdiGxY/?igsh=Mm82c3VscGg2bmhz

mercoledì 25 marzo 2026

“Obliquo Presente”: a Misterbianco il dissenso diventa dialogo e resilienza

 





Il 24 marzo 2026, nella suggestiva cornice del Teatro Comunale di Misterbianco, presso la saletta dedicata ad Andrea Camilleri, si è svolta la presentazione del libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara. Un appuntamento partecipato e ricco di spunti, capace di intrecciare riflessione culturale, impegno civile e condivisione emotiva.








Il cuore dell’evento si è sviluppato attraverso un dialogo intenso e articolato, arricchito dagli interventi della professoressa Alessandra Irene Marchese e dello psicologo Sandro Mangano, che ha guidato e sollecitato il dibattito sin dalle sue fasi iniziali.
Nel corso del confronto ha preso la parola l’assessora Maria Virgillito intervenendo su alcuni passaggi emersi durante la discussione e contribuendo con il proprio punto di vista all’interno del dibattito già avviato. Allo stesso modo è intervenuto anche l’assessore Alessio Strano, presente non solo nel suo ruolo istituzionale ma anche come amico dell'autore, offrendo un contributo partecipato e personale.



La professoressa Marchese ha offerto un’analisi puntuale del tema della censura nella storia, abbracciandone le manifestazioni nell’arte, nella musica e nella letteratura, in piena sintonia con i contenuti del volume.
Di grande impatto anche l’intervento del dottor Mangano, che ha coinvolto attivamente il pubblico in un esercizio di condivisione: agli intervenuti è stato chiesto di definire con un aggettivo le emozioni suscitate dalla lettura di alcuni stralci del libro. Ne è emerso un mosaico di percezioni e vissuti che ha restituito una fotografia autentica e partecipata della platea. Non a caso, lo stesso Mangano ha definito il libro di Porcino Ferrara un vero e proprio atto di resilienza, capace di trasformare l’esperienza del dissenso in occasione di crescita e consapevolezza.




Nel corso del confronto, al quale hanno preso parte anche allievi ed ex allievi dell’autore, è emersa con forza la capacità del testo di generare dialogo e riflessione condivisa. Gli interventi del pubblico hanno contribuito a rendere l’incontro vivo e dinamico, restituendo una pluralità di sguardi coerente con lo spirito dell’opera.



A fronte di alcune definizioni emerse durante il dibattito, è utile richiamare il pensiero del filosofo Manlio Sgalambro, secondo cui “il pessimista onora la verità”: una chiave di lettura che consente di sgomberare il campo da etichette riduttive e di restituire al lavoro di Cristian A. Porcino Ferrara la sua dimensione più autentica, quella di un’indagine lucida e necessaria sul presente.





Nel corso del dibattito, sollecitato anche dalle domande del pubblico, l’autore ha affrontato alcuni dei temi più delicati trattati nel libro, tra cui i pregiudizi che ancora oggi le persone omosessuali si trovano ad affrontare, anche in ambito religioso. In questo contesto, Porcino Ferrara ha affermato: "Noi persone omosessuali siamo cresciute con un linguaggio e una terminologia eterosessuale che ci hanno definiti e, di conseguenza, discriminati. Come diceva Michela Murgia, in una gerarchia di potere ogni etichetta che ci viene cucita addosso non è una descrizione, ma la misura del potere che gli altri vogliono esercitare su di noi.".  Un passaggio che ha suscitato interesse e partecipazione, confermando la capacità del testo di stimolare un confronto aperto e necessario.


Un evento che ha lasciato il segno, capace di unire pensiero critico e partecipazione collettiva, nel segno di una pedagogia del dissenso che si fa strumento di consapevolezza e cambiamento.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it




lunedì 23 marzo 2026

Obliquo Presente: la recensione di Ivonne Buzzoni

 


Con gratitudine e sincero apprezzamento desidero ringraziare Ivonne Buzzoni per la sensibilità, l’attenzione e la profondità con cui ha letto e restituito il senso di Obliquo Presente.

