mercoledì 27 maggio 2026

"La regina del Po" di Stefano Benaglia

 


(La regina del Po di Stefano Benaglia, Infilaindiana Edizioni, pp.131, € 15,00).


​La regina del Po di Stefano Benaglia è un romanzo che sonda vari territori. L'autore ripercorre molteplici aspetti della storia italiana e non solo. Una delle peculiarità del libro è proprio la maestria di Benaglia che, da buon narratore, racconta con dovizia di particolari alcuni momenti storici, ma con una tale leggerezza da rendere tutto davvero godibile. Tra queste pagine rivivono i tempi andati, la nascita della Repubblica italiana, i primi movimenti omosessuali, l'orrore della guerra, il terrorismo e molto altro. In un dialogo serrato e molto avvincente tra il giovane Gianluigi e l'anziano Ulpiano si viene risucchiati pagina dopo pagina da un vortice di continua curiosità. Non è affatto semplice raccontare la prospettiva di due individui che si relazionano con il proprio orientamento sentimentale e sessuale da punti di vista diversi, ma uniti dalla voglia di esistere infischiandosene allegramente dei giudizi della gente. Non è affatto facile, ma La regina del Po è un esperimento riuscito in tal senso. Il tono ironico dell'autore, così tipico della sua cifra stilistica, conferisce un'autenticità all'opera che ne esalta la struttura e la trama. Un libro scritto davvero bene, che cattura e non molla più. Sta al lettore scoprire chi è la regina del Po che dà il nome a questo romanzo. 

Assolutamente consigliato.


©️ Cristian A. Porcino Ferrara

martedì 26 maggio 2026

Dall'Intelligenza Artificiale all'Indifferenza Naturale: La mia Intervista con Ivonne Buzzoni

 


Ringrazio di cuore La Bottega Dei Libri  e Ivonne Buzzoni  per l'intervista di oggi. La cultura, la sensibilità e l'intelligenza di Ivonne hanno saputo creare una splendida atmosfera, toccando con delicatezza i diversi temi trattati nel mio libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.

Abbiamo parlato di molto: dai timori legati non tanto all'intelligenza artificiale, quanto all'indifferenza naturale; dall'arroganza di chi, pur non sapendo scrivere, si definisce scrittore pubblicando testi scritti da altri, fino al valore del dissenso in una società in cui si preferisce bloccare il prossimo sui social pur di non dialogare. E ancora, dal senso educativo della professione docente fino al tema della malattia.

🔗 Potete ascoltare/vedere l'intervista completa al seguente link: https://www.instagram.com/reel/DYz1TL1Df6z/?igsh=YWs4NGt0eTk4b3F1

Grazie ancora, Ivonne, per le tue domande preziose. Il mio Obliquo Presente non poteva cadere in mani migliori.

sabato 23 maggio 2026

Oltre l'invisibilità: i gesti che contano più di un "blocco" su Facebook

 


Spesso, durante presentazioni di libri, interviste, incontri didattici o semplicemente mentre faccio la spesa, incontro persone che mi definiscono “coraggioso” e mi esprimono la loro stima. Io però non mi reputo coraggioso. Mi considero semplicemente un uomo che ha deciso di uscire dall’invisibilità e, allo stesso tempo, di aiutare chi ancora non riesce a farlo. La visibilità di oggi non è una moda, ma il risultato di decenni di lotte, di voci ignorate, di persone discriminate e del diritto conquistato di non doversi più nascondere. Per questo continuerò a metterci la faccia. Sempre. Se vi infastidisce ciò che sono e ciò che faccio fatevene una ragione, perché non tacerò solo per non ferire il vostro orgoglio e la vostra ignoranza, anche se qualcuno mi ha già bloccato e tolto l'amicizia su Facebook perché evidentemente mi disprezza e non condivide le mie battaglie per una società più giusta ed equa. Non basta protocollare i propri principi cardine ad azioni compiute. Contano i gesti e bloccare qualcuno è tutto tranne che una mossa intelligente e conciliante! Ma veniamo alle notizie belle. Continuo a ricevere richieste di scuole e istituti che mi chiedono di creare altri incontri. Vi prometto che da settembre organizzeremo altri momenti di riflessione. Squadra vincente non si cambia. 

E grazie, davvero, per i vostri messaggi, il vostro affetto e i vostri feedback.

Una prospettiva oltre il conformismo: Santina Caffo recensisce "Obliquo Presente"

 


Condivido — emozionato — la recensione ad 'Obliquo Presente' dell'Avv. Santina Caffo, vice comandante della polizia locale di Misterbianco. La sua recensione mi onora e la sua analisi così attenta mi emoziona profondamente. Grazie ancora.


