martedì 7 aprile 2009

“Le memorie di Jack lo squartatore” di Clanash Farjeon


“Le memorie di Jack lo squartatore” di Clanash Farjeon pseudonimo di Alan John Scarfe per Gargoyle Edizioni, è un dramma psicologico suggestivo e realistico.
Il libro procede con ritmi serrati soltanto dopo i primi tre capitoli, dedicati alla descrizione introspettiva della genesi omicida di Jack Lo Squartatore. Clanash Farjeon scrive egregiamente, adottando uno stile a metà fra il romanzo storico e le inchieste giornalistiche più avvincenti. Questo libro ci accompagna proprio all’interno dei pensieri più intimi di un serial killer. L’autore trae ispirazione dalla vita del medico - psicologo realmente esistito Lyttleton Steward Forbes Winslow per dare un volto al temibile Jack the Ripper. Il paragone con i drammi shakesperiani però mi sembra fin troppo azzardato; non bastano dotte citazioni tratte delle opere di William Shakespeare per essere assimilati ad un autore imparagonabile nel panorama letterario mondiale. Se mai, come dice Luca Crovi nella prefazione del libro, Farjeon- Scarfe sembra emulare il filone narrativo inaugurato da Louis Stevenson con “Dr. Jekyll e Mr. Hide”.
Per altro gli omicidi perpetrati da Jack lo Squartatore vengono vissuti e descritti come dei veri riti di purificazione che inneggiano all’iconoclastia e blasfemia. Il killer considera i luoghi dove commette gli assassini come dei sacrari; zone di culto da venerare e da non profanare. Lui il Signore della folgore abbagliante, desidera competere con il divino idolatrato dalle genti, perché anche lui sottraendo vite può decidere della vita e della morte dei suoi agnelli sacrificali. Intanto la polizia brancola nel buio, sospinta da una logica irrazionale che vide incolpare alcuni uomini soltanto perché ebrei
Clanash Farjeon sa ritrarre le atmosfere bigotte e cupe dell’epoca vittoriana, senza falsare la prospettiva storica, e senza cadere nel ridicolo; anche se a volte diventa un po’ prolisso nella descrizione di fatti e luoghi secondari al fluire del testo. Whitechapel, quartiere di Londra malfamato e frequentato in prevalenza da prostitute e ubriaconi, diviene uno scenario agghiacciante e truculento. Questo assassino seriale la cui identità non venne mai svelata realmente, trova in questo libro una nuova giovinezza
L’ipotesi su Jack lo Squartatore avanzata dall’autore non è troppo distante dalla realtà. Chi meglio di uno specialista della psiche avrebbe potuto effettuare degli omicidi ben congegnati, e progettare successivamente un identikit fittizio di un impostore a cui imputare gli omicidi? Di ciò non sapremo mai nulla. In definitiva “Le memorie di Jack lo squartatore” è un romanzo di genere ben scritto e soprattutto supportato da tutta l’esperienza di un autore che nella vita fa proprio l’attore. Alan John Scarfe, ha interpretato per anni i drammi shakespeariani al teatro e vestito i panni di numerosi personaggi in diverse serial televisivi come “Star Trek, “Stargate”, etc. La sua prima opera fa ben sperare, e presenta grossi pregi. Proprio per questo motivo lo consiglio vivamente a tutti i lettori stanchi dei soliti gialli costruiti solamente per far soldi. Doveroso ricordare la buona traduzione di Chiara Vatteroni. Una considerazione a margine; era preferibile mantenere in italiano il significato del titolo originale dell’opera “A Handbook For Attendants On The Insane”.


Cristian Porcino