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sabato 6 settembre 2025

Buon compleanno Re di Girgenti

 



Caro Andrea,

oggi avissi fattu cent’anni. Cento! E io mi trovo cca, cu 'sta gratitudini ca non si po’ diri tutta cu li paroli.

La tò parola, la tò manera di cuntari, è sempri stata pi mia comu un vantu, un segnu distintivu. Pirchì a verità, Andrea, nuiatri siciliani ‘u sapemu bonu chi voli diri nasciri ‘n un’isula. Non è cosa pi tutti.

U filòsufu Manlio Sgalambro, unu ca mancu iddu si girava i paroli 'n bocca, dissi ca ‘u distino d’un’isula è scrittu d’intra, ‘nta na sustanza esoterica. Comu a diri: o la capisci, o ti scanta. E tu, Andrea, a capisti, e a facisti parrari e sentiri.

La Sicilia, riceva Sgalambro, esisti sulu comu fenominu estèticu. Comu a diri: è vera sulu quannu l’arte la fa pariri tali. Sulu quannu l’occhiu d’un artista, d’un scritturi, d’un pueta, d'un musicista la scodda e la spogghia di tutti li veli, allura sì, ca diventa reali.

E tu, cu li tò cunti, cu Montalbano e tutta ‘a cumpagnia bedda ca ti sei purtatu appressu, ci hai datu ‘stu miraculu. A tò terra, a nostra terra, la fici parrari. L’hai fatta canusciri, apprezzari, amare.


Oggi genti veni di ogni banna: francisi, tideschi, amiricani, cinisi, tutti a caminari ‘nta Vigàta — ca mancu esisti, ma oramai è più vera di tante cità. Vènnunu pi vidiri ‘u munnu tò, e pi sentiri ‘u profumu di 'sta Sicilia tò e nostra.
Quantu mi manca a tu vuci. 
Tu, che non ti facivi manco scalfìri, che cu na taliata sola avevi già capito tutto... E quannu virevi certi ominicchi, certi viddani ca scoccia n'to culu e in giacca e cravatta e u petto gonfio e 'u cervello vacanti, che si cridevano 'u Padreterno e invece manco a scrìviri sapivunu, ti veniva voglia di spiattellaricci nfacci tuttu 'u schifu loro. E lo facivi, senza mancu scusarti. N'arripuddutu 
n'funnu è come a cetti puccidduzzi. U sannu tutti ca u poccu ca cravatta sempre poccu è!
Ti semu debbitori, Andrea.
Pi tuttu chiddu ca scrivisti, pi comu ‘u scrivisti.
E pi comu, puru quannu non c’eri chiù, arristasti cu nuiatri.

Grazzie, e bon compleannu, re di Girgenti.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara


giovedì 25 maggio 2017

L'elzeviro del filosofo impertinente


Si è concluso da poco il salone internazionale del libro di Torino, e nelle bacheche virtuali di molti facebookiari impazzano le foto con i loro autori preferiti. Sinceramente non ho mai compreso questa smania di vedere dal vivo l'autore che più si ammira. Non ho mai ambito a stringergli la mano, farmi un selfie e magari portarmi a casa un autografo personalizzato sulla copia del libro appena sfornato e acquistato. Per quanto mi riguarda incontro quotidianamente i miei scrittori preferiti e lo faccio tramite le pagine dei loro libri. Trascorro del tempo con Amélie Nothomb, Savater, Shakespeare, Mary Shelley, Dostoevskij, Flaubert, Verga, Pirandello, Salinger, Poe, Calvino, Eco, Platone etc., e non mi stanco mai, anzi! La lettura azzera la cronologia. Ogni appuntamento è una delizia per gli occhi e per la mente. Gli incontri non deludono mai le mie aspettative e, cosa più importante, io non deludo le loro. Uno scrittore vive tra le pagine dei suoi libri e non nei firma copie che è costretto a fare per meri accordi editoriali. Ho avuto molti incontri con i miei autori preferiti dettati dal semplice fato. Mi spiego meglio. Anni fa, mentre passeggiavo per le strade di New York, incontrai Stephen King accanto al Gotham cafè, proprio come l'omonimo locale narrato dal re del brivido in Tutto è fatidico. Lui mi guardò e mi sorrise con il suo modo così enigmatico da folletto, e quegli occhietti piccoli che si celavano dietro il vetro degli occhiali. Quel sorriso fu la testimonianza di un incontro tra spiriti affini che si percepiscono senza stupidi convenevoli. Ho intrattenuto un rapporto epistolare molto bello con Luciano De Crescenzo. Sempre a New York ho assistito alla presentazione del libro di Khaled Hosseini e pur avendo acquistato la copia del suo libro rinunciai a farmelo firmare. Ho avuto il piacere di conoscere un anno prima della sua morte, e forse nella sua ultima apparizione pubblica, il filosofo Manlio Sgalambro. Quella volta anch'io restai all'incontro post presentazione per farmi firmare la copia. Non fu però premeditato bensì un'idea di un amico comune, nonché suo editore, che volle presentarci. Luciano De Crescenzo sostiene che per uno scrittore è molto meglio non incontrare i suoi fan, poiché i lettori potrebbero rimanere delusi dall'incontro con il loro beniamino letterario. Io concordo con Luciano. I miti sono come figure sacre, e ci si imbatte in loro soltanto nei lunghi corridoi dell'immaginario. Ma quale domanda potrei mai fare a Whitman o a Wilde? Cosa chiedere a Maupassant o Rimbaud? La mia ammirazione nei loro confronti è talmente smisurata che ringrazio il cielo di non doverli incontrare per non dovermi, a mia volta, ricredere del loro genio. Spesso mi chiedono di presentare i miei libri, e in passato l'ho fatto ma adesso non più. Chi desidera conoscermi può farlo leggendo i miei testi. La mia opera è in vendita ma la mia vita e il mio privato no. Solo ciò che decido di raccontare diventa pubblico. Conoscermi non aggiunge nulla alla magia che ti regala la lettura di un libro. Un libro pessimo non si tramuta in bello solo perché l'autore è carino e magari anche simpatico con noi, e viceversa. Come diceva Marcel Proust: "Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso". Sia ben inteso che non mi paragono minimamente a quei grandi nomi citati prima, non potrei. Dico solo che ho pubblicato anch'io qualche libro ed ho presentato diverse volte i miei volumi in giro per l'Italia, e nonostante i tanti attestati di stima ricevuti continuo a pensare che la mia presenza non ha aggiunto nulla al mio testo. La presentazione del libro celebra solo l'ego dello scrittore e non la sua opera. L'opera di uno scrittore ci dice tutto quello che c'è da sapere, e quello che non ci dice possiamo immaginarcelo da soli. Bisogna valorizzare molto di più l'assenza di uno scrittore e lasciar parlare, invece, la sua essenza racchiusa nell'opera.
"Rivelare l'arte e nascondere l'artista è il fine dell'arte" (Oscar Wilde).