«Dopo aver letto "Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio" non  posso non dire che Cristian Porcino si caratterizza per una  cifra intellettuale poliedrica, in quanto la sua cultura  spazia agilmente tra discipline differenti che quasi mettono in crisi il lettore! 
Porcino infatti è dotato di una rara profondità esegetica che gli permette  di interpretare e analizzare la realtà con strumenti culturali sofisticati sì, ma con la capacità di renderli comprensibili ai più. La sua cultura non è polverosa o chiusa nei libri, al contrario ci fa comprendere la vita quotidiana.
"Obliquo presente" è un’opera scomoda, un atto di resistenza intellettuale che nasce dall’incrocio tra la pratica didattica quotidiana e una lucida analisi sociopolitica del nostro tempo. 
Il titolo rappresenta già un invito a non guardare la realtà frontalmente, secondo le traiettorie prefissate dal conformismo, ma ad assumere una prospettiva laterale, "storta", capace di scorgere le contraddizioni nascoste dietro le narrazioni dominanti.»

lunedì 18 maggio 2026

Costruire il rispetto: a Catania la scuola si unisce contro odio e omofobia


 

“Costruire il rispetto contro odio e discriminazioni”

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, si è svolto presso la Sala Teatro Stabile Futura di Catania l’incontro formativo “Costruire il rispetto contro odio e discriminazioni”, promosso dalla scuola di Formazione Professionale FUTURA di Catania ideato e coordinato dal Prof. Cristian Adriano Porcino.

Forte il messaggio agli studenti di Futura Catania dell’Avv. Santina Caffo, Vice Comandante della Polizia Locale di Misterbianco,  tra i protagonisti dell'iniziativa, che ha rivolto ai ragazzi un intenso intervento dedicato al rispetto delle regole, alla responsabilità personale e alla prevenzione di ogni forma di bullismo, cyberbullismo e discriminazione.



Nel corso dell’incontro, l’Avv. Caffo ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola, delle famiglie e delle istituzioni nel costruire una cultura dell’inclusione e della legalità, evidenziando come “una scuola sicura sia una scuola in cui nessuno deve avere paura di essere sé stesso”.

Particolare attenzione è stata dedicata ai rischi connessi all’uso distorto dei social network, spesso terreno fertile per cyberbullismo, revenge porn, diffusione di contenuti offensivi e isolamento sociale. Un richiamo forte è stato rivolto ai giovani affinché comprendano che dietro ogni gesto online esistono conseguenze reali, umane e anche giuridiche.

“Il bullismo non è forza, la violenza non è coraggio, la discriminazione non rende superiori” – ha affermato la Vice Comandante – ribadendo come offendere, emarginare o umiliare qualcuno per il proprio aspetto fisico, orientamento affettivo, identità personale, religione o provenienza significhi violare la dignità umana.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti normativi e penali: l’Avv. Caffo ha illustrato ai ragazzi i principali reati che possono coinvolgere i minori, spiegando che molti comportamenti spesso considerati “semplici scherzi” possono invece configurare fatti penalmente rilevanti.

Si è fatto cenno anche alle misure di sicurezza previste per i minorenni autori di reato, come la libertà vigilata o il collocamento in comunità, con finalità educative e di recupero, nell’interesse del minore e della collettività.

Fondamentale il richiamo al ruolo degli “spettatori”, invitati a non restare indifferenti davanti alle ingiustizie: “Avere coraggio oggi significa scegliere di non partecipare all’umiliazione degli altri”.

Intervento Avv. Caffo:



Incisivo e toccante l'intervento del Prof. Cristian Adriano Porcino

che  si occupa da anni di dare voce a chi viene silenziato da una cultura patriarcale e sessista.

Il Prof. Porcino ha affrontato con fermezza il contrasto al bullismo omofobico e la decostruzione dei pregiudizi legati all'identità.



Ha analizzato l'impatto devastante del linguaggio svalutante e dei cliché più comuni che sminuiscono i sentimenti dei giovani, sottolineando come l'isolamento scolastico e familiare mini la serenità degli studenti. Molte di queste cruciali tematiche, incentrate sull'educazione all'unicità e sull'inclusione, sono ampiamente approfondite nel suo libro "Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio".  L'incontro ha evidenziato una verità profonda: chi non ha mai vissuto la discriminazione sulla propria pelle difficilmente può empatizzare davvero con il dolore di chi la subisce, rendendo incontri di sensibilizzazione come questo fondamentali per scardinare l'indifferenza.

