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mercoledì 17 dicembre 2025

Indicazioni inutili per andare altrove

 


Sulle tracce dell’altrove è un libro che non accompagna: trascina. Cristian A. Porcino Ferrara scrive come chi ha già perso l’orientamento e, proprio per questo, sa indicare le direzioni sbagliate con una precisione imbarazzante. L’altrove non è una meta esotica, ma una postura mentale: si cammina storti, si pensa obliqui, si vive controvento. La prosa, nervosa e sensuale, alterna fendenti lucidi a improvvise carezze filosofiche, come se il pensiero fosse un corpo che non chiede permesso. Qui l’identità non si cerca: si scortica. Libro insofferente alle certezze, elegante nella sua impertinenza, Sulle tracce dell’altrove è una piccola educazione allo smarrimento — che, in tempi di mappe urlate, resta l’unico vero atto di libertà. Un libro quindi per lettori indisponibili, orgogliosamente scomodi, felicemente fuori posto.

Il libro è in vendita su Amazon

lunedì 15 dicembre 2025

Riflesso perfetto. Contro il silenzio imposto: l’amore come atto di verità

 


Riflesso perfetto di Mattia Surroz, pubblicato da Sergio Bonelli Editore — la casa editrice che ha dato vita a Dylan Dog, uno dei personaggi a fumetti che ho più amato — è una graphic novel che tocca corde scoperte e mi ha emozionato profondamente.
Da poco ho perso mio padre e chi ha vissuto la lacerante esperienza di accompagnare un proprio caro in una struttura per anziani sa bene cosa intendo. Alcune riflessioni presenti nel libro mi hanno riportato a quei giorni, a quei mesi sospesi, fatti di dolore silenzioso e senso di colpa.
Inoltre, come Enea, ho vissuto un’adolescenza privandomi della felicità sentimentale, punendomi. Nel mio libro Sulle tracce dell’altrove ho raccontato proprio di queste punizioni che mi sono autoimposto, di quel senso di colpa interiorizzato che per anni ha accompagnato me e molti altri. Una società omofoba riesce a isolarti lentamente, nel tempo, fino a convincerti che la rinuncia sia una forma di protezione. Per chi è stato a lungo emarginato dalla Storia, il rischio è sempre quello di fare la fine di Enea.
Surroz racconta anche qualcosa che raramente trova spazio nella narrazione: l’amore maturo. Spesso si parla di corpi giovani, sinuosi, erotici, pensati per stimolare le fantasie del lettore, ma quasi mai dell’amore che attraversa gli anni, che riguarda le persone adulte. Eppure, come cantava Franco Battiato, «i desideri non invecchiano quasi mai con l’età».
Enea e Giacomo si scoprono in gioventù e, a causa dei pregiudizi sociali, si perdono. Tuttavia restano saldamente ancorati l’uno nell’anima dell’altro. Come Enea, anch’io ho pensato che «la fantasia degli infelici ha confini più vasti di quella degli altri». Da ragazzino ero un Charlie Brown malinconico, capace di immaginare il futuro ma incapace di scorgerne davvero i confini.
Fortunatamente, con il passare degli anni, ho conosciuto la persona che amo. È stato lui a spalancare le finestre che tenevo chiuse e ad abbattere i muri che avevo eretto per proteggermi dalle delusioni. Grazie a lui, e a differenza di Enea, ho imparato a volermi bene davvero perché, citando ancora il caro Battiato, non possiamo pregare il tempo: «Se penso a come ho speso male il mio tempo / che non tornerà, non ritornerà più».
Ho scoperto questo libro grazie al mio ragazzo e, una volta terminato, mi è rimasto addosso. Serve una grande sensibilità per creare e raccontare una storia così toccante.
È bellissima l’immagine secondo cui ognuno di noi è un’isola e i sentimenti che proviamo diventano ponti. Quando ci innamoriamo, andiamo a vivere lì, proprio nel mezzo, e costruiamo un rifugio. Toni poetici accompagnano un connubio riuscitissimo di immagini meravigliose e impattanti.
Ci vuole coraggio a raccontare e pubblicare libri così intensi, in una società che vorrebbe nascondere chi non ama secondo il vangelo eteronormativo. Surroz narra tutto senza aggiungere né dipingere il superfluo: parla una scrittura serrata ed empatica, che lascia spazio al significato più profondo della parola Amore.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

giovedì 23 ottobre 2025

Il Concilio II, la luce e le catene

 


Nella giornata di ieri, durante una lezione di Storia, ho parlato alle mie allieve del Concilio Vaticano II. Mentre ne illustravo il significato storico, mi hanno rivolto domande che mi hanno profondamente colpito:
«Come può un evento religioso riguardare tutti?»
«In che modo il cattolicesimo influenza ancora oggi la vita dei laici?»
Domande sincere, disarmanti, che mi hanno spinto a guardarmi dentro.
Ricordo che, da ragazzo, leggevo con fervore ogni documento ufficiale del Papa. Non so bene perché lo facessi; forse, in quelle parole solenni, cercavo una legittimazione alla mia esistenza. Chi ha letto il mio libro Sulle tracce dell’altrove conosce quella mia antica inquietudine: un bisogno di approvazione che non trovava mai risposta.
Crescere, per me, ha significato liberarmi da un senso di colpa che la religione aveva inciso in profondità. Non è stato facile, ma alla fine ci sono riuscito.
Come il prigioniero del mito di Platone, ho visto la luce e ho spezzato le catene.
In quel chiarore, ho intravisto uno spiraglio nelle parole di Papa Francesco – un’eco di universalità simile a quella della Pacem in terris di Giovanni XXIII. In quei rari momenti, la voce della Chiesa sembrava rivolgersi a ogni essere umano, non solo ai credenti. Ho sempre desiderato che un pontefice spezzasse le catene della propria “caverna” fatta di dogmi e divieti, dirigendosi con coraggio verso la luce. Ma so che è, e probabilmente resterà, un’utopia.
La Chiesa dice di voler parlare all’umanità di oggi, ma resta ferma nelle sue posizioni, spesso sconfessate dalla razionalità e dallo spirito scientifico. I suoi portavoce promettono di aggiornarsi, di rompere con la tradizione millenaria che la contraddistingue; in realtà, però, compiono solo piccoli e timidi passi.
La Chiesa non accetta il cambiamento e preferisce restare ai margini della società, senza incidere veramente.
E così la società cambia, evolve, e costringe il Vaticano ad adeguarsi a un contesto che ormai lo rigetta perché percepito come fuori tempo.
Da filosofo e da non credente, continuo a percepire l’invadenza della religione nella vita quotidiana. Ogni volta che la fede tenta di imporsi come regola comune, sento il dovere di alzare le barricate — non per ribellione sterile, ma per difendere la libertà di ciascuno. Nessuno dovrebbe vivere schiacciato da un credo che pretende di definire la misura dell’esistenza.
Il Concilio II si proponeva di parlare a tutti, ma oggi la Chiesa, a differenza del protestantesimo, sembra rivolgersi esclusivamente ai fedeli, ignorando l’emorragia di cattolici in tutto il mondo.
Forse, come sosteneva Nietzsche, «le persone non accettano la verità perché non vogliono che la loro illusione venga distrutta».

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 10 ottobre 2025

L’amore rimosso – Parte II. La letteratura eteronormativa e le sue omissioni

 


C’è qualcosa di profondamente allarmante nel modo in cui la scuola continua a raccontarci la letteratura.
Ogni autore sembra avere la sua “bella morosa” cui dedicare versi e tormenti, come se la sensibilità poetica potesse nascere solo dall’amore per una donna. La norma si traveste da tradizione e la tradizione da verità. Ma se sei maschio e i tuoi sentimenti o desideri non seguono la direzione prevista, sembri fuori dal racconto — e dunque fuori dal mondo.
Nei manuali tutto scorre liscio, rassicurante, come se la storia delle lettere fosse un lungo elogio dell’eterosessualità. Si studiano i poeti innamorati di figure femminili idealizzate, mentre i legami che non rientrano in quella narrazione vengono archiviati nel silenzio. Così accade per Leopardi: si parla della sua delusione per Fanny Targioni Tozzetti, ma non del rapporto profondo e autentico con Antonio Ranieri.



La scuola trasmette la metà di una verità e la spaccia per intera.
E non è solo Leopardi. Nei manuali, l’unico autore italiano dichiaratamente omosessuale sembra essere Pasolini, come se il suo coraggio avesse esaurito da solo l’intera questione. Ma la realtà letteraria è molto più complessa e ricca. Umberto Saba, per esempio, affida al romanzo postumo Ernesto la confessione di un desiderio che per tutta la vita ha dovuto tacere: il rapporto tra il giovane protagonista e un uomo più grande diventa un momento di rivelazione e di conflitto, tenero e doloroso insieme.




Anche Giorgio Bassani, ne Gli occhiali d’oro, racconta con grande finezza la solitudine di un medico omosessuale nella Ferrara fascista, emblema di un’umanità esclusa e perseguitata.
E poi c’è Aldo Busi, autore di un capolavoro assoluto come Seminario sulla gioventù: un romanzo di formazione audace, ironico, scritto divinamente, che affronta il tema dell’identità e dell’accettazione di sé con una lucidità che la scuola continua a ignorare. Eppure un testo come questo, se proposto agli studenti, aiuterebbe a comprendere che la letteratura non serve a confermare le norme, ma a metterle in discussione.
Sono storie e voci che la scuola raramente nomina, come se non fossero parte della nostra identità culturale. E invece lo sono, eccome: fanno parte di quella verità intera che abbiamo smesso di raccontare.
Questo silenzio non è casuale: è una strategia culturale. È il modo con cui si stabilisce che solo un certo tipo di amore è degno di parola, di memoria, di storia. Tutto il resto — i corpi, i desideri, le differenze — viene espulso come un errore. La letteratura diventa così un meccanismo di esclusione, non di conoscenza.
Michela Murgia, in un’intervista che non smetto di citare, ricordava che chi non vive la discriminazione spesso non ne comprende la necessità di superarla. Chi detiene il privilegio si convince che il mondo che vede sia l’unico possibile, e quando gli si mostra la marginalizzazione altrui, risponde che “si esagera”. Ma negare l’esperienza dell’altro è il modo più efficace per continuare a esercitare quel privilegio.
Nel mio libro Sulle tracce dell’altrove ho cercato di raccontare proprio questo: il disagio silenzioso di chi cresce tra i banchi di scuola senza mai trovare una storia che gli assomigli.
Quando la realtà omosessuale viene ignorata, non è solo una dimenticanza: è un messaggio implicito. È come dire “tu non esisti”, oppure peggio, “non devi esistere”. E allora l’aula, che dovrebbe essere un luogo di conoscenza e di libertà, diventa un laboratorio di conformismo.
Forse dovremmo domandarci non solo quali storie scegliamo di raccontare, ma perché continuiamo a raccontarne sempre le stesse.
L’amore — ogni forma d’amore — è materia universale, eppure la sua rappresentazione resta sorvegliata, normalizzata, selettiva.
E mentre si discute di educazione affettiva e di parità di genere nelle scuole, nessuno mette in discussione i manuali che perpetuano un’unica idea di desiderio.



Il punto non è “aggiungere autori gay” come si aggiunge una nota a piè di pagina. Il punto è riscrivere la narrazione stessa, liberarla dai filtri morali che ancora oggi la ingabbiano.
Riconoscere l’amore omosessuale non è una concessione né un atto politico: è restituire alla letteratura la sua interezza, la sua verità.
Perché la scuola non dovrebbe operare censure e discriminazioni, ma il diritto — e il coraggio — di amare.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara








sabato 27 settembre 2025

Riconosci il tuo Altrove

 


Sulle tracce dell’altrove di Cristian A. Porcino Ferrara è un saggio breve ma potente, che fonde introspezione, memoria e cultura in un viaggio verso ciò che ci definisce e, spesso, ci sfugge. Con un linguaggio evocativo e una fitta rete di riferimenti – da Battiato a Platone, da Shepard a Pasolini – l’autore indaga temi universali come la bellezza, l’identità, la spiritualità e la diversità, parlando direttamente al lettore contemporaneo.

Perfetto per chi ama riflettere, per chi cerca nella parola scritta una bussola etica ed estetica, il libro si posiziona come una lettura colta ma accessibile, capace di unire empatia e pensiero critico. Un invito a riconoscere il proprio “altrove” - non come fuga, ma come verità.
Il libro è in vendita su Amazon

lunedì 16 giugno 2025

Un libro per smuovere i pregiudizi



Porcino Ferrara è un docente nel pieno della sua esperienza, e utilizza l'arte comunicativa come strumento educativo, capace di smuovere pregiudizi e far riflettere in ambito scolastico.

Lo stile è schietto, autentico, a tratti struggente, e non ha timore di “sfondare i muri della vergogna e del pregiudizio”. Manca forse un filo narrativo unico, ma ciò contribuisce a rendere l’opera un mosaico intenso di voci, esperienze ed emozioni. Proprio per questo Sulle tracce dell’altrove è un libro consigliato a docenti e studenti perché offre uno sguardo profondo e coinvolgente sul senso della conoscenza e del viaggio interiore. È particolarmente utile a scuola perché invita a guardare oltre l’immediatezza, promuove il dialogo e incoraggia sia insegnanti che ragazzi a riscoprire il valore dell’educazione come percorso verso l’altrove, inteso come crescita personale e apertura al mondo.

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domenica 25 maggio 2025

Noi siamo gli altri


 

Il libro Sulle tracce dell'altrove di Cristian A. Porcino Ferrara, pubblicato nel 2023, è un'opera che intreccia autobiografia, filosofia, critica sociale e riflessione culturale. Con una prosa intensa e personale, l'autore esplora temi profondi come l'identità, l'alterità, l'omofobia, la violenza di genere e il potere educativo dell'arte. 

Porcino Ferrara affronta le responsabilità della religione nel reprimere l'espressione dell'identità personale, citando figure come Origene, Montaigne, Paolo di Tarso, papa Wojtyla e papa Ratzinger. Analizza come la religione possa influenzare negativamente l'adolescenza, privando i giovani dei momenti cruciali dei primi amori e infatuazioni.  

Inoltre l'autore rende omaggio a personalità che hanno segnato la sua formazione, come Franco Battiato e il filosofo Manlio Sgalambro, con cui ha avuto un rapporto di stima reciproca.  Attraverso l'analisi di canzoni e film, come L'Attimo Fuggente, Chiamami col tuo nome, e brani di artisti come Barbra Streisand, Raffaella Carrà, Elton John, Calum Scott, Jimmy Somerville e Judy Garland, Porcino Ferrara riflette sull'impatto culturale e personale di queste opere.  

Peraltro il libro affronta anche il tema della violenza di genere, ricordando figure femminili come Artemisia Gentileschi, Rosa Parks, Eunice Newton Foote e Ruth Bader Ginsburg.  Inoltre, rende tributo a vittime dell'omofobia come Matthew Shepard e Bayard Rustin, evidenziando le ingiustizie subite a causa della loro identità sessuale. 

Una delle caratteristiche distintive del libro è la sua capacità di fondere esperienze personali con riferimenti culturali e filosofici, creando un dialogo tra l'autore e il lettore. Porcino Ferrara utilizza la sua esperienza di insegnante e filosofo per offrire una riflessione profonda sull'importanza dell'empatia, del rispetto e dell'accettazione dell'altro. 

Il libro è stato presentato in diverse occasioni, come durante la rassegna "Culturalmente Malnate", dove l'autore ha discusso i temi trattati insieme a scrittori, psicologi e il pubblico presente.  

Con 102 pagine, Sulle tracce dell'altrove è un'opera intensa che invita alla riflessione e al confronto, offrendo uno sguardo lucido e personale su tematiche attuali e universali.


(V. G)


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lunedì 19 maggio 2025

Leone XIV e la concezione di famiglia

 



Papa Leone XIV durante l'udienza al Corpo diplomatico presente in Vaticano ha detto che è responsabilità di chi governa investire sulla famiglia "fondata sull'unione stabile tra uomo e donna, 'società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società'". Quest'ultima è una citazione della Rerum Novarum del suo illustre predecessore Leone XIII. Evidentemente la concezione di famiglia di Robert Francis Prevost è identica alla concezione ampiamente diffusa nel 1891 (anno della pubblicazione dell'enciclica citata). Ora nessuno si aspetta da un pontefice una totale apertura alle unioni non tradizionali ma certamente nemmeno un ritorno al passato che è totalmente anacronistico e fuori dal tempo. È evidente che per Prevost noi non esistiamo e non possiamo costruire famiglie e a questo punto sorge un dubbio. Ieri ha affermato: "Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia". 

Come possiamo definirci membri di un'unica famiglia se al suo interno esiste chi ti ritiene invisibile e ti nega il diritto alla felicità?

Come ha ricordato la sociologa Chiara Saraceno a Left (19/12/2014) la famiglia naturale non esiste perché:

"La famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no. E se noi guardiamo la famiglia da un punto di vista antropologico e storico, scopriamo che il modo in cui questo processo normativo è avvenuto è variato molto nel tempo e nello spazio".

Non abbiamo quindi certamente bisogno dell'approvazione più o meno benevola di un rappresentante religioso per esistere ed essere legittimati né tantomeno di carità selettiva.

Fortunatamente a bilanciare certe dichiarazioni è intervenuto il nostro caro e amato Presidente della Repubblica che ha compreso il dolore che si cela dietro l'indifferenza e la discriminazione. In occasione della giornata contro l'omofobia Sergio Mattarella ha detto: "Il tema della Giornata odierna - il potere delle comunità - richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti".

Senza uguaglianza non c'è libertà.

© Cristian A. Porcino Ferrara

sabato 29 marzo 2025

Disarmiamo la stupidità e il pregiudizio!

 



Michela Murgia ha detto: «State attenti a come vi chiamano. State attenti alle parole che vi affibbiano perché ciascuna delle parole con cui ci definiscono, come donne, come omosessuali, come grassi, come magri, come alti, come bassi ... ogni volta che vi danno un'etichetta, una parola addosso, stanno dicendo in che rapporto di potere si sentono con voi». Murgia ha scritto spesso sul potere delle parole e sul loro significato più profondo. Per lei, le parole non sono solo strumenti di comunicazione, ma portatrici di emozioni, identità e relazioni. D'altra parte, Papa Francesco ha parlato recentemente del concetto di "disarmare le parole", suggerendo che le parole dovrebbero essere usate per promuovere la pace e la comprensione, anziché per alimentare conflitti o divisioni. Nel mio libro Sulle tracce dell'altrove ho riflettuto proprio sull'impatto nefasto delle parole nella nostra quotidianità. Dietro ogni termine o etichetta che attribuiamo agli altri c'è il dolore invisibile di chi subisce senza potersi difendere da un odio radicato anche nel linguaggio. Quindi se non conosci il mio vissuto, il mio dolore non ti consento di etichettarmi e di intrappolarmi in alcun modo in tuo costrutto mentale. Dall'ignoranza si può guarire ma dalla stupidità no!

Sulle tracce dell'altrove è in vendita su Amazon

venerdì 14 marzo 2025

"Sulle tracce dell'altrove" e il cambiamento positivo



Sulle tracce dell'altrove di Cristian A. Porcino Ferrara  affronta temi mai così attuali e  inevitabili come l'omofobia, i diritti negati e la violenza di genere. Le sue pagine ripercorrono vite e testimonianze, sviscerando ingiustizie e  discriminazioni più o meno esplicite, guidandoci nell' immedesimazione in esperienze taciute o diluite nelle semplificazioni di massa di una società polarizzata nei conflitti e dai ritmi frenetici. Attraverso una narrazione coinvolgente, l'autore chiama a percepire e riflettere sugli effetti di piccole e grandi violenze e sull'importanza di riconoscere e difendere i diritti di tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. È un'opera che non solo informa, ma cerca anche di sensibilizzare e promuovere un cambiamento positivo.


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martedì 28 gennaio 2025

Il potere dell'accettazione

 


Sulle tracce dell'altrove di Cristian A. Porcino Ferrara affronta temi di grande attualità, come la letteratura, i diritti civili, la religione e l'omofobia. Il Prof. Porcino esplora come la letteratura possa fungere da potente strumento per riflettere sull'identità, la diversità (un termine che l'autore non apprezza) e la lotta per i diritti delle minoranze, in particolare nel contesto della comunità LGBTQ+. Attraverso la sua analisi, l’autore invita i lettori a mettere in discussione le norme sociali e a considerare l'importanza dell'accettazione e del rispetto per tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Inoltre, il libro esamina anche il ruolo della religione nel plasmare gli atteggiamenti verso l’omosessualità, un argomento spesso delicato e controverso. Le parole di Magnus Hirschfeld, a distanza di anni, risuonano ancor più forti tra queste pagine “Verrà presto il giorno in cui la scienza prevarrà sull’errore, la giustizia sull’ingiustizia, l’amore umano sull’odio e sull’ignoranza”.

Porcino Ferrara cerca di avviare un dialogo su come le credenze religiose possano influenzare la percezione dei diritti umani e della dignità di ogni individuo. In sintesi, Sulle tracce dell'altrove è un'opera arricchente che unisce la critica letteraria a una profonda analisi sociale, promuovendo una maggiore comprensione ed empatia verso le esperienze di chi spesso viene emarginato. 


(Aidi75)


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venerdì 10 gennaio 2025

L’Amore rimosso. Arte e omosessualità

 



La Storia dell'arte non è purtroppo immune a riscritture postume. 

Riscontro un destino quasi comune nelle biografie di due dei suoi più importanti esponenti: Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e Michelangelo Buonarroti. Intorno a Caravaggio sono state create diverse sceneggiature di film e fiction quasi tutte improntate a sottolineare l'eterosessualità del Merisi. Sono stato sempre dell'avviso che se si vuole raccontare la vita di un artista non bisogna omettere la sua vita privata ma la censura scatta solo e soltanto quando si tratta di artisti omosessuali. 



Si tenta di scovare tracce inesistenti di cosiddetta "normalità" per sgomberare il campo dall'idea di ammirare, celebrare e studiare un genio "non normale". Nel 2025 certa stupida umanità organizza e classifica ancora il mondo e gli homo sapiens con concetti inutili e fuorvianti. 



Provate a guardare alcuni film su Caravaggio e noterete lo stesso livellamento eterosessualista. Unica eccezione il capolavoro cinematografico di Derek Jarman che ovviamente i più sconoscono perché fin troppo esplicito sull'argomento.



Questa censura ovviamente accade in tutti i campi dell'arte e di questo ho scritto anche nel mio libro Sulle tracce dell'altrove

(...)

Perfino nelle mostre troviamo didascalie farlocche che ci dipingono l'artista tormentato per delle donzelle di cui l'illustre soggetto si era perdutamente innamorato. Della vita sessuale o sentimentale di Merisi ben poco sappiamo ma allora perché non tacere del tutto anziché ritrarlo come il solito tombeur de femmes? Per tollerare la sua attrazione verso gli uomini lo si deve necessariamente ritrarlo come bisessuale. 

Questo è il compromesso a ribasso per renderlo più accettabile agli occhi dei più. 



In quanto insegnante mi domando se siamo certi di voler censurare e trasmettere contenuti distorti ai nostri discenti solo per compiacere perbenisti stupidi e omofobi che della verità e del Sapere se ne infischiano bellamente.



Pensiamo a Michelangelo Buonarroti che amò Tommaso de' Cavalieri e a cui dedicò alcuni versi a sfondo erotico. Per molti storici risulta difficile immaginare un genio dell'arte mondiale cimentarsi in opere poetiche e pittoriche ispirate e dedicate ad un uomo. L'omosessualità, ovviamente, non è contemplata. In linea con il diktat voluto dai nostalgici del ventennio bisogna raccontare dell'amore michelangiolesco per Vittoria Colonna mai esistito.



Per lui si invocano prove che a parere di alcuni non ci sono ma che ovviamente servono solo per certificare la sua non omosessualità e non la sua presunta eterosessualità. Per quella non servono prove perché data per scontata. Michelangelo era amico di Vittoria e con lei condivideva un'affinità elettiva che non sfociava di certo nell'erotismo né tantomeno nel sentimento amoroso. 



Il simbolismo michelangiolesco è evidente. Se sì guardano con attenzione le sue opere scorgiamo che quasi ogni donna dipinta o scolpita ha i tratti maschili e non quelli tipicamente femminili. Questo non ha nulla a che vedere con le stupidaggini che tentano di etichettare Michelangelo come machista e maschilista. (...) 



Senza scomodare Freud che lo analizzò e studiò a fondo è più che evidente che il genio fiorentino per tutta la vita ricercò tracce maschili in ogni cosa da lui raffigurata. (...) 

Si cerca di rimuovere infatti che Buonarroti si formò presso Marsilio Ficino, filosofo omosessuale, e che ebbe diversi relazioni con uomini da lui stesso citati: Gherardo Perini, Giovanni da Pistoia, Pietro Urbano, Antonio Mini, Luigi Pulci jr, Benedetto Varchi, Giovannangelo detto "il Montorsoli", Febo dal Poggio, Cecchino Bracci, Francesco Amadori detto l'Urbinate. 

[...]

Ma questa sorte o mistificazione tocca ancora oggi anche a Giacomo Leopardi. Dopo la recente fiction Rai che ha riaperto il dibattito sull'orientamento sentimentale del poeta di Recanati è bastata la dichiarazione del regista Sergio Rubini per smorzare l'entusiasmo.



Quest'ultimo ha dichiarato a Tvblog.it: "Non penso che Leopardi fosse omosessuale. Amava profondamente le donne: c’è agli atti il fatto che avesse molta difficoltà ad esprimere i suoi sentimenti verso Fanny e faceva delle ‘prove’ usando Ranieri. L’ho fatto anche io da giovane. Non abbiamo voluto raccontare nessuna deviazione, ma un’amicizia profonda che sfocia sì in un bacio, ma è il bacio che è Leopardi vorrebbe fare a Fanny”.


L'opera d'arte non ha genere o orientamenti sessuali ma gli artisti e le artiste  sì. Purtroppo a noi si chiede sempre una prova tangibile dei nostri sentimenti quasi a doverci scusare della nostra esistenza.



Un Leopardi omosessuale, secondo l'opinione di qualcuno, lo renderebbe meno ammirabile scolasticamente o forse impegnato in una fantomatica teoria gender per indottrinare i nostri allievi. Meglio continuare con la commedia ad uso e consumo dei conservatori. Se tutt’oggi ci spaventa o crea imbarazzo affrontare in classe il racconto dell'Amore tra Achille e Patroclo figuriamoci la storia tra Leopardi e Ranieri. L’11 dicembre 1832 Giacomo Leopardi scriveva così all’ “amico”: «Ranieri mio, tu non mi abbandonerai per' mai, n' ti raffredderai nel'amarmi. Io non voglio che tu ti sacrifichi per me, anzi desidero ardentemente che tu provvegga prima 'ogni cosa al tuo benessere: ma qualunque partito tu pigli, tu disporrai le cose in modo, che noi viviamo 'uno per 'altro, o almeno io per te; sola ed ultima mia speranza. Addio, anima mia. Ti stringo al mio cuore, che in ogni evento possibile e non possibile, sar' eternamente tuo».

In conclusione vi consiglio di soffermarvi su queste frasi senza aggiungere null’altro se non un’altra frase del Nostro: “Il mondo ride sempre di quelle cose che, se non ridesse, sarebbe costretto ad ammirare; e biasima sempre, come la volpe, quelle che invidia”.


©️ Cristian A. Porcino Ferrara

giovedì 12 dicembre 2024

Idee regalo per Natale 2024





- Sulle tracce dell'altrove: è un' acuta e documentata analisi di stereotipi sessisti e omofobi vecchi e nuovi, dai più frequenti ai meno espliciti. Attraverso la narrazione coinvolgente di aneddoti e curiosità, l'autore ci lascia attraversare vite ed esperienze illuminanti  di chi si trova a fronteggiare il pregiudizio radicato e multiforme nella società contemporanea. Da Franco Battiato a Calum Scott, da Matthew Shepard alla Carrà, da Barbra Streisand a Papa Ratzinger, da Chiamami col tuo nome al Simposio di Platone è impossibile non lasciarsi affascinare da questo dipinto lucido e a tratti ludico del pensiero che ha formato il filosofo, l'insegnante, l'Uomo.


- Quel che resta di niente: è una raccolta di riflessioni intime e universali. Nel suo ultimo lavoro Porcino Ferrara esplora temi complessi come l'accettazione, la solitudine, il senso di vuoto, la ricerca di significato. Il libro dipinge un quadro vivido delle emozioni e delle esperienze che caratterizzano la nostra esistenza, mettendo in luce la fragilità e la resilienza dell'animo umano. Attraverso i versi e le riflessioni dell'autore meditiamo sulla nostra quotidianità con rinnovato stupore.


I libri sono disponibili su Amazon

domenica 8 dicembre 2024

Un altrove libero da pregiudizi e stereotipi

 


Sulle tracce dell’altrove
di Cristian A. Porcino Ferrara è un libro molto interessante che affronta temi importanti come i pregiudizi e gli stereotipi sessisti e omofobi. L'autore utilizza una narrazione coinvolgente per esplorare le esperienze di persone che si trovano a fronteggiare queste problematiche nella società contemporanea. Il Prof. Porcino si racconta in prima persona sfidando ogni remora.

Il libro invita i lettori a riflettere sulle proprie convinzioni e a considerare l'importanza dell'accettazione e della diversità. Attraverso storie e analisi, Porcino Ferrara cerca di promuovere una maggiore comprensione e rispetto tra le diverse identità e orientamenti sessuali. È un'opera che stimola il dialogo e incoraggia a superare le barriere culturali, religiose e sociali. La letteratura è stata spesso ostaggio di una eteronormatività imposta per cancellare tutte le altre forme d'amore. Affrontare i pregiudizi sessisti e omofobi è un passo importante verso una società più giusta e equa. Ognuno di noi può fare la differenza, iniziando da piccole azioni quotidiane concrete. Sulle tracce dell'altrove è una lettura molto arricchente nonché un ottimo regalo per il Natale.

(S. Piras)

Il libro è in vendita su Amazon

venerdì 15 novembre 2024

Il ragazzo dai pantaloni rosa

 


Il ragazzo dai pantaloni rosa è un film necessario, toccante che non scade mai nella retorica ma invece abbatte con delicatezza i muri di silenzio che si ergono attorno agli atti di bullismo. Nel film Samuele Carrino (Andrea) afferma che non bisogna essere poeti per soffrire ma adolescenti. Ricordo benissimo la sofferenza di quegli anni e l'ho raccontata nel mio libro Sulle tracce dell'altrove. Purtroppo certi atteggiamenti ti fanno sentire continuamente un adolescente bullizzato. La violenza verbale pesa come un macigno sulle nostre vite e non sempre siamo equipaggiati emotivamente e psicologicamente per schermare le parole che ci vengono scagliate addosso. Non di rado certe frasi ti scavano dentro fino a creare caverne oscure dove ci rifugiamo fino a non uscirne più. Anch'io ho rischiato di non riemergere da questi anfratti dell'anima dove mi ero rintanato per silenziare i miei sentimenti. Per questo è stato doppiamente emozionante e commovente guardare questo film insieme alla persona che amo. Leggere sul suo viso la commozione per una storia che non ci è affatto estranea ci ha ricordato di quanto siamo stati fortunati. Potevamo soccombere e non l'abbiamo fatto. Claudia Pandolfi che interpreta Teresa Manes, madre di Andrea, dice: "Le parole sono come dei vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato li schivi e vai avanti sulla tua strada, ma se invece sei un po’ più lento, ti centrano in pieno e ti uccidono". 

La verità è che nessuna parola è soltanto una parola. Mai! In classe insisto sempre su questo punto e non smetterò mai di sottolinearlo. Per tale motivo a scuola ho proposto un progetto educativo che parte proprio dalla visione di questo film. Le parole colpiscono ad ogni età ma in special modo in adolescenza quando tutto intorno ci appare ostile e al contempo affascinante. L'atteggiamento bullistico non inizia e finisce tra i banchi di scuola ma in certi casi dura tutta la vita. Quando certa politica limita i tuoi diritti e tende ad emarginarti e deriderti perché non ti ritiene conforme alla norma allora sta attuando degli atteggiamenti prevaricatori tipici dei bulli. Non esistono persone con più o meno dignità delle altre. La normalità è il concetto più abusato e pericoloso di questo mondo. Chiunque è nato fa parte della natura senza alcuna distinzione di genere, orientamento, etnia, etc. Scriveva Publio Terenzio Afro (II secolo a.C) «Homo sum, humani nihil a me alienum puto» Traduzione: "Sono un essere umano, niente di ciò che è umano ritengo estraneo a me"». Nessuna cosa che riguarda l'umano dovrebbe renderci indifferenti. L'indifferenza uccide! Fare finta di niente non cambierà di un millimetro le cose. Adesso tocca a noi lottare e non rendere vano il sacrificio di Andrea Spezzacatena perché: "Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano; se potrò alleviare il dolore di una vita o lenire una pena, o aiutare un pettirosso caduto a rientrare nel nido, non avrò vissuto invano" Emily Dickinson.

®️ Cristian A. Porcino Ferrara





venerdì 11 ottobre 2024

Trovare il proprio posto nel mondo



Sulle tracce dell'altrove si distingue per la sua capacità di mescolare elementi autobiografici con una riflessione più ampia sulla cultura contemporanea e sulle sfide che ognuno di noi affronta quando cerca il proprio posto nel mondo. Attraverso una serie di racconti e meditazioni, Porcino Ferrara invita il lettore a seguire le "tracce" che possono portare a nuovi orizzonti e possibilità, incoraggiando una riscoperta del senso di meraviglia e curiosità.

Il libro è in vendita su Amazon 

lunedì 9 settembre 2024

Cercando l'Altrove



Porcino Ferrara ci porta in un'avventura che va oltre il semplice spostamento geografico, invitandoci a riflettere sul significato profondo del viaggio come metafora della ricerca di sé stessi e dell'altrove.

[.....] Un altro punto di forza di Sulle tracce dell'altrove è la profondità con cui l'autore esplora temi universali come il senso di appartenenza, l'identità, l'accettazione di sé e la ricerca del significato. Questi temi sono intrecciati nel libro in modo delicato ma potente, rendendo la lettura un'esperienza coinvolgente e formativa.

L'autore con le sue incertezze e il suo desiderio di scoperta, risulta incredibilmente umano e facilmente relazionabile. La sua evoluzione nel corso del racconto rispecchia quella di molti di noi, rendendo il libro non solo una lettura piacevole, ma anche un viaggio introspettivo.

In sintesi, "Sulle tracce dell'altrove" è un'opera che merita attenzione per la sua capacità di andare oltre la superficie e di toccare corde profonde dell'animo umano. È un libro che invita a riflettere, a sognare, e soprattutto a non smettere mai di cercare l'altrove fisico e spirituale.


(Di. Re)


Sulle tracce dell'altrove  è in vendita su Amazon

sabato 27 luglio 2024

Le peripezie dell'io tra musica e filosofia



Oscar Wilde affermava che la vita, ed una specifica vita, è in grado ‘d’imitare l’arte’ in quanto è frutto di un lungo e a volte tormentato processo di costruzione e lo è nella misura in cui contiene in sé il passato, il presente ed il futuro; in tal modo combinate insieme arte e vita, come tanti percorsi tracciati dall’uomo nei diversi ambiti, sono percorsi di ricerca della verità sul mondo e su se stessi con l’obbligo di non mentire su di essi, il che costringe a confrontarsi con esperienze di vario genere. Ed un esempio lo si può trovare nelle ultime raccolte di scritti di Cristian A. Porcino Ferrara Sulle tracce dell’altrove del 2023 e  Quel che resta di niente del 2024; tali scritti comprendono poesie e riflessioni dove si mettono a nudo le peripezie di chi come “Diogene il cinico”  cerca “col lanternino l’Uomo” attraverso quel “gioco degli opposti”, però nel loro “sottrarsi”, col sentirsi così un pieno di “moltitudini e di dissensi”. In tal modo viene messo in atto in modo programmatico “uno sguardo che non mente”  proprio nel senso di Simone Weil, figura irrégulière del primo Novecento francese che si è abbeverata a sua volta continuamente, nell’esperienza di vita e di pensiero, a quella fonte di Siloe che è stato il mondo greco.

In queste due  raccolte si assiste, pertanto, ad una vera e propria “sinfonia esistenziale” nello sperimentare e nel narrare “l’essenziale” per sembrare realmente quello che “s.o.n.o… una freccia che squarcia” e nello stesso tempo “balsamo d’anima”; il percorso messo in atto da Porcino Ferrara non poteva non fare riferimento alla sua Sicilia nel sentirsi un “magma vivificante” ed “in viaggio da una vita”, il tutto accompagnato dalla sua esperienza di docente e dal contatto diretto con altre vite in formazione. Il suo è un tuffarsi critico “nelle stanze del tempo” con l’interrogare l’essere stato diciottenne nell’inevitabile incontro-scontro con “il me di oggi” e le pagine nel loro insieme testimoniano questo dialogo tra i due io col dare adito ad “un dibattito filosofico interessante”, che trova appunto nel mondo greco una delle indispensabili fonti; ne esce un “confronto serrato e spietato” dove l’io di oggi, il ‘sono’ è frutto della coscienza di questo “dialogo ragionato” e di essere cresciuto “immerso  nell’esistenza”.

E tale ‘dibattito filosofico’, che una volta concluso lascia il ‘mal di filosofia’ come scrive nella prefazione a Sulle tracce dell’altrove Barbara Cavazzana, si è arricchito nel sondare percorsi diversi  nell’interrogare in primis “l’Antica Sapienza”, spesso messa da parte e dimenticata, da cui si ricava un principio fondamentale come “la verità non va mai spiegata, ma compresa”, che poi è il vero compito del sano filosofare; a tal fine si avvia un percorso di confronto col variegato mondo musicale con un’attenzione del tutto particolare  per  Franco Battiato nel suo intenso “sodalizio filosofico” con Manlio Sgalambro. Tale figura, nel vivere criticamente i problemi della sua Sicilia coniugandoli con la pesante eredità del mondo greco,  ha messo in atto nel suo percorso di pensiero un non comune approccio di tipo comparativo grazie all’interrogare ad esempio Nietzsche e altre figure dell’esistenzialismo; e tale operazione gli ha permesso di prendere le dovute distanze da una filosofia chiusa nel suo recinto concettuale e di dare così voce ad un tipo di approccio fondato più sulle domande di senso e meno sulle risposte, col trovare nella musica un non comune punto di riferimento. 

Porcino Ferrara collega queste due esperienze di vita che nell’incontrarsi hanno dato  voce alla polifonia della vita e a questo ‘mondo pessimo’, come lo chiamava lo stesso Sgalambro, col produrre così un album di canzoni, sulla scia del poeta francese  Lautréamont, L’ombrello e la macchina da cucire e un film come Perduto Amor, film a sfondo filosofico. Ed il tutto contribuisce così ad arricchire la sua idea di filosofia con approfondire, inoltre, una idea del poeta Novalis che affermava che il ‘filosofare significa  deflemmatizzare e vivificare”; e tale percorso viene potenziato da altri non meno importanti punti di vista espressi da Sgalambro nel suo volume, uscito postumo, dal significativo titolo Dal ciclo della vita. Tale opera viene giustamente considerata il suo “testamento filosofico” dove “con ghigno da filosofo” si mette in rilievo “il disfacimento di questo secolo” e nello stesso tempo si prendono come punti di riferimento altre opere di Sgalambro, Quaternario. Racconto parigino e Del pensare breve, altri testi che hanno rafforzato questa comunanza filosofica con Battiato.

Così un percorso, avviato per entrare nei meandri e dilemmi del proprio io, diventa un viaggio dove ci si incontra con altre esperienze di vita; ed il sincero confronto con altri serbatoi di verità permette di costruire un cammino, una vita e di sperimentarla sino in fondo col dare così alla filosofia quella vera anima che l’ha contraddistinta sin dall’inizio, di essere figlia dei volti del vero dove esso si annida che, pure a volte messo da parte,  irrompe come una ‘freccia che squarcia’ svuotando così della loro portata eversiva, fatto su cui poco si indaga,  tutte le ideologie che si sono messe in essere in diversi campi per occultarlo.


Prof. Mario Castellana


già Docente di Filosofia della scienza, Univ. del Salento

Direttore Collana Intern. 'Pensée des sciences', Pensa Multimedia, Lecce

domenica 16 giugno 2024

Caro Francesco, frociaggine non è una battuta ma un'offesa!



Sulle tracce dell'altrove
di Cristian A. Porcino Ferrara esplora temi filosofici e culturali attraverso riflessioni ed esperienze "in cammino". Il libro ci accompagna in un percorso di considerazioni personali e confronti con figure culturali e storiche significative come Franco Battiato, Giacomo Leopardi, Calum Scott, Matthew Shepard, Raffaella Carrà, Barbra Streisand, Ratzinger e molti altri. L'autore smonta il pregiudizio più o meno velato dietro luoghi comuni ed espressioni omofobe e ignoranti diffuse in certi ambienti,  mostrando in tutta la sua  violenza l'azione crudele dell'ignoranza mascherata da ipocrisia bigotta. L'omofobia, purtroppo, è più che mai trasversale e d'attualità in tutto il mondo, un sentimento strisciante che sfocia nell'intolleranza, discriminazione e, in alcuni casi, violenza verso persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.  È fondamentale comprendere che non si tratta solo di un dramma sociale, ma anche di una urgente questione di diritti umani. Ogni individuo deve poter vivere con dignità e senza paura di essere etichettato in base all'orientamento sessuale.

Porcino Ferrara utilizza diversi riferimenti per sondare i "sentieri dell'altrove", ossia quelle dimensioni del pensiero che si trovano al di là delle convenzioni quotidiane.

Il libro è strutturato in modo da offrire una serie di riflessioni lucide e a tratti ludiche, in un percorso che si rivela tanto intellettuale quanto emotivo. Questa combinazione di elementi rende l'opera un affascinante affresco del pensiero che ha formato l'autore, un professore e filosofo, capace di coniugare il rigore della filosofia con la leggerezza della narrazione. Le sue sono anche parole di coraggio, riscatto di vite, esperienze, sensibilità, necessario contraltare alle recenti "gaffe" omofobe tanto più gravi perché vengono da chi dovrebbe avere a cuore più di chiunque la vita umana e la sua dimensione morale e interiore, gestendo con estrema cautela il proprio potere d'influenza. Socrate sosteneva giustamente che si fa del male solo per ignoranza. A nessuno è concesso  sdoganare un'offesa, tantomeno a chi si professa guida spirituale. E le scuse tardive, peraltro immediatamente tradite, suonano come una grottesca e superficiale scappatoia a fronte di una sofferenza secolare. Nelle parole possono trovarsi condensate milioni di vite confinate nell'ombra nel corso della storia, e questo libro ce ne dà una piena e definitiva consapevolezza. 

"Se vogliamo essere comprensivi, dobbiamo prestare attenzione alle parole che usiamo. Dobbiamo parlare ed ascoltare con il cuore.” (Marshall Bertram Rosenberg).


(Gi. Ve.)

Il libro è in vendita su Amazon

sabato 18 maggio 2024

L’Altro e l’Altrove



 Sulle tracce dell'altrove di Porcino Ferrara, pubblicato nel 2023, è un libro che esplora i temi dell'identità e dell'altro attraverso un viaggio filosofico e culturale. Il testo affronta argomenti che spaziano dalla musica di Franco Battiato e Calum Scott, alla storia di Matthew Shepard, e alla filosofia classica con il Simposio di Platone. Porcino Ferrara  utilizza queste diverse influenze per costruire una riflessione profonda sui concetti di essere umano e alterità. Come scriveva il filosofo Lévinas:

"La vera natura del volto, il suo segreto sta altrove: nella domanda che mi rivolge, domanda che è al contempo una richiesta di aiuto e una minaccia".
Il libro è stato apprezzato per il suo approccio critico e la capacità di stimolare il lettore a riflettere sui pregiudizi e sulla diversità. In fondo John Donne aveva ragione quando sosteneva che nessun uomo è un'isola! Ferrara, che è anche un insegnante, riesce a combinare un acuto spirito di indagine con un tono a tratti ludico, rendendo il suo lavoro accessibile e coinvolgente.

Il libro è in vendita su Amazon