lunedì 22 giugno 2009

“Messaggi per la pace” a cura di Francesco de Notaris e Nicola Capone


“Messaggi per la pace” a cura di Francesco de Notaris e Nicola Capone (Edizioni La scuola di Pitagora) è un saggio molto utile che raccoglie alcuni interventi scritti da personalità e intellettuali di tutto il mondo. Il libro si apre con il celebre “Lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam, per proseguire con Thomas Mann, Gandhi, Luigi Einaudi, Giorgio La Pira, don Milani, Giovanni Paolo II, etc. Iniziativa lodevole quella della casa editrice La scuola di Pitagora nell’assemblare alcuni celebri interventi sulla pace nel mondo. Il presente libro stimola il lettore sul significato più profondo della parola pace. Molto bella quanto commovente la lettera indirizzata ai cappellani militari e scritta da don Lorenzo Milani. Quanto si sente la mancanza di un uomo così profondo, in grado di parlare alle coscienze di ogni individuo. Oggi purtroppo esistono pochi preti in grado di farsi portavoce dei problemi di tutta la gente, inclusi i non cattolici. Don Milani guardava all’uomo e vedeva se stesso e non il religioso che era in lui. Papa Giovanni Paolo II invece nei due messaggi per la pace del 2002 e del 2005 seppe descrivere con grande acume l’evolversi di una nube oscura intorno al millennio da poco iniziato; pensiamo al terribile attentato terroristico delle torri gemelle di New York nel 2001. Questi messaggi oggi sembrano più vivi che mai; se pensiamo che proprio in queste ore in Iran la popolazione non può protestare democraticamente e pacificamente per i propri diritti, senza essere picchiata e uccisa come è accaduto a Neda Soltani, una ragazza sedicenne scesa in piazza accanto al padre per dire «no» ad ogni forma di regime. Non si può restare indifferenti al male che logora il mondo; poiché alla fine come detto da Calamandrei nessuno di noi potrà definirsi innocente. La Pace non è un’utopia ma un progetto concreto che gli uomini di ogni età, religione, razza, nazionalità possono concretizzare instaurando un civile dialogo fra le parti. Un dialogo che non deve vedere vincitori e vinti ma tutti, in egual misura, vittoriosi per aver contribuito a costruire la pace. Pertanto consiglio la lettura di questo libro, affinché possa crescere in ciascuno di noi un sempre più forte anelito di pace e speranza .


Cristian Porcino