(“Perché ci ostiniamo” di Fredrik Sjöberg, Iperborea, pp. 184, € 16,50).
Fredrik Sjöberg, entomologo di professione, allestisce scenari letterari dove interagiscono piante, insetti e umani. All’interno del libro troviamo una curiosa quanto interessante analisi sul collezionismo che ci porta ad una delle scoperte più importanti dell’uomo: la borsa. Se inizi a conoscere e selezionare le cose per metterle in borsa allora il tuo sapere incomincia a prendere sostanzialmente forma. Secondo Lasse Berg, la borsa ci rende umani! Tra pennellate poetiche e suggestive evocazioni Sjöberg conduce il lettore in un viaggio dentro l’essenza della nostra esistenza.
In definitiva una lettura consigliata.
Cristian Porcino
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In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
domenica 2 dicembre 2018
sabato 1 dicembre 2018
“Mussolini, il primo fascista” di Hans Woller
(“Mussolini, il primo fascista” di Hans Woller, Carocci, pp. 331, € 28,00).
Hans Woller scandaglia a fondo la figura del dittatore romagnolo e non tralascia di riportare testimonianze poco conosciute o inedite come i diari di Claretta Petacci e Joseph Goebbels. Woller ci racconta con estrema accuratezza diversi aspetti di Mussolini e la genesi della sua terrificante ideologia razzista e totalitaria. Lo storico tedesco definisce Mussolini come un uomo caratterizzato da una smania carrieristica insaziabile “da sempre affamato di successi e pronto a eliminare brutalmente ogni rivale sul suo cammino (...). Ambizioso, vanitoso, immodesto fino al culto di sé stesso”.
Purtroppo in Italia si continua ad alimentare in modo criminoso tale culto e a idolatrare il criminale di guerra Mussolini con una propaganda di bassa lega. La destra più radicale si rifà ancora alle sue parole e non prende mai le distanze da Benito Mussolini. Questo è emerso nettamente anche dal film di Luca Miniero Sono tornato in cui si palesa un’Italia inquietante che simpatizza apertamente con lo spettro di Mussolini. L’attore Massimo Popolizio ha raccontato in un’intervista: “Durante le riprese, io sempre in divisa da Mussolini, passavamo per strada con la macchina scoperta e c’era gente che ci salutava col saluto romano, ragazzi che ci seguivano in moto gridando ‘finalmente sei tornato’. Pensi che quando in Germania giravano l’originale con il finto Hitler, la gente per strada si scansava, qui da noi ero circondato da fan, la gente coi telefonini che voleva farsi la foto accanto a me...”.
A mio avviso in Italia il fascismo è stato liquidato fin troppo in fretta e in modo approssimativo. Tale superficialità ha prodotto nella popolazione un sentimento ingiustificato di indulgenza nei confronti del duce e i suoi crimini. Il fascismo è stato un cancro che ha divorato il nostro paese e non possiamo permettere che tale ideologia si riproponga con nuove modalità. “Il Fascismo va fermato a tempo. Il Fascismo è un vacillo mutante, può tornare. La strategia della paura fa il suo effetto, ogni giorno, il momento è molto pericoloso. C'è una voglia di fascismo in tutta Europa e bisogna stare molto attenti" (Andrea Camilleri).
In definitiva un libro da leggere assolutamente.
Cristian Porcino
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Hans Woller scandaglia a fondo la figura del dittatore romagnolo e non tralascia di riportare testimonianze poco conosciute o inedite come i diari di Claretta Petacci e Joseph Goebbels. Woller ci racconta con estrema accuratezza diversi aspetti di Mussolini e la genesi della sua terrificante ideologia razzista e totalitaria. Lo storico tedesco definisce Mussolini come un uomo caratterizzato da una smania carrieristica insaziabile “da sempre affamato di successi e pronto a eliminare brutalmente ogni rivale sul suo cammino (...). Ambizioso, vanitoso, immodesto fino al culto di sé stesso”.
Purtroppo in Italia si continua ad alimentare in modo criminoso tale culto e a idolatrare il criminale di guerra Mussolini con una propaganda di bassa lega. La destra più radicale si rifà ancora alle sue parole e non prende mai le distanze da Benito Mussolini. Questo è emerso nettamente anche dal film di Luca Miniero Sono tornato in cui si palesa un’Italia inquietante che simpatizza apertamente con lo spettro di Mussolini. L’attore Massimo Popolizio ha raccontato in un’intervista: “Durante le riprese, io sempre in divisa da Mussolini, passavamo per strada con la macchina scoperta e c’era gente che ci salutava col saluto romano, ragazzi che ci seguivano in moto gridando ‘finalmente sei tornato’. Pensi che quando in Germania giravano l’originale con il finto Hitler, la gente per strada si scansava, qui da noi ero circondato da fan, la gente coi telefonini che voleva farsi la foto accanto a me...”.
