C’è qualcosa di inquietante nel potere quando si presenta in punta di piedi. Quando governa, decide, indirizza… ma senza mai veramente esporsi. È il caso dell’attuale pontefice della chiesa cattolica, Leone XIV: un uomo potente, rispettato, indubbiamente influente. Ma anche, inevitabilmente, incolore.Lo si ascolta parlare, ma raramente dire. I suoi discorsi scorrono come acqua liscia su una superficie di vetro: puliti, levigati, privi di attrito. Mai un’espressione fuori posto, mai un’affermazione che rischi di dividere, turbare o infiammare. Il suo stile è quello della neutralità assoluta – e forse anche dell’opacità.Non è che manchino i temi su cui prendere posizione. Il mondo è attraversato da fratture profonde: crisi climatiche, guerre, disuguaglianze crescenti, conflitti etici. In molti guardano a lui aspettandosi una parola chiara, una direzione, un coraggio. Ma le risposte sono spesso fumose, ambigue, incapsulate in una prudenza che rasenta l’inazione.Il confronto con il predecessore diventa inevitabile. Papa Francesco era un uomo dai modi meno raffinati, a volte irruenti, certo. Ma vero. Esposto. A tratti persino scomodo. Le sue dichiarazioni erano oggetto di critiche, satire, interpretazioni forzate… ma mai di indifferenza. Perché dietro ogni sua parola si sentiva la volontà di esserci, anche nel rischio, anche nell’errore.Ora invece regna una calma sospetta. Nessuno scandalo, nessuna gaffe, nessun titolo controverso. Ma anche nessuna scossa. Si respira una leadership prudente fino all’afonia, incapace di scuotere le coscienze o di infiammare un dibattito. Un governo del silenzio, che tiene in ordine tutto ma non accende nulla.E allora viene da chiedersi: è questo ciò che serve oggi? Un’autorità che si limita a evitare il conflitto, o un uomo che, pur sbagliando, si espone, si compromette, si fa carico del peso del proprio tempo?Forse, oggi più che mai, abbiamo bisogno di voci imperfette ma vere. Non di eco impeccabili.©️ Cristian A. Porcino Ferrara
In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
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sabato 20 settembre 2025
Il Potere Incolore: quando un leader religioso sceglie il silenzio
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domenica 20 giugno 2021
Religiosità tossica
Credere in una o più divinità fa parte dell’essere umano. La nostra paura di morire ci spinge a ricercare dei significati che non troviamo nella realtà tangibile. Da non credente non ho mai pensato alla religione come un problema da risolvere per poi disfarmene. (...) Personalmente posso vivere benissimo senza religione, ma non la stragrande maggioranza della popolazione. Mi preoccupano, invece, le istituzioni religiose che si dichiarano rappresentanti terreni di un Dio ed elaborano poi apparati finanziari molto sofisticati e dannosi. Il loro potere si nutre di diktat morali basati su libri che non hanno alcun fondamento scientifico e causano, in tal modo, l’infelicità dei propri fedeli.
Cristian A. Porcino Ferrara ©️
giovedì 29 marzo 2012
È uscita la nuova edizione del libro “La Chiesa è nuda” di Cristian Porcino

(Nuova Edizione) «Il saggio in questione analizza il fenomeno dilagante della pedofilia all'interno della Chiesa cattolica. Inoltre l’autore prende in esame diversi aspetti abbastanza ambigui del cattolicesimo con diverse incursioni persino nei "segreti vaticani". Alla fine del saggio vi sono raccolte alcune testimonianze riguardo il tema: chiesa e scandalo pedofilia. “La Chiesa è nuda” di Cristian Porcino è un saggio avvincente come un romanzo, ma arricchito da molte curiosità e da numerose fonti storiche. Un documento di rara intensità».
Dati tecnici del libro:
“La Chiesa è nuda” di Cristian Porcino
pagg: 170
€16,00
ISBN: 9781471649332
In vendita su: www.lulu.com, www.amazon.it, www.amazon.com, www.amazon.co.uk
giovedì 24 febbraio 2011
Chiesa e preti pedofili: tra restaurazione ed autoritarismo si rimpiange Papa Giovanni

di Moreno D'Angelo
pubblicato su "Nuova Società" il 23/02/2011 alle ore 16:32
Cristian Porcino è uno scrittore siciliano. Laureato in filosofia, ha pubblicato diversi lavori che spaziano dai tributi a cantautori italiani e star della musica internazionale come Madonna e Michael Jackson, a temi filosofico-politici, affrontati con una notevole dose di aggressività, come nel caso dell'ultimo suo libro dall'eloquente titolo “La Chiesa è nuda”. Un testo che affronta e documenta in modo impietoso, ma senza valutazioni aprioristicamente preconcette, lo scandalo dei preti pedofili sfociando in dettagli ed aneddoti storici sui cosiddetti “segreti vaticani”. Il testo, molto agile, comprende diverse testimonianze.
