
(“L’altra mammella delle vacche amiche” di Aldo Busi, Marsilio, pp. 467, € 18,00).
Non è una semplice riscrittura dell'opera precedente ma, per l'appunto, l'altra mammella delle vacche amiche. Un'altra fonte dove attingere la linfa vitale del romanzo contemporaneo italiano. Questi squarci di egolatria presenti nel testo non sono casuali, bensì voluti. Lo scrittore racconta il mondo attraverso di sé e per farlo, in quanto narratore onnisciente, ingloba tutto nella sua esposizione. Aldo Busi non spaccia finto altruismo per mascherare tracce della sua personalità. Non scrive mica per compiacere editori, lettori, partiti o parrocchie. Busi è come l'aglio, o piace o lo si disprezza. Questo Diabolus della letteratura italiana che con il suo stile a tratti abrasivo diventa oggetto di contestazione, in verità ha ridato prestigio alla nostra lingua. Solitamente chi lo attacca e lo considera infèsto è perché non lo capisce e non gli perdona di essere un cavallo di razza indomabile e geniale. Con il suo ardore illuminista e laico fino al midollo lo scrittore monteclarense denuncia lo scandalo che si annida dietro la religione. Oltre l’apparente rispetto di divinità innalzate al culto troviamo, invece, una negazione della sacralità dell'umano in quanto tale e non come una creatura creata da un Dio a propria immagine e somiglianza. Busi si fa paladino di un diritto alla vita e si scaglia contro i deliri funesti e insensati professati da ogni fede, e proclamati dai suoi rappresentanti terreni presenti in ogni luogo. Qui non è la trama che si fa scrittura ma la scrittura che diventa trama. “Amare per sempre attraverso la carta che scrivi o che leggi non è meno intenso e incomprensibile dell’amare attraverso il cuore del momento. Tutto, ma proprio tutto, è così reale!”. In definitiva un romanzo che riscatta la Cultura dalla mediocrità dei bestelleristi che dominano le classifiche.
Cristian Porcino
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(“Ti voglio bene assai. Storia (e filosofia) della canzone napoletana” di Luciano De Crescenzo, Mondadori, pp. 140, € 17,00).
In questo nuovo progetto editoriale Luciano De Crescenzo omaggia la canzone napoletana suddividendo il libro in due parti. Nella prima sezione troviamo una carrellata di date e personaggi storici, mentre nella seconda alcune descrizioni delle canzoni più amate dal filosofo partenopeo. Troviamo “ ‘O sole mio”, “Era de maggio”, “Malafemmena” e tante altre. Ad ognuna di queste Luciano associa i ricordi dei suoi primi innamoramenti e le relative delusioni d’amore. Con il solito stile diretto e ironico l’autore ci fa scoprire la filosofia che si cela dietro la storia della canzone napoletana apprezzata e interpretata in tutto il mondo. “È come se le canzoni fossero dei tamburi emozionali che influenzano il battito del nostro cuore. Quando siamo felici, il battito accelera e ci regala un ritmo scanzonato, quando siamo un po' tristi, invece, il battito rallenta e prende la forma di una malinconica nenia. Ci consolano, sono una specie di medicina, un antinfiammatorio dell'anima. Persino Platone e Aristotele erano convinti che l'arte della musica potesse ristabilire l'equilibrio interiore e in alcuni casi incidere sulla morale dell'individuo”. Si nota, però, la mancanza di un capolavoro come “Napule è” di Pino Daniele.
In definitiva un testo assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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(“Il nome di Dio è Misericordia” di papa Francesco e Andrea Tornielli, Piemme, pp. 113, € 15,00).
Roberto Benigni durante la presentazione del volume ha detto: “Questo libro è come avere il Papa in tasca. Siete alla stazione e il treno è in ritardo? Leggetelo 10 minuti è come parlare con lui”. In effetti, la sensazione che ricava il lettore da quest’appassionante conversazione è proprio quella di trovarsi di fronte al pontefice. Fortunatamente sono lontani i tempi in cui i libri dei papi emanavano quel sentore di distacco e di rigidità. Il vaticanista Andrea Tornielli porge a Bergoglio delle domande dirette, concrete e il papa risponde con altrettanta sincerità e concretezza. È come assistere, quindi, ad un dialogo dal vivo in cui anche i lettori siedono nella stanza insieme al giornalista e al pontefice. L’argomento principale è la Misericordia e l’origine del Giubileo straordinario indetto da Francesco ma si toccano anche altre tematiche come la corruzione, l’emarginazione e la missione della Chiesa. Dice Francesco: “La Chiesa non è al mondo per condannare, ma per permettere l’incontro con quell’amore viscerale che è la misericordia di Dio. Perché ciò accada, è necessario uscire. Uscire dalle chiese e dalle parrocchie, uscire e andare a cercare le persone là dove vivono, dove soffrono, dove sperano”. In definitiva un libro da leggere assolutamente.
