martedì 10 marzo 2026

L’amore che il marmo non ha potuto tacere

 


Dietro il volto del "Cristo Salvatore" nella Basilica di Sant'Agnese a Roma si cela il ritratto di Tommaso de' Cavalieri, l’uomo che Michelangelo amò profondamente?
La notizia di questi giorni non mi stupisce affatto. È la conferma di come l'arte sia stata, per secoli, l'unico spazio in cui l'identità poteva esistere, seppur travestita. Ma è anche il simbolo di una rimozione sistematica: pensate che persino i pronomi delle poesie di Michelangelo per Tommaso furono volti al femminile dal nipote per "salvare" la reputazione dello zio.
Che questa notizia venga confermata o si riveli l’ennesima suggestione giornalistica importa fino a un certo punto. L’amore tra Michelangelo e Tommaso è già scritto nelle sue poesie, nei suoi disegni e nella storia stessa della sua vita.
Nel mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio, dedico spazio proprio a questo: al racconto dell'Amore censurato di Buonarroti e a tutte quelle cancellazioni storiche messe in atto per negare l'orientamento sentimentale di grandi artisti.
Dissentire significa anche restituire la verità ai corpi e ai sentimenti che la storia ha provato a rendere invisibili. Quante storie d’amore sono state cancellate dalla storia dell’arte?
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domenica 8 marzo 2026

Oltre la retorica dell'8 marzo

 


📢 OGGI È LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA E DOVREMMO USCIRE FUORI DALLA SOLITA RETORICA IPOCRITICA E ZUCCHEROSA COLOR MIMOSA.
Le donne ancora oggi percepiscono un salario nettamente inferiore a un collega maschio: BEN IL 25%. Subiscono VIOLENZA FISICA E PSICHICA dai familiari di sesso maschile e spesso PAGANO IL PEGNO CON LA VITA per essere donne. Le donne che non lavorano nel nostro paese sono IL 43%. E potrei continuare ancora.
Eppure esisteva un tempo in cui la donna era venerata come DEA MADRE, da cui tutto prendeva vita.
OGGI NO.
Oggi viviamo nel TEMPO DELL’ODIO, dove il dissenso è un lusso e la violenza una routine.

Nel mio ultimo libro, OBLIQUO PRESENTE. UNA PEDAGOGIA DEL DISSENSO NEL TEMPO DELL’ODIO, smonto la retorica vuota e propongo strumenti concreti per RESISTERE, PENSARE, AGIRE. Per costruire una società in cui le donne non debbano più lottare per diritti che dovrebbero essere scontati.
📖 NON REGALARE UNA MIMOSA. REGALA UN’IDEA.
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giovedì 5 marzo 2026

24 Marzo: Incontro con l'autore a Misterbianco – Una pedagogia del dissenso.

 


📚 "Obliquo Presente" — 24 marzo.
Nel cuore della rassegna promossa dal 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼, “𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗦𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 – 𝗡𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗜𝗡 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲”, presenterò il mio libro 𝗢𝗯𝗹𝗶𝗾𝘂𝗼 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗱𝗶𝗼.

Un incontro per respirare insieme un altro modo di stare nel mondo: più consapevole, più libero, più capace di trasformare il dissenso in relazione e cura, proprio mentre la nostra società sembra spingerci verso l’opposto.

📅 𝟮𝟰 marzo. Sala Giarrizzo, Stabilimento Monaco 
📌  𝗔 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼

mercoledì 4 marzo 2026

Un sentito grazie a Queerographies per lo spazio dedicato al mio ultimo libro

 

Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Queerographies per aver dedicato spazio e attenzione al mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Grazie per il prezioso contributo alla riflessione su temi così urgenti e necessari nel panorama contemporaneo.
Leggi qui: https://queerographies.com/2026/03/04/obliquo-presente/

martedì 3 marzo 2026

Cari librai italiani, osate

 


Da docente e autore, credo che una libreria debba essere un presidio culturale di idee, non una vetrina di marchi. Poiché so quanta fatica costi tenerne aperta una, mi dispiace indirizzare i lettori online, ma al momento trovate il mio libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio esclusivamente su online.
È un paradosso, lo ammetto: usare il Leviatano digitale per preservare l'indipendenza del dissenso in questo tempo intriso d'odio. Ma se gli scaffali fisici diventano dogane del conformismo, allora preferisco la libertà — seppur virtuale — di un’indipendenza senza padroni. Ai librai non rivolgo un lamento, ma un invito al recupero della propria funzione: tornate a osare, se non volete che il libro diventi un semplice oggetto d'arredamento in un mondo che ha dimenticato come si decodifica il dissenso.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

domenica 22 febbraio 2026

Il Tu, il Lei e la memoria storica

 



A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco ho portato in classe una sua riflessione sui pronomi di cortesia.
Non una lezione di grammatica. Una lezione di storia.
Tu, Voi, Lei, Loro non sono formule neutre: raccontano gerarchie, rapporti di potere, trasformazioni culturali. Dalla Roma antica alla cancelleria rinascimentale, fino all’imposizione fascista del “Voi”, ogni scelta linguistica è lo specchio di un’epoca.
Il punto che ha acceso il dibattito è stato questo:
Il problema del “Tu” generalizzato non è grammaticale, ma è perdita di memoria storica.
Oggi molti giovani danno del tu agli adulti. Non per maleducazione, spesso, ma per inconsapevolezza.
Ed è qui che entra la responsabilità educativa.
Pretendo il “Lei”.
Non per distanza. Non per autoritarismo.
Ma perché il linguaggio costruisce mondi.
Educa alla differenza dei ruoli. Custodisce la memoria.
Se tutto diventa indistinto, anche l’autorità culturale si dissolve nel rumore.
Anche nel mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, Eco trova spazio. Il suo metodo — leggere i segni, interrogare ciò che sembra naturale — attraversa quelle pagine.
E ringrazio chi, qualche giorno fa, mi ha detto che a Eco il libro sarebbe piaciuto fin dal titolo.
Non so se sia vero.
Ma so che l’“obliquità” dello sguardo è un debito che sento profondamente.
In classe, discutere di qualcosa che non conoscevano ma profondamente legato al passato ha insegnato loro che una parola può contenere secoli.
Forse insegnare oggi significa questo: restituire profondità al presente.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara