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giovedì 8 ottobre 2026

La Teologia dell’esclusione e il miracolo delle quattro firme




CATANIA – Ci sono momenti in cui stare in silenzio significa diventare complici di un sistema opaco. È per questo che ho deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto durante le selezioni per i docenti dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) per l'Anno Formativo 2026/2027 a Catania, finanziati con le risorse europee del Programma PR FSE+.

La vicenda riguarda direttamente le procedure selettive gestite da un noto ente di formazione professionale di matrice cattolica attivo a Catania. Quando ci si presenta a una selezione presso un ente di questa natura, ci si aspetta di incontrare un ambiente improntato all'imparzialità, al rispetto della persona e ai valori della trasparenza. La realtà che mi sono trovato davanti ha invece stravolto ogni aspettativa di correttezza.

La mia identità, la mia storia personale e la mia attività pubblica — comprese le pubblicazioni sui temi dei diritti civili, il mio ultimo saggio Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio (in cui affronto i temi del coming out e della lotta alle discriminazioni) e la rassegna stampa allegata, tra cui gli articoli su La Sicilia relativi ai progetti contro il bullismo e l'omofobia svolti nelle scuole — erano elementi ampiamente noti e documentati nella domanda e nei titoli trasmessi via PEC. Chiunque, peraltro, digitando il mio nome e cognome su un qualsiasi motore di ricerca, trova immediatamente la mia storia di attivista e autore, il mio blog e i miei profili social.

Durante il colloquio, anziché valutare la mia preparazione disciplinare, i miei 29 volumi pubblicati e i miei anni di docenza, l'attenzione si è spostata su una strisciante inquisizione personale. Dalla visibilità del mio bracciale Rainbow sul polso sinistro alle domande invadenti sulle mie frequentazioni parrocchiali, formulate da un membro della commissione in abito talare, il colloquio si è trasformato in una condotta discriminatoria legata al mio orientamento affettivo e ideologico. Un’indagine sulla sfera privata e sull'identità personale che calpesta direttamente l'articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori, il quale vieta in modo assoluto qualsiasi indagine sulle opinioni e sulla vita privata di chi cerca lavoro. A confermare il sapore surreale di questa valutazione è la motivazione scritta nella scheda individuale, dove una lunga carriera accademica, pubblicistica e didattica viene sbrigativamente liquidata definendo i miei contenuti disciplinari come «abbastanza assimilati» e il profilo complessivo semplicemente «discreto».


A questa discriminazione si aggiunge un dato fattuale altrettanto grave sul piano procedurale.

A seguito di un'istanza di accesso agli atti inviata via PEC, l'Ente mi ha trasmesso la scheda di valutazione individuale. Il documento reca chiaramente quattro firme autografe dei componenti della commissione esaminatrice. Peccato che in quella stanza, durante il mio colloquio, erano fisicamente presenti e operanti soltanto due commissari.

L'intero svolgimento della prova orale è integralmente documentato dalla registrazione audio della seduta: un elemento probatorio inconfutabile che attesta sia la tipologia di domande formulate sulla mia sfera personale, sia la presenza reale di due sole persone in aula a fronte di un documento che ne attesta quattro.

Di fronte a fatti di questa gravità non sono rimasto a guardare: ho informato l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio) e l'Ispettorato di riferimento, che confido stia svolgendo le opportune verifiche.

Ho ritenuto doveroso scrivere anche alla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana. Nella risposta ufficiale inviata dalla Segreteria del Cardinale Matteo Zuppi, viene espresso chiaramente come il Cardinale comprenda lo stato d'animo per l'accaduto e per il mancato riscontro alle richieste di chiarimento, auspicando una risoluzione della vicenda. Una sensibilità che rende ancora più assordante e amaro il silenzio mantenuto dall'Arcidiocesi di Catania, del tutto incoerente con i valori evangelici a cui la struttura dichiara di ispirarsi.

Tutti i passaggi di questa vicenda sono avvenuti via PEC e sono pertanto protocollati e inalterabili. La documentazione cartacea e gli esposti formali sono stati già notificati all'Assessorato Regionale dell'Istruzione e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Sicilia, precisando contestualmente che la registrazione audio integrale della prova è in custodia e a completa disposizione delle Autorità e degli organi ispettivi per le necessarie verifiche e indagini di competenza sulle responsabilità amministrative, contabili e sull'impiego dei fondi europei.

La mia non è solo una battaglia personale per il rispetto di un diritto calpestato, ma un atto di dovere civile. Chi gestisce denari pubblici e si propone come guida educativa per i giovani non può permettersi di discriminare le persone per il loro orientamento e la loro identità, né di produrre verbali difformi dalla realtà dei fatti.

Ora non chiedo che qualcuno mi creda sulla parola. Chiedo semplicemente che i documenti vengano esaminati, che la registrazione venga ascoltata e che ciascuno risponda delle proprie responsabilità.

Ero abituato alla storia della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Non immaginavo di assistere, nella vita reale, al miracolo della moltiplicazione dei commissari e delle firme.