Cristian Porcino

® Riproduzione riservata

martedì 1 settembre 2015

Rassegna stampa libro “Tutta colpa del whisky” di Cristian A. Porcino Ferrara


- “Quel sapore forte che ci apre la mente”: «Forse è tutta colpa del whisky, la bevanda ricavata dalla distillazione di vari cereali fermentati, con cui ci lasciamo andare nei pensieri aperti della nostra mente per sparare a zero sulla quotidianità di tutti i giorni. La mala politica italiana, i personaggi televisivi, strapagati, che invadono i palinsesti per divertire le nostre serate dalla noia assicurata, e per sottolineare il rispetto che abbiamo, l’uno dell’altro, a scandire un semplice saluto che ha tanto da dire. “Il lei è una forma di cortesia in disuso dal significato non solo formale ma davvero sostanziale”. Ne sa qualcosa Cristian A. Porcino Ferrara, l’autore dell’ultima pubblicazione dal titolo: “Tutta colpa del whisky”, edizione Lulu, maggio 2015. Ferrara lo fa con molta naturalezza nel linguaggio, senza fronzoli che possano distogliere il lettore da una lettura arrabbiata e del tutto autentica, quasi a sottolineare la superficialità di certi individui che ostacolano il nostro percorso di vita. L’autore cerca di enfatizzare, in modo irreligioso, il piffero di Rocco Siffredi, il porno divo tanto osannato dalle donne di tutto il mondo, sventolato sull’Isola dei Famosi come gioiello inconsueto per il genere maschile. Come esprimersi con certi termini considerati offensivi o provocatori. Ci sono altri episodi che possono offendere l’opinione pubblica, atteggiamenti ingiuriosi tali da diventare reati. Il libro inizia con una riflessione interiore a tratti poetica, ricordo di un ragazzino sereno immerso nella libertà dell’amore e della pace, innanzitutto nella salvezza del proprio io. Le piccole imperfezioni del creato “Preziosi scampoli di una umanità in divenire”. Cristian A. Porcino Ferrara, cita anche la grande scrittrice Oriana Fallaci, per tutti l’Oriana. Una donna intelligente, forte, indipendente, ruvida, cinica e antipatica allo stesso tempo. Di lei amava il suo coraggio e la libertà con cui affrontava il suo domani. Lo stesso coraggio che difficilmente troveremo nella donna di tutti i giorni». Antonio Agosta (giornalista), recensione pubblicata su: “Alganews” il 04/07/2015

- «Cristian A. Porcino Ferrara, un filosofo senza peli sulla lingua. Si potrà essere d'accordo o non pensarla come lui che poco importa, l'autore di Tutta colpa del Whisky non scende a compromessi con la società e le sue contraddizioni, ipocrisie e falle culturali. Lui vuole essere se stesso, libero e non in vendita. Questo credo sia il messaggio del libro costituito da poesie e prosa. Dare del tu a chiunque diventa per lui una metafora del vivere odierno.
“Il tu è la moneta dei creduloni che vogliono comperarti per due soldi. Hanno infierito sulla mia persona col solo intento di trafugarmi la sacralità del Sapere.“
Porcino Ferrara non accetta l'ipocrisia e trova in Oriana Fallaci la sua musa e a proposito della celebre scrittrice dice:
“Quasi sempre non ero d'accordo con lei, ma leggerla era un vero piacere. Di lei si poteva dire tutto tranne che non era coraggiosa”. Cosa c'entra il whisky? Lo scoprirete leggendo
». Maria Giovanna Farina (filosofa e scrittrice), recensione pubblicata su “L’accento di Socrate” giugno 2015

