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lunedì 4 maggio 2026

Obliquo Presente: cronaca di un’emozione a Cagliari


 


(CAGLIARI) Ieri sera il Rainbow City è stato molto più di una semplice tappa: è stato uno spazio di resistenza, ascolto e condivisione. Ho vissuto la prima presentazione di "Obliquo Presente" fuori dalla Sicilia, nonché l'unica data prevista — almeno per il momento — in terra sarda. Portare il mio percorso di consapevolezza e di lotta alla discriminazione a Cagliari, una città che amo e che sento ormai come una seconda casa, ha reso ogni parola più densa, ogni scambio più profondo.

​È stata una serata intensa, trascorsa in un’atmosfera così accogliente da farmi sentire come tra amici, in quel clima di fiducia dove il pensiero può finalmente circolare libero.



La discriminazione come barriera invisibile


​Durante l'incontro, ci siamo soffermati su come la discriminazione non sia sempre un atto eclatante, ma un veleno che mina silenziosamente le nostre relazioni sociali, con ripercussioni pesanti, talvolta devastanti, anche sui posti di lavoro e nella quotidianità. Prendere consapevolezza del linguaggio che ci discrimina è il primo, fondamentale passo: le parole che usiamo (o che subiamo) sono strutture di potere. Decostruirle è l'unico modo per combattere un nemico comune che ci vorrebbe invisibili o, peggio, silenziosi.



​Un dibattito politico e necessario


​Il cuore del dibattito è stato politico, nel senso più nobile e ampio del termine: quello che riguarda il vissuto dei corpi e l'identità delle persone. Abbiamo esplorato alcuni dei nodi centrali del mio libro:



​- Scuola e rimozione: Abbiamo riflettuto su come l’istituzione scolastica operi spesso una cancellazione sistematica dei nostri sentimenti. I libri di testo, troppo spesso ancora ancorati a narrazioni eteronormative, machiste e sessiste, ignorano le nostre esistenze, privando le nuove generazioni degli strumenti necessari per comprendersi e rispettarsi.



- Coming out e pregiudizio: Ci siamo interrogati sulle barriere, culturali e strutturali, che ancora oggi ostacolano il percorso di piena realizzazione di un individuo in ogni ambito della vita.



​Un ringraziamento speciale va a Luisa ed Elena del Rainbow City Cagliari. Grazie per l'accoglienza calorosa e per il lavoro prezioso che svolgete quotidianamente sul territorio: la vostra realtà è un polmone di libertà necessario.



Grazie a Cagliari per aver abbracciato questa mia tappa isolana con un calore e una partecipazione così autentica. La strada verso la consapevolezza è lunga, ma non si ferma.














martedì 28 aprile 2026

Dialoghi sul presente: ci vediamo a Cagliari

 


Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, ci vediamo a Rainbow City (Cagliari) per parlare di Obliquo Presente.

Sarà un dialogo aperto sulla discriminazione in ogni sua forma; sulla forza e la resilienza necessarie per reagire; sul diritto fondamentale di amare senza doversi nascondere. Parleremo di insegnamento e di questo presente obliquo che ci attraversa.

Vi aspetto per confrontarci insieme.

lunedì 20 aprile 2026

Presentazione a Cagliari di "Obliquo Presente": dissenso, educazione e libertà nel tempo dell’odio

 



Viviamo in un tempo in cui il rumore copre il pensiero e l’odio sembra correre più veloce del dialogo. In questo scenario, sorgono spontanee due domande:
È possibile stare nel presente senza piegarsi?
È possibile dissentire senza essere messi a tacere?

Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, vi aspetto presso Rainbow City a Cagliari per presentare il mio ultimo lavoro: Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.

Di cosa parleremo?
Il libro attraversa il nostro tempo con uno sguardo “obliquo”: critico, necessario. Affronta temi centrali del presente come il dissenso inteso come pratica educativa, il ruolo del linguaggio come spazio di potere e responsabilità e le dinamiche dell’odio e della polarizzazione nel discorso pubblico.

Allo stesso tempo, il testo tocca dimensioni più profonde e personali: le questioni legate all’identità, al diritto di essere sé stessi e di amare liberamente, fino al rapporto tra esperienza individuale e strutture sociali. È un invito rivolto a chi non si accontenta della superficie e a chi continua a farsi domande, anche quando sono scomode.

