Visualizzazione post con etichetta allieve. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta allieve. Mostra tutti i post

martedì 19 dicembre 2023

Celebrare la diversità attraverso la poesia


(ARS Istruzione Misterbianco) Le nostre alunne del 3° e 2° anno specializzande nel Settore Estetico Rapisarda Chiara e Giannitto Cristina, quest'oggi hanno ricevuto un' Attestato di Partecipazione alla III° rassegna della "Giornata del Disabile" rilasciatogli dall'Associazione Umanità Solidale O.D.V

per la realizzazione d'un componimento poetico incentrato sulla tematica della diversità.

Un ringraziamento speciale va al nostro Docente Porcino Cristian Adriano per aver supervisionato i componimenti delle sue alunne.




venerdì 31 marzo 2023

Le allieve Chiara, Ema e Cristina intervistano il Prof.Porcino



(ARS Istruzione Misterbianco)


1) Com'è nata la passione per la scrittura? (Chiara Rapisarda)


«Il momento esatto non lo ricordo ma sicuramente questa passione è nata molto presto. Scrivevo pagine intere di racconti e riflessioni e la maestra rimaneva piacevolmente colpita»


2) Com'è nato il suo primo libro? (Chiara)


«Prima di laurearmi avevo già scritto dei libri ma non li avevo ancora pubblicati. Un anno dopo la laurea ho deciso che era arrivato il momento giusto per farli uscire. Il mio primo libro mi ha regalato grandi soddisfazioni. È stato citato perfino negli Oscar Mondadori. Prima di esordire nel mondo letterario ho militato per anni nelle redazioni dei giornali. Anni di gavetta che mi hanno spinto verso qualcosa di più serio, concreto e duraturo»


3) Il percorso scelto in giovane età l'ha influenzato nello scrivere dei libri? (Emanuela Bonanno)


«Nello specifico non so. Fin da piccolo ho amato molto i libri e mi sono rifugiato nella letteratura. Probabilmente questo ha influenzato la mia voglia di scrivere»


4) C'è un libro a cui è particolarmente legato? (Chiara)


«In qualche modo sono legato a tutti i miei libri e non sono pochi (ben 27!). Ho un debole per alcuni perché mi rappresentano in tutto e per tutto e di conseguenza guardo a loro con grande soddisfazione. Ci sono anche libri che non riscriverei più ma non sono un tipo che rinnega nulla del proprio percorso e di conseguenza accetto anche alcuni passi falsi compiuti in passato»


5) Ha mai preso ispirazione da qualche altro scrittore o scrittrice? (Chiara)


«Credo proprio di sì. Per scrivere bisogna aver letto tanto e ogni scrittore e scrittrice mi ha spinto con i propri lavori a creare qualcosa di mio. Per dar voce al mio pensiero ho saccheggiato centinaia di libri. Ogni singola lettura mi ha insegnato qualcosa»


6) Un suo libro è mai uscito fuori dall'Italia? (Emanuela) 


«Certamente. I miei libri sono venduti in diversi paesi tra cui Usa, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra. Anni fa è stato perfino tradotto un mio libro in America e venduto su territorio statunitense, canadese e australiano. Ricordo ancora l’emozione di vedere il mio libro esposto in una libreria importantissima di New York»


7) Cosa si prova ad essere insegnante? (Chiara) 


«Ho sempre voluto insegnare. Lo ripetevo in continuazione fin da bambino e desideravo con tutto me stesso raggiungere tale traguardo. Insegnare è una professione affascinante perché mi permette quotidianamente di crescere umanamente. Ogni docente impara da voi. È uno scambio reciproco di informazioni e saperi»


8) Cosa consiglia ai ragazzi che vogliono intraprendere la strada di scrittori/scrittrici? (Chiara)


«Purtroppo in Italia si legge poco e in proporzione sono più i libri stampati che quelli acquistati ed effettivamente letti. Chi desidera scrivere ovviamente deve crederci fino in fondo ma prima di mettere nero su bianco i propri pensieri deve necessariamente leggere tantissimo. Non si può pensare di scrivere un libro se non si è poi disposti ad imparare da altri autori e autrici»



9) Cosa consiglia ai suoi alunni?


