lunedì 4 maggio 2026

Obliquo Presente: cronaca di un’emozione a Cagliari


 


(CAGLIARI) Ieri sera il Rainbow City è stato molto più di una semplice tappa: è stato uno spazio di resistenza, ascolto e condivisione. Ho vissuto la prima presentazione di "Obliquo Presente" fuori dalla Sicilia, nonché l'unica data prevista — almeno per il momento — in terra sarda. Portare il mio percorso di consapevolezza e di lotta alla discriminazione a Cagliari, una città che amo e che sento ormai come una seconda casa, ha reso ogni parola più densa, ogni scambio più profondo.

​È stata una serata intensa, trascorsa in un’atmosfera così accogliente da farmi sentire come tra amici, in quel clima di fiducia dove il pensiero può finalmente circolare libero.



La discriminazione come barriera invisibile


​Durante l'incontro, ci siamo soffermati su come la discriminazione non sia sempre un atto eclatante, ma un veleno che mina silenziosamente le nostre relazioni sociali, con ripercussioni pesanti, talvolta devastanti, anche sui posti di lavoro e nella quotidianità. Prendere consapevolezza del linguaggio che ci discrimina è il primo, fondamentale passo: le parole che usiamo (o che subiamo) sono strutture di potere. Decostruirle è l'unico modo per combattere un nemico comune che ci vorrebbe invisibili o, peggio, silenziosi.



​Un dibattito politico e necessario


​Il cuore del dibattito è stato politico, nel senso più nobile e ampio del termine: quello che riguarda il vissuto dei corpi e l'identità delle persone. Abbiamo esplorato alcuni dei nodi centrali del mio libro:



​- Scuola e rimozione: Abbiamo riflettuto su come l’istituzione scolastica operi spesso una cancellazione sistematica dei nostri sentimenti. I libri di testo, troppo spesso ancora ancorati a narrazioni eteronormative, machiste e sessiste, ignorano le nostre esistenze, privando le nuove generazioni degli strumenti necessari per comprendersi e rispettarsi.



- Coming out e pregiudizio: Ci siamo interrogati sulle barriere, culturali e strutturali, che ancora oggi ostacolano il percorso di piena realizzazione di un individuo in ogni ambito della vita.



​Un ringraziamento speciale va a Luisa ed Elena del Rainbow City Cagliari. Grazie per l'accoglienza calorosa e per il lavoro prezioso che svolgete quotidianamente sul territorio: la vostra realtà è un polmone di libertà necessario.



Grazie a Cagliari per aver abbracciato questa mia tappa isolana con un calore e una partecipazione così autentica. La strada verso la consapevolezza è lunga, ma non si ferma.














martedì 28 aprile 2026

Dialoghi sul presente: ci vediamo a Cagliari

 


Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, ci vediamo a Rainbow City (Cagliari) per parlare di Obliquo Presente.

Sarà un dialogo aperto sulla discriminazione in ogni sua forma; sulla forza e la resilienza necessarie per reagire; sul diritto fondamentale di amare senza doversi nascondere. Parleremo di insegnamento e di questo presente obliquo che ci attraversa.

Vi aspetto per confrontarci insieme.

lunedì 20 aprile 2026

Presentazione a Cagliari di "Obliquo Presente": dissenso, educazione e libertà nel tempo dell’odio

 



Viviamo in un tempo in cui il rumore copre il pensiero e l’odio sembra correre più veloce del dialogo. In questo scenario, sorgono spontanee due domande:
È possibile stare nel presente senza piegarsi?
È possibile dissentire senza essere messi a tacere?

Domenica 3 maggio, alle ore 19:00, vi aspetto presso Rainbow City a Cagliari per presentare il mio ultimo lavoro: Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.

Di cosa parleremo?
Il libro attraversa il nostro tempo con uno sguardo “obliquo”: critico, necessario. Affronta temi centrali del presente come il dissenso inteso come pratica educativa, il ruolo del linguaggio come spazio di potere e responsabilità e le dinamiche dell’odio e della polarizzazione nel discorso pubblico.

Allo stesso tempo, il testo tocca dimensioni più profonde e personali: le questioni legate all’identità, al diritto di essere sé stessi e di amare liberamente, fino al rapporto tra esperienza individuale e strutture sociali. È un invito rivolto a chi non si accontenta della superficie e a chi continua a farsi domande, anche quando sono scomode.

Sarà un momento di confronto fatto di parole e incontri veri. Non sarà un monologo: sarà uno spazio di dialogo vivo, dove le domande contano quanto le risposte. Porta le tue domande, i tuoi dubbi e la tua visione. Il dissenso, qui, è il benvenuto.

📍 Informazioni utili
Dove: Rainbow City – Via Torino 13, Cagliari
Quando: Domenica 3 maggio, ore 19:00
Ingresso: libero e aperto a tutti

Non mancare: costruiamo insieme uno spazio di pensiero critico. 

Qui il booktrailer del libro: 

Per info: obliquopresente@virgilio.it

lunedì 6 aprile 2026

"Solo un raggio di sole" di Cinzia Cofano

 


("Solo un raggio di sole" di Cinzia Cofano, Les Fláneurs Edizioni, pp. 125, € 13,00).

Solo un raggio di sole di Cinzia Cofano non è solo un romanzo, ma un viaggio profondo nell'universo femminile attraverso le vite di tre amiche: Sofia, Amira e Silvia. Le loro storie si intrecciano in un gioco del destino che le porta a confrontarsi con una verità fondamentale: il passato non può e non deve definire il nostro futuro. Con una narrazione magistrale, l’autrice esplora la ricerca dell’Amore e la fame di riscatto che accomuna le protagoniste. Il messaggio è chiaro e potente: gli errori della giovinezza sono tappe del percorso, non sentenze definitive. Sofia, Amira e Silvia ci insegnano che riappropriarsi del proprio destino è un atto di coraggio necessario. Uno dei punti di forza del libro è la riflessione su cosa significhi davvero amare. L'amore vero è quello che riflette i nostri sogni, le nostre ambizioni e i nostri talenti. Cinzia Cofano lancia un monito essenziale: "Chi ti soffoca non ti ama. L’Amore non genera male, ma solo luce." Un plauso all'autrice per aver saputo dare voce a donne resilienti, capaci di non arrendersi e, soprattutto, di denunciare la violenza, ricordandoci che quest'ultima non ha mai nulla a che fare con il sentimento. Un libro da leggere assolutamente per chi cerca una storia di forza, speranza e rinascita.
©️ Cristian A. Porcino Ferrara

venerdì 3 aprile 2026

La recensione di Alessandra Micheli su "Les Fleurs du mal”

 


Una lettura attenta e profonda di Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio.
Ringrazio Alessandra Micheli per aver colto qualcosa per me essenziale: questo non è un manuale, ma un’esperienza, un attraversamento del presente, delle sue fratture e delle sue possibilità.
È un testo che non si limita a proporre contenuti, ma mette il lettore in una posizione di esposizione: non offre risposte chiuse, ma apre domande e spazi di confronto, chiamando in causa la necessità di abitare il conflitto senza ridurlo.
In un tempo che semplifica, il dissenso resta uno spazio necessario.
👉 Qui la recensione:

giovedì 2 aprile 2026

Crescere nell’ombra: il Booktrailer di "Obliquo Presente"

 


Cosa succede quando un bambino impara che, per essere amato, deve restare invisibile?
In questo breve e intenso booktrailer, l'attore Massimo Carbonaro dà voce a uno dei passaggi più intimi del mio saggio: il racconto di un'infanzia trascorsa a nascondere la propria omosessualità per non scontentare il mondo degli adulti, circondati da modelli e cartoni animati che non ci prevedevano.
Un invito a rompere il silenzio e a trasformare l'invisibilità in dissenso.
👇
GUARDA IL BOOKTRAILER SU YOUTUBE QUI:

lunedì 30 marzo 2026

“Obliquo presente”: una lettura che lascia il segno

 