Sarà un momento di confronto fatto di parole e incontri veri. Non sarà un monologo: sarà uno spazio di dialogo vivo, dove le domande contano quanto le risposte. Porta le tue domande, i tuoi dubbi e la tua visione. Il dissenso, qui, è il benvenuto.

📍 Informazioni utili
Dove: Rainbow City – Via Torino 13, Cagliari
Quando: Domenica 3 maggio, ore 19:00
Ingresso: libero e aperto a tutti

Non mancare: costruiamo insieme uno spazio di pensiero critico. 

Qui il booktrailer del libro: 

Per info: obliquopresente@virgilio.it

venerdì 3 aprile 2026

La recensione di Alessandra Micheli su "Les Fleurs du mal”

 


Una lettura attenta e profonda di Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.
Ringrazio Alessandra Micheli per aver colto qualcosa per me essenziale: questo non è un manuale, ma un’esperienza, un attraversamento del presente, delle sue fratture e delle sue possibilità.
È un testo che non si limita a proporre contenuti, ma mette il lettore in una posizione di esposizione: non offre risposte chiuse, ma apre domande e spazi di confronto, chiamando in causa la necessità di abitare il conflitto senza ridurlo.
In un tempo che semplifica, il dissenso resta uno spazio necessario.
👉 Qui la recensione:

giovedì 2 aprile 2026

Crescere nell’ombra: il Booktrailer di "Obliquo Presente"

 


Cosa succede quando un bambino impara che, per essere amato, deve restare invisibile?
In questo breve e intenso booktrailer, l'attore Massimo Carbonaro dà voce a uno dei passaggi più intimi del mio saggio: il racconto di un'infanzia trascorsa a nascondere la propria omosessualità per non scontentare il mondo degli adulti, circondati da modelli e cartoni animati che non ci prevedevano.
Un invito a rompere il silenzio e a trasformare l'invisibilità in dissenso.
👇
GUARDA IL BOOKTRAILER SU YOUTUBE QUI:

lunedì 30 marzo 2026

“Obliquo presente”: una lettura che lascia il segno

 