«A voi consiglio di approfittare di ogni singola lezione per imparare ad amare la cultura. Leggete e interessatevi alle cose che vi circondano. Approfondite i vostri interessi e contagiatevi di curiosità. La curiosità se utilizzata a fin di bene ci spinge ad andare avanti e a diventare persone più intelligenti. E poi contagiatevi di umanità. Riscoprite il valore dell’empatia e riponete l’arma del giudizio affrettato»


10) C’è qualche evento della sua vita che l’ha spinto a essere l’uomo che è oggi? Sarebbe disposto a raccontarlo? (Cristina Giannitto)


«Ogni singolo momento che ho vissuto nella mia vita ha contribuito a formare l’uomo che sono. Nel mio ultimo libro mi sono raccontato come non mai. Ho impiegato anni per farlo e alla fine ci sono riuscito. Almeno lo spero»


11) Si è mai trovato in difficoltà mentre scriveva un libro, come per esempio il cosiddetto “blocco dello scrittore”? (Cristina)


«Sì, moltissime volte.  Ho aspettato pazientemente di sbloccare una mia situazione personale. Nulla dura per sempre e dopo tre anni da “Ciao, Prof!” è uscito il mio ultimo lavoro»


12) Che ne pensa delle persone che giudicano un libro dalla copertina? (Cristina)


«Provo molta pena per loro. Giudicare dalle apparenze è lo sport più diffuso e praticato dagli esseri umani. Conoscere richiede uno sforzo che in molti non desiderano più compiere. Come diceva Pier Paolo Pasolini: “Quando la gente non capisce fabbrica scaffali”. Io non sono un oggetto e non desidero etichette e di conseguenza mi sforzo di comprendere»


13) Ha intenzione di pubblicare altri libri? (Cristina)


«Per il momento no. Mi godo i frutti del mio ultimo lavoro e mi preparo al tour di presentazioni in giro per l’Italia. Come scriveva Arthur Schnitzler “Il futuro non si può ipotecare”. Vedremo cosa mi riserverà il Domani.»

mercoledì 5 ottobre 2022

Seminatori di cultura e speranza


 «In quanto insegnanti il nostro compito è proprio quello di seminare, di aprire nuovi orizzonti e fornire svariate prospettive (…) Ancora oggi sono grato per ogni insegnamento ricevuto. Perfino quei docenti che con il loro modo di fare mi hanno allontanato drasticamente dalla loro materia mi sono stati utili. Voi vi chiederete ma in che modo un cattivo insegnante può essere utile?

È presto detto: osservandoli ho capito che non volevo essere come loro. Insegnare è una professione talmente sacra che non può essere affidata a certi individui che non hanno alcun reale interesse per la conoscenza» ©️ Cristian A. Porcino Ferrara, brano tratto dal libro  Ciao, Prof! (2020)

giovedì 9 giugno 2022

Una lezione per smontare i luoghi comuni sul fascismo e Mussolini


 Oggi lezione riepilogativa per smontare i luoghi comuni  più diffusi  sul duce e il fascismo.  Come diceva Antonio Gramsci: “L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna, ma non ha scolari.”

mercoledì 13 aprile 2022

Visita in biblioteca

Oggi visita guidata presso la biblioteca comunale di Misterbianco "Concetto Marchesi". La visita si è svolta con grande entusiasmo da parte dei nostri allievi e allieve che si sono confrontati con  il mondo letterario. Ho provato un'emozione  indescrivibile quando tra gli scaffali della biblioteca i miei allievi hanno individuato il mio libro pubblicato nel 2008. Non sapevo nulla e la cosa mi ha riempito di orgoglio. La biblioteca è stata per anni la mia seconda casa e trasmettere questa passione alle mie classi non ha prezzo. Un libro ti lascia sempre qualcosa dentro e ti aiuta nella comprensione del mondo e di noi stessi. Ogni libro, anche il peggiore, ti fa crescere e ti permette di maturare una coscienza critica. Parafrasando Woody Allen si legge  per legittima difesa. Un grazie particolare a tutto lo staff della biblioteca e ai miei meravigliosi  colleghi.


















venerdì 28 maggio 2021

Le allieve intervistano il Prof

 


Alcune allieve del C.I.R.S di Misterbianco hanno deciso di intervistarmi e io ho aderito subito a questa bellissima iniziativa. Grazie ragazze per le vostre domande che denotano una maturità e sensibilità non indifferente.

1) (Morena, Aurora e Anita): Perché ha deciso di insegnare? 

«Ho sempre voluto insegnare. Fin da piccolo dicevo di voler diventare un insegnante e anche molti miei compagni di scuola si ricordano di questo mio desiderio. Mi ha sempre affascinato la condivisione e diffusione del Sapere. A differenza di Gollum de Il signore degli anelli ho trovato il mio tesoro ed ho deciso di condividerlo con voi anziché tenerlo solo per me».


2)  (Aurora): Quando ha capito che le piaceva il mondo della lettura e quanti anni aveva?

«Di preciso non ricordo l’età ma ero molto piccolo. Ero totalmente rapito dai libri e i miei genitori mi regalavano continuamente testi di ogni genere. Vivevo in un ambiente domestico circondato da opere letterarie ed enciclopedie. Per me è stato naturale accostarmi a questi amici silenziosi».


3) (Aurora): Ricorda il primo libro che ha letto?

«Sinceramente non ricordo il primo libro ma con ogni probabilità ho iniziato con Oliver Twist e altri classici della letteratura mondiale».


4) (Anita): C’è mai stato un avvenimento nella sua vita che ha fatto nascere in lei la passione per la scrittura?

«Anche qui tutto risale alla mia infanzia. Ricordo la mia passione per la scrittura e i lunghi temi  che consegnavo alla maestra. Il mio modo di esprimermi passava principalmente attraverso la scrittura. L’incontro costante e quotidiano con i libri ha scatenato in me questa passione. Chi scrive deve essere soprattutto un gran lettore».


5) (Morena): Lei ha un buon modo di interagire con noi allievi e mi chiedevo se ha avuto dei punti di riferimento nel mondo dell’insegnamento oppure no?

«Nella mia carriera scolastica ho incontrato ottimi insegnanti ma anche pessimi docenti. Questi ultimi hanno influenzato molto la mia decisione di voler fare il professore. Non volevo essere come loro e mi sono ripromesso di impegnarmi totalmente per affascinare i miei allievi e non per allontanarli dalla disciplina o dalla scuola. Ritornando alla tua domanda credo di aver avuto dei modelli di riferimento che porto ancora dentro me. Come cantava Franco Battiato in Prospettiva Nevski: “E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire ». Ricordo ad esempio la mia insegnante di lettere delle medie che è stata per me un punto di riferimento importante. Io penso che anche noi insegnanti apprendiamo qualcosa di nuovo da voi e dai vostri pensieri. Vi chiedo sempre di manifestare la vostra opinione perché sono convinto che allievi e insegnanti crescono umanamente e insieme in un intero anno scolastico.


6) (Anita): Cosa pensa degli scrittori che scalano le classifiche dei libri più venduti solo perché sono molto seguiti sui social?

«Prima di tutto bisogna chiarire che i veri scrittori non hanno bisogno di follower o di like. Se la loro opera è valida lascerà un segno nelle coscienze. Amélie Nothomb, una scrittrice che amo in modo particolare, non ha alcun profilo social e noi lettori continuiamo a godere delle sue opere letterarie  anche se non è presente su Facebook o Instagram. Chi si serve principalmente dei social media sono i soliti personaggi televisivi che vendono i “loro” libri scritti però da altri e si rivolgono principalmente a un pubblico di massa non in grado di distinguere un vero libro da una schifezza colossale».


7) (Morena): Quali sono i suoi poeti preferiti e perché?

«L’elenco è abbastanza lungo. Shakespeare, Whitman, Pasolini, Rimbaud, Pozzi, Merini, Szymborska e molti altri. In verità non esiste un perché. Quando leggo i loro versi io ritrovo una parte di me. È una questione di affinità».


8) (Morena): Secondo lei cosa non deve più esistere nella nostra società?

«Eviterò di dire la guerra e la malattia perché risulterei stucchevole. Ripongo invece molta fiducia in voi giovani e nei vostri ideali di cambiamento per modificare le storture di questo mondo. In questa società non deve esserci più spazio per razzismo, omofobia, misoginia e bullismo. Quando vi parlo mi rendo conto che siete già ben consapevoli delle cose orribili che ci affliggono e avverto la vostra ribellione e giusta indignazione. Lottate sempre per ciò in cui credete».


9) (Aurora): Quando ha scritto il suo primo libro?

«Ho pubblicato il mio primo libro nel 2006 e l’ultimo l’anno scorso. In Ciao, Prof! ho raccolto la mia esperienza di insegnante e le vostre riflessioni. L’anno appena trascorso rimarrà impresso per sempre nelle nostre vite. Devo confessare però che da ragazzino ho scritto molti libri ma non li ho ovviamente pubblicati. Ricordo ancora certi titoli e mi rincuora sapere che fortunatamente non vedranno mai la luce».


Cristian Porcino 

® Riproduzione riservata

martedì 13 aprile 2021

Didattica a distanza e insegnamento


 Nell’articolo del blogger Giuseppe Scano la mia opinione in merito al caso della studentessa bendata durante l'interrogazione in un liceo veronese. 

L’articolo completo su “ Compagni di strada”. «Più che Dad (didattica a distanza) mi piace definirla DDE (didattica di emergenza). Da più di un anno noi insegnanti ci siamo dovuti confrontare con un nuovo modo di fare lezioni. Sull’esperienza dell’ultimo anno scolastico ho scritto un libro dal titolo “Ciao, Prof!”. In Sicilia da diversi mesi la didattica in presenza è ormai al 75% e di conseguenza passo più tempo a scuola e molto meno in Dad. Per me è di vitale importanza la presenza fisica in classe. Il nostro lavoro si nutre dello scambio diretto tra docenti e discenti. La Dad non scomparirà dal nostro orizzonte ma impareremo a conviverci anche nei prossimi anni. Anche a distanza possiamo coinvolgere i nostri allievi e tentare di costruire un percorso formativo accattivante. Non bisogna mai mortificare gli allievi e in special modo durante un’interrogazione. Per il resto preferisco attendere anche la versione della professoressa prima di esprimermi in merito».

martedì 23 marzo 2021

Celebrando il Dantedì


Un mio disegno realizzato appositamente per il CIRS di Misterbianco nella settimana del Dantedì. 

mercoledì 27 gennaio 2021

Le mie allieve ricordano la Shoah

L’anno scorso le mie allieve del CIRS di Misterbianco hanno realizzato questo cartellone per commemorare le vittime dell’Olocausto. In questa giornata vorrei riportare le parole del Rav. Abraham Skorka: "C’è chi sostiene che gli ebrei, con i loro sei milioni di morti, siano solo una piccola parte dei cinquanta milioni di vittime della seconda guerra mondiale. Ma il punto è che gli ebrei non morirono per ragioni politiche. Gli ebrei non facevano parte di un esercito in guerra. Si sarebbe comunque trattato di ragioni ingiustificabili, abominevoli, ma la Shoah fu il tentativo di sterminare un popolo per il semplice fatto di essere tale, per la sua cultura, per la sua fede. (…) Forse è per questo che al massacro è stato dato il nome di Olocausto (…) In ebraico lo chiamiamo Shoah, termine biblico che significa «devastazione», perché sia e rimanga chiaro una volta per tutte di cosa si trattò effettivamente: una devastazione di esseri umani da parte di altri esseri umani".