La dignità non si negozia e non si silenzia.

Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 27 marzo 2026

La mia intervista su Recensissimo: pedagogia, parola e odio sociale

 



Ieri sera sono stato ospite in diretta Instagram sulla pagina Recensissimo, dove Serena Bufano e Cristian Panzera mi hanno dedicato un'intervista intensa, profonda e — lo dico senza retorica — tutt'altro che banale.
Abbiamo parlato del mio ultimo libro
Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio.
Un viaggio attraverso temi che sento urgenti e necessari:
🔹 il potere della parola e la sua distorsione in una società che sembra aver fatto dell'odio la sua lingua madre — nella vita, sui social, ovunque
🔹 la mistificazione dei messaggi e come ci condiziona senza che ce ne accorgiamo
🔹 Pier Paolo Pasolini e la figura del cattivo maestro — una definizione che nel libro rileggo e reinterpreto
🔹 il ruolo degli insegnanti, categoria su cui ricadono troppe colpe, mentre famiglie e istituzioni sembrano aver perso il contatto con la realtà
Ringrazio di cuore Serena e Cris per lo spazio che mi hanno concesso e per la qualità delle domande: il tipo di conversazione che ti fa venire voglia di continuare a scrivere.
👇 Obliquo Presente è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Obliquo-presente-pedagogia-dissenso-dellodio/dp/B0GHPTCXGB
▶️ Qui accanto il link per rivedere la diretta → https://www.instagram.com/reel/DWXI0WdiGxY/?igsh=Mm82c3VscGg2bmhz

lunedì 19 gennaio 2026

"Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio" di Cristian A. Porcino Ferrara

 


Dire ciò che spesso viene taciuto è un atto di responsabilità.
Viviamo nel tempo dell’odio, della semplificazione, delle parole urlate.
Eppure esiste ancora uno spazio possibile: quello del dissenso, dell’educazione, dell’amore che non si nasconde.
📘 Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio
di Cristian A. Porcino Ferrara

Un libro che intreccia esperienza personale e riflessione culturale.
Coming out, omofobia, eteronormatività, diritto di amare.
La scuola, i giovani e il linguaggio come luoghi di conflitto e di possibilità.
Tra Sicilia e Sardegna, tra Camilleri, Carmen Consoli, Michela Murgia e Pasolini, queste pagine attraversano identità, educazione, emancipazione femminile, matriarcato e patriarcato.
Senza retorica, ma con una scrittura autentica e necessaria, il libro affronta anche la malattia, il lutto, la perdita del padre.

✨ È un libro sull’amore.
Quello che resiste.
Quello che educa.
Quello che può ancora cambiare il mondo.

⏳ In uscita tra pochissimi giorni su Amazon.
Restate in ascolto. Questo presente va guardato di sbieco.

sabato 9 settembre 2023

Uno spiraglio di luce


Sulle Tracce dell'Altrove
... dalle primissime pagine uno spiraglio di luce pare trapelare dalle righe di ogni foglio. Quello di Cristian A. Porcino Ferrara, si profila fin da subito come un viaggio interiore ricco e profondo, a tratti doloroso, ma sempre lucido.

Una lettura piacevole e fluida, a tratti illuminante, soprattutto quando l'autore tocca temi di rilievo etico-morale come la spiritualità e la religiosità, l'omosessualità e l'esperienza travagliata del coming out etc...

Si coglie in sordina la presenza di un fil rouge che inevitabilmente lega ogni tematica a quella successiva, poiché è la continua ricerca interiore a guidare la mano dell'autore, non vi è mai stacco brutale tra i temi... come un flusso di coscienza scorre e va... come un fiume che non ha inizio né fine... così questo testo ci lascia la parola, apre e invita alla riflessione personale.

Grazie a Cristian A. Porcino Ferrara per essere riuscito a raccogliere spunti riflessivi tanto delicati in una lettura elegante.


Prof.ssa Francesca Curreli


Il libro è in vendita su Amazon 

sabato 25 marzo 2023

Harry Potter e Dante


(ARS Istruzione Misterbianco) In occasione del Dantedì ho proposto alle mie allieve una lettura comparata tra Divina Commedia e Harry Potter per evidenziare gli elementi filosofici presenti nell'universo potteriano e i diversi parallelismi con l'opera di Dante.





mercoledì 5 ottobre 2022

Seminatori di cultura e speranza


 «In quanto insegnanti il nostro compito è proprio quello di seminare, di aprire nuovi orizzonti e fornire svariate prospettive (…) Ancora oggi sono grato per ogni insegnamento ricevuto. Perfino quei docenti che con il loro modo di fare mi hanno allontanato drasticamente dalla loro materia mi sono stati utili. Voi vi chiederete ma in che modo un cattivo insegnante può essere utile?

È presto detto: osservandoli ho capito che non volevo essere come loro. Insegnare è una professione talmente sacra che non può essere affidata a certi individui che non hanno alcun reale interesse per la conoscenza» ©️ Cristian A. Porcino Ferrara, brano tratto dal libro  Ciao, Prof! (2020)

domenica 9 gennaio 2022

Tributo a Franco De Grazia


Apprendo con sgomento della tua morte. Sei stato il mio professore di Storia dell'Arte e ricordo con gioia le tue lezioni. Ci hai sempre spinti alla ricerca della bellezza e della verità. Ricordo ancora l'odore della tua pipa e la tua inconfondibile risata. In classe ci interpellavi continuamente perché volevi stimolare in noi una riflessione costante. Non dimenticherò mai il gesto che facevi per calmarmi e per risollevarmi nei momenti di sconforto. Rammento quando mi poggiavi la mano sulla spalla e cercavi di tirarmi su il morale.  Allontanavi così la tua pipa dalla bocca, mi sorridevi e poi mi dicevi che ogni delusione, piccola o grande, riserva spesso delle inaspettate sorprese. Eri davvero una persona colta e saggia. Ti affascinava la mia passione giovanile per la filosofia e il mio interesse per Nietzsche e gli esistenzialisti francesi. Purtroppo non ci siamo più incontrati dopo gli anni del liceo e di questo mi rammarico. Volevo raccontarti tante cose e parlarti delle mie esperienze di docente e scrittore ma ahimè non è mai accaduto. Caro Prof. Franco De Grazia, il tuo ricordo vivrà in me per sempre.


Cristian Porcino 

®️ Riproduzione riservata


domenica 4 luglio 2021

Insegnando impariamo!


I giovani non sono abituati ad essere realmente ascoltati in classe, e quando provano ad esprimere liberamente un loro pensiero vengono zittiti da un sistema gerarchico che pone al di sopra di tutto l’autorità degli insegnanti considerati custodi del sapere acquisito e quindi dato. Io non agisco così. Insegnare per me è condivisione e fascinazione. Non impongo nulla ai miei allievi e cerco sempre di stimolare il loro spirito critico attraverso il dialogo. Jean-Jacques Rousseau sosteneva che: “Per insegnare il latino a Giovannino non basta conoscere il latino, bisogna soprattutto conoscere Giovannino”. Nessuna preparazione, per quanto ottima, ci esonera dal conoscere i nostri allievi. Ascoltarli è un dovere e un’occasione per crescere umanamente e professionalmente. 

Cristian A. Porcino Ferrara ©️

lunedì 17 maggio 2021

Basta Omofobia!

 


Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, bifobia e transfobia. Un sondaggio condotto dal settimanale L’Espresso ha rilevato che in Italia 3 persone su 4 hanno paura di tenersi per mano perché temono di essere investiti dall’odio omofobico. Una toccante poesia di Konstantinos Kavafis si conclude con queste parole: “Più avanti – in una società perfetta – apparirà di certo qualcun altro che mi somigli e agisca da uomo libero”. Noi non viviamo certamente in una società perfetta ma sicuramente più evoluta e aperta di quella in cui viveva il poeta. I versi di Kavafis dopo ben 113 anni ci inchiodano alle nostre responsabilità civili. Gino Strada ha affermato che “I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi”. 

La mancanza di tutele legislative genera negli adolescenti un malessere esistenziale gravissimo. Come ha detto in un’intervista Alessandro Zan: “L’incultura dominante fa anche questo: ruba ai giovani Lgbtq+ i momenti dei primi amori, delle prime infatuazioni. Momenti che non tornano più”. 

Proprio per evitare questo dobbiamo batterci per cancellare l’omofobia dalla nostra subcultura.  

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che lo Stato deve: «garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri».

Dunque attiviamoci seriamente per contrastare il pregiudizio e l’ignoranza dalle nostre vite.

Nella foto il meraviglioso manifesto creato da una mia allieva, Jennifer, in occasione di questa giornata. 


Cristian Porcino 

® Riproduzione riservata

martedì 13 aprile 2021

Didattica a distanza e insegnamento


 Nell’articolo del blogger Giuseppe Scano la mia opinione in merito al caso della studentessa bendata durante l'interrogazione in un liceo veronese. 

L’articolo completo su “ Compagni di strada”. «Più che Dad (didattica a distanza) mi piace definirla DDE (didattica di emergenza). Da più di un anno noi insegnanti ci siamo dovuti confrontare con un nuovo modo di fare lezioni. Sull’esperienza dell’ultimo anno scolastico ho scritto un libro dal titolo “Ciao, Prof!”. In Sicilia da diversi mesi la didattica in presenza è ormai al 75% e di conseguenza passo più tempo a scuola e molto meno in Dad. Per me è di vitale importanza la presenza fisica in classe. Il nostro lavoro si nutre dello scambio diretto tra docenti e discenti. La Dad non scomparirà dal nostro orizzonte ma impareremo a conviverci anche nei prossimi anni. Anche a distanza possiamo coinvolgere i nostri allievi e tentare di costruire un percorso formativo accattivante. Non bisogna mai mortificare gli allievi e in special modo durante un’interrogazione. Per il resto preferisco attendere anche la versione della professoressa prima di esprimermi in merito».