Con i papi lei non è per nulla tenero, in particolare con Ratzinger definito “il grande inquisitore”, mentre vi è grande stima verso Papa Giovanni, protagonista del concilio Vaticano II.
«Vero. Io credo che la fede per essere tale non necessiti di gesti plateali o di beatificazioni di massa, come è accaduto fino a qualche anno fa. Io rispetto l’operato di Ratzinger ma bisogna guardare alle azioni di un pontefice con grande criticità; anche se ogni papa si definisce non fallibile e quindi intoccabile. Penso comunque che la semplicità e la grande intuizione di papa Roncalli abbia lasciato un bellissimo ricordo negli animi dei fedeli».
Il Papa ha chiesto scusa, anche se con grande ritardo. Cosa dovrebbe ancora fare la Chiesa?
«Infatti al papa non restava che scusarsi, ma in verità gli scandali risalgano addirittura a pontificati precedenti al suo. Ciò che la Chiesa dovrebbe fare è smettere di poggiare il proprio insegnamento su una tradizione scricchiolante e non consona ai tempi. Sicuramente meno rigidità e più spiritualità donerebbero al cattolicesimo una nuova linfa vitale».
Sul fronte delle aperture su preti sposati, ruolo della donna e questioni etiche, la Chiesa pare ferma o fa timidi passi. Teologi come Vito Mancuso hanno messo in grande risalto la necessità di cambiamenti anche sul piano dei fondamenti sacramentali e dogmi. Sono molti che si sono documentati sulle vere origini di alcuni sacramenti e vangeli.
«La Chiesa rimane ancorata a dei principi che si fondano su una lunga tradizione secolare. Il tentativo di rinnovamento conciliare voluto da Giovanni XXIII è stato in parte tradito. Tutto è ritornato in mano del pontefice romano, e alla comunità cattolica non è rimasto altro che obbedire in silenzio».
Il tema degli abusi dei sacerdoti non sembra che abbia creato grandi problemi nella credibilità della Chiesa in Italia. È piuttosto preoccupante il sostanziale disinteresse che le nuove generazioni mostrano rispetto ai precetti del Vaticano?
«È vero. La Chiesa cattolica ha uno zoccolo duro di fedeli di età media compresa fra i 70 e gli 80 anni. Le vecchie generazioni sono molto più predisposte a tollerare ed a chiudere un occhio, mentre i giovani sono sempre più attenti e meno passivi ai fallimenti istituzionali delle gerarchie vaticane. Dopotutto se si dimostra una certa indifferenza nei confronti della religione è un po’ colpa della Chiesa».
Secondo lei quali processi di innovazione dovrebbe attuare prioritariamente la Chiesa per riprendere forza specie tra le giovani generazioni?
«Io credo che la Chiesa dovrebbe comprendere che l’insegnamento di Gesù era rivolto ad ogni persona dotata di buon senso. Nelle sue parole non vi furono mai condanne di alcun tipo sulla sessualità e il modo di amare i propri simili. Il papa deve ritornare ad ascoltare il popolo, frequentarlo e rinnovare la sua missione. Certamente meno ricchezze e più trasparenza aiuterebbe coloro i quali non vedono le loro azioni in modo del tutto spirituali».
Le difficoltà della Chiesa di Roma coincidono con un momento in cui si riscontra un grande bisogno di spiritualità con un boom di psicosette e fenomeni new age più disparati.
«Il mondo circostante è scosso da episodi di inaudita violenza e ferocia. In quei gesti e dinanzi a così tanto dolore è quasi legittimo dubitare dell’esistenza di Dio. Chi è mentalmente più debole può rimanere accecato dai miraggi millantati da queste nuove psicosette. Ciò che più dispiace è che molte di queste siano di stampo cristiano-cattolico».
Per lei la Chiesa continuerà a perdere il suo ruolo sostanziale diventando solo un riferimento tradizionale-identitario o sono in vista dei cambiamenti?
«I cambiamenti sono sempre in atto, ma perché questi divengano visibili bisognerà attendere un bel po’ di anni. Vi erano delle buone possibilità con il pontificato di Albino Luciani, però purtroppo le sue radici non sono attecchite completamente. I cambiamenti certamente non avverranno con questo pontificato e forse nemmeno con quello successivo».
Resta impressionante il ruolo e l'incidenza politica dei vescovi nel nostro paese e non solo su questioni etiche. Basta vedere il ruolo che assume nelle scuole e della sanità privata. Un fatto che non ha pari in paesi come la Francia e nel resto d'Europa.