- “UN "PENSIERO RIFLESSO"... IN UN BICCHIERE DI WHISKY”:
« Filosofia come compagna di vita, come narrazione di se' e non solo del Se', come autobiografia, occasione per raccontarsi, romanzarsi, "poetarsi": questo il filo portante del lavoro di Cristian Porcino, intitolato "Pensiero riflesso". Cioè in vista, confessione scagliata e vibrante, carnale, esplicitata quasi con impudicizia. Urlo di rabbia, anche. Idea non nuova, anzi inserita nel solco della grande tradizione filosofica. Siamo noi contemporanei ad aver confinato la filosofia fra le materie astratte, o forse aride, e in una forma espressiva - quella saggistica - che richiama a un periodare pedante, scolastico e impersonale. Occorre ricordare che per gli antichi era tutto l'opposto? Che Socrate aveva appreso l'arte fra le braccia di Diotima e che i suoi trattati portavano il nome dei suoi allievi? Erano innanzi tutto dialoghi, fra un triclinio e un sospiro di passione. Perché la filosofia è spirito; quindi materia. Rinnova la materia. Non v'è separazione fra i due, ma nobilitazione della seconda grazie alla prima. E per questo Porcino riesce a intessere un inno alla vita malgrado gli schiaffi ricevuti, la considerazione che, in un mondo come l'attuale, il pensiero autentico, composito, "riflesso" (sincero) non solo non è apprezzato ma osteggiato. Si prediligono i tuttologi, che in realtà non dicono nulla, i raccomandati, i salumieri dell'affabulazione. Porcino esordisce con una silloge poetica assai pregevole (a mio parere, la parte migliore del libro) con echi vagamente ungarettiani (da "Sentimento del tempo") dal punto di vista stilistico e tributario, nei contenuti, di Bukowski e Busi. In verità, non ne possiede il disincanto e il cinismo, semmai la dolente passione. Tra le composizioni più riuscite primeggiano "Chi salverà il mondo" e "I maestri dell'esistere" (e tra questi ultimi figurano anche maestre donne, finalmente!), "O-Dio" e la catulliana "Amo e Odio" dove lo scrittore reclama una fede che non ha trovato, ma che gli spetta, in certo senso, di diritto: la fede nell'umano, la speranza. Il discorso prosegue nel suo secondo volume, "Tutta colpa del whisky": in esso Porcino rivendica un sapere "aristocratico" (nel senso etimologico di migliore) che non può essere per la massa, ma per chi riesce a indagarne e apprezzarne la profonda poliedricità (di qui un ironico, ma non troppo, "Elogio del lei" da contrapporre a un tu non più sinonimo di eguaglianza e comunione, ma d'omologazione dozzinale). Un folle, ma non per le folle, come sottolinea in un altro passo. Non è facile uscire dalla spersonalizzazione della società post-consumistica, che dona solo l'illusione di potersi esprimere liberamente, e che invece - lo ha sottolineato di recente Umberto Eco - permette a qualsiasi imbecille di sentirsi un "maître-a-penser". Chi invece orienta la cosiddetta opinione pubblica, e i gusti artistico-letterari, sono sempre roccaforti (fili spinati?) di baroni ben decisi a difendere la loro inespugnabilità. Cristian prova a fendere alcune sane "picconate" col "whisky" del suo sapere, genuino ed entusiasta, col nerbo d'un giovane che malgrado le ferite non è disposto a lasciarsi domare, e spazia dal card. Martini a De Crescenzo ai grandi filosofi orientali - anche in tal senso, la consapevolezza che la Sofia vive pure nell'altra sponda del Mediterraneo, non solo tra le nebbie del Nord o in un malinteso neoclassicismo -. Del resto, Cristian è siciliano: e nessuno sfugge alle proprie radici.» Daniela Tuscano (insegnante e scrittrice), recensione pubblicata su “Il Giornale dell’Etna” agosto 2015


Il libro è in vendita su amazon

martedì 12 maggio 2015

“Tutta colpa del whisky” di Cristian A. Porcino Ferrara

«Leggendo l’ultima opera di Cristian A. Porcino Ferrara, ci sembra di conoscere un po’ meglio l’autore che si è sempre dimostrato anticonformista, disinibito e forbito nel linguaggio, solitario ma anche libero nei pensieri. “Tutta colpa del whisky” ha un fil rouge con i testi e lo stile di vita dello scrittore contemporaneo Charles Bukowski. Sicuramente un libro coraggioso e potente in grado di scuotere l’animo del lettore» Viviana Cosentino (giornalista).
Dettaglio libro: “Tutta colpa del Whisky” di Cristian A. Porcino Ferrara, Lulu Edition, pp. 94, Isbn: 978-1-326-27413-9, € 10,00. In vendita su lulu.com e www.amazon.it

giovedì 4 settembre 2014

Uscita la nuova edizione del libro “La solitudine non va mai in vacanza” di Cristian Porcino

