CATANIA – Ci sono momenti in cui stare in silenzio significa diventare complici di un sistema opaco. È per questo che ho deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto durante le selezioni per i docenti dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) per l'Anno Formativo 2026/2027 a Catania, finanziati con le risorse europee del Programma PR FSE+.
La vicenda riguarda direttamente le procedure selettive gestite da un noto ente di formazione professionale di matrice cattolica attivo a Catania. Quando ci si presenta a una selezione presso un ente di questa natura, ci si aspetta di incontrare un ambiente improntato all'imparzialità, al rispetto della persona e ai valori della trasparenza. La realtà che mi sono trovato davanti ha invece stravolto ogni aspettativa di correttezza.
La mia identità, la mia storia personale e la mia attività pubblica — comprese le pubblicazioni sui temi dei diritti civili, il mio ultimo saggio Obliquo presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio (in cui affronto i temi del coming out e della lotta alle discriminazioni) e la rassegna stampa allegata, tra cui gli articoli su La Sicilia relativi ai progetti contro il bullismo e l'omofobia svolti nelle scuole — erano elementi ampiamente noti e documentati nella domanda e nei titoli trasmessi via PEC. Chiunque, peraltro, digitando il mio nome e cognome su un qualsiasi motore di ricerca, trova immediatamente la mia storia di attivista e autore, il mio blog e i miei profili social.
Durante il colloquio, anziché valutare la mia preparazione disciplinare, i miei 29 volumi pubblicati e i miei anni di docenza, l'attenzione si è spostata su una strisciante inquisizione personale. Dalla visibilità del mio bracciale Rainbow sul polso sinistro alle domande invadenti sulle mie frequentazioni parrocchiali, formulate da un membro della commissione in abito talare, il colloquio si è trasformato in una condotta discriminatoria legata al mio orientamento affettivo e ideologico. Un’indagine sulla sfera privata e sull'identità personale che calpesta direttamente l'articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori, il quale vieta in modo assoluto qualsiasi indagine sulle opinioni e sulla vita privata di chi cerca lavoro. A confermare il sapore surreale di questa valutazione è la motivazione scritta nella scheda individuale, dove una lunga carriera accademica, pubblicistica e didattica viene sbrigativamente liquidata definendo i miei contenuti disciplinari come «abbastanza assimilati» e il profilo complessivo semplicemente «discreto».
A questa discriminazione si aggiunge un dato fattuale altrettanto grave sul piano procedurale.
A seguito di un'istanza di accesso agli atti inviata via PEC, l'Ente mi ha trasmesso la scheda di valutazione individuale. Il documento reca chiaramente quattro firme autografe dei componenti della commissione esaminatrice. Peccato che in quella stanza, durante il mio colloquio, erano fisicamente presenti e operanti soltanto due commissari.
L'intero svolgimento della prova orale è integralmente documentato dalla registrazione audio della seduta: un elemento probatorio inconfutabile che attesta sia la tipologia di domande formulate sulla mia sfera personale, sia la presenza reale di due sole persone in aula a fronte di un documento che ne attesta quattro.
Di fronte a fatti di questa gravità non sono rimasto a guardare: ho informato l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio) e l'Ispettorato di riferimento, che confido stia svolgendo le opportune verifiche.
Ho ritenuto doveroso scrivere anche alla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana. Nella risposta ufficiale inviata dalla Segreteria del Cardinale Matteo Zuppi, viene espresso chiaramente come il Cardinale comprenda lo stato d'animo per l'accaduto e per il mancato riscontro alle richieste di chiarimento, auspicando una risoluzione della vicenda. Una sensibilità che rende ancora più assordante e amaro il silenzio mantenuto dall'Arcidiocesi di Catania, del tutto incoerente con i valori evangelici a cui la struttura dichiara di ispirarsi.
Tutti i passaggi di questa vicenda sono avvenuti via PEC e sono pertanto protocollati e inalterabili. La documentazione cartacea e gli esposti formali sono stati già notificati all'Assessorato Regionale dell'Istruzione e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Sicilia, precisando contestualmente che la registrazione audio integrale della prova è in custodia e a completa disposizione delle Autorità e degli organi ispettivi per le necessarie verifiche e indagini di competenza sulle responsabilità amministrative, contabili e sull'impiego dei fondi europei.
La mia non è solo una battaglia personale per il rispetto di un diritto calpestato, ma un atto di dovere civile. Chi gestisce denari pubblici e si propone come guida educativa per i giovani non può permettersi di discriminare le persone per il loro orientamento e la loro identità, né di produrre verbali difformi dalla realtà dei fatti.
Ora non chiedo che qualcuno mi creda sulla parola. Chiedo semplicemente che i documenti vengano esaminati, che la registrazione venga ascoltata e che ciascuno risponda delle proprie responsabilità.
Ero abituato alla storia della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Non immaginavo di assistere, nella vita reale, al miracolo della moltiplicazione dei commissari e delle firme.
La dignità non si negozia e non si silenzia.
Cristian A. Porcino Ferrara