«L’Italia è totalmente coinvolta negli umori e nelle decisioni della Santa sede. Nonostante quanto sancito dalla nostra costituzione la Chiesa nelle questioni politiche interne interviene troppo spesso. Non dimentichiamoci che, dopo i patti lateranensi, il governo Craxi riconfermò molte di quelle clausole e siamo rimasti immobili. Soprattutto adesso che si festeggiano i 150 anni dell’unità d’Italia non bisogna dimenticare che all’epoca dei fatti il papa era fermamente contrario a questa unificazione; non vedo quindi perché coinvolgere adesso nelle celebrazioni del 17 marzo le istituzioni ecclesiastiche».
Tutto questo non cancella il ruolo nobile di molti sacerdoti che sono promotori di iniziative assistenziali e di vere e proprie missioni di forte impatto sociale.
«Non ho mai generalizzato; quando parliamo di Chiesa intendiamo il ruolo delle alte gerarchie vaticane. Conosco l’opera di evangelizzazione di moltissimi sacerdoti che sono un vero punto di riferimento per i più giovani. Penso infatti ai missionari o ai salesiani che operano nei quartieri più a rischio delle periferie d’Italia».
Che ruolo dovrebbe avere la Chiesa? Cosa dovrebbe diventare? Non sembra strano che mentre il boom di cattolici si riscontra in Sud America ed in altri paesi del terzo mondo i vertici della Chiesa siano di paesi protestanti?
«La Chiesa protestante, e più precisamente la Comunità Valdese, ha dato dei validi contributi filosofico teologici che nella Chiesa cattolica stentano ancora ad arrivare. Sicuramente una rilettura dei testi sacri contestualizzati nel periodo storico in cui furono scritti agevolerebbe molto le decisioni in campo etico-sessuale. Citando l’illustre cardinale Carlo Maria Martini “Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni”».
La Chiesa è riformabile? Lo spazio per i teologi del dissenso sembra sempre più limitato.
«I margini per un rinnovamento ci sarebbero ma il papa e i suoi cardinali non ammettono un dialogo con i teologi. Coloro i quali desiderano discutere con il pontefice in materia di fede vengono bollati come voci dissidenti e sovversive. Il dialogo e la fede è in mano solamente del pontefice romano. La sua parola è legge. Chi non la pensa in questo modo è invitato cortesemente ad uscire dalla comunità, si pensi al caso del teologo Matthew Fox. Prima forse le voci fuori dal coro venivano arse sul rogo, oggi si cerca di screditarle con ogni mezzo».
Fonte: http://www.nuovasocieta.it/interviste/11741-chiesa-e-preti-pedofili-tra-restaurazione-ed-autoritarismo-si-rimpiange-papa-giovanni.html
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domenica 5 aprile 2009
“Il libro nero del vaticano” di Toni Braschi

Avete presente Il Codice da Vinci di Dan Brown? bene provate a dimenticarlo perché è arrivato sugli scaffali un libro decisamente importante, scritto dal romano Toni Braschi e dal titolo “Il Libro nero del Vaticano” per Edizioni Libreria Croce. A differenza del libro di Dan Brown, questo non è un romanzo ma un vero e proprio resoconto dettagliato sull’attività della chiesa Cattolica dagli inizi della propria missione ad oggi. Un libro che non ha l’intento di scalfire la religiosità dei lettori, ma che altresì, vuole rendere più consapevoli sulle contraddizioni storiche del vaticano. Troppo spesso si dimentica che la chiesa in quanto istituzione è un complesso gerarchico di funzioni terrene che si dimenano quotidianamente con la politica, l’economia etc. Quindi la chiesa essendo gestita dagli uomini non può esimersi da un confronto diretto con la storia. L’autore del libro ripercorre scandali epocali quali il falso lascito di Costantino, le turpi crociate, i tribunali dell’inquisizione fino a giungere alla morte improvvisa di Albino Luciani ovvero papa Giovanni Paolo I e agli scandali dello IOR (banca del Vaticano). Braschi racconta anche dell’attentato a papa Wojtyla, del rapimento di Emanuela Orlandi, fino agli scandali recenti della pedofilia nelle chiese cattoliche. “Il libro nero del vaticano” riesce attraverso le sue 250 pagine a ricostruire le spiacevoli vicende che hanno visto coinvolta la città del vaticano nei suoi millenni di storia. Questo libro non sarà facile da dimenticare una volta letto. Ogni testimonianza è supportata da prove storiche e arricchita da contributi giornalistici e da firme autorevoli del mondo della cultura. “Il libro nero del Vaticano” è in definitiva un libro coraggioso, avvincente e inquietante.
Cristian Porcino
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