Obliquo presente: una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio di Cristian A. Porcino Ferrara.
Inizio soffermandomi un attimo sulla copertina, nonché affascinante illustrazione di Stefano Donatiello, per contemplarne non solo la bellezza a livello estetico e artistico, ma anche ciò che vuole esprimere.
Questo è qualcosa di soggettivo e anche personale, ma la copertina dona profondità alle emozioni e alle sensazioni del libro stesso.
È un’introduzione silenziosa alla pedagogia. Non si esprime a parole, ma a livello platonico.
Il gioco di luce e ombra, dell’acqua che riflette in esse e viceversa, è qualcosa che trasmette conforto in quella profonda angoscia.
Un abbraccio che l’autore vuole dare a chiunque sia passato, o stia passando, per ciò che ha dovuto affrontare fin da tenera età.
Una copertina che urla il bisogno di cambiamento, con l’ascolto di verità agghiaccianti, l’accettarsi per come si è, tra lacrime versate e profonda solitudine.
Specchi con riflessi che a volte accecano, o fanno riscoprire l’autore sotto una luce diversa, anche se malinconica.
Questa illustrazione merita attenzione come ogni contenuto di questo libro: non dobbiamo solo leggere il titolo, ma analizzare anche l’arte che lo circonda.
Il libro esplora tematiche non solo a livello personale e professionale, ma anche culturale, di cui oggi si è spesso all’oscuro.
La disinformazione è una scelta che si fa, seguendo la facile “retta via” che si para davanti a noi, piuttosto che inclinare il nostro cammino e scegliere una strada più tortuosa.
Questo libro offre più di un’emozione, con piene consapevolezze che, ai giorni odierni, si tendono a ignorare.
L’autore, intrecciando le sue esperienze, lascia che la sua sensibilità emotiva, soffocata a causa di un’infanzia amputata da un sistema radicalmente sbagliato, crei nodi non solo con il suo essere interiore, ma si leghi anche all’arte e agli autori d’epoca.
Trasporta il lettore non solo a porsi domande su storie occultate e veritiere, ma anche a immergersi nel suo punto di vista.
Provando sensazioni ed emozioni come sensibilità, solitudine, rabbia, frustrazione, sconforto, impotenza, ecc.
Ci si ritrova faccia a faccia con quesiti “scomodi” da affrontare.
Il libro sbatte in faccia la verità, senza peli sulla lingua, ed è questo che può turbare chi legge. Ma è proprio questo linguaggio che smuove qualcosa.
Si affronta anche l’importanza della lingua stessa, come il vietare il proprio dialetto.
Si sradica non solo la storia di un luogo, ma si intralciano anche i modi di esprimersi a livello linguistico ed educativo, perché considerati “volgari”.
Sono dell’opinione che qualsiasi lingua possa esserlo: dipende solo dal mondo in cui la si usa.
Quindi il dialetto, come specifica l’autore, non è sinonimo di ignoranza né di mancanza di eleganza. Il dialetto è lingua e cultura.
La società di oggi segue troppo la cosiddetta “massa”.
Scegliere “l’obliquo presente” significa intraprendere un viaggio introspettivo, ma anche molto solitario.
Quando ci si ritrova ad avere idee diverse da qualcun altro, che non rispettano preconcetti e convenzioni, si viene esclusi dal “gregge”.
Ma quando si impara ad amarsi, ad amare le proprie idee e i propri principi, a non dare nulla per scontato — che siano persone, cose, momenti, famiglia, cultura, paesaggi, ecc. — si può trovare bellezza e conforto anche in qualcosa, non esclusivamente in qualcuno che degrada le tue idee e il tuo essere.
L’autore trova conforto nei suoi viaggi, nei paesaggi che descrive con tanto amore e dettagli.
Questo libro esplora molti argomenti davvero interessanti e incisivi, come l’uso importante delle parole, i giudizi e i pregiudizi.
Lo consiglio perché è davvero un’esperienza fuori dall’ordinario.
L’autore è stato coraggioso nell’arco della sua vita e carriera: le sue idee creano “disagio”.
Ma disagio significa opportunità e speranza che, rompendo gli schemi e la vecchia scuola, qualcosa di davvero genuino possa insinuarsi nei giorni odierni, specialmente nei giovani che saranno il futuro.
Egli, anche in modo sottinteso, tocca temi come la speranza e il “non è mai troppo tardi”.
Il dolore lo ha forgiato. Il tempo cambia, lascia squarci e cicatrici che non si dimenticano.
Ad oggi, a distanza di anni, ha finalmente ricordato come ci si sente a respirare, dopo aver attraversato tempeste trattenendo il respiro, in mezzo alla gente “normale”, mentre lui era solo in cerca del suo obliquo.
Quindi concludo la mia opinione dicendo che questa pedagogia è stata una violenta boccata d’aria da prendere.

Cristina Giannitto