lunedì 3 maggio 2010

23° edizione del Salone Internazionale del libro di Torino


Giunto alla ventitreesima edizione, il «Salone del Libro», che si svolgerà dal 13 al 17 maggio 2010 presso il Lingotto Fiere di Torino, è la più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria dove il libro è l’assoluto protagonista in mille declinazioni diverse. Per numero di espositori è la seconda fiera del libro in Europa dopo la Buchmesse di Francoforte; per numero di visitatori è stata nel 2006, 2007 e 2008 la prima, con più di 300.000 partecipanti. Negli anni la Fiera del libro ha ampliato il panorama delle proprie iniziative, infatti, dal 1996 viene scelto per ogni edizione un tema conduttore per conferenze, convegni e pubblicazioni. La «memoria» è il tema portante di questa edizione; una memoria che saprà svelare le sue infinite rappresentazioni attraverso gli incontri con l’autore, le mostre e la passione per la lettura che coinvolgerà i visitatori a cui saranno offerti una quantità sterminata di contenuti, davvero per ogni gusto! A partire dai ragazzi e giovani a cui ancora una volta è dedicato il “Bookstock Village”, un interno padiglione in cui il mondo della lettura e della letteratura dall’età prescolare all’università sarà esaminata in tantissimi modi diversi. Le iniziative del “Bookstock Village”, dedicato ai ragazzi fino ai 13 anni propongono un percorso chiamato Memorie maestre, che celebra maestri dell’illustrazione e della letteratura per bambini quali Leo Lionni, Lele Luzzati, Bruno Munari e Gianni Rodari, e classici della letteratura per ragazzi come ‘Pinocchio’ di cui ci parlerà Silvano Agosti. Il piano degli incontri prevede ospiti amati dal grande pubblico e anche dai ragazzi, scrittori e volti televisivi che accompagneranno i ragazzi in molti percorsi alla scoperta delle mille declinazioni del tema della memoria. Ancora, tra gli altri, il ciclo la Memoria dei numeri prevede il “ricordo” del furto della scritta all’ingresso del lager di Auschwitz, “Arbeit macht frei”, le atmosfere della Rivoluzione Francese fino ad arrivare ai giorni nostri con un incontro dedicato alla memoria del terremoto de L’Aquila. Il paese ospite quest’anno sarà l’India, terra che ci riporta alla memoria ambientazioni fantastiche di romanzi e resoconti di viaggio; terra raccontata anche attraverso laboratori e incontri di narrazione nei suoi aspetti magici e in quelli avventurosi: dalle fiabe, alle giungle salgariane fino alla reinterpretazione delle storie indiane di Rudyard Kipling. Inoltre, grandi nomi sono attesi al Salone Internazionale del Libro di Torino come Alessandro Baricco, Pupi Avati, Dario Argento, Carlo Lucarelli, Maurizio Costanzo, Paolo Bonolis, Linus, Renzo Arbore e tanti altri… che condivideranno con il pubblico musica, ricordi o frammenti dei loro libri.
È possibile consultare il programma completo su www.salonelibro.it
Articolo di: Viviana Cosentino

domenica 2 maggio 2010

“La Bibbia dei villani” di Dario Fo


“La Bibbia dei villani” di Dario Fo (Guanda Editore) è sicuramente una ventata d’aria fresca nel panorama letterario italiano. Il premio nobel Dario Fo e Franca Rame hanno raccolto in un unico volume diverse tradizioni sia orali che scritte sparse in ogni regione d’Italia. La Bibbia dei villani è il testo dei contadini, del popolo rurale che nei secoli ha trovato una chiave d’accesso alle sacre scritture e alle vicende religiose, rileggendole in modo ironico, ma non pensando mai “di ridurre Dio a livello dell’uomo, nemmeno se quell’uomo è un imperatore, o di elevarsi all’altezza del Dio. Per loro Dio è immenso, vaga infinitamente grande, sdraiato sui mari e sulle montagne, rotola nelle nubi, vi si affaccia ogni tanto a controllare la sua creazione”. Il Dio di questi racconti è un po’ antropomorfizzato, così come erano ritratti gli antichi dei della mitologia greca. Sia il creatore che Gesù e la Madonna hanno reazioni del tutto umane alle vicende terrene. Attraverso il lavoro certosino di Fo, riusciamo ad entrare in contatto con delle storie che nella loro ingenuità risultano molto attuali; soprattutto nell’evidenziare i malesseri e i disagi che dall’inizio del mondo affliggono noi comuni mortali. Un fulgido esempio è il racconto “I Cappelli e i Berretti”; in cui si palesa la netta contrapposizione dei potenti e dei poveri in lotta per la sopravvivenza in una società che agevola i primi, e affossa i secondi. Un capolavoro letterario quello di Dario Fo, che è impreziosito dai 68 disegni realizzati dello stesso autore, e che rappresentano alcune delle scene narrate all’interno del testo. Per chi ha amato “Mistero Buffo” non potrà lasciarsi sfuggire “La Bibbia dei villani”.

Cristian Porcino

sabato 1 maggio 2010

“Ipazia” di Adriano Petta e Antonio Colavito


“Ipazia” di Adriano Petta e Antonio Colavito (La Lepre Edizioni) è un romanzo storico di notevole spessore culturale. Grazie alle ricostruzioni dei due autori rivive l’acume e la tenacia di Ipazia, filosofa e scienziata del IV secolo dopo Cristo. Socrate Scolastico affermò che lei era ad Alessandria d’Egitto l’interprete di spicco del neoplatonismo di Plotino. A causa della sua innata voglia di sapere e grazie alle sue scoperte scientifiche fu barbaramente uccisa da un gruppo di fondamentalisti cattolici sotto la benedizione del vescovo Cirillo. Quest’ultimo verrà fatto santo nonchè dottore e padre della Chiesa. Di Ipazia si conosce poco anche perché ci sono pervenuti brevi frammenti delle sue entusiasmanti ricerche. Chiaramente la Chiesa cattolica doveva mettere a tacere la voce della libertà che andava insegnando agli angoli delle strade di dubitare non del dio dei cristiani, ma di coloro che volevano essere i suoi ambasciatori terreni come i papi, vescovi, etc., ciarlatani che aspiravano solamente al potere. Ipazia nel 415 venne letteralmente smembrata, squartata e le parti del suo corpo furono bruciate nel Cinerone. Questo a testimonianza che Ipazia aveva sfidato il potere non solo in quanto scienziata ma soprattutto in quanto donna. Ad impreziosire il volume vi è persino la prefazione dell’astrofisca Margherita Hack che mette proprio in guardia dai nuovi fanatismi religiosi che cercano di arrestare il progresso scientifico. In definitiva, un romanzo che i nostri figli dovrebbero leggere piuttosto che quel ciarpame che adombra le loro coscienze e i loro spiriti critici e ricopre così immeritatamente le maggiori posizioni di vendita nel nostro paese. Da leggere assoluatmente.

Cristian Porcino

mercoledì 28 aprile 2010

“Spam Story” di Vittorio Pavoncello


“Spam Story” di Vittorio Pavoncello per Edizioni Progetto Cultura è un noir psicologico molto intrigante. Pavoncello costruisce la storia atraverso delle e-mail pervenutegli nel suo pc da qualche misterioso mittente. Attraverso questo espediente letterario apprendiamo della vita di Claro Sanchi un danzatore che dopo aver subito un incidente sarà costretto a fare i conti non solo con il proprio passato ma soprattutto con il proprio futuro. In un rapido susseguirsi di colpi di scena che strizzano l’occhio all’esoterismo e alle scienze occulte, Pavoncello riesce a dare forma ad un libro davvero originale. All’interno di “Spam story” troviamo continui richiami alla filosofia e alla letteatura; ed è proprio questo che lo rende così coinvolgente nonché un thriller mediamente colto. Sicuramente l’ultimo libro di Vittorio Pavoncello è consigliato ad un pubblico curioso ed interessato alla lettura di un noir atipico ma avvincente. Infine “Spam story” incarna il pensiero formulato dal celebre filosofo Cartesio; il quale sosteneva che : “Cogito ergo sum”. Sarà compito dei lettori decodificarne il senso.

Cristian Porcino

mercoledì 14 aprile 2010

"Stanotte ho sognato Michael Jackson che mi ha preso per mano" di Elena Ricci


Un gruppo eterogeneo di amici, accomunati da un’unica passione per la persona e la musica di un grande eroe positivo del nostro tempo, che non hanno minimamente creduto alla marea di calunnie che sono state riversate su quell’uomo timido, fragile e indifeso da una pletora di odiatori professionali; persone che hanno sviluppato un solo sentimento e lo hanno portato alle più alte vette concepibili. Questo sentimento è l’invidia. Invidia verso un povero ragazzino di colore che con la sua arte eccelsa è riuscito a diventare la massima espressione della musica Pop.
Queste persone, fortemente colpite dal lutto per la sua prematura
scomparsa, in sua memoria e per seguire le sue orme, se non nella musica, almeno nelle sue opere di bene, hanno deciso in brevissimo tempo di portare un piccolo mattoncino ognuno per la costruzione di quest’opera, il cui ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza. Un’opera semplice, scritta nel linguaggio parlato di tutti i giorni, ma toccante per i sentimenti che esprime. Per questo tutti noi ci sentiamo di affermare: “Grazie Michael Jackson, hai sicuramente lasciato un grande solco nei nostri cuori; la tua eredità non andrà perduta!”
Si ringrazia lo scrittore Cristian Porcino per la sua grande disponibilità nella stesura della prefazione a questo volume, omaggio alla memoria di una grande Star della musica e di un grande Uomo.

"Stanotte ho sognato Michael Jackson che mi ha preso per mano" di Elena Ricci per MJM Editore
codice Isbn: 978-88-96696-35-4


http://www.mjmeditore.com/index.php

mercoledì 7 aprile 2010

“Dietro il simbolo perduto” di Tim Collins


“Dietro il simbolo perduto” di Tim Collins (Edizioni L’Età dell’Acquario) è una guida all’interno dei misteri e dei rimandi storici disseminati nell’ultimo romanzo di Dan Brown. Il volume di Collins può essere consultato indipendentemente dalla lettura del best seller di Brown, poiché è una sorta di dizionario in grado di soddisfare gran parte dei quesiti sulle società segrete, la massoneria, la noetica, i presidenti americani, etc. Come scrive l’autore nell’introduzione al testo: “Insomma, Il simbolo perduto è il libro di Dan Brown che più di ogni altro richiede una guida esplicativa. In questa, una serie di voci in ordine alfabetico illustra le idee e i personaggi che fanno da sfondo al romanzo (…) La guida è solo un’introduzione alla complessa rete di fatti e di teorie all’origine di un mondo narrativo che sono tentato di chiamare «Browniverso».”
Per chi desidera addentrarsi in un questo “browniverso” può farlo benissimo incominciando dalla lettura del presente libro. Il Prof. Robert Langdon, noto studioso di simbologia religiosa, vi aspetta per spiegarvi cosa si cela dietro l’apparenza di determinate verità storiche.

Cristian Porcino

giovedì 1 aprile 2010

“Una vita londinese” di Henry James


“Una vita londinese” di Henry James per Iacobelli Edizioni ci riporta alla fine dell’ottocento, in cui divorziare significava gettare nello scandalo una intera famiglia. Queste pagine risaltano immediatamente la cifra stilistica che contraddistingue i romanzi di Henry James. Nel romanzo in questione ritroviamo infatti la vivida descrizione dei personaggi e degli scenari che ruotano intorno a questa short story. Lo scavo psicologico e il tormentato spirito della protagonista Laura Wing affascina e in un certo qual modo divide il lettore del terzo millennio, abituato a ben altri misfatti per comprendere fino in fondo come in una società passata, tradire il marito significava per una donna, la perdita immediata della propria reputazione. Il presente romanzo ha il pregio di testimoniare l’usanza molto nota fra gli intellettuali americani dell’epoca, di visitare il vecchio continente in cerca di nuovi spunti creativi. Sicuramente A London life (1888) non è il capolavoro di James, ma è senza alcun dubbio un romanzo ricco di qualità storiche e sociologiche utili per ricostruire il costume e la cultura dominante in una Inghilterra in epoca vittoriana. Henry James uno dei più importanti scrittori americani è riuscito nel suo tentativo di dipingere con vivide descrizioni un momento storico che peraltro non è poi così lontano da noi. In definitiva chi ha amato Ritratto di signora e Washington Square apprezzerà questa storia così delicata e al contempo critica verso la morale perbenista dell’uomo occidentale.

Cristian Porcino