Cristian Porcino
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(“La biblioteca ritrovata. Percorsi di lettura gay nel mondo contemporaneo” di Francesco Gnerre, Rogas Edizioni, pp. 390, € 19,50).
L’ignoranza genera mostri e semina odio. Il saggio di Francesco Gnerre sopperisce ad una grave mancanza culturale. L’autore, infatti, ricerca e assembla un’intera biblioteca rivolta non solo alle persone omosessuali ma a tutti. Questo libro scardina gli stereotipi di stampo sessuale, e al contempo consegna al lettore un’opera libera che educa e spinge a combattere le varie forme di omofobia. In compagnia di Lord Byron, Rimbaud, Kerouac, Cameron, Cunningham etc., ci s’immerge in un universo letterario, vero patrimonio dell’umanità intera.
Come si legge nella prefazione: ‛L’idea che si tratti di letteratura settoriale e marginale nasce dal pregiudizio, ancora difficile da sradicare, che rappresentare ciò che succede a un uomo e una donna appartenga alla “natura umana” e “universale”, mentre parlare di ciò che succede a due uomini o a due donne resti nel particolare e nel settoriale’. In definitiva un libro assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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(“Traslocando. È andata così” di Loredana Bertè, Rizzoli, pp. 252, € 18,00).
La biografia di Loredana Bertè poteva benissimo intitolarsi “Una vita contro”, in quanto la cantante ha sempre lottato contro qualcosa e qualcuno. Prima si è scontrata con la famiglia d’origine, poi con il mercato discografico, e infine contro una vita che dopo mille successi le ha riservato dolori e dispiaceri. Ma non lasciatevi ingannare da questa premessa, nel libro non c’è ombra di vittimismo. Loredana Bertè, da vera guerriera, racconta tutto con un’incazzatura che la rende l’unica vera cantante rock del panorama musicale italiano. In queste confessioni a cuore aperto con Malcom Pagani la cantante rievoca frammenti di vita e personaggi come Mick Jagger, Hendrix, Andy Warhol e molti altri incontrati lungo la sua carriera. Con un incipit decisamente agguerrito Loredana afferma: “Sono cresciuta con la regola del niente. Niente giocattoli. Niente bambole. Niente regali. Niente ricorrenze. Niente di niente”. In definitiva un libro che svela molti lati nascosti di una rocker davvero inimitabile.
Cristian Porcino
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Stracciarsi le vesti, come fanno in molti, dopo aver ascoltato le parole di Bergoglio contro le unioni civili è un atteggiamento alquanto ipocrita. Il pontefice non poteva dire diversamente. Da lui ci si aspettava proprio questo. Non è compito del papa o della chiesa riconoscere i diritti civili. Come ha ben ricordato la senatrice PD Monica Cirinnà il papa fa semplicemente il suo mestiere, mentre i politici devono fare il loro. Le due posizioni, quella della Chiesa e quella dello Stato, non devono mai sovrapporsi in alcun modo. L’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro sosteneva che: “La chiesa ha il diritto di parlare sempre, ma ha il dovere di rispettare la libertà, in particolare dei parlamentari […]. Come cattolico ho il dovere di ubbidire alla chiesa nella dottrina e nella morale, ma come italiano il parlamentare ha il dovere di ubbidire alla Carta costituzionale”. Lo Stato deve legiferare in totale autonomia senza aspettarsi forme di endorsement da parte del Vaticano. Tutto il resto è noia!
Cristian Porcino
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(“Anno Santo. Un’“invenzione” spettacolare” di Giovanni Miccoli, Carocci Editore, pp. 142, € 12,00).
Il 2016 può considerarsi, a tutti gli effetti, l’anno del Giubileo straordinario indetto da papa Francesco. Il volume di Giovanni Miccoli, professore emerito di Storia della Chiesa, ci racconta nel dettaglio la nascita dell’Istituzione giubilare attraverso il primo Anno Santo della storia voluto e inventato da Bonifacio VIII. L’autore ci accompagna lungo i diversi giubilei proclamati in più di settecento anni, e c’invita a scoprire i significati e le differenze fra i giubilei passati e quello voluto proprio dall’attuale pontefice. Le differenze ci sono ed esistono. Infatti Bergoglio ha scelto di aprire l’anno santo proprio l’8 dicembre 2015, anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Come scrive Miccoli: “Scegliere tale ricorrenza per l’inizio del giubileo corrisponde, secondo Francesco, al «bisogno» che la Chiesa sente «di mantenere vivo quell’evento», con il quale «iniziava un nuovo percorso della sua storia»”. In definitiva un volume autorevole scritto con passione e chiarezza. Assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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