È un vero onore condividere le parole che lo scrittore Stefano Benaglia ha dedicato al mio ultimo libro. Leggere una disamina così minuziosa e carica di passione mi riempie di gratitudine: è raro che un’opera venga guardata con tanta profondità.
Il 29° (ventinovesimo!) libro di Cristian Adriano Porcino Ferrara, dedicato alla memoria del padre il cui ultimo periodo è narrato con parole che commuovono e fanno riflettere, è un'immersione in apnea nel significato più profondo dei tanti argomenti che toccano la nostra vita. Un’immersione che fa meditare su tematiche che riguardano tutti noi nella quotidianità, ma che spesso non vengono affrontate:• la religione che instilla in (troppi) di noi il senso di colpa funzionale alla sua esistenza: senza i (secondo loro) nostri peccati finirebbe la funzione dei sacerdoti e della chiesa stessa che come parassiti si nutrono delle nostre insicurezze;• il ruolo centrale della donna nelle società preistoriche; donne accusate in seguito di aver causato qualsivoglia dolore da Eva, Pandora ed Elena in poi; donne con confini precisi da non travalicare, ma che stanno faticosamente ritrovando il proprio giusto riscatto grazie anche a figure come Michela Murgia e Carmen Consoli, solo per citarne un paio;• la scuola, regredita costantemente ma resiliente grazie ad insegnanti come Cristian che credono ancora nell’importanza della didattica. Alcune riflessioni dell’Autore potrebbero sembrare mera utopia, almeno finché Moige, Vaticano e destre conservatrici avranno il controllo sull’istruzione e non solo, ma parlarne e denunciarne le carenze è già un primo passo verso un possibile miglioramento;• la letteratura eteronormativa e i tanti amori omosessuali della storia ancora oggi taciuti tanto a scuola quanto nelle fiction: Achille e Patroclo, Leopardi e Ranieri. Quelli di Caravaggio, Platone, Leonardo, Shakespeare, Pascoli, Saba, Michelangelo. Una strategia culturale che stabilisce che solo un certo tipo di amore sia degno di memoria.Una disamina cruda, scomoda e senza sconti, di ciò che significa ancora oggi essere omosessuali. “Fin da piccoli”, scrive l’Autore (e il sottoscritto non ne è stato esente), “nascondiamo un segreto troppo grande per un bambino. A differenza degli etero che possono dire di essersi innamorati del/la protagonista di un film o di un/a compagno/a di classe, noi omo non potevamo. Non dovevamo. Non ci era concesso. I nostri sentimenti potevano urtare la sensibilità degli altri”. Un viaggio attraverso la bellezza dei dialetti, della poesia, della musica e della lingua siciliane ma anche sarde; un viaggio che tocca letteratura, pari opportunità, Pasolini, violenza giovanile, Raffaella Carrà, rapporto con il territorio, Barbra Streisand, l’importanza delle parole che possono uccidere, Renato Zero, Queer Art, Camilleri, vecchiaia e demenza senile con istituzioni e sanità che trattano con superficialità chi ne è colpito. Non parlare di tutto ciò, soprattutto su pagine nelle quali per antonomasia "scripta manent", significherebbe negarci con le nostre stesse mani qualsiasi cambiamento futuro. Un libro da leggere assolutamente, con calma, con attenzione, con la mente aperta a recepire le esortazioni e gli ammonimenti dell’Autore.Una menzione particolare va al capitolo-capolavoro finale: una magistrale dichiarazione d'amore con accostamenti e paragoni talmente poderosi ed efficaci da far anelare al lettore un legame galvanizzante come quello declamato.Obliquo Presente è in vendita su Amazon