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domenica 16 marzo 2025

Comunicazione linguistica e dialetto



Esiste un legame molto stretto tra comunicazione linguistica e dialetto. I dialetti rappresentano forme di comunicazione che riflettono la cultura, la storia e l'identità di una comunità. In queste settimane ho lavorato in classe proprio su questa tematica attraverso lo studio di alcuni brani di scrittori siciliani come Verga, Martoglio, Camilleri etc., e proposto anche l'ascolto di canzoni come  A finestra di Carmen Consoli o Stranizza d'amuri di Franco Battiato. Inoltre ho utilizzato per l'occasione il numero 3608 di Topolino che contiene una storia in catanese. Questo ha risvegliato nelle mie allieve un notevole  entusiasmo. 

Lo studio del dialetto a scuola è considerato importante da molti esperti perché contribuisce a preservare l'identità culturale e linguistica degli studenti. Aiuta anche a sviluppare competenze linguistiche più ampie, poiché il dialetto può facilitare l'apprendimento della lingua nazionale. Inoltre, il dialetto può essere un mezzo per trasmettere tradizioni e valori locali. Tra gli studiosi a favore dello studio del dialetto ci sono linguisti e pedagogisti che sostengono l'importanza della diversità linguistica. Ad esempio Tullio De Mauro ha affermato: "Il dialetto è una lingua viva, che esprime la cultura e le tradizioni di un popolo". Graziella Favaro evidenzia come: "Il dialetto non è solo un modo di parlare, ma un modo di essere e di relazionarsi con gli altri." 

Spesso si riscontrano reticenze nello studio del dialetto a scuola perché lo si considera non un sistema linguistico ma una corruzione dell'italiano. Sì guarda al dialetto con supponenza e approccio snobistico. Lombardo Radice sottolineava la sua importanza nella formazione educativa dei discenti. Egli credeva che il dialetto fosse un elemento fondamentale per l'identità culturale e per la trasmissione di valori e conoscenze. Utilizzare il dialetto nell'educazione può quindi aiutare a rafforzare il legame con le proprie radici. I dialetti non sono solo varianti linguistiche, ma strumenti fondamentali per la comunicazione e l'espressione dell'identità di un gruppo di persone.


 © Cristian A. Porcino Ferrara

mercoledì 5 ottobre 2022

Seminatori di cultura e speranza


 «In quanto insegnanti il nostro compito è proprio quello di seminare, di aprire nuovi orizzonti e fornire svariate prospettive (…) Ancora oggi sono grato per ogni insegnamento ricevuto. Perfino quei docenti che con il loro modo di fare mi hanno allontanato drasticamente dalla loro materia mi sono stati utili. Voi vi chiederete ma in che modo un cattivo insegnante può essere utile?

È presto detto: osservandoli ho capito che non volevo essere come loro. Insegnare è una professione talmente sacra che non può essere affidata a certi individui che non hanno alcun reale interesse per la conoscenza» ©️ Cristian A. Porcino Ferrara, brano tratto dal libro  Ciao, Prof! (2020)

giovedì 9 giugno 2022

Una lezione per smontare i luoghi comuni sul fascismo e Mussolini


 Oggi lezione riepilogativa per smontare i luoghi comuni  più diffusi  sul duce e il fascismo.  Come diceva Antonio Gramsci: “L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna, ma non ha scolari.”

mercoledì 13 aprile 2022

Visita in biblioteca

Oggi visita guidata presso la biblioteca comunale di Misterbianco "Concetto Marchesi". La visita si è svolta con grande entusiasmo da parte dei nostri allievi e allieve che si sono confrontati con  il mondo letterario. Ho provato un'emozione  indescrivibile quando tra gli scaffali della biblioteca i miei allievi hanno individuato il mio libro pubblicato nel 2008. Non sapevo nulla e la cosa mi ha riempito di orgoglio. La biblioteca è stata per anni la mia seconda casa e trasmettere questa passione alle mie classi non ha prezzo. Un libro ti lascia sempre qualcosa dentro e ti aiuta nella comprensione del mondo e di noi stessi. Ogni libro, anche il peggiore, ti fa crescere e ti permette di maturare una coscienza critica. Parafrasando Woody Allen si legge  per legittima difesa. Un grazie particolare a tutto lo staff della biblioteca e ai miei meravigliosi  colleghi.


















domenica 14 novembre 2021

Un insegnante può salvarti la vita


«La lettura del libro di Porcino mi ha emozionato. Anch'io, come i suoi studenti, ho frequentato una scuola professionale e ho capito che un bravo insegnante può davvero cambiarti la vita. La mia docente di lettere però non ci incoraggiava e non si sforzava di coinvolgerci perché, a dir suo, chi non frequentava un liceo valeva intellettualmente ben poco. Questa sua connotazione classista e razzista non mi ha impedito però di inseguire i miei obiettivi. Adesso ho un ristorante e quando posso organizzo nel mio locale delle presentazioni di giovani scrittori. Per questo motivo ammiro gli allievi del professor Porcino perché possono contare su un docente che non si fa guidare dai pregiudizi ma esclusivamente dall'amore per l'insegnamento. Leggere "Ciao, Prof!" è stata un'esperienza formativa. Lo consiglio veramente a tutti coloro che amano emozionarsi.»

(Alberto D.), - Treviso 


Il libro “Ciao, Prof!” è in vendita su Amazon

mercoledì 14 luglio 2021

La prima regola per farsi ascoltare è ascoltare!



 

«Oggi vi parlo dell’ultimo libro scritto da un amico e collega durante l’emergenza sanitaria: Ciao, Prof!. Un titolo alternativo potrebbe essere “Ciao, ragazzi!” perché è proprio un libro che parla anche dei suoi alunni e si rivolge a loro con tenerezza e saggezza, invogliandoli a esprimere un’opinione come pochi riescono a fare. L’autore senza tanti giri di parole va dritto al sodo esprimendo egli stesso la sua opinione e spronando gli allievi a fare la stessa cosa su argomenti importanti e attualissimi come il bullismo, la violenza sulle donne e di genere, i diritti civili, il razzismo, il peso delle parole… argomenti da sempre cari a Porcino, presenti in tanti suoi saggi e che al giorno d’oggi sono visti, purtroppo, ancora come tabù. Per i temi trattati parte sempre dalla storia antica, sua grande passione, ma per catturare l’attenzione e far riflettere gli allievi, rapporta tutto ai giorni nostri e prendendo spunto da fiction, serie tv, romanzi, film, personaggi amati dai giovani, senza usare espressioni ostiche, spinge a interessarsi alla materia arrivando dritto al cuore. Segue questo percorso in aula, ma ancor di più durante la pandemia che ha travolto e stravolto le nostre vite. Durante la DaD per appassionare e interessare gli allievi, quale modo migliore se non quello di proporre e analizzare testi musicali o parlare di un film “immedesimandosi” e stimolando la creatività e la libertà di pensiero? L’autore fa riflettere e invita a riflettere, in libertà e dando spazio a opinioni svariate e personali, senza  giudicare, facendo sentire importanti i ragazzi, a cui si chiede di esprimere il “loro” pensiero e non quello che gli altri vogliono sentire. Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo difficile e di distanziamento sociale. Magari avessimo avuto dei Proff. così!».


Viviana Cosentino (giornalista) 


Il libro Ciao, Prof! è in vendita su Amazon

domenica 4 luglio 2021

Insegnando impariamo!


I giovani non sono abituati ad essere realmente ascoltati in classe, e quando provano ad esprimere liberamente un loro pensiero vengono zittiti da un sistema gerarchico che pone al di sopra di tutto l’autorità degli insegnanti considerati custodi del sapere acquisito e quindi dato. Io non agisco così. Insegnare per me è condivisione e fascinazione. Non impongo nulla ai miei allievi e cerco sempre di stimolare il loro spirito critico attraverso il dialogo. Jean-Jacques Rousseau sosteneva che: “Per insegnare il latino a Giovannino non basta conoscere il latino, bisogna soprattutto conoscere Giovannino”. Nessuna preparazione, per quanto ottima, ci esonera dal conoscere i nostri allievi. Ascoltarli è un dovere e un’occasione per crescere umanamente e professionalmente. 

Cristian A. Porcino Ferrara ©️

venerdì 28 maggio 2021

Le allieve intervistano il Prof

 


Alcune allieve del C.I.R.S di Misterbianco hanno deciso di intervistarmi e io ho aderito subito a questa bellissima iniziativa. Grazie ragazze per le vostre domande che denotano una maturità e sensibilità non indifferente.

1) (Morena, Aurora e Anita): Perché ha deciso di insegnare? 

«Ho sempre voluto insegnare. Fin da piccolo dicevo di voler diventare un insegnante e anche molti miei compagni di scuola si ricordano di questo mio desiderio. Mi ha sempre affascinato la condivisione e diffusione del Sapere. A differenza di Gollum de Il signore degli anelli ho trovato il mio tesoro ed ho deciso di condividerlo con voi anziché tenerlo solo per me».


2)  (Aurora): Quando ha capito che le piaceva il mondo della lettura e quanti anni aveva?

«Di preciso non ricordo l’età ma ero molto piccolo. Ero totalmente rapito dai libri e i miei genitori mi regalavano continuamente testi di ogni genere. Vivevo in un ambiente domestico circondato da opere letterarie ed enciclopedie. Per me è stato naturale accostarmi a questi amici silenziosi».


3) (Aurora): Ricorda il primo libro che ha letto?

«Sinceramente non ricordo il primo libro ma con ogni probabilità ho iniziato con Oliver Twist e altri classici della letteratura mondiale».


4) (Anita): C’è mai stato un avvenimento nella sua vita che ha fatto nascere in lei la passione per la scrittura?

«Anche qui tutto risale alla mia infanzia. Ricordo la mia passione per la scrittura e i lunghi temi  che consegnavo alla maestra. Il mio modo di esprimermi passava principalmente attraverso la scrittura. L’incontro costante e quotidiano con i libri ha scatenato in me questa passione. Chi scrive deve essere soprattutto un gran lettore».


5) (Morena): Lei ha un buon modo di interagire con noi allievi e mi chiedevo se ha avuto dei punti di riferimento nel mondo dell’insegnamento oppure no?

«Nella mia carriera scolastica ho incontrato ottimi insegnanti ma anche pessimi docenti. Questi ultimi hanno influenzato molto la mia decisione di voler fare il professore. Non volevo essere come loro e mi sono ripromesso di impegnarmi totalmente per affascinare i miei allievi e non per allontanarli dalla disciplina o dalla scuola. Ritornando alla tua domanda credo di aver avuto dei modelli di riferimento che porto ancora dentro me. Come cantava Franco Battiato in Prospettiva Nevski: “E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire ». Ricordo ad esempio la mia insegnante di lettere delle medie che è stata per me un punto di riferimento importante. Io penso che anche noi insegnanti apprendiamo qualcosa di nuovo da voi e dai vostri pensieri. Vi chiedo sempre di manifestare la vostra opinione perché sono convinto che allievi e insegnanti crescono umanamente e insieme in un intero anno scolastico.


6) (Anita): Cosa pensa degli scrittori che scalano le classifiche dei libri più venduti solo perché sono molto seguiti sui social?

«Prima di tutto bisogna chiarire che i veri scrittori non hanno bisogno di follower o di like. Se la loro opera è valida lascerà un segno nelle coscienze. Amélie Nothomb, una scrittrice che amo in modo particolare, non ha alcun profilo social e noi lettori continuiamo a godere delle sue opere letterarie  anche se non è presente su Facebook o Instagram. Chi si serve principalmente dei social media sono i soliti personaggi televisivi che vendono i “loro” libri scritti però da altri e si rivolgono principalmente a un pubblico di massa non in grado di distinguere un vero libro da una schifezza colossale».


7) (Morena): Quali sono i suoi poeti preferiti e perché?

«L’elenco è abbastanza lungo. Shakespeare, Whitman, Pasolini, Rimbaud, Pozzi, Merini, Szymborska e molti altri. In verità non esiste un perché. Quando leggo i loro versi io ritrovo una parte di me. È una questione di affinità».


8) (Morena): Secondo lei cosa non deve più esistere nella nostra società?

«Eviterò di dire la guerra e la malattia perché risulterei stucchevole. Ripongo invece molta fiducia in voi giovani e nei vostri ideali di cambiamento per modificare le storture di questo mondo. In questa società non deve esserci più spazio per razzismo, omofobia, misoginia e bullismo. Quando vi parlo mi rendo conto che siete già ben consapevoli delle cose orribili che ci affliggono e avverto la vostra ribellione e giusta indignazione. Lottate sempre per ciò in cui credete».


9) (Aurora): Quando ha scritto il suo primo libro?

«Ho pubblicato il mio primo libro nel 2006 e l’ultimo l’anno scorso. In Ciao, Prof! ho raccolto la mia esperienza di insegnante e le vostre riflessioni. L’anno appena trascorso rimarrà impresso per sempre nelle nostre vite. Devo confessare però che da ragazzino ho scritto molti libri ma non li ho ovviamente pubblicati. Ricordo ancora certi titoli e mi rincuora sapere che fortunatamente non vedranno mai la luce».


Cristian Porcino 

® Riproduzione riservata

martedì 13 aprile 2021

Didattica a distanza e insegnamento


 Nell’articolo del blogger Giuseppe Scano la mia opinione in merito al caso della studentessa bendata durante l'interrogazione in un liceo veronese. 

L’articolo completo su “ Compagni di strada”. «Più che Dad (didattica a distanza) mi piace definirla DDE (didattica di emergenza). Da più di un anno noi insegnanti ci siamo dovuti confrontare con un nuovo modo di fare lezioni. Sull’esperienza dell’ultimo anno scolastico ho scritto un libro dal titolo “Ciao, Prof!”. In Sicilia da diversi mesi la didattica in presenza è ormai al 75% e di conseguenza passo più tempo a scuola e molto meno in Dad. Per me è di vitale importanza la presenza fisica in classe. Il nostro lavoro si nutre dello scambio diretto tra docenti e discenti. La Dad non scomparirà dal nostro orizzonte ma impareremo a conviverci anche nei prossimi anni. Anche a distanza possiamo coinvolgere i nostri allievi e tentare di costruire un percorso formativo accattivante. Non bisogna mai mortificare gli allievi e in special modo durante un’interrogazione. Per il resto preferisco attendere anche la versione della professoressa prima di esprimermi in merito».

giovedì 25 marzo 2021

Il CIRS di Misterbianco celebra il Dantedì

 


📚DANTE-DAY, 25 Marzo 2021

Giornata del sommo poeta La Divina Commedia il più celebre viaggio ultraterreno della Storia. Si è scelto di celebrare il DANTEDI' proprio per riscoprire l'opera del Padre della Lingua Italiana. 👩‍🏫Ringraziamo per l'impegno tutti gli studenti delle classi e in particolar modo i Docenti Romina Barbera e Cristian Porcino 🤩

martedì 23 marzo 2021

Celebrando il Dantedì


Un mio disegno realizzato appositamente per il CIRS di Misterbianco nella settimana del Dantedì. 

mercoledì 27 gennaio 2021

Le mie allieve ricordano la Shoah

L’anno scorso le mie allieve del CIRS di Misterbianco hanno realizzato questo cartellone per commemorare le vittime dell’Olocausto. In questa giornata vorrei riportare le parole del Rav. Abraham Skorka: "C’è chi sostiene che gli ebrei, con i loro sei milioni di morti, siano solo una piccola parte dei cinquanta milioni di vittime della seconda guerra mondiale. Ma il punto è che gli ebrei non morirono per ragioni politiche. Gli ebrei non facevano parte di un esercito in guerra. Si sarebbe comunque trattato di ragioni ingiustificabili, abominevoli, ma la Shoah fu il tentativo di sterminare un popolo per il semplice fatto di essere tale, per la sua cultura, per la sua fede. (…) Forse è per questo che al massacro è stato dato il nome di Olocausto (…) In ebraico lo chiamiamo Shoah, termine biblico che significa «devastazione», perché sia e rimanga chiaro una volta per tutte di cosa si trattò effettivamente: una devastazione di esseri umani da parte di altri esseri umani".


venerdì 18 dicembre 2020

Le parole fanno male!

Ho sempre sostenuto che ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi deve essere fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. Come consigliato dal XIV Dalai Lama dobbiamo seguire le 3 R e cioè: “Rispetto per te stesso. Rispetto per gli altri. Responsabilità per le tue azioni”. I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo e proprio per questo anche quest’anno ho portato in aula il dibattito sulla tossicità delle parole ed ho cercato di avvicinarli alla comunicazione non violenta. Lo psicologo statunitense Marshall Rosenberg aveva già individuato negli anni‘60 che dietro molti casi di violenza verbale si nascondono spesso alcuni traumi legati al modo in cui siamo stati trattati in passato. Il nostro compito deve essere proprio quello di modificare sostanzialmente le frequenze negative ricevute e trasformarle in vibrazioni empatiche. Le parole, come recita il titolo di un libro di Rosenberg, possono essere finestre oppure muri. Considerato che su questo argomento mi sono già espresso abbondantemente in diversi libri e articoli cedo volentieri la parola ad alcune mie allieve e allievi del CIRS di Misterbianco. La loro maturità e sensibilità mi ha profondamente colpito. Ecco alcune delle loro opinioni. 

 - Giuseppe C. 2C «Essere prima bambini e poi adolescenti è il periodo più bello della nostra vita. Purtroppo non capisco perché rimaniamo talvolta così infantili e ignoranti contro altre persone. La parola è un diritto di tutti e qualsiasi persona al mondo ha il diritto di esprimere la propria opinione o una sua riflessione su un argomento senza essere insultata. Essere bulli, secondo me, vuol dire sentirsi superiore a chi ci sta intorno. Il bullismo non si vede solamente se si insulta o si picchia e quant'altro, ma lo si può notare anche nei piccoli gesti. Il bullismo ha varie forme e ultimamente la più nota è il cyberbullismo dove, per esempio, una ragazza viene semplicemente attaccata con parole offensive soltanto perché ha postato su un social una sua foto in costume da bagno mentre magari si trovava in spiaggia. La vita è bella e bisogna sorridere senza pensare al giudizio di altre persone perché evidentemente questi bulli sono solo persone invidiose che non sanno proprio godersi nulla». 

 - Mario 2C «Le frasi che diciamo alle persone possono ferire abbastanza. Non sempre quando proviamo a scusarci riusciamo a far tornare tutto alla normalità. Non tutte le persone ferite reagiscono allo stesso modo. Possono arrabbiarsi oppure accettare normalmente le nostre scuse, ma chi è stato offeso anche se ha accolto le nostre scuse rimane sempre un po’ offeso dentro e tutto non ritorna come prima. Forse prima di dire qualcosa di offensivo bisogna pensarci bene perché una frase può sembrare scherzosa per noi ma non per quella data persona e il nostro rapporto non sarà mai più lo stesso».
- Mariagrazia 1B «Secondo me il bullismo è qualcosa di molto brutto perché molte persone deboli non riescono a rispondere e di conseguenza si fanno criticare senza reagire e pensano subito al suicidio. Ogni persona può scegliere chi deve essere e cosa vuole diventare nella vita ma questo non deve passare attraverso le offese ad altre persone». 

- Giusy 1B «Il peso delle parole è un argomento molto serio e delicato e riguarda soprattutto gli adolescenti. Ci sono molte forme di violenze verbali: omofobia, razzismo e bullismo. Io credo che una persona deve prima di tutto sentirsi bene con se stessa e soprattutto deve fare attenzione a come si usano le parole. Con le nostre parole possiamo ferire una persona e portarla a compiere anche dei gesti estremi per la ferita provocata (ovviamente mi riferisco al suicidio). Una persona può anche non esserti simpatica, ma la cattiveria gratuita tenetevela per voi. In tal modo non ferirete persone fragili e sensibili. Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo». 

 - Martina 1A «Per me le parole hanno un peso perché esistono modi e modi per dire le cose e spesso usiamo quelli più crudeli». 

 - Sara 1A «Le parole feriscono ed hanno necessariamente un peso» 

- Gioele 1A «Le parole che diciamo hanno un peso e non esistono differenze se le pronunciamo nella vita di tutti i giorni oppure se le scriviamo in internet o sui social network»

 - Martina D. 1C «Secondo me tutti noi dobbiamo riflettere tanto prima di parlare. Spesso feriamo qualcuno anche senza volerlo, dicendo parole inappropriate. Non ci accorgiamo che le parole fanno male».

 Cristian Porcino

 ® Riproduzione riservata

sabato 12 dicembre 2020

Affascinare ed Educare

Ciao, Prof! è un libro che non dimenticherò e porterò per sempre nel mio cuore. L’autore in quanto insegnante si rivolge agli educatori di oggi, ma allo stesso tempo a tutti, poiché è la comunità ad educare, non solo la scuola. Educare così oggi è quasi un sogno perché oltre i programmi ministeriali e oltre i voti esistono le persone e non sempre si trova il tempo di riflettere su questo aspetto. L’autore infine ci ricorda proprio la gioia dell’insegnamento e io sono ormai troppo vecchia per ritornare a scuola e imparare ad imparare. Lo farò forse nella prossima vita. (Felicia Lorenzon). Il libro Ciao, Prof! è in vendita su Amazon

sabato 5 dicembre 2020

Sorseggi di cultura al tempo del Covid

Avete già pensato a cosa far trovare sotto l’albero in questo Natale pieno di speranze e diverso dal solito? Da marzo 2020 le nostre vite sono state catapultate ad una realtà quasi surreale, dove nessuno si è ritrovato preparato a fronteggiare un’emergenza simile. I nostri equilibri sono stati ribaltati a causa di un piccolo anzi millesimale ma che dico invisibile nemico di nome Covid 19, purtroppo a pagarne care le conseguenze è stata non solo l’economia ma anche e soprattutto i rapporti sociali, tutti ormai siamo restii gli uni con gli altri in quel poco tempo di libertà che ci viene concessa; nel restante ed abbondante tempo avuto a disposizione abbiamo forse, capito l’importanza di due dei concetti fondamentali che pian piano stavano scomparendo, quali la famiglia e la cultura. Grazie a questa reclusione “forzata” abbiamo passato più tempo con i nostri cari e soprattutto abbiamo avuto del tempo da dedicare alla lettura e all’aggiornamento. Proprio poco tempo fa, a stuzzicare la mia curiosità è stato appunto un libro scritto dal Prof Cristian A. Porcino Ferrara che in prima persona ha dovuto reinventare e stravolgere il suo modo di insegnare e fare didattica; in quanti conoscevano prima di adesso la DAD? Bé oggi grazie a questa abbiamo potuto continuare ad imparare. In questo secolo dove ormai i social sono diventati i canali principali di comunicazione, leggendo questo libro ho riscoperto quanto un Prof può essere social scrivendo, e ho scoperto come si possono toccare degli argomenti “forti” come l’omofobia ed essere trasformati in argomenti di piacevole riflessione. L’accostare l’utile al dilettevole rende il tutto più leggero e comprensibile. Consiglio vivamente la lettura di Ciao, Prof! in quanto oltre ad essere motivo di riflessione ed aggiornamento, risulta essere una piacevole compagnia in queste giornate d’inverno trascorse tra “sorseggi” di cultura e amore… chissà magari Babbo Natale quest’anno penserà ad un pacchettino sotto l’albero. (Serendipity08). Il libro Ciao, Prof! è in vendita su Amazon.

lunedì 23 novembre 2020

Un dono per un insolito Natale

E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo? Avete già pensato a cosa far trovare sotto l’albero in questo Natale pieno di speranze e diverso dal solito? A quanti di voi sarebbe venuto in mente di poter ascoltare un artista come Mengoni e prenderne uno spunto di riflessione per capire l’umanità? Ho trovato esilarante l’accostamento di tematiche importanti come l’omofobia ad argomenti leggeri e piacevoli come il testo di una canzone. Addentrandomi nel vivo della lettura del libro di cui intendo parlarvi, sono rimasta incantata da spezzoni di vita personale inseriti all’interno di quest’ultimo tra un capitolo e l’altro, proprio come se l’autore volesse far immedesimare ed appassionare passo dopo passo il lettore! Con estrema gioia noto che ragazzi soprattutto adolescenti, ritrovano finalmente nella scuola un punto di incontro, di confronto e non (come di solito accade) di diniego e soffocamento. “Ciao, Prof!” (è questo il titolo del libro di cui vi parlavo) è una lettura veramente piacevole, ti farà riscoprire la voglia di leggere, conoscere ma soprattutto di domandare e riflettere; e chi poteva più di questo fantastico ed originale Prof liceale, pensare di poter parlare di Harry Potter (saga di fama mondiale che unisce grandi e piccini) ed arrivare ad argomentare concetti cosi profondi?! All’interno troviamo esempi che vanno dalla mitologia come il mito di Abelardo e Eloisa alla filosofia di Socrate, dalla favola di Pinocchio alla filosofia del sorriso accostato a Woody Allen e per finire si fa anche riferimento al grande Charlie Chaplin. Insomma il libro perfetto da leggere in compagnia o da soli nelle giornate “freddose” con un plaid sulle gambe ed una bella manciata di pop-corn! Nel ringraziare il Prof Cristian A. Porcino Ferrara per aver portato una bella ventata di filosofia ai nostri tempi che interesserà tutti, consapevoli di leggere un libro davvero “social” da far trovare magari sotto l’albero vi auguro buona lettura! E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo? (Dott.ssa Martina Di Benedetto). Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

giovedì 16 luglio 2020

Quattro chiacchiere con l’autore di “Ciao, Prof!”

I lavori di Cristian A. Porcino Ferrara sono interessanti rispetto alle normali pubblicazioni filosofiche specialistiche poiché (PECCATO NON AVERLO AVUTO COME PROF ALLE SUPERIORI) va direttamente al sodo e senza tanti giri di paroloni o espressioni complicate.
foto storia di topolino.
Ma a volte ciò è un bene perché ti spinge ad interessarti alla materia ed arriva al cuore e all'anima della gente: (https://youtu.be/4XkghDlnkbo)

Proprio per questo volevo approfondire il suo ultimo lavoro “Ciao, Prof!” e gli ho fatto alcune domande:

1) Come mai hai dedicato il libro a Luciano De Crescenzo che in vita è stato spesso emarginato e snobbato dai media mainstream?

«A un anno dalla sua scomparsa era per me doveroso dedicare il libro a colui che mi ha spinto ad intraprendere i sentieri della filosofia. Nel libro racconto delle lettere che ci siamo scritti in questi anni. È stato il mio maestro e si sente la sua mancanza. Chi lo ha snobbato in verità lo ha solamente invidiato. Luciano era capace di spiegarti un concetto complesso con metafore ed esempi illuminanti. Infatti in “Ciao, Prof!” racconto dell’interesse mostrato dai miei allievi per i suoi libri.»

2) Ottimo modo di affrontare il bullismo non parlandone direttamente solo come gesto di violenza fisica ma in maniera ampia e proponendo anche degli anticorpi per difendersi. Come mai questa scelta?

«Ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi va fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo. Durante le mie lezioni di Educazione Civica mi sono soffermato a lungo su tale problematica e devo dire che ho riscontrato in loro una grande voglia di cambiamento».

3) Visto che hai dedicato un capitolo alla lotta contro l'omofobia cosa ne pensi della legge che ne punisce l'odio? Oppure come affermano alcuni << Le leggi sull'odio sanno di regime. Non approverò mai una legge che mi cancella in favore di maschi che si sentono donne, così come non accetto di non poter più dire che un bambino nasce da uomo e donna o che non devo chiamarmi più donna ma persona che mestrua sennò sarei transofoba. In Inghilterra avviene, informati. Io non sacrifico la mia identità per i capricci di una minoranza di eccentrici sessuali.>> ?

«Chi ha già letto i miei libri precedenti (Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne e Altro e altrove) sa già come la penso in merito. Combatto l’omofobia e la misoginia da anni e di conseguenza confido molto in questa legge e nella sua approvazione. Ai miei studenti ho sempre insegnato a lottare quotidianamente per combattere l’omofobia e gli stereotipi di genere. Le affermazioni che citi sinceramente non meritano un ulteriore commento. L’ignoranza è una brutta bestia e chi fa determinate affermazioni deve avere poi il coraggio di affrontare le conseguenze, anche penali, delle proprie parole. È giunto il momento di punire chi semina odio!».

4) Dal capitolo su Abelardo ed Eloisa, J.Paul Sartre e Simone de Beauvoir desumo che sei un nostalgico delle vecchie gite d'istruzione ?

«Ho visitato le tombe di Sartre-De Beauvoir e il monumento funebre eretto in memoria di Abelardo e Eloisa non in gita scolastica ma durante un viaggio personale fatto a Parigi diversi anni fa. Ho viaggiato tanto e fin da piccolo ma questo lo devo certamente ai miei genitori e non alla scuola. Per avere nostalgia di qualcosa devi averla provata e io al liceo non ho fatto gite d’istruzione così importanti»

5) Come fare ad ignorare certi individui, o enti nel tuo caso, per consegnarli all'oblio e quindi non cadere nell'odio?

«John Fitzgerald Kennedy diceva: “Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”. Il metodo più efficace per ignorare individui o enti che non si sono comportati bene con noi è proprio quello di consegnarli all’oblio. Nominarli significa conferirgli un’importanza che non meritano. Per vivere bene occorre sgombrare il campo dall’odio e da futili recriminazioni. Nella tradizione ebraica dare un nome a qualcuno è fondamentale perché esiste un legame tra l’anima e chi lo porta. Motivo per cui non nominando il nome di un soggetto non solo lo consegniamo all’oblio ma lo spostiamo in una sorta di limbo lontano dalla nostra realtà. L’oblio talvolta è necessario per sopravvivere. Infatti nella Storia sono stati fatti diversi Patti dell’oblio. Penso ad esempio a Trasibulo nel 404 a.C o a certi richiami presenti anche nell’Editto di Nantes (1598). Per andare avanti e non pensare troppo ai torti subiti dobbiamo stipulare nuovi Patti della Dimenticanza. Forse come sosteneva Ethel Darling “Quando si protegge il passato, si perde il futuro”».

6) Poeta o filosofo? Oppure entrambi?

«Ti rispondo con dei versi di Emily Dickinson che ho sempre amato: "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce”.


(Giuseppe Scano)


Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

sabato 11 luglio 2020

"Ciao, Prof!" e l'empatia di un lettore

Ieri ho ricevuto questo messaggio privato che mi ha profondamente colpito. Ho chiesto al diretto interessato di poter condividere alcune parti del suo messaggio. Permesso accordato.

«Gentilissimo Prof. Porcino, dopo aver letto “Ciao, Prof!” ho subito ripensato ai miei anni passati sui banchi di scuola. Ho sperato per tutta la vita di imbattermi in un insegnante come lei ma non è mai accaduto. Ai miei tempi nessun insegnante è stato in grado di aiutarmi a partorire la fantasia che avevo dentro. Ero un fantasma che si materializzava solo durante le interrogazioni. Se ho un voto dunque esisto. (...) Il suo libro invece mi ha fatto fare pace con i miei trascorsi scolastici e oggi le dico grazie anche a nome di quei giovani studenti che attendono ancora di essere visti dai loro insegnanti per come sono davvero. A differenza sua però io non ho ricavato nulla dagli insegnamenti dei cosiddetti cattivi maestri e ho cercato, invece, di rimuoverli dal mio orizzonte esistenziale (...). Complimenti per lo splendido libro e per la passione che mette nel suo lavoro» Michele G.

Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

martedì 30 giugno 2020

"Ciao, Prof!" di Cristian A. Porcino Ferrara

Il nuovo libro del Prof. Porcino raccoglie alcune lezioni svolte dall’autore durante l’emergenza sanitaria del Covid-19.
All’interno del libro troviamo diversi argomenti come il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, il peso delle parole e molto altro.
Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo di distanziamento sociale. Il libro è in vendita su Amazon