Un grazie anche a La Bottega Dei Libri per lo spazio e la competenza con cui continua a promuovere il dialogo culturale.
📖 Un piccolo estratto della recensione:
“Questo libro non nasce da un’idea astratta, ma da una necessità concreta: orientarsi in un tempo che ha smesso di interrogarsi.”

In Obliquo presente. Un pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, Cristian A. Porcino Ferrara offre al lettore una raccolta di saggi che hanno un compito ben preciso: vivere il presente senza farsi addomesticare.

“Abitiamo un territorio segnato dall’odio, dove le parole funzionano come confini mobili: servono a ferire, a escludere, a rendere presentabile l’infelicità altrui.”

Se vi incuriosisce questo sguardo sul libro e sul tema del dissenso nel tempo dell’odio, potete leggere la recensione completa qui 👇

domenica 22 marzo 2026

Misterbianco legge: un viaggio tra psiche e società con Cristian A. Porcino Ferrara

 



COMUNICATO STAMPA

Misterbianco, al Teatro Comunale la presentazione del libro “Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio” del docente Cristian A. Porcino Ferrara

MISTERBIANCO (CT) – Un viaggio tra le pieghe dell'attualità e della psiche umana: martedì 24 marzo, alle ore 16:00, il Teatro Comunale di Misterbianco (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni, Via Giordano Bruno 74) ospiterà la presentazione ufficiale del libro “Obliquo Presente”, opera di Cristian A. Porcino Ferrara.
L'incontro, patrocinato dal Comune di Misterbianco, si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito.
A seguire, l'autore approfondirà i temi e le suggestioni del volume in un dialogo multidisciplinare che vedrà la partecipazione di:
-Sandro Mangano – (Psicologo)
-Alessandra Irene Marchese – (Professoressa)

L’OPERA E L’AUTORE

Obliquo Presente” si pone come una riflessione profonda sulla contemporaneità, offrendo al lettore una pedagogia del dissenso e una prospettiva inedita e "obliqua" sulla realtà che ci circonda. L'autore, Cristian A. Porcino Ferrara, stimato docente e attento osservatore delle dinamiche sociali, riversa in queste pagine una sensibilità maturata nel quotidiano contatto con il mondo della formazione e della cultura. Il libro rappresenta un’importante occasione di confronto per la cittadinanza, unendo il linguaggio della letteratura a quello della psicologia e dell'analisi pedagogica.

L’ingresso è libero e aperto al pubblico.

DETTAGLI DELL’EVENTO:

- Data: Martedì 24 Marzo

- Orario: 16:00

- Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74 - Misterbianco (CT)

Informazioni:
obliquopresente@virgilio.it

venerdì 20 marzo 2026

"Obliquo Presente", cambio sede per l'incontro con l'autore Cristian A. Porcino Ferrara a Misterbianco

 


COMUNICATO STAMPA

Obliquo Presente cambia casa: la presentazione di Cristian A. Porcino Ferrara si sposta al Teatro Comunale
MISTERBIANCO (CT) – Un cambio di cornice per un incontro che promette di andare in profondità. Si comunica che la presentazione del libro “Obliquo Presente” dell’autore Cristian A. Porcino Ferrara, prevista per il prossimo 24 marzo alle ore 16:00, non si terrà più presso lo Stabilimento Monaco come precedentemente annunciato.
L’evento si sposta nel cuore culturale della città: sarà il Teatro Comunale (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni) in Via Giordano Bruno, 74, a ospitare il dialogo tra l'autore e il pubblico.
L’INCONTRO
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito, l’autore approfondirà le tematiche dell’opera in un confronto dinamico con:
- Sandro Mangano – Psicologo
- Alessandra Irene Marchese – Professoressa
Un’occasione imperdibile per riflettere sulle sfumature del presente attraverso le pagine di un'opera intensa e attuale.
DETTAGLI DELL’EVENTO:
Data: 24 Marzo
Orario: 16:00
Nuova Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74, Misterbianco.

L’ingresso è libero. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it