Intervento Prof. Porcino:


















mercoledì 13 maggio 2026

Il rispetto come scelta: una giornata per dire no alle discriminazioni

 


“Costruire il rispetto”: una mattinata di confronto contro ogni discriminazione

In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la scuola Futura Istruzione e Formazione Professionale promuove una mattinata dedicata alla riflessione sui temi dell’inclusione, del rispetto e della convivenza civile.
L’iniziativa si svolgerà lunedì 18 maggio 2026, dalle ore 08:30 alle 13:00, presso la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, e coinvolgerà gli studenti dell’istituto in un percorso di confronto e approfondimento sui valori dell’ascolto, dell’empatia e del contrasto a ogni forma di bullismo e discriminazione.
La mattinata prenderà spunto dal libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, scritto dal docente Cristian Adriano Porcino. Il programma alternerà letture guidate, momenti di dialogo e sessioni di cineforum, attraverso la visione e il commento condiviso di contenuti audiovisivi dedicati ai temi dell’inclusione, della consapevolezza civile e del rispetto della persona.
Interverrà inoltre Santina Caffo, avvocato e Vice Comandante della Polizia Locale, che approfondirà con gli studenti i temi del rispetto delle regole, della responsabilità personale e della prevenzione di comportamenti discriminatori e violenti.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani strumenti concreti per comprendere e riconoscere ogni forma di discriminazione, favorendo la costruzione di una comunità scolastica sempre più inclusiva, consapevole e attenta alla dignità di ogni individuo.
“Costruire il rispetto” vuole essere non soltanto un momento di sensibilizzazione, ma anche un’occasione di confronto autentico, capace di promuovere la cultura dell’ascolto, della partecipazione e della responsabilità sociale attraverso il dialogo, l’esperienza condivisa e il linguaggio come strumento educativo.

lunedì 11 maggio 2026

Inclusione e consapevolezza: un incontro per gli studenti di Futura

 


Costruire il rispetto: una mattinata di confronto contro ogni discriminazione

In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la scuola di formazione professionale Futura promuove un momento dedicato alla riflessione sui temi dell’inclusione, del rispetto e della convivenza civile. Lunedì 18 maggio 2026, dalle ore 08:30 alle 13:00, presso la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, via Macallè 3, gli studenti parteciperanno a un incontro pensato per approfondire il valore dell’ascolto, dell’empatia e del contrasto a ogni forma di bullismo e discriminazione. La mattinata prenderà spunto dal volume Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio del Prof. Cristian Adriano Porcino, docente dell’istituto e autore del testo. Attraverso letture guidate, momenti di dialogo e attività di cine-forum, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso di consapevolezza e crescita civile. Interverranno: - Prof. Cristian Adriano Porcino, autore e docente - Santina Caffo, avvocato e Vice Comandante della Polizia Locale - Un team multidisciplinare di esperti dedicati ai temi dell’ascolto e delle relazioni
L’iniziativa nasce con l’intento di offrire ai giovani occasioni di confronto autentico e strumenti utili per contribuire a una comunità scolastica sempre più inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.

lunedì 4 maggio 2026

Obliquo Presente: cronaca di un’emozione a Cagliari


 


(CAGLIARI) Ieri sera il Rainbow City è stato molto più di una semplice tappa: è stato uno spazio di resistenza, ascolto e condivisione. Ho vissuto la prima presentazione di "Obliquo Presente" fuori dalla Sicilia, nonché l'unica data prevista — almeno per il momento — in terra sarda. Portare il mio percorso di consapevolezza e di lotta alla discriminazione a Cagliari, una città che amo e che sento ormai come una seconda casa, ha reso ogni parola più densa, ogni scambio più profondo.

​È stata una serata intensa, trascorsa in un’atmosfera così accogliente da farmi sentire come tra amici, in quel clima di fiducia dove il pensiero può finalmente circolare libero.



La discriminazione come barriera invisibile


​Durante l'incontro, ci siamo soffermati su come la discriminazione non sia sempre un atto eclatante, ma un veleno che mina silenziosamente le nostre relazioni sociali, con ripercussioni pesanti, talvolta devastanti, anche sui posti di lavoro e nella quotidianità. Prendere consapevolezza del linguaggio che ci discrimina è il primo, fondamentale passo: le parole che usiamo (o che subiamo) sono strutture di potere. Decostruirle è l'unico modo per combattere un nemico comune che ci vorrebbe invisibili o, peggio, silenziosi.



​Un dibattito politico e necessario


​Il cuore del dibattito è stato politico, nel senso più nobile e ampio del termine: quello che riguarda il vissuto dei corpi e l'identità delle persone. Abbiamo esplorato alcuni dei nodi centrali del mio libro:



​- Scuola e rimozione: Abbiamo riflettuto su come l’istituzione scolastica operi spesso una cancellazione sistematica dei nostri sentimenti. I libri di testo, troppo spesso ancora ancorati a narrazioni eteronormative, machiste e sessiste, ignorano le nostre esistenze, privando le nuove generazioni degli strumenti necessari per comprendersi e rispettarsi.



- Coming out e pregiudizio: Ci siamo interrogati sulle barriere, culturali e strutturali, che ancora oggi ostacolano il percorso di piena realizzazione di un individuo in ogni ambito della vita.



​Un ringraziamento speciale va a Luisa ed Elena del Rainbow City Cagliari. Grazie per l'accoglienza calorosa e per il lavoro prezioso che svolgete quotidianamente sul territorio: la vostra realtà è un polmone di libertà necessario.



Grazie a Cagliari per aver abbracciato questa mia tappa isolana con un calore e una partecipazione così autentica. La strada verso la consapevolezza è lunga, ma non si ferma.














martedì 28 aprile 2026

Dialoghi sul presente: ci vediamo a Cagliari

 


Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, ci vediamo a Rainbow City (Cagliari) per parlare di Obliquo Presente.

Sarà un dialogo aperto sulla discriminazione in ogni sua forma; sulla forza e la resilienza necessarie per reagire; sul diritto fondamentale di amare senza doversi nascondere. Parleremo di insegnamento e di questo presente obliquo che ci attraversa.

Vi aspetto per confrontarci insieme.

lunedì 20 aprile 2026

Presentazione a Cagliari di "Obliquo Presente": dissenso, educazione e libertà nel tempo dell’odio

 



Viviamo in un tempo in cui il rumore copre il pensiero e l’odio sembra correre più veloce del dialogo. In questo scenario, sorgono spontanee due domande:
È possibile stare nel presente senza piegarsi?
È possibile dissentire senza essere messi a tacere?

Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, vi aspetto presso Rainbow City a Cagliari per presentare il mio ultimo lavoro: Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.

Di cosa parleremo?
Il libro attraversa il nostro tempo con uno sguardo “obliquo”: critico, necessario. Affronta temi centrali del presente come il dissenso inteso come pratica educativa, il ruolo del linguaggio come spazio di potere e responsabilità e le dinamiche dell’odio e della polarizzazione nel discorso pubblico.

Allo stesso tempo, il testo tocca dimensioni più profonde e personali: le questioni legate all’identità, al diritto di essere sé stessi e di amare liberamente, fino al rapporto tra esperienza individuale e strutture sociali. È un invito rivolto a chi non si accontenta della superficie e a chi continua a farsi domande, anche quando sono scomode.

Sarà un momento di confronto fatto di parole e incontri veri. Non sarà un monologo: sarà uno spazio di dialogo vivo, dove le domande contano quanto le risposte. Porta le tue domande, i tuoi dubbi e la tua visione. Il dissenso, qui, è il benvenuto.

📍 Informazioni utili
Dove: Rainbow City – Via Torino 13, Cagliari
Quando: Domenica 3 maggio, ore 19:00
Ingresso: libero e aperto a tutti

Non mancare: costruiamo insieme uno spazio di pensiero critico. 

Qui il booktrailer del libro: 

Per info: obliquopresente@virgilio.it

lunedì 6 aprile 2026

"Solo un raggio di sole" di Cinzia Cofano

 


("Solo un raggio di sole" di Cinzia Cofano, Les Fláneurs Edizioni, pp. 125, € 13,00).

Solo un raggio di sole di Cinzia Cofano non è solo un romanzo, ma un viaggio profondo nell'universo femminile attraverso le vite di tre amiche: Sofia, Amira e Silvia. Le loro storie si intrecciano in un gioco del destino che le porta a confrontarsi con una verità fondamentale: il passato non può e non deve definire il nostro futuro. Con una narrazione magistrale, l’autrice esplora la ricerca dell’Amore e la fame di riscatto che accomuna le protagoniste. Il messaggio è chiaro e potente: gli errori della giovinezza sono tappe del percorso, non sentenze definitive. Sofia, Amira e Silvia ci insegnano che riappropriarsi del proprio destino è un atto di coraggio necessario. Uno dei punti di forza del libro è la riflessione su cosa significhi davvero amare. L'amore vero è quello che riflette i nostri sogni, le nostre ambizioni e i nostri talenti. Cinzia Cofano lancia un monito essenziale: "Chi ti soffoca non ti ama. L’Amore non genera male, ma solo luce." Un plauso all'autrice per aver saputo dare voce a donne resilienti, capaci di non arrendersi e, soprattutto, di denunciare la violenza, ricordandoci che quest'ultima non ha mai nulla a che fare con il sentimento. Un libro da leggere assolutamente per chi cerca una storia di forza, speranza e rinascita.
©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 3 aprile 2026

La recensione di Alessandra Micheli su "Les Fleurs du mal”

 


Una lettura attenta e profonda di Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.
Ringrazio Alessandra Micheli per aver colto qualcosa per me essenziale: questo non è un manuale, ma un’esperienza, un attraversamento del presente, delle sue fratture e delle sue possibilità.
È un testo che non si limita a proporre contenuti, ma mette il lettore in una posizione di esposizione: non offre risposte chiuse, ma apre domande e spazi di confronto, chiamando in causa la necessità di abitare il conflitto senza ridurlo.
In un tempo che semplifica, il dissenso resta uno spazio necessario.
👉 Qui la recensione:

giovedì 2 aprile 2026

Crescere nell’ombra: il Booktrailer di "Obliquo Presente"

 


Cosa succede quando un bambino impara che, per essere amato, deve restare invisibile?
In questo breve e intenso booktrailer, l'attore Massimo Carbonaro dà voce a uno dei passaggi più intimi del mio saggio: il racconto di un'infanzia trascorsa a nascondere la propria omosessualità per non scontentare il mondo degli adulti, circondati da modelli e cartoni animati che non ci prevedevano.
Un invito a rompere il silenzio e a trasformare l'invisibilità in dissenso.
👇
GUARDA IL BOOKTRAILER SU YOUTUBE QUI:

lunedì 30 marzo 2026

“Obliquo presente”: una lettura che lascia il segno

 


Obliquo presente: una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara.
Inizio soffermandomi un attimo sulla copertina, nonché affascinante illustrazione di Stefano Donatiello, per contemplarne non solo la bellezza a livello estetico e artistico, ma anche ciò che vuole esprimere.
Questo è qualcosa di soggettivo e anche personale, ma la copertina dona profondità alle emozioni e alle sensazioni del libro stesso.
È un’introduzione silenziosa alla pedagogia. Non si esprime a parole, ma a livello platonico.
Il gioco di luce e ombra, dell’acqua che riflette in esse e viceversa, è qualcosa che trasmette conforto in quella profonda angoscia.
Un abbraccio che l’autore vuole dare a chiunque sia passato, o stia passando, per ciò che ha dovuto affrontare fin da tenera età.
Una copertina che urla il bisogno di cambiamento, con l’ascolto di verità agghiaccianti, l’accettarsi per come si è, tra lacrime versate e profonda solitudine.
Specchi con riflessi che a volte accecano, o fanno riscoprire l’autore sotto una luce diversa, anche se malinconica.
Questa illustrazione merita attenzione come ogni contenuto di questo libro: non dobbiamo solo leggere il titolo, ma analizzare anche l’arte che lo circonda.
Il libro esplora tematiche non solo a livello personale e professionale, ma anche culturale, di cui oggi si è spesso all’oscuro.
La disinformazione è una scelta che si fa, seguendo la facile “retta via” che si para davanti a noi, piuttosto che inclinare il nostro cammino e scegliere una strada più tortuosa.
Questo libro offre più di un’emozione, con piene consapevolezze che, ai giorni odierni, si tendono a ignorare.
L’autore, intrecciando le sue esperienze, lascia che la sua sensibilità emotiva, soffocata a causa di un’infanzia amputata da un sistema radicalmente sbagliato, crei nodi non solo con il suo essere interiore, ma si leghi anche all’arte e agli autori d’epoca.
Trasporta il lettore non solo a porsi domande su storie occultate e veritiere, ma anche a immergersi nel suo punto di vista.
Provando sensazioni ed emozioni come sensibilità, solitudine, rabbia, frustrazione, sconforto, impotenza, ecc.
Ci si ritrova faccia a faccia con quesiti “scomodi” da affrontare.
Il libro sbatte in faccia la verità, senza peli sulla lingua, ed è questo che può turbare chi legge. Ma è proprio questo linguaggio che smuove qualcosa.
Si affronta anche l’importanza della lingua stessa, come il vietare il proprio dialetto.
Si sradica non solo la storia di un luogo, ma si intralciano anche i modi di esprimersi a livello linguistico ed educativo, perché considerati “volgari”.
Sono dell’opinione che qualsiasi lingua possa esserlo: dipende solo dal mondo in cui la si usa.
Quindi il dialetto, come specifica l’autore, non è sinonimo di ignoranza né di mancanza di eleganza. Il dialetto è lingua e cultura.
La società di oggi segue troppo la cosiddetta “massa”.
Scegliere “l’obliquo presente” significa intraprendere un viaggio introspettivo, ma anche molto solitario.
Quando ci si ritrova ad avere idee diverse da qualcun altro, che non rispettano preconcetti e convenzioni, si viene esclusi dal “gregge”.
Ma quando si impara ad amarsi, ad amare le proprie idee e i propri principi, a non dare nulla per scontato — che siano persone, cose, momenti, famiglia, cultura, paesaggi, ecc. — si può trovare bellezza e conforto anche in qualcosa, non esclusivamente in qualcuno che degrada le tue idee e il tuo essere.
L’autore trova conforto nei suoi viaggi, nei paesaggi che descrive con tanto amore e dettagli.
Questo libro esplora molti argomenti davvero interessanti e incisivi, come l’uso importante delle parole, i giudizi e i pregiudizi.
Lo consiglio perché è davvero un’esperienza fuori dall’ordinario.
L’autore è stato coraggioso nell’arco della sua vita e carriera: le sue idee creano “disagio”.
Ma disagio significa opportunità e speranza che, rompendo gli schemi e la vecchia scuola, qualcosa di davvero genuino possa insinuarsi nei giorni odierni, specialmente nei giovani che saranno il futuro.
Egli, anche in modo sottinteso, tocca temi come la speranza e il “non è mai troppo tardi”.
Il dolore lo ha forgiato. Il tempo cambia, lascia squarci e cicatrici che non si dimenticano.
Ad oggi, a distanza di anni, ha finalmente ricordato come ci si sente a respirare, dopo aver attraversato tempeste trattenendo il respiro, in mezzo alla gente “normale”, mentre lui era solo in cerca del suo obliquo.
Quindi concludo la mia opinione dicendo che questa pedagogia è stata una violenta boccata d’aria da prendere.

Cristina Giannitto

Il dovere del limite

 



​È di questi giorni la notizia di una professoressa accoltellata da un allievo, che ha dichiarato di rimpiangere di non averla uccisa e di non aver colpito anche i propri genitori. Trovo altamente diseducativo chi tenta di minimizzare l’accaduto, riducendolo a una ragazzata o a un gesto riconducibile a generiche fragilità esistenziali. In quanto docente, ritengo che il ragazzo debba essere perseguito legalmente: una risposta indulgente non gli insegnerebbe nulla, anzi rischierebbe di rafforzare l’idea che le proprie azioni non abbiano conseguenze.
​Dobbiamo smettere di guardare a queste esplosioni di violenza come a tragiche eccezioni isolate. La storia recente, a partire dalla strage della Columbine in poi, ci insegna che il nichilismo e il desiderio di annientamento dell'altro non sono "crisi passeggere", ma derive profonde che si nutrono proprio dell'assenza di un limite percepito. Ma attenzione: la scuola non può e non deve diventare il parafulmine di ogni fallimento sociale. Sono stanco di chi scarica la responsabilità comportamentale dei ragazzi esclusivamente su di noi docenti, deresponsabilizzando le famiglie e la società civile. Noi non siamo taumaturghi e non possiamo compiere quei miracoli educativi che tutti si aspettano, mentre il resto del mondo abdica ai propri doveri.
​Questo “familismo” che porta alcuni colleghi a considerare gli studenti come figli è, a mio avviso, fuorviante. I nostri allievi non sono i nostri figli: il nostro ruolo è diverso e deve restare distinto. Più giustifichiamo e proteggiamo, più rischiamo di formare una generazione incapace di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. È un tema che ho approfondito nel mio saggio Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio, dove analizzo come la violenza giovanile sia spesso il sintomo di una mancanza di confini chiari e di un’etica del limite che la scuola deve contribuire a ricostruire, ma non in solitudine.
​La scuola deve formare cittadini consapevoli e responsabili. La responsabilità educativa non esclude quella legale: al contrario, la rende comprensibile.
Non spetta a noi, come società, stabilire l'entità di una condanna mossa dal livore, né dobbiamo lasciarci trasportare dall'odio del momento. La pena deve conservare il suo valore rieducativo: punire per insegnare che dagli sbagli, anche i più gravi, si può e si deve imparare a tornare umani.
La perdonanza può essere una scelta personale, intima e rispettabile del singolo individuo. Ma non può e non deve diventare un’aspettativa istituzionale o educativa. Restiamo saldi nel nostro ruolo, senza confondere comprensione e deresponsabilizzazione, e continuiamo a essere un presidio contro ogni forma di illegalità o criminalità.

​©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 27 marzo 2026

La mia intervista su Recensissimo: pedagogia, parola e odio sociale

 



Ieri sera sono stato ospite in diretta Instagram sulla pagina Recensissimo, dove Serena Bufano e Cristian Panzera mi hanno dedicato un'intervista intensa, profonda e — lo dico senza retorica — tutt'altro che banale.
Abbiamo parlato del mio ultimo libro
Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Un viaggio attraverso temi che sento urgenti e necessari:
🔹 il potere della parola e la sua distorsione in una società che sembra aver fatto dell'odio la sua lingua madre — nella vita, sui social, ovunque
🔹 la mistificazione dei messaggi e come ci condiziona senza che ce ne accorgiamo
🔹 Pier Paolo Pasolini e la figura del cattivo maestro — una definizione che nel libro rileggo e reinterpreto
🔹 il ruolo degli insegnanti, categoria su cui ricadono troppe colpe, mentre famiglie e istituzioni sembrano aver perso il contatto con la realtà
Ringrazio di cuore Serena e Cris per lo spazio che mi hanno concesso e per la qualità delle domande: il tipo di conversazione che ti fa venire voglia di continuare a scrivere.
👇 Obliquo Presente è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Obliquo-presente-pedagogia-dissenso-dellodio/dp/B0GHPTCXGB
▶️ Qui accanto il link per rivedere la diretta → https://www.instagram.com/reel/DWXI0WdiGxY/?igsh=Mm82c3VscGg2bmhz

mercoledì 25 marzo 2026

“Obliquo Presente”: a Misterbianco il dissenso diventa dialogo e resilienza

 





Il 24 marzo 2026, nella suggestiva cornice del Teatro Comunale di Misterbianco, presso la saletta dedicata ad Andrea Camilleri, si è svolta la presentazione del libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara. Un appuntamento partecipato e ricco di spunti, capace di intrecciare riflessione culturale, impegno civile e condivisione emotiva.








Il cuore dell’evento si è sviluppato attraverso un dialogo intenso e articolato, arricchito dagli interventi della professoressa Alessandra Irene Marchese e dello psicologo Sandro Mangano, che ha guidato e sollecitato il dibattito sin dalle sue fasi iniziali.
Nel corso del confronto ha preso la parola l’assessora Maria Virgillito intervenendo su alcuni passaggi emersi durante la discussione e contribuendo con il proprio punto di vista all’interno del dibattito già avviato. Allo stesso modo è intervenuto anche l’assessore Alessio Strano, presente non solo nel suo ruolo istituzionale ma anche come amico dell'autore, offrendo un contributo partecipato e personale.



La professoressa Marchese ha offerto un’analisi puntuale del tema della censura nella storia, abbracciandone le manifestazioni nell’arte, nella musica e nella letteratura, in piena sintonia con i contenuti del volume.
Di grande impatto anche l’intervento del dottor Mangano, che ha coinvolto attivamente il pubblico in un esercizio di condivisione: agli intervenuti è stato chiesto di definire con un aggettivo le emozioni suscitate dalla lettura di alcuni stralci del libro. Ne è emerso un mosaico di percezioni e vissuti che ha restituito una fotografia autentica e partecipata della platea. Non a caso, lo stesso Mangano ha definito il libro di Porcino Ferrara un vero e proprio atto di resilienza, capace di trasformare l’esperienza del dissenso in occasione di crescita e consapevolezza.




Nel corso del confronto, al quale hanno preso parte anche allievi ed ex allievi dell’autore, è emersa con forza la capacità del testo di generare dialogo e riflessione condivisa. Gli interventi del pubblico hanno contribuito a rendere l’incontro vivo e dinamico, restituendo una pluralità di sguardi coerente con lo spirito dell’opera.



A fronte di alcune definizioni emerse durante il dibattito, è utile richiamare il pensiero del filosofo Manlio Sgalambro, secondo cui “il pessimista onora la verità”: una chiave di lettura che consente di sgomberare il campo da etichette riduttive e di restituire al lavoro di Cristian A. Porcino Ferrara la sua dimensione più autentica, quella di un’indagine lucida e necessaria sul presente.





Nel corso del dibattito, sollecitato anche dalle domande del pubblico, l’autore ha affrontato alcuni dei temi più delicati trattati nel libro, tra cui i pregiudizi che ancora oggi le persone omosessuali si trovano ad affrontare, anche in ambito religioso. In questo contesto, Porcino Ferrara ha affermato: "Noi persone omosessuali siamo cresciute con un linguaggio e una terminologia eterosessuale che ci hanno definiti e, di conseguenza, discriminati. Come diceva Michela Murgia, in una gerarchia di potere ogni etichetta che ci viene cucita addosso non è una descrizione, ma la misura del potere che gli altri vogliono esercitare su di noi.".  Un passaggio che ha suscitato interesse e partecipazione, confermando la capacità del testo di stimolare un confronto aperto e necessario.