Obliquo presente: una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara.
Inizio soffermandomi un attimo sulla copertina, nonché affascinante illustrazione di Stefano Donatiello, per contemplarne non solo la bellezza a livello estetico e artistico, ma anche ciò che vuole esprimere.
Questo è qualcosa di soggettivo e anche personale, ma la copertina dona profondità alle emozioni e alle sensazioni del libro stesso.
È un’introduzione silenziosa alla pedagogia. Non si esprime a parole, ma a livello platonico.
Il gioco di luce e ombra, dell’acqua che riflette in esse e viceversa, è qualcosa che trasmette conforto in quella profonda angoscia.
Un abbraccio che l’autore vuole dare a chiunque sia passato, o stia passando, per ciò che ha dovuto affrontare fin da tenera età.
Una copertina che urla il bisogno di cambiamento, con l’ascolto di verità agghiaccianti, l’accettarsi per come si è, tra lacrime versate e profonda solitudine.
Specchi con riflessi che a volte accecano, o fanno riscoprire l’autore sotto una luce diversa, anche se malinconica.
Questa illustrazione merita attenzione come ogni contenuto di questo libro: non dobbiamo solo leggere il titolo, ma analizzare anche l’arte che lo circonda.
Il libro esplora tematiche non solo a livello personale e professionale, ma anche culturale, di cui oggi si è spesso all’oscuro.
La disinformazione è una scelta che si fa, seguendo la facile “retta via” che si para davanti a noi, piuttosto che inclinare il nostro cammino e scegliere una strada più tortuosa.
Questo libro offre più di un’emozione, con piene consapevolezze che, ai giorni odierni, si tendono a ignorare.
L’autore, intrecciando le sue esperienze, lascia che la sua sensibilità emotiva, soffocata a causa di un’infanzia amputata da un sistema radicalmente sbagliato, crei nodi non solo con il suo essere interiore, ma si leghi anche all’arte e agli autori d’epoca.
Trasporta il lettore non solo a porsi domande su storie occultate e veritiere, ma anche a immergersi nel suo punto di vista.
Provando sensazioni ed emozioni come sensibilità, solitudine, rabbia, frustrazione, sconforto, impotenza, ecc.
Ci si ritrova faccia a faccia con quesiti “scomodi” da affrontare.
Il libro sbatte in faccia la verità, senza peli sulla lingua, ed è questo che può turbare chi legge. Ma è proprio questo linguaggio che smuove qualcosa.
Si affronta anche l’importanza della lingua stessa, come il vietare il proprio dialetto.
Si sradica non solo la storia di un luogo, ma si intralciano anche i modi di esprimersi a livello linguistico ed educativo, perché considerati “volgari”.
Sono dell’opinione che qualsiasi lingua possa esserlo: dipende solo dal mondo in cui la si usa.
Quindi il dialetto, come specifica l’autore, non è sinonimo di ignoranza né di mancanza di eleganza. Il dialetto è lingua e cultura.
La società di oggi segue troppo la cosiddetta “massa”.
Scegliere “l’obliquo presente” significa intraprendere un viaggio introspettivo, ma anche molto solitario.
Quando ci si ritrova ad avere idee diverse da qualcun altro, che non rispettano preconcetti e convenzioni, si viene esclusi dal “gregge”.
Ma quando si impara ad amarsi, ad amare le proprie idee e i propri principi, a non dare nulla per scontato — che siano persone, cose, momenti, famiglia, cultura, paesaggi, ecc. — si può trovare bellezza e conforto anche in qualcosa, non esclusivamente in qualcuno che degrada le tue idee e il tuo essere.
L’autore trova conforto nei suoi viaggi, nei paesaggi che descrive con tanto amore e dettagli.
Questo libro esplora molti argomenti davvero interessanti e incisivi, come l’uso importante delle parole, i giudizi e i pregiudizi.
Lo consiglio perché è davvero un’esperienza fuori dall’ordinario.
L’autore è stato coraggioso nell’arco della sua vita e carriera: le sue idee creano “disagio”.
Ma disagio significa opportunità e speranza che, rompendo gli schemi e la vecchia scuola, qualcosa di davvero genuino possa insinuarsi nei giorni odierni, specialmente nei giovani che saranno il futuro.
Egli, anche in modo sottinteso, tocca temi come la speranza e il “non è mai troppo tardi”.
Il dolore lo ha forgiato. Il tempo cambia, lascia squarci e cicatrici che non si dimenticano.
Ad oggi, a distanza di anni, ha finalmente ricordato come ci si sente a respirare, dopo aver attraversato tempeste trattenendo il respiro, in mezzo alla gente “normale”, mentre lui era solo in cerca del suo obliquo.
Quindi concludo la mia opinione dicendo che questa pedagogia è stata una violenta boccata d’aria da prendere.

Cristina Giannitto

Il dovere del limite

 



​È di questi giorni la notizia di una professoressa accoltellata da un allievo, che ha dichiarato di rimpiangere di non averla uccisa e di non aver colpito anche i propri genitori. Trovo altamente diseducativo chi tenta di minimizzare l’accaduto, riducendolo a una ragazzata o a un gesto riconducibile a generiche fragilità esistenziali. In quanto docente, ritengo che il ragazzo debba essere perseguito legalmente: una risposta indulgente non gli insegnerebbe nulla, anzi rischierebbe di rafforzare l’idea che le proprie azioni non abbiano conseguenze.
​Dobbiamo smettere di guardare a queste esplosioni di violenza come a tragiche eccezioni isolate. La storia recente, a partire dalla strage della Columbine in poi, ci insegna che il nichilismo e il desiderio di annientamento dell'altro non sono "crisi passeggere", ma derive profonde che si nutrono proprio dell'assenza di un limite percepito. Ma attenzione: la scuola non può e non deve diventare il parafulmine di ogni fallimento sociale. Sono stanco di chi scarica la responsabilità comportamentale dei ragazzi esclusivamente su di noi docenti, deresponsabilizzando le famiglie e la società civile. Noi non siamo taumaturghi e non possiamo compiere quei miracoli educativi che tutti si aspettano, mentre il resto del mondo abdica ai propri doveri.
​Questo “familismo” che porta alcuni colleghi a considerare gli studenti come figli è, a mio avviso, fuorviante. I nostri allievi non sono i nostri figli: il nostro ruolo è diverso e deve restare distinto. Più giustifichiamo e proteggiamo, più rischiamo di formare una generazione incapace di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. È un tema che ho approfondito nel mio saggio Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio, dove analizzo come la violenza giovanile sia spesso il sintomo di una mancanza di confini chiari e di un’etica del limite che la scuola deve contribuire a ricostruire, ma non in solitudine.
​La scuola deve formare cittadini consapevoli e responsabili. La responsabilità educativa non esclude quella legale: al contrario, la rende comprensibile.
Non spetta a noi, come società, stabilire l'entità di una condanna mossa dal livore, né dobbiamo lasciarci trasportare dall'odio del momento. La pena deve conservare il suo valore rieducativo: punire per insegnare che dagli sbagli, anche i più gravi, si può e si deve imparare a tornare umani.
La perdonanza può essere una scelta personale, intima e rispettabile del singolo individuo. Ma non può e non deve diventare un’aspettativa istituzionale o educativa. Restiamo saldi nel nostro ruolo, senza confondere comprensione e deresponsabilizzazione, e continuiamo a essere un presidio contro ogni forma di illegalità o criminalità.

​©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 27 marzo 2026

La mia intervista su Recensissimo: pedagogia, parola e odio sociale

 



Ieri sera sono stato ospite in diretta Instagram sulla pagina Recensissimo, dove Serena Bufano e Cristian Panzera mi hanno dedicato un'intervista intensa, profonda e — lo dico senza retorica — tutt'altro che banale.
Abbiamo parlato del mio ultimo libro
Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Un viaggio attraverso temi che sento urgenti e necessari:
🔹 il potere della parola e la sua distorsione in una società che sembra aver fatto dell'odio la sua lingua madre — nella vita, sui social, ovunque
🔹 la mistificazione dei messaggi e come ci condiziona senza che ce ne accorgiamo
🔹 Pier Paolo Pasolini e la figura del cattivo maestro — una definizione che nel libro rileggo e reinterpreto
🔹 il ruolo degli insegnanti, categoria su cui ricadono troppe colpe, mentre famiglie e istituzioni sembrano aver perso il contatto con la realtà
Ringrazio di cuore Serena e Cris per lo spazio che mi hanno concesso e per la qualità delle domande: il tipo di conversazione che ti fa venire voglia di continuare a scrivere.
👇 Obliquo Presente è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Obliquo-presente-pedagogia-dissenso-dellodio/dp/B0GHPTCXGB
▶️ Qui accanto il link per rivedere la diretta → https://www.instagram.com/reel/DWXI0WdiGxY/?igsh=Mm82c3VscGg2bmhz

mercoledì 25 marzo 2026

“Obliquo Presente”: a Misterbianco il dissenso diventa dialogo e resilienza

 





Il 24 marzo 2026, nella suggestiva cornice del Teatro Comunale di Misterbianco, presso la saletta dedicata ad Andrea Camilleri, si è svolta la presentazione del libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara. Un appuntamento partecipato e ricco di spunti, capace di intrecciare riflessione culturale, impegno civile e condivisione emotiva.








Il cuore dell’evento si è sviluppato attraverso un dialogo intenso e articolato, arricchito dagli interventi della professoressa Alessandra Irene Marchese e dello psicologo Sandro Mangano, che ha guidato e sollecitato il dibattito sin dalle sue fasi iniziali.
Nel corso del confronto ha preso la parola l’assessora Maria Virgillito intervenendo su alcuni passaggi emersi durante la discussione e contribuendo con il proprio punto di vista all’interno del dibattito già avviato. Allo stesso modo è intervenuto anche l’assessore Alessio Strano, presente non solo nel suo ruolo istituzionale ma anche come amico dell'autore, offrendo un contributo partecipato e personale.



La professoressa Marchese ha offerto un’analisi puntuale del tema della censura nella storia, abbracciandone le manifestazioni nell’arte, nella musica e nella letteratura, in piena sintonia con i contenuti del volume.
Di grande impatto anche l’intervento del dottor Mangano, che ha coinvolto attivamente il pubblico in un esercizio di condivisione: agli intervenuti è stato chiesto di definire con un aggettivo le emozioni suscitate dalla lettura di alcuni stralci del libro. Ne è emerso un mosaico di percezioni e vissuti che ha restituito una fotografia autentica e partecipata della platea. Non a caso, lo stesso Mangano ha definito il libro di Porcino Ferrara un vero e proprio atto di resilienza, capace di trasformare l’esperienza del dissenso in occasione di crescita e consapevolezza.




Nel corso del confronto, al quale hanno preso parte anche allievi ed ex allievi dell’autore, è emersa con forza la capacità del testo di generare dialogo e riflessione condivisa. Gli interventi del pubblico hanno contribuito a rendere l’incontro vivo e dinamico, restituendo una pluralità di sguardi coerente con lo spirito dell’opera.



A fronte di alcune definizioni emerse durante il dibattito, è utile richiamare il pensiero del filosofo Manlio Sgalambro, secondo cui “il pessimista onora la verità”: una chiave di lettura che consente di sgomberare il campo da etichette riduttive e di restituire al lavoro di Cristian A. Porcino Ferrara la sua dimensione più autentica, quella di un’indagine lucida e necessaria sul presente.





Nel corso del dibattito, sollecitato anche dalle domande del pubblico, l’autore ha affrontato alcuni dei temi più delicati trattati nel libro, tra cui i pregiudizi che ancora oggi le persone omosessuali si trovano ad affrontare, anche in ambito religioso. In questo contesto, Porcino Ferrara ha affermato: "Noi persone omosessuali siamo cresciute con un linguaggio e una terminologia eterosessuale che ci hanno definiti e, di conseguenza, discriminati. Come diceva Michela Murgia, in una gerarchia di potere ogni etichetta che ci viene cucita addosso non è una descrizione, ma la misura del potere che gli altri vogliono esercitare su di noi.".  Un passaggio che ha suscitato interesse e partecipazione, confermando la capacità del testo di stimolare un confronto aperto e necessario.


Un evento che ha lasciato il segno, capace di unire pensiero critico e partecipazione collettiva, nel segno di una pedagogia del dissenso che si fa strumento di consapevolezza e cambiamento.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it




domenica 22 marzo 2026

Misterbianco legge: un viaggio tra psiche e società con Cristian A. Porcino Ferrara

 



COMUNICATO STAMPA

Misterbianco, al Teatro Comunale la presentazione del libro “Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio” del docente Cristian A. Porcino Ferrara

MISTERBIANCO (CT) – Un viaggio tra le pieghe dell'attualità e della psiche umana: martedì 24 marzo, alle ore 16:00, il Teatro Comunale di Misterbianco (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni, Via Giordano Bruno 74) ospiterà la presentazione ufficiale del libro “Obliquo Presente”, opera di Cristian A. Porcino Ferrara.
L'incontro, patrocinato dal Comune di Misterbianco, si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito.
A seguire, l'autore approfondirà i temi e le suggestioni del volume in un dialogo multidisciplinare che vedrà la partecipazione di:
-Sandro Mangano – (Psicologo)
-Alessandra Irene Marchese – (Professoressa)

L’OPERA E L’AUTORE

Obliquo Presente” si pone come una riflessione profonda sulla contemporaneità, offrendo al lettore una pedagogia del dissenso e una prospettiva inedita e "obliqua" sulla realtà che ci circonda. L'autore, Cristian A. Porcino Ferrara, stimato docente e attento osservatore delle dinamiche sociali, riversa in queste pagine una sensibilità maturata nel quotidiano contatto con il mondo della formazione e della cultura. Il libro rappresenta un’importante occasione di confronto per la cittadinanza, unendo il linguaggio della letteratura a quello della psicologia e dell'analisi pedagogica.

L’ingresso è libero e aperto al pubblico.

DETTAGLI DELL’EVENTO:

- Data: Martedì 24 Marzo

- Orario: 16:00

- Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74 - Misterbianco (CT)

Informazioni:
obliquopresente@virgilio.it

venerdì 20 marzo 2026

"Obliquo Presente", cambio sede per l'incontro con l'autore Cristian A. Porcino Ferrara a Misterbianco

 


COMUNICATO STAMPA

Obliquo Presente cambia casa: la presentazione di Cristian A. Porcino Ferrara si sposta al Teatro Comunale
MISTERBIANCO (CT) – Un cambio di cornice per un incontro che promette di andare in profondità. Si comunica che la presentazione del libro “Obliquo Presente” dell’autore Cristian A. Porcino Ferrara, prevista per il prossimo 24 marzo alle ore 16:00, non si terrà più presso lo Stabilimento Monaco come precedentemente annunciato.
L’evento si sposta nel cuore culturale della città: sarà il Teatro Comunale (Aula Camilleri/Saletta Matrimoni) in Via Giordano Bruno, 74, a ospitare il dialogo tra l'autore e il pubblico.
L’INCONTRO
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Marco Corsaro e dell’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sociali Maria Virgillito, l’autore approfondirà le tematiche dell’opera in un confronto dinamico con:
- Sandro Mangano – Psicologo
- Alessandra Irene Marchese – Professoressa
Un’occasione imperdibile per riflettere sulle sfumature del presente attraverso le pagine di un'opera intensa e attuale.
DETTAGLI DELL’EVENTO:
Data: 24 Marzo
Orario: 16:00
Nuova Location: Teatro Comunale (Aula Camilleri), Via Giordano Bruno 74, Misterbianco.

L’ingresso è libero. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Informazioni: obliquopresente@virgilio.it

lunedì 16 marzo 2026

Letteratura e dissenso: Presentazione di "Obliquo Presente" a Misterbianco

 


📚 Presentazione del libro: “Obliquo Presente” – Un dialogo sul nostro tempo

Sono lieto di invitarvi alla presentazione del mio libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, un’occasione per riflettere insieme sul ruolo della letteratura come strumento di comprensione e trasformazione del presente. 📅 Quando: Lunedì 24 marzo 2026, ore 16:00 📍 Dove:  Sala Giarrizzo – Stabilimento Monaco, Via Archimede 248, Misterbianco L’evento, promosso dal Comune di Misterbianco, vedrà la partecipazione di due autori: - Obliquo PresenteCristian A. Porcino Ferrara - Tecla Valeria Petrullo Dopo i saluti istituzionali dell’ Assessora Maria Virgilito e del Sindaco Marco Corsaro, lo psicologo Sandro Mangano modererà un dialogo aperto al pubblico, per esplorare temi, idee e prospettive che attraversano i nostri libri e il nostro tempo. Sarà un momento di confronto e condivisione, in cui letture, domande e riflessioni potranno intrecciarsi con la partecipazione di tutti. Non mancate!
Vi aspetto numerosi!


sabato 14 marzo 2026

Obliquo Presente: la recensione di Stefano Benaglia



È un vero onore condividere le parole che lo scrittore Stefano Benaglia ha dedicato al mio ultimo libro. Leggere una disamina così minuziosa e carica di passione mi riempie di gratitudine: è raro che un’opera venga guardata con tanta profondità.

Il 29° (ventinovesimo!) libro di Cristian Adriano Porcino Ferrara, dedicato alla memoria del padre il cui ultimo periodo è narrato con parole che commuovono e fanno riflettere, è un'immersione in apnea nel significato più profondo dei tanti argomenti che toccano la nostra vita. Un’immersione che fa meditare su tematiche che riguardano tutti noi nella quotidianità, ma che spesso non vengono affrontate:

   •    la religione che instilla in (troppi) di noi il senso di colpa funzionale alla sua esistenza: senza i (secondo loro) nostri peccati finirebbe la funzione dei sacerdoti e della chiesa stessa che come parassiti si nutrono delle nostre insicurezze;
   •    il ruolo centrale della donna nelle società preistoriche; donne accusate in seguito di aver causato qualsivoglia dolore da Eva, Pandora ed Elena in poi; donne con confini precisi da non travalicare, ma che stanno faticosamente ritrovando il proprio giusto riscatto grazie anche a figure come Michela Murgia e Carmen Consoli, solo per citarne un paio;
   •    la scuola, regredita costantemente ma resiliente grazie ad insegnanti come Cristian che credono ancora nell’importanza della didattica. Alcune riflessioni dell’Autore potrebbero sembrare mera utopia, almeno finché Moige, Vaticano e destre conservatrici avranno il controllo sull’istruzione e non solo, ma parlarne e denunciarne le carenze è già un primo passo verso un possibile miglioramento;
   •    la letteratura eteronormativa e i tanti amori omosessuali della storia ancora oggi taciuti tanto a scuola quanto nelle fiction: Achille e Patroclo, Leopardi e Ranieri. Quelli di Caravaggio, Platone, Leonardo, Shakespeare, Pascoli, Saba, Michelangelo. Una strategia culturale che stabilisce che solo un certo tipo di amore sia degno di memoria.

Una disamina cruda, scomoda e senza sconti, di ciò che significa ancora oggi essere omosessuali. “Fin da piccoli”, scrive l’Autore (e il sottoscritto non ne è stato esente), “nascondiamo un segreto troppo grande per un bambino. A differenza degli etero che possono dire di essersi innamorati del/la protagonista di un film o di un/a compagno/a di classe, noi omo non potevamo. Non dovevamo. Non ci era concesso. I nostri sentimenti potevano urtare la sensibilità degli altri”. Un viaggio attraverso la bellezza dei dialetti, della poesia, della musica e della lingua siciliane ma anche sarde; un viaggio che tocca letteratura, pari opportunità, Pasolini, violenza giovanile, Raffaella Carrà, rapporto con il territorio, Barbra Streisand, l’importanza delle parole che possono uccidere, Renato Zero, Queer Art, Camilleri, vecchiaia e demenza senile con istituzioni e sanità che trattano con superficialità chi ne è colpito. Non parlare di tutto ciò, soprattutto su pagine nelle quali per antonomasia "scripta manent", significherebbe negarci con le nostre stesse mani qualsiasi cambiamento futuro. Un libro da leggere assolutamente, con calma, con attenzione, con la mente aperta a recepire le esortazioni e gli ammonimenti dell’Autore.
Una menzione particolare va al capitolo-capolavoro finale: una magistrale dichiarazione d'amore con accostamenti e paragoni talmente poderosi ed efficaci da far anelare al lettore un legame galvanizzante come quello declamato.


Obliquo Presente è in vendita su Amazon

martedì 10 marzo 2026

L’amore che il marmo non ha potuto tacere

 


Dietro il volto del "Cristo Salvatore" nella Basilica di Sant'Agnese a Roma si cela il ritratto di Tommaso de' Cavalieri, l’uomo che Michelangelo amò profondamente?
La notizia di questi giorni non mi stupisce affatto. È la conferma di come l'arte sia stata, per secoli, l'unico spazio in cui l'identità poteva esistere, seppur travestita. Ma è anche il simbolo di una rimozione sistematica: pensate che persino i pronomi delle poesie di Michelangelo per Tommaso furono volti al femminile dal nipote per "salvare" la reputazione dello zio.
Che questa notizia venga confermata o si riveli l’ennesima suggestione giornalistica importa fino a un certo punto. L’amore tra Michelangelo e Tommaso è già scritto nelle sue poesie, nei suoi disegni e nella storia stessa della sua vita.
Nel mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio, dedico spazio proprio a questo: al racconto dell'Amore censurato di Buonarroti e a tutte quelle cancellazioni storiche messe in atto per negare l'orientamento sentimentale di grandi artisti.
Dissentire significa anche restituire la verità ai corpi e ai sentimenti che la storia ha provato a rendere invisibili. Quante storie d’amore sono state cancellate dalla storia dell’arte?
📖 Obliquo Presente è disponibile ora su Amazon.

domenica 8 marzo 2026

Oltre la retorica dell'8 marzo

 


📢 OGGI È LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA E DOVREMMO USCIRE FUORI DALLA SOLITA RETORICA IPOCRITICA E ZUCCHEROSA COLOR MIMOSA.
Le donne ancora oggi percepiscono un salario nettamente inferiore a un collega maschio: BEN IL 25%. Subiscono VIOLENZA FISICA E PSICHICA dai familiari di sesso maschile e spesso PAGANO IL PEGNO CON LA VITA per essere donne. Le donne che non lavorano nel nostro paese sono IL 43%. E potrei continuare ancora.
Eppure esisteva un tempo in cui la donna era venerata come DEA MADRE, da cui tutto prendeva vita.
OGGI NO.
Oggi viviamo nel TEMPO DELL’ODIO, dove il dissenso è un lusso e la violenza una routine.

Nel mio ultimo libro, OBLIQUO PRESENTE. UNA PEDAGOGIA DEL DISSENSO NEL TEMPO DELL’ODIO, smonto la retorica vuota e propongo strumenti concreti per RESISTERE, PENSARE, AGIRE. Per costruire una società in cui le donne non debbano più lottare per diritti che dovrebbero essere scontati.
📖 NON REGALARE UNA MIMOSA. REGALA UN’IDEA.
Acquistalo su Amazon qui: https://amzn.eu/d/7dn8zlR

giovedì 5 marzo 2026

24 Marzo: Incontro con l'autore a Misterbianco – Una pedagogia del dissenso.

 


📚 "Obliquo Presente" — 24 marzo.
Nel cuore della rassegna promossa dal 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼, “𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗦𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 – 𝗡𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗜𝗡 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲”, presenterò il mio libro 𝗢𝗯𝗹𝗶𝗾𝘂𝗼 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗱𝗶𝗼.

Un incontro per respirare insieme un altro modo di stare nel mondo: più consapevole, più libero, più capace di trasformare il dissenso in relazione e cura, proprio mentre la nostra società sembra spingerci verso l’opposto.

📅 𝟮𝟰 marzo. Sala Giarrizzo, Stabilimento Monaco 
📌  𝗔 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼

mercoledì 4 marzo 2026

Un sentito grazie a Queerographies per lo spazio dedicato al mio ultimo libro

 

Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Queerographies per aver dedicato spazio e attenzione al mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Grazie per il prezioso contributo alla riflessione su temi così urgenti e necessari nel panorama contemporaneo.
Leggi qui: https://queerographies.com/2026/03/04/obliquo-presente/

martedì 3 marzo 2026

Cari librai italiani, osate

 


Da docente e autore, credo che una libreria debba essere un presidio culturale di idee, non una vetrina di marchi. Poiché so quanta fatica costi tenerne aperta una, mi dispiace indirizzare i lettori online, ma al momento trovate il mio libro Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio esclusivamente su online.
È un paradosso, lo ammetto: usare il Leviatano digitale per preservare l'indipendenza del dissenso in questo tempo intriso d'odio. Ma se gli scaffali fisici diventano dogane del conformismo, allora preferisco la libertà — seppur virtuale — di un’indipendenza senza padroni. Ai librai non rivolgo un lamento, ma un invito al recupero della propria funzione: tornate a osare, se non volete che il libro diventi un semplice oggetto d'arredamento in un mondo che ha dimenticato come si decodifica il dissenso.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

domenica 22 febbraio 2026

Il Tu, il Lei e la memoria storica

 



A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco ho portato in classe una sua riflessione sui pronomi di cortesia.
Non una lezione di grammatica. Una lezione di storia.
Tu, Voi, Lei, Loro non sono formule neutre: raccontano gerarchie, rapporti di potere, trasformazioni culturali. Dalla Roma antica alla cancelleria rinascimentale, fino all’imposizione fascista del “Voi”, ogni scelta linguistica è lo specchio di un’epoca.
Il punto che ha acceso il dibattito è stato questo:
Il problema del “Tu” generalizzato non è grammaticale, ma è perdita di memoria storica.
Oggi molti giovani danno del tu agli adulti. Non per maleducazione, spesso, ma per inconsapevolezza.
Ed è qui che entra la responsabilità educativa.
Pretendo il “Lei”.
Non per distanza. Non per autoritarismo.
Ma perché il linguaggio costruisce mondi.
Educa alla differenza dei ruoli. Custodisce la memoria.
Se tutto diventa indistinto, anche l’autorità culturale si dissolve nel rumore.
Anche nel mio ultimo libro, Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio, Eco trova spazio. Il suo metodo — leggere i segni, interrogare ciò che sembra naturale — attraversa quelle pagine.
E ringrazio chi, qualche giorno fa, mi ha detto che a Eco il libro sarebbe piaciuto fin dal titolo.
Non so se sia vero.
Ma so che l’“obliquità” dello sguardo è un debito che sento profondamente.
In classe, discutere di qualcosa che non conoscevano ma profondamente legato al passato ha insegnato loro che una parola può contenere secoli.
Forse insegnare oggi significa questo: restituire profondità al presente.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara