“La felicità al principio” di Tiziano Ferro, pp. 200, Mondadori, € 19,00
In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
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sabato 28 ottobre 2023
venerdì 18 dicembre 2020
Le parole fanno male!
Ho sempre sostenuto che ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi deve essere fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. Come consigliato dal XIV
Dalai Lama dobbiamo seguire le 3 R e cioè: “Rispetto per te stesso. Rispetto per gli altri. Responsabilità per le tue azioni”.
I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo e proprio per questo anche quest’anno ho portato in aula il dibattito sulla tossicità delle parole ed ho cercato di avvicinarli alla comunicazione non violenta. Lo psicologo statunitense Marshall Rosenberg aveva già individuato negli anni‘60 che dietro molti casi di violenza verbale si nascondono spesso alcuni traumi legati al modo in cui siamo stati trattati in passato. Il nostro compito deve essere proprio quello di modificare sostanzialmente le frequenze negative ricevute e trasformarle in vibrazioni empatiche. Le parole, come recita il titolo di un libro di Rosenberg, possono essere finestre oppure muri.
Considerato che su questo argomento mi sono già espresso abbondantemente in diversi libri e articoli cedo volentieri la parola ad alcune mie allieve e allievi del CIRS di Misterbianco.
La loro maturità e sensibilità mi ha profondamente colpito.
Ecco alcune delle loro opinioni.
- Giuseppe C. 2C
«Essere prima bambini e poi adolescenti è il periodo più bello della nostra vita.
Purtroppo non capisco perché rimaniamo talvolta così infantili e ignoranti contro altre persone.
La parola è un diritto di tutti e qualsiasi persona al mondo ha il diritto di esprimere la propria opinione o una sua riflessione su un argomento senza essere insultata.
Essere bulli, secondo me, vuol dire sentirsi superiore a chi ci sta intorno. Il bullismo non si vede solamente se si insulta o si picchia e quant'altro, ma lo si può notare anche nei piccoli gesti.
Il bullismo ha varie forme e ultimamente la più nota è il cyberbullismo dove, per esempio, una ragazza viene semplicemente attaccata con parole offensive soltanto perché ha postato su un social una sua foto in costume da bagno mentre magari si trovava in spiaggia.
La vita è bella e bisogna sorridere senza pensare al giudizio di altre persone perché evidentemente questi bulli sono solo persone invidiose che non sanno proprio godersi nulla».
- Mario 2C
«Le frasi che diciamo alle persone possono ferire abbastanza. Non sempre quando proviamo a scusarci riusciamo a far tornare tutto alla normalità. Non tutte le persone ferite reagiscono allo stesso modo. Possono arrabbiarsi oppure accettare normalmente le nostre scuse, ma chi è stato offeso anche se ha accolto le nostre scuse rimane sempre un po’ offeso dentro e tutto non ritorna come prima. Forse prima di dire qualcosa di offensivo bisogna pensarci bene perché una frase può sembrare scherzosa per noi ma non per quella data persona e il nostro rapporto non sarà mai più lo stesso».
- Mariagrazia 1B «Secondo me il bullismo è qualcosa di molto brutto perché molte persone deboli non riescono a rispondere e di conseguenza si fanno criticare senza reagire e pensano subito al suicidio. Ogni persona può scegliere chi deve essere e cosa vuole diventare nella vita ma questo non deve passare attraverso le offese ad altre persone».
- Giusy 1B «Il peso delle parole è un argomento molto serio e delicato e riguarda soprattutto gli adolescenti. Ci sono molte forme di violenze verbali: omofobia, razzismo e bullismo. Io credo che una persona deve prima di tutto sentirsi bene con se stessa e soprattutto deve fare attenzione a come si usano le parole. Con le nostre parole possiamo ferire una persona e portarla a compiere anche dei gesti estremi per la ferita provocata (ovviamente mi riferisco al suicidio). Una persona può anche non esserti simpatica, ma la cattiveria gratuita tenetevela per voi. In tal modo non ferirete persone fragili e sensibili. Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo».
- Martina 1A «Per me le parole hanno un peso perché esistono modi e modi per dire le cose e spesso usiamo quelli più crudeli».
- Sara 1A «Le parole feriscono ed hanno necessariamente un peso»
- Gioele 1A «Le parole che diciamo hanno un peso e non esistono differenze se le pronunciamo nella vita di tutti i giorni oppure se le scriviamo in internet o sui social network»
- Martina D. 1C «Secondo me tutti noi dobbiamo riflettere tanto prima di parlare. Spesso feriamo qualcuno anche senza volerlo, dicendo parole inappropriate. Non ci accorgiamo che le parole fanno male».
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata
sabato 12 dicembre 2020
Affascinare ed Educare
Ciao, Prof! è un libro che non dimenticherò e porterò per sempre nel mio cuore. L’autore in quanto insegnante si rivolge agli educatori di oggi, ma allo stesso tempo a tutti, poiché è la comunità ad educare, non solo la scuola. Educare così oggi è quasi un sogno perché oltre i programmi ministeriali e oltre i voti esistono le persone e non sempre si trova il tempo di riflettere su questo aspetto. L’autore infine ci ricorda proprio la gioia dell’insegnamento e io sono ormai troppo vecchia per ritornare a scuola e imparare ad imparare. Lo farò forse nella prossima vita. (Felicia Lorenzon).
Il libro Ciao, Prof! è in vendita su Amazon
sabato 5 dicembre 2020
Sorseggi di cultura al tempo del Covid
Avete già pensato a cosa far trovare sotto l’albero in questo Natale pieno di speranze e diverso dal solito?
Da marzo 2020 le nostre vite sono state catapultate ad una realtà quasi surreale, dove nessuno si è ritrovato preparato a fronteggiare un’emergenza simile.
I nostri equilibri sono stati ribaltati a causa di un piccolo anzi millesimale ma che dico invisibile nemico di nome Covid 19, purtroppo a pagarne care le conseguenze è stata non solo l’economia ma anche e soprattutto i rapporti sociali, tutti ormai siamo restii gli uni con gli altri in quel poco tempo di libertà che ci viene concessa; nel restante ed abbondante tempo avuto a disposizione abbiamo forse, capito l’importanza di due dei concetti fondamentali che pian piano stavano scomparendo,
quali la famiglia e la cultura.
Grazie a questa reclusione “forzata” abbiamo passato più tempo con i nostri cari e soprattutto abbiamo avuto del tempo da dedicare alla lettura e all’aggiornamento.
Proprio poco tempo fa, a stuzzicare la mia curiosità è stato appunto un libro scritto dal Prof Cristian A. Porcino Ferrara che in prima persona ha dovuto reinventare e stravolgere il suo modo di insegnare e fare didattica; in quanti conoscevano prima di adesso la DAD? Bé oggi grazie a questa abbiamo potuto continuare ad imparare.
In questo secolo dove ormai i social sono diventati i canali principali di comunicazione, leggendo questo libro ho riscoperto quanto un Prof può essere social scrivendo, e ho scoperto come si possono toccare degli argomenti “forti” come l’omofobia ed essere trasformati in argomenti di piacevole riflessione.
L’accostare l’utile al dilettevole rende il tutto più leggero e comprensibile.
Consiglio vivamente la lettura di Ciao, Prof! in quanto oltre ad essere motivo di riflessione ed aggiornamento, risulta essere una piacevole compagnia in queste giornate d’inverno trascorse tra “sorseggi” di cultura e amore… chissà magari Babbo Natale quest’anno penserà ad un pacchettino sotto l’albero.
(Serendipity08).
Il libro Ciao, Prof! è in vendita su Amazon.
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lunedì 23 novembre 2020
Un dono per un insolito Natale
E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo? Avete già pensato a cosa far trovare sotto l’albero in questo Natale pieno di speranze e diverso dal solito?
A quanti di voi sarebbe venuto in mente di poter ascoltare un artista come Mengoni e prenderne uno spunto di riflessione per capire l’umanità?
Ho trovato esilarante l’accostamento di tematiche importanti come l’omofobia ad argomenti leggeri e piacevoli come il testo di una canzone.
Addentrandomi nel vivo della lettura del libro di cui intendo parlarvi, sono rimasta incantata da spezzoni di vita personale inseriti all’interno di quest’ultimo tra un capitolo e l’altro, proprio come se l’autore volesse far immedesimare ed appassionare passo dopo passo il lettore!
Con estrema gioia noto che ragazzi soprattutto adolescenti, ritrovano finalmente nella scuola un punto di incontro, di confronto e non (come di solito accade) di diniego e soffocamento.
“Ciao, Prof!” (è questo il titolo del libro di cui vi parlavo) è una lettura veramente piacevole, ti farà riscoprire la voglia di leggere, conoscere ma soprattutto di domandare e riflettere; e chi poteva più di questo fantastico ed originale Prof liceale, pensare di poter parlare di Harry Potter (saga di fama mondiale che unisce grandi e piccini) ed arrivare ad argomentare concetti cosi profondi?!
All’interno troviamo esempi che vanno dalla mitologia come il mito di Abelardo e Eloisa alla filosofia di Socrate, dalla favola di Pinocchio alla filosofia del sorriso accostato a Woody Allen e per finire si fa anche riferimento al grande Charlie Chaplin.
Insomma il libro perfetto da leggere in compagnia o da soli nelle giornate “freddose” con un plaid sulle gambe ed una bella manciata di pop-corn!
Nel ringraziare il Prof Cristian A. Porcino Ferrara per aver portato una bella ventata di filosofia ai nostri tempi che interesserà tutti, consapevoli di leggere un libro davvero “social” da far trovare magari sotto l’albero vi auguro buona lettura!
E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo?
(Dott.ssa Martina Di Benedetto).
Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon
giovedì 16 luglio 2020
Quattro chiacchiere con l’autore di “Ciao, Prof!”
I lavori di Cristian A. Porcino Ferrara sono interessanti rispetto alle normali pubblicazioni filosofiche specialistiche poiché (PECCATO NON AVERLO AVUTO COME PROF ALLE SUPERIORI) va direttamente al sodo e senza tanti giri di paroloni o espressioni complicate.
foto storia di topolino.
Ma a volte ciò è un bene perché ti spinge ad interessarti alla materia ed arriva al cuore e all'anima della gente: (https://youtu.be/4XkghDlnkbo)
Proprio per questo volevo approfondire il suo ultimo lavoro “Ciao, Prof!” e gli ho fatto alcune domande:
1) Come mai hai dedicato il libro a Luciano De Crescenzo che in vita è stato spesso emarginato e snobbato dai media mainstream?
«A un anno dalla sua scomparsa era per me doveroso dedicare il libro a colui che mi ha spinto ad intraprendere i sentieri della filosofia. Nel libro racconto delle lettere che ci siamo scritti in questi anni. È stato il mio maestro e si sente la sua mancanza. Chi lo ha snobbato in verità lo ha solamente invidiato. Luciano era capace di spiegarti un concetto complesso con metafore ed esempi illuminanti. Infatti in “Ciao, Prof!” racconto dell’interesse mostrato dai miei allievi per i suoi libri.»
2) Ottimo modo di affrontare il bullismo non parlandone direttamente solo come gesto di violenza fisica ma in maniera ampia e proponendo anche degli anticorpi per difendersi. Come mai questa scelta?
«Ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi va fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo. Durante le mie lezioni di Educazione Civica mi sono soffermato a lungo su tale problematica e devo dire che ho riscontrato in loro una grande voglia di cambiamento».
3) Visto che hai dedicato un capitolo alla lotta contro l'omofobia cosa ne pensi della legge che ne punisce l'odio? Oppure come affermano alcuni << Le leggi sull'odio sanno di regime. Non approverò mai una legge che mi cancella in favore di maschi che si sentono donne, così come non accetto di non poter più dire che un bambino nasce da uomo e donna o che non devo chiamarmi più donna ma persona che mestrua sennò sarei transofoba. In Inghilterra avviene, informati. Io non sacrifico la mia identità per i capricci di una minoranza di eccentrici sessuali.>> ?
«Chi ha già letto i miei libri precedenti (Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne e Altro e altrove) sa già come la penso in merito. Combatto l’omofobia e la misoginia da anni e di conseguenza confido molto in questa legge e nella sua approvazione. Ai miei studenti ho sempre insegnato a lottare quotidianamente per combattere l’omofobia e gli stereotipi di genere. Le affermazioni che citi sinceramente non meritano un ulteriore commento. L’ignoranza è una brutta bestia e chi fa determinate affermazioni deve avere poi il coraggio di affrontare le conseguenze, anche penali, delle proprie parole. È giunto il momento di punire chi semina odio!».
4) Dal capitolo su Abelardo ed Eloisa, J.Paul Sartre e Simone de Beauvoir desumo che sei un nostalgico delle vecchie gite d'istruzione ?
