Visualizzazione post con etichetta Corrado Augias. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Corrado Augias. Mostra tutti i post

venerdì 22 maggio 2009

Nota di chiarimento riguardo la recensione di "Disputa su Dio e dintorni" di Corrado Augias


Questa mattina sono stato raggiunto telefonicamente da un giornalista del quotidiano “Libero” per avere delle delucidazioni in merito ad una mia recensione pubblicata in rete, e relativa al libro di Corrado Augias e Vito Mancuso “ Disputa su Dio e dintorni” .
Questo interesse riguardo la mia opinione, mi ha fatto sorgere il dubbio che quanto da me scritto possa essere stato travisato, in qualche modo, dal suo intento originario. Pertanto era doveroso dissipare alcuni dubbi ed eventuali perplessità con una nota chiarificatrice. Nell’articolo in questione, non volevo in alcun modo sollevare inutili e sterili polemiche sul libro di Augias, né tanto meno è stata mai mia intenzione accusarlo di plagio. Inoltre se consideriamo le affinità elettive che legano me ed Augias, pensiamo alla curiosità che ci ha spinto ad inoltrarci nei sentieri impervi e misteriosi della religione e della fede; e nonostante il mio libro “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la Chiesa” sia stato pubblicato prima del suo “Disputa su Dio e dintorni”, mi aspettavo solamente di vedere inserito il mio nome in bibliografia. Nulla di più. Ritengo Corrado Augias uno dei giornalisti più intelligenti e più sensibili che l’Italia abbia mai avuto. Quindi ripeto scopo della mia recensione era soltanto quello di manifestare la mia delusione nel non aver letto, nella bibliografia finale, il titolo della mia opera. In “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la Chiesa” ho riportato in appendice i testi di Augias da me consultati, e considerato che a parer mio ci sono diverse assonanze di pensiero con la sua ultima fatica letteraria, mi aspettavo forse, la stessa carineria. Non mi sognerei mai e poi mai di tacciarlo come colui che ha copiato il mio saggio filosofico; né tanto meno vi era la minima intenzione, di screditare la sua competenza e cultura. Spero che attraverso questa nota si possa chiarire l’eventuale equivoco insorto.


Cristian Porcino

lunedì 2 marzo 2009

“Le fiamme e la ragione” di Corrado Augias



Attraverso la narrazione dell’ autorevole scrittore Corrado Augias, ripercorriamo la vita e la brutale morte del filosofo Giordano Bruno.“Le fiamme e la ragione” edito da Promo Music, raccoglie in un elegante cofanetto un libro più dvd nel quale è racchiuso l’omonimo spettacolo teatrale registrato a Bologna nel 2008. In questo spettacolo Corrado Augias in qualità di voce narrante, ci accompagna dentro una delle pagine più buie e retrive della Chiesa cattolica; ovvero l’inquisizione.Lo spettacolo si apre con la lettura dell’atto di abiura firmata dallo scienziato Galileo Galilei nel giugno del 1633, solo 33 anni dopo la morte di Bruno che avvenne il 17 febbraio del 1600. Grazie a questa abiura Galilei ottenne salva la vita rinnegando formalmente le proprie asserzioni scientifiche. “Le fiamme e la ragione” non si occupa del caso Galilei, ma bensì dell’opera filosofica di un giovane intellettuale meridionale che ebbe il coraggio di affermare fino alla fine la dignità del proprio pensiero. Un pensiero non asservito ad alcuna logica di potere ma solamente ispirato da un principio di verità insita nella natura delle cose del mondo. Giordano Bruno funge da esempio per quanti, oggi come allora, temono di adoperare il proprio intelletto per paura di non essere accettati da una società, che tende ad espellere dalla propria realtà coloro i quali sono considerati degli spiriti liberi. Corrado Augias con la propria eloquenza rende partecipe il pubblico e di conseguenza lo spettatore e lettore, che con la soppressione della persona fisica di Bruno è venuta meno la consapevolezza di poter esercitare la libertà individuale, nonché il sacrosanto diritto di opporsi ad ogni certezza precostituita e da noi non condivisa. Giordano Bruno non cedette all’offerta di aver salva la vita in cambio dell’abiura, ma andò incontro alla propria morte che avverrà in campo dei fiori tramite il rogo. Augias attraverso il racconto di un evento storico desidera portare a conoscenza il pubblico che l’assassinio politico di Bruno deve farci riflettere sulla possibilità che oggi si corra seriamente il :” pericolo che si ripetano questi fatti, in forme diverse naturalmente”. Augias aggiunge che dopo trecento anni, le alte gerarchie ecclesiastiche non possono limitarsi ad esprimere soltanto “rammarico”per la morte di Giordano Bruno, e nei fatti tentare di giustificare coloro che furono i suoi carnefici. E’ impossibile dimenticare che papa Pio XI nel 1923, proclamò santo e dottore della chiesa, proprio quel cardinale Bellarmino che si adoperò, da buon statista, per l’effettiva condanna a morte del filosofo di Nola. Dopo il danno, la beffa!Infine il libro, che riporta la trascrizione fedele del testo recitato dallo scrittore romano è impreziosito per l’occasione da un introduzione di Gustavo Zagrebelsky e da una nota conclusiva dello stesso Augias. Per il resto un prezioso documento da avere assolutamente in casa.



Dott. Cristian Porcino