Un evento che ha lasciato il segno, capace di unire pensiero critico e partecipazione collettiva, nel segno di una pedagogia del dissenso che si fa strumento di consapevolezza e cambiamento.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it




lunedì 23 marzo 2026

Obliquo Presente: la recensione di Ivonne Buzzoni

 


Con gratitudine e sincero apprezzamento desidero ringraziare Ivonne Buzzoni per la sensibilità, l’attenzione e la profondità con cui ha letto e restituito il senso di Obliquo Presente.

Un grazie anche a La Bottega Dei Libri per lo spazio e la competenza con cui continua a promuovere il dialogo culturale.
📖 Un piccolo estratto della recensione:
“Questo libro non nasce da un’idea astratta, ma da una necessità concreta: orientarsi in un tempo che ha smesso di interrogarsi.”

In Obliquo presente. Un pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, Cristian A. Porcino Ferrara offre al lettore una raccolta di saggi che hanno un compito ben preciso: vivere il presente senza farsi addomesticare.

“Abitiamo un territorio segnato dall’odio, dove le parole funzionano come confini mobili: servono a ferire, a escludere, a rendere presentabile l’infelicità altrui.”

Se vi incuriosisce questo sguardo sul libro e sul tema del dissenso nel tempo dell’odio, potete leggere la recensione completa qui 👇

domenica 22 marzo 2026

Misterbianco legge: un viaggio tra psiche e società con Cristian A. Porcino Ferrara

 



COMUNICATO STAMPA

Misterbianco, al Teatro Comunale la presentazione del libro “Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio” del docente Cristian A. Porcino Ferrara

MISTERBIANCO (CT) – Un viaggio tra le pieghe dell'attualità e della psiche umana: martedì 24 marzo, alle ore 16:00, il Teatro Comunale di Misterbianco (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni, Via Giordano Bruno 74) ospiterà la presentazione ufficiale del libro “Obliquo Presente”, opera di Cristian A. Porcino Ferrara.
L'incontro, patrocinato dal Comune di Misterbianco, si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito.
A seguire, l'autore approfondirà i temi e le suggestioni del volume in un dialogo multidisciplinare che vedrà la partecipazione di:
-Sandro Mangano – (Psicologo)
-Alessandra Irene Marchese – (Professoressa)

L’OPERA E L’AUTORE

Obliquo Presente” si pone come una riflessione profonda sulla contemporaneità, offrendo al lettore una pedagogia del dissenso e una prospettiva inedita e "obliqua" sulla realtà che ci circonda. L'autore, Cristian A. Porcino Ferrara, stimato docente e attento osservatore delle dinamiche sociali, riversa in queste pagine una sensibilità maturata nel quotidiano contatto con il mondo della formazione e della cultura. Il libro rappresenta un’importante occasione di confronto per la cittadinanza, unendo il linguaggio della letteratura a quello della psicologia e dell'analisi pedagogica.

L’ingresso è libero e aperto al pubblico.

DETTAGLI DELL’EVENTO:

- Data: Martedì 24 Marzo

- Orario: 16:00

- Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74 - Misterbianco (CT)

Informazioni:
obliquopresente@virgilio.it

venerdì 20 marzo 2026

"Obliquo Presente", cambio sede per l'incontro con l'autore Cristian A. Porcino Ferrara a Misterbianco

 


COMUNICATO STAMPA

Obliquo Presente cambia casa: la presentazione di Cristian A. Porcino Ferrara si sposta al Teatro Comunale
MISTERBIANCO (CT) – Un cambio di cornice per un incontro che promette di andare in profondità. Si comunica che la presentazione del libro “Obliquo Presente” dell’autore Cristian A. Porcino Ferrara, prevista per il prossimo 24 marzo alle ore 16:00, non si terrà più presso lo Stabilimento Monaco come precedentemente annunciato.
L’evento si sposta nel cuore culturale della città: sarà il Teatro Comunale (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni) in Via Giordano Bruno, 74, a ospitare il dialogo tra l'autore e il pubblico.
L’INCONTRO
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito, l’autore approfondirà le tematiche dell’opera in un confronto dinamico con:
- Sandro Mangano – Psicologo
- Alessandra Irene Marchese – Professoressa
Un’occasione imperdibile per riflettere sulle sfumature del presente attraverso le pagine di un'opera intensa e attuale.
DETTAGLI DELL’EVENTO:
Data: 24 Marzo
Orario: 16:00
Nuova Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74, Misterbianco.

L’ingresso è libero. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it