«Ho visitato le tombe di Sartre-De Beauvoir e il monumento funebre eretto in memoria di Abelardo e Eloisa non in gita scolastica ma durante un viaggio personale fatto a Parigi diversi anni fa. Ho viaggiato tanto e fin da piccolo ma questo lo devo certamente ai miei genitori e non alla scuola. Per avere nostalgia di qualcosa devi averla provata e io al liceo non ho fatto gite d’istruzione così importanti»
5) Come fare ad ignorare certi individui, o enti nel tuo caso, per consegnarli all'oblio e quindi non cadere nell'odio?
«John Fitzgerald Kennedy diceva: “Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”. Il metodo più efficace per ignorare individui o enti che non si sono comportati bene con noi è proprio quello di consegnarli all’oblio. Nominarli significa conferirgli un’importanza che non meritano. Per vivere bene occorre sgombrare il campo dall’odio e da futili recriminazioni. Nella tradizione ebraica dare un nome a qualcuno è fondamentale perché esiste un legame tra l’anima e chi lo porta. Motivo per cui non nominando il nome di un soggetto non solo lo consegniamo all’oblio ma lo spostiamo in una sorta di limbo lontano dalla nostra realtà. L’oblio talvolta è necessario per sopravvivere. Infatti nella Storia sono stati fatti diversi Patti dell’oblio. Penso ad esempio a Trasibulo nel 404 a.C o a certi richiami presenti anche nell’Editto di Nantes (1598). Per andare avanti e non pensare troppo ai torti subiti dobbiamo stipulare nuovi Patti della Dimenticanza. Forse come sosteneva Ethel Darling “Quando si protegge il passato, si perde il futuro”».
6) Poeta o filosofo? Oppure entrambi?
«Ti rispondo con dei versi di Emily Dickinson che ho sempre amato: "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce”.
(Giuseppe Scano)
Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon
foto storia di topolino.
Ma a volte ciò è un bene perché ti spinge ad interessarti alla materia ed arriva al cuore e all'anima della gente: (https://youtu.be/4XkghDlnkbo)
Proprio per questo volevo approfondire il suo ultimo lavoro “Ciao, Prof!” e gli ho fatto alcune domande:
1) Come mai hai dedicato il libro a Luciano De Crescenzo che in vita è stato spesso emarginato e snobbato dai media mainstream?
«A un anno dalla sua scomparsa era per me doveroso dedicare il libro a colui che mi ha spinto ad intraprendere i sentieri della filosofia. Nel libro racconto delle lettere che ci siamo scritti in questi anni. È stato il mio maestro e si sente la sua mancanza. Chi lo ha snobbato in verità lo ha solamente invidiato. Luciano era capace di spiegarti un concetto complesso con metafore ed esempi illuminanti. Infatti in “Ciao, Prof!” racconto dell’interesse mostrato dai miei allievi per i suoi libri.»
2) Ottimo modo di affrontare il bullismo non parlandone direttamente solo come gesto di violenza fisica ma in maniera ampia e proponendo anche degli anticorpi per difendersi. Come mai questa scelta?
«Ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi va fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo. Durante le mie lezioni di Educazione Civica mi sono soffermato a lungo su tale problematica e devo dire che ho riscontrato in loro una grande voglia di cambiamento».
3) Visto che hai dedicato un capitolo alla lotta contro l'omofobia cosa ne pensi della legge che ne punisce l'odio? Oppure come affermano alcuni << Le leggi sull'odio sanno di regime. Non approverò mai una legge che mi cancella in favore di maschi che si sentono donne, così come non accetto di non poter più dire che un bambino nasce da uomo e donna o che non devo chiamarmi più donna ma persona che mestrua sennò sarei transofoba. In Inghilterra avviene, informati. Io non sacrifico la mia identità per i capricci di una minoranza di eccentrici sessuali.>> ?
«Chi ha già letto i miei libri precedenti (Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne e Altro e altrove) sa già come la penso in merito. Combatto l’omofobia e la misoginia da anni e di conseguenza confido molto in questa legge e nella sua approvazione. Ai miei studenti ho sempre insegnato a lottare quotidianamente per combattere l’omofobia e gli stereotipi di genere. Le affermazioni che citi sinceramente non meritano un ulteriore commento. L’ignoranza è una brutta bestia e chi fa determinate affermazioni deve avere poi il coraggio di affrontare le conseguenze, anche penali, delle proprie parole. È giunto il momento di punire chi semina odio!».
4) Dal capitolo su Abelardo ed Eloisa, J.Paul Sartre e Simone de Beauvoir desumo che sei un nostalgico delle vecchie gite d'istruzione ?
«Ho visitato le tombe di Sartre-De Beauvoir e il monumento funebre eretto in memoria di Abelardo e Eloisa non in gita scolastica ma durante un viaggio personale fatto a Parigi diversi anni fa. Ho viaggiato tanto e fin da piccolo ma questo lo devo certamente ai miei genitori e non alla scuola. Per avere nostalgia di qualcosa devi averla provata e io al liceo non ho fatto gite d’istruzione così importanti»
5) Come fare ad ignorare certi individui, o enti nel tuo caso, per consegnarli all'oblio e quindi non cadere nell'odio?
«John Fitzgerald Kennedy diceva: “Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”. Il metodo più efficace per ignorare individui o enti che non si sono comportati bene con noi è proprio quello di consegnarli all’oblio. Nominarli significa conferirgli un’importanza che non meritano. Per vivere bene occorre sgombrare il campo dall’odio e da futili recriminazioni. Nella tradizione ebraica dare un nome a qualcuno è fondamentale perché esiste un legame tra l’anima e chi lo porta. Motivo per cui non nominando il nome di un soggetto non solo lo consegniamo all’oblio ma lo spostiamo in una sorta di limbo lontano dalla nostra realtà. L’oblio talvolta è necessario per sopravvivere. Infatti nella Storia sono stati fatti diversi Patti dell’oblio. Penso ad esempio a Trasibulo nel 404 a.C o a certi richiami presenti anche nell’Editto di Nantes (1598). Per andare avanti e non pensare troppo ai torti subiti dobbiamo stipulare nuovi Patti della Dimenticanza. Forse come sosteneva Ethel Darling “Quando si protegge il passato, si perde il futuro”».
6) Poeta o filosofo? Oppure entrambi?
«Ti rispondo con dei versi di Emily Dickinson che ho sempre amato: "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce”.
(Giuseppe Scano)
Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon
martedì 30 giugno 2020
"Ciao, Prof!" di Cristian A. Porcino Ferrara
Il nuovo libro del Prof. Porcino raccoglie alcune lezioni svolte dall’autore durante l’emergenza sanitaria del Covid-19.
All’interno del libro troviamo diversi argomenti come il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, il peso delle parole e molto altro.
Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo di distanziamento sociale. Il libro è in vendita su Amazon
All’interno del libro troviamo diversi argomenti come il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, il peso delle parole e molto altro.
Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo di distanziamento sociale. Il libro è in vendita su Amazon
martedì 16 giugno 2020
In uscita "Ciao, Prof!" il nuovo libro di Cristian A. Porcino Ferrara
“Ciao, Prof!” raccoglie alcune lezioni svolte dall’autore durante l’emergenza sanitaria del Covid-19.
All’interno del libro troviamo diversi argomenti come il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, il peso delle parole e molto altro.
Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo di distanziamento sociale.
"Ciao, Prof!"
pp. 100
€ 14,00
Lulu Edition
ISBN: 9781716830341
Preso in vendita su Amazon
All’interno del libro troviamo diversi argomenti come il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, il peso delle parole e molto altro.
Un modo intelligente e piacevole per restare vicini ai propri allievi in un periodo di distanziamento sociale.
"Ciao, Prof!"
pp. 100
€ 14,00
Lulu Edition
ISBN: 9781716830341
Preso in vendita su Amazon
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Tiziano Ferro
martedì 7 dicembre 2010
“Trent’anni e una chiacchierata con papà” di Tiziano Ferro

“Trent’anni e una chiacchierata con papà” di Tiziano Ferro per Kowalski Editore è un diario dell’anima del giovane cantautore italiano. Un libro ricco di spunti di riflessione che mettono a nudo il pensiero di una delle realtà musicali più interessanti del decennio. Il libro in questione è una sorta di compendio alla sua opera musicale consolidatasi nei suoi quattro album. Si legge di quegli anni trascorsi all’insegna dell’affermazione personale, l’arrivo del successo, la sofferenza per la cattiveria della gente e la tribolata accettazione di sè. Una delle peculiarità del diario di Tiziano Ferro consiste proprio nella non indifferente proprietà di linguaggio utilizzata. Ogni essere umano ha il diritto alla propria felicità senza dover correre il rischio di essere etichettato con targhette limitanti per sé e la propria vita poiché “il sole esiste per tutti”. Queste pagine sono un’ ulteriore conferma della sensibilità di Ferro in quanto uomo e artista. Consigliato non solamente ai suoi fans ma a qualunque tipologia di lettore.
Cristian Porcino
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