A mio avviso in Italia il fascismo è stato liquidato fin troppo in fretta e in modo approssimativo. Tale superficialità ha prodotto nella popolazione un sentimento ingiustificato di indulgenza nei confronti del duce e i suoi crimini. Il fascismo è stato un cancro che ha divorato il nostro paese e non possiamo permettere che tale ideologia si riproponga con nuove modalità. “Il Fascismo va fermato a tempo. Il Fascismo è un vacillo mutante, può tornare. La strategia della paura fa il suo effetto, ogni giorno, il momento è molto pericoloso. C'è una voglia di fascismo in tutta Europa e bisogna stare molto attenti" (Andrea Camilleri).
In definitiva un libro da leggere assolutamente.
Cristian Porcino
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mercoledì 21 novembre 2018
Il coraggio delle idee
Il 2018 volge al termine e ad oggi sono più di 70 le donne assassinate in Italia proprio perché donne. I continui e recenti avvenimenti mi hanno spinta a leggere il libro “Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne” e a sottolineare l’importanza e l’urgenza di quanto ben espresso dall’autore.
Ho divorato il libro in pochi giorni poiché il saggio ha una scrittura semplice ed avvolgente allo stesso tempo.
Il contesto storico in cui viviamo continua ad alimentare fenomeni non più isolati di omofobia e violenza sulle donne. Noi donne lottiamo continuamente per affermarci in una società di stampo patriarcale che non conosce vergogna. Portiamo avanti una rivoluzione non solo per noi ma per le nostre figlie e i nostri figli. Proprio per questo ho apprezzato il coraggio di Cristian A. Porcino Ferrara nel tributare un omaggio sentito alla battaglia quotidiana di noi donne contro preconcetti e stereotipi consolidati da secoli. Una battaglia che non conosce sosta perché ad ogni legislatura e in ogni parte del mondo c’è sempre un decreto legge o un politicante che tenta di limitare o annientare diritti già acquisiti. Ma i diritti non appartengono ad una categoria o una corrente politica bensì al genere umano. Pertanto vigiliamo costantemente per non permettere mai a nessun altro di gestire non solo il nostro corpo ma la nostra mente e i nostri diritti.
“I diritti umani sono i diritti delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani, una volta per tutte” (Hillary Clinton).
Caterina Castiglione
Ho divorato il libro in pochi giorni poiché il saggio ha una scrittura semplice ed avvolgente allo stesso tempo.
Il contesto storico in cui viviamo continua ad alimentare fenomeni non più isolati di omofobia e violenza sulle donne. Noi donne lottiamo continuamente per affermarci in una società di stampo patriarcale che non conosce vergogna. Portiamo avanti una rivoluzione non solo per noi ma per le nostre figlie e i nostri figli. Proprio per questo ho apprezzato il coraggio di Cristian A. Porcino Ferrara nel tributare un omaggio sentito alla battaglia quotidiana di noi donne contro preconcetti e stereotipi consolidati da secoli. Una battaglia che non conosce sosta perché ad ogni legislatura e in ogni parte del mondo c’è sempre un decreto legge o un politicante che tenta di limitare o annientare diritti già acquisiti. Ma i diritti non appartengono ad una categoria o una corrente politica bensì al genere umano. Pertanto vigiliamo costantemente per non permettere mai a nessun altro di gestire non solo il nostro corpo ma la nostra mente e i nostri diritti.
“I diritti umani sono i diritti delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani, una volta per tutte” (Hillary Clinton).
Caterina Castiglione
giovedì 8 novembre 2018
“Il volo dell’Aquila” di Jiddu Krishnamurti
(“Il volo dell’Aquila” di Jiddu Krishnamurti, Edizioni Il Punto d’Incontro, pp. 185, € 12,90).
Il libro raccoglie alcune conferenze che Jiddu Krishnamurti tenne nel 1969 a Londra, Parigi, Saanen e Amsterdam. Il filosofo indiano attacca le sovrastrutture che appesantiscono le nostre esistenze. Il nostro modo di agire e pensare è il frutto di una serie di condizionamenti imparati sin da piccoli. A causa di ciò non riusciamo più a vivere e riproduciamo nella quotidianità un modello malsano. Oggi facciamo parte di un contesto sociale in cui è necessario definirsi, catalogarsi per essere pienamente accettati. In qualche modo se non ti definisci non esisti! Krishnamurti ci ricorda che noi non sappiamo proprio nulla di noi stessi, e di conseguenza non possiamo nemmeno vivere con consapevolezza. È importante comprendere che: “Per indagare ci deve essere la libertà di osservare; ci deve essere la libertà dal pregiudizio, da deduzioni, concetti, ideali, preconcetti”.