Uscita la nuova edizione del libro “La solitudine non va mai in vacanza” di Cristian Porcino. Con prefazione di Salvatore Scalisi: «L’autore con penna veramente felice, ci fa riflettere sulle mille sfaccettature dell’animo umano e sui tanti miti creati da varie culture che influiscono negativamente o positivamente su ognuno di noi». Dati tecnici del libro: “La solitudine non va mai in vacanza” di Cristian Porcino, Lulu Edition, pp. 150, € 13,00, Isbn:, in vendita su lulu.com, amazon.it, amazon.com, etc

martedì 2 settembre 2014

In vendita la nuova edizione del libro "Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi" di Cristian Porcino

In vendita la nuova edizione del libro "Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi" di Cristian Porcino. (Nuova Edizione) Con prefazione della giornalista Viviana Cosentino: «Questo lavoro denuncia l’inutile orrore prodotto dalla pena di morte e difende il valore inalienabile della persona umana. Il libro, con la sua carica di verità, scuote il lettore dal torpore quasi cinico in cui è precipitato a causa della spettacolarizzazione della morte offerta dai mass media.» Dati tecnici del libro: “Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi” di Cristian Porcino, Lulu Edition, pp. 226, codice Isbn: 978-1-326-00455-2, € 13,00. Il libro è in vendita su lulu.com, amazon.it, amazon.com, ecc

lunedì 28 luglio 2014

Versione eBook del romanzo "Un'altra vita" di Cristian Porcino

“Un’altra Vita” di Cristian Porcino, Nuova Edizione. Dalla prefazione di Daniela Tuscano: “Un breve e intenso itinerario alla scoperta di se', l'ingresso nell'età adulta, il coraggio della verità, la voglia di sorprendersi e di osare, un “lieto fine” aperto a un futuro incognito e fascinoso: questo e molto di più è "Un'altra vita", il romanzo di Cristian Porcino uscito oggi in una nuova edizione”. Dati tecnici del libro: “Un’altra vita” di Cristian Porcino, Lulu Edition, pp. 124, formato eBook € 5,00. In vendita su: www.lulu.com.

Nuova edizione del romanzo “Un’altra Vita” di Cristian Porcino

“Un’altra Vita” di Cristian Porcino, Nuova Edizione. Dalla prefazione di Daniela Tuscano: “Un breve e intenso itinerario alla scoperta di se', l'ingresso nell'età adulta, il coraggio della verità, la voglia di sorprendersi e di osare, un “lieto fine” aperto a un futuro incognito e fascinoso: questo e molto di più è "Un'altra vita", il romanzo di Cristian Porcino uscito oggi in una nuova edizione”. Dati tecnici del libro: “Un’altra vita” di Cristian Porcino, Lulu Edition, pp. 124, formato cartaceo € 14,00, codice Isbn: 978-1-291-96493-6. in vendita su: www.lulu.com, www.amazon.it, ww.amazon.com, etc.

mercoledì 2 marzo 2011

"Sono nato troppo tardi per un mondo troppo vecchio" di Cristian Porcino


I testi di Cristian Porcino si situano in un regno che confina con la poesia, ma si trova invece in un altrove indefinibile. La musica interiore di Porcino si nutre di forti emozioni che diventa in queste pagine, dei canti non orchestrati ma riproducibili attraverso la musica dell’intelletto. Alcuni di questi versi non hanno nulla da invidiare al cantautorato italiano e internazionale degli ultimi cinquant’anni. La sua opera vive lontano dai clangori della modernità e si rifugia all’interno di un vasto scrittorio bibliografico di memoria pirandelliana. Ogni testo racconta una storia e in quella trama si avverte la drammaturgia di chi sceglie il verso anziché la prosa per narrare un fatto.

Dati tecnici del libro:
"Sono nato troppo tardi per un mondo troppo vecchio" di Cristian Porcino
pagg.167
€12.56
ISBN: 978-1-4466-2885-0

Il libro può essere acquistato presso i seguenti siti internet: www.lulu.com, www.amazon.com, www.amazon.uk