In definitiva una lettura assolutamente consigliata.
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata
Il libro raccoglie alcune conferenze che Jiddu Krishnamurti tenne nel 1969 a Londra, Parigi, Saanen e Amsterdam. Il filosofo indiano attacca le sovrastrutture che appesantiscono le nostre esistenze. Il nostro modo di agire e pensare è il frutto di una serie di condizionamenti imparati sin da piccoli. A causa di ciò non riusciamo più a vivere e riproduciamo nella quotidianità un modello malsano. Oggi facciamo parte di un contesto sociale in cui è necessario definirsi, catalogarsi per essere pienamente accettati. In qualche modo se non ti definisci non esisti! Krishnamurti ci ricorda che noi non sappiamo proprio nulla di noi stessi, e di conseguenza non possiamo nemmeno vivere con consapevolezza. È importante comprendere che: “Per indagare ci deve essere la libertà di osservare; ci deve essere la libertà dal pregiudizio, da deduzioni, concetti, ideali, preconcetti”.
In definitiva una lettura assolutamente consigliata.
Cristian Porcino
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mercoledì 7 novembre 2018
“Mostri: la storia e le storie” di Lorenzo Montemagno Ciseri
(“Mostri: la storia e le storie” di Lorenzo Montemagno Ciseri, Carocci, pp. 191, € 15,00).
Fin dalla notte dei tempi l’essere umano ha avvertito la necessità di creare dei mostri in cui credere per esorcizzare le proprie paure. La mitologia, le religioni hanno dato vita a figure mostruose da temere o venerare a seconda dei casi. Alle figure frutto dell’invenzione si contrappongono però esseri in carne ossa generati da madre natura. Lorenzo Montemagno Ciseri si occupa di ripercorrere la storia della teratologia e lo fa con un’opera divulgativa davvero impeccabile. Come scrive l’autore nel libro: “Potrebbe sembrare banale ma è proprio così. Ogni mostro è vero a metà, come le favole; dipende tutto dalla prospettiva dalla quale lo osserviamo e dalla nostra volontà di crederci”. In una società in cui si invocano continuamente mostri inesistenti per nascondere le mostruosità dell’anima mi sovviene il testo di una canzone di Giorgio Gaber che fa: “I mostri che abbiamo dentro silenziosi e insinuanti sono il gene egoista che senza complimenti domina e conquista (...) La nostra vita civile la nostra idea di giustizia e uguaglianza la convivenza sociale è minacciata dai mostri che sono la nostra sostanza”.
Nel saggio in questione troviamo una lunga sequela di volti e di corpi mostruosi come l’uomo elefante, i gemelli Colloredo, il mitico Polifemo, la chimera e molto altro.
In definitiva un libro da non perdere assolutamente.
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata
Fin dalla notte dei tempi l’essere umano ha avvertito la necessità di creare dei mostri in cui credere per esorcizzare le proprie paure. La mitologia, le religioni hanno dato vita a figure mostruose da temere o venerare a seconda dei casi. Alle figure frutto dell’invenzione si contrappongono però esseri in carne ossa generati da madre natura. Lorenzo Montemagno Ciseri si occupa di ripercorrere la storia della teratologia e lo fa con un’opera divulgativa davvero impeccabile. Come scrive l’autore nel libro: “Potrebbe sembrare banale ma è proprio così. Ogni mostro è vero a metà, come le favole; dipende tutto dalla prospettiva dalla quale lo osserviamo e dalla nostra volontà di crederci”. In una società in cui si invocano continuamente mostri inesistenti per nascondere le mostruosità dell’anima mi sovviene il testo di una canzone di Giorgio Gaber che fa: “I mostri che abbiamo dentro silenziosi e insinuanti sono il gene egoista che senza complimenti domina e conquista (...) La nostra vita civile la nostra idea di giustizia e uguaglianza la convivenza sociale è minacciata dai mostri che sono la nostra sostanza”.
Nel saggio in questione troviamo una lunga sequela di volti e di corpi mostruosi come l’uomo elefante, i gemelli Colloredo, il mitico Polifemo, la chimera e molto altro.
In definitiva un libro da non perdere assolutamente.
Cristian Porcino
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martedì 6 novembre 2018
“Per un bacio d’amor” di Ranieri Polese
(“Per un bacio d’amor” di Ranieri Polese, Archinto, pp. 128, € 14,00).
Il saggio di Ranieri Polese ricostruisce la presenza dei baci nella canzone italiana. L’autore esamina diversi brani musicali che coprono un arco temporale che va dal 1920 ad oggi. I testi delle canzoni di un tempo rivelano una forte connotazione sessista e machista, e l’assoluta predominanza di stereotipi e pregiudizi riguardo l’universo femminile. Purtroppo dispiace non trovare nell’accurato e interessantissimo volume di Polese nessun riferimento a Renato Zero, uno dei cantautori più importanti della nostra musica. Mi sovviene il ricordo di almeno tre brani in cui Zero ha raccontato di baci: Motel, l’Italiana e Ambulante, e riguardo la masturbazione: Amaro Medley e Fai da te.
Come scrive nella prefazione l’autore: “In realtà i baci, come le lucciole, non sono scomparsi del tutto (del resto Sanremo non esaurisce tutta la produzione di canzoni). Il bacio, però, ha perso la sua centralità nel discorso amoroso per parole e musica, quella che ha avuto nel periodo 1930-1970, quando non c’era quasi canzone d’amore senza bacio”.
Alla fine del libro trovate tre deliziose interviste a Giuseppe Antonelli, Marta Boneschi e Federico Moccia.
Da leggere assolutamente.
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata
Il saggio di Ranieri Polese ricostruisce la presenza dei baci nella canzone italiana. L’autore esamina diversi brani musicali che coprono un arco temporale che va dal 1920 ad oggi. I testi delle canzoni di un tempo rivelano una forte connotazione sessista e machista, e l’assoluta predominanza di stereotipi e pregiudizi riguardo l’universo femminile. Purtroppo dispiace non trovare nell’accurato e interessantissimo volume di Polese nessun riferimento a Renato Zero, uno dei cantautori più importanti della nostra musica. Mi sovviene il ricordo di almeno tre brani in cui Zero ha raccontato di baci: Motel, l’Italiana e Ambulante, e riguardo la masturbazione: Amaro Medley e Fai da te.
Come scrive nella prefazione l’autore: “In realtà i baci, come le lucciole, non sono scomparsi del tutto (del resto Sanremo non esaurisce tutta la produzione di canzoni). Il bacio, però, ha perso la sua centralità nel discorso amoroso per parole e musica, quella che ha avuto nel periodo 1930-1970, quando non c’era quasi canzone d’amore senza bacio”.
Alla fine del libro trovate tre deliziose interviste a Giuseppe Antonelli, Marta Boneschi e Federico Moccia.
Da leggere assolutamente.
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Ranieri Polese
mercoledì 3 ottobre 2018
“Di notte” di Mercedes Lauenstein
(“Di notte” di Mercedes Lauenstein, Voland, pp. 173, € 16,00).
L’opera d’esordio di Mercedes Lauenstein racconta l’inquietudine di chi la notte non dorme e insegue il silenzio assordante del buio. Una ragazza di cui non conosciamo il nome vaga ogni notte per le vie di Monaco in cerca di esseri umani con cui condividere la propria solitudine. Venticinque storie di individui che si confessano con la protagonista del romanzo. Delusioni d’amore, conflitti esistenziali ed elucubrazioni filosofiche fanno da scenario al delizioso romanzo di Lauenstein.
“Mi invento un nome a ogni visita. Spesso riesco perfino a evitare di doverlo dire, basta parlare tanto. Alcuni nemmeno mi chiedono come mi chiamo. Come se questo di notte non avesse importanza”.
In definitiva un libro assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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L’opera d’esordio di Mercedes Lauenstein racconta l’inquietudine di chi la notte non dorme e insegue il silenzio assordante del buio. Una ragazza di cui non conosciamo il nome vaga ogni notte per le vie di Monaco in cerca di esseri umani con cui condividere la propria solitudine. Venticinque storie di individui che si confessano con la protagonista del romanzo. Delusioni d’amore, conflitti esistenziali ed elucubrazioni filosofiche fanno da scenario al delizioso romanzo di Lauenstein.
“Mi invento un nome a ogni visita. Spesso riesco perfino a evitare di doverlo dire, basta parlare tanto. Alcuni nemmeno mi chiedono come mi chiamo. Come se questo di notte non avesse importanza”.
In definitiva un libro assolutamente consigliato.
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