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venerdì 1 aprile 2011

“Il Grimorio di Baker Street” a cura di J.R. Campbell e Charles V. Prepolec


“Il Grimorio di Baker Street” edito da Gargoyle Books raccoglie undici storie scritte da diversi autori che hanno come protagonista il detective letterario più famoso al mondo: Sherlock Holmes. In questa antologia troviamo dei deliziosi racconti che pescano nel mondo della fantasia e dell’ignoto e persino nelle fiabe. Davvero un piccolo gioiellino il racconto “Il bambino perduto” di Barbara Hambly in cui Holmes incontra Peter Pan. E come scrive David Stuart Davies: “Quale detective migliore si potrebbe scegliere, per scavare nell’imprevedibile e spaventoso mondo del soprannaturale, di colui il cui motto è sempre stato: «Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità»”. In definitiva un libro appassionante e stimolante. Assolutamente consigliato.

Cristian Porcino


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sabato 8 maggio 2010

“Gli archivi di Dracula” di Raymond Rudorff


“Gli archivi di Dracula” di Raymond Rudorff (Gargoyle Books) è il degno prequel del “Dracula” di Bram Stoker. Il romanzo di Rudorff è intenso, avvincente e soprattutto ben scritto. La trama vede intrecciarsi le dinastie che hanno dato vita al celebre Principe delle Tenebre. Con audaci incursioni storiche e citazioni letterarie degne di nota, “Gli archivi di Dracula” si configura come uno dei più entusiasmanti romanzi che siano mai stati scritti sui vampiri. Concordo pienamente con Laura Clyrbone che ha detto di questo libro: “sembra scritto apposta per ricavarne un film di Terence Fisher”. Effettivamente gli amanti del genere ricorderanno i capolavori filmografici della Hammer Films che negli anni sessanta hanno dato vita a numerose “creature della notte”; pensiamo ad esempio al conte Dracula impersonato da Christopher Lee, o al Dr. Van Helsing interpretato da Peter Cushing, etc. Questo libro scritto nel 1971 appare per la prima volta in Italia grazie alla casa editrice Gargoyle. Ritengo doveroso segnalare l’attenta traduzione di Simone De Crescenzo. Unica pecca del libro è che dopo aver letto il “Dracula” scritto da Stoker e pubblicato nel 1897, ogni altra ricostruzione sul vampiro più famoso del mondo, sembra già sentita e non più originale. Questo però non è colpa di Rudorff, il quale si intuisce essere legato e influenzato dallo stile stokeriano; ma è da riscontrarsi nella novità letteraria che lo scrittore irlandese introdusse con l’uscita del suo romanzo. Nemmeno J. W. Polidori che aveva pubblicato già nel 1819 il “Vampiro” è riuscito nell’ardua impresa di perdurare nel tempo. Per tutti il papà di Dracula resterà sempre Stoker. In definitiva il libro di Raymond Rudorff merita assolutamente di essere letto.

Cristian Porcino

giovedì 17 dicembre 2009

“L’ospite maligno –La stanza al Dragon Volant” di Joseph Sheridan Le Fanu


“L’ospite maligno - La stanza al Dragon Volant” di Joseph Sheridan Le Fanu (Gargoyle Books) racchiude due racconti davvero straordinari che impressioneranno positivamente il lettore. Coloro che amano i classici della letteratura non potranno non apprezzare la pubblicazione di “The evil guest” per la prima volta edito in Italia ed incluso, a suo tempo, nella raccolta “Ghost Stories and Tales of Mystery” (1851). L’originalità e la chiarezza descrittiva di Le Fanu ci riportano in un’ epoca in cui scrivere significava ammaliare e stupire il lettore. Nelle due storie Le Fanu affronta temi importanti quali il desiderio lussurioso che spinge gli uomini verso la propria rovina, i sensi di colpa che divorano le coscienze e gli impostori che si fingono amici. Le atmosfere gotiche e fantasmagoriche sono in questo volume esaltate dall’ottima traduzione di Sandro Melani. La narrazione suggestiva e avvincente dell’autore è caratterizzata da diversi richiami colti sulle usanze e sul momento storico in cui sono ambientate le vicende. Evocare in entrambe le storie lo spettro reale e devastante della rivoluzione francese ci comunica che qualsiasi racconto dell’ orrore non è poi così tanto lontano dalla furia omicida e perversa degli uomini, se pensiamo a quanto accadde per le vie parigine nel cosiddetto periodo del “terrore”. Non ho alcun dubbio che “L’ospite maligno” diverrà in breve tempo un vero e proprio racconto di culto per il pubblico italiano. In “La stanza al Dragon Volant” si potrà scoprire forse qualche parallelismo con l’ opera di Edgar Allan Poe “The oblong box” del 1844. A mio avviso Poe e Le Fanu rimangono due dei migliori scrittori del genere letterario fantastico e orrorifico; senza dimenticare gli scenari tetri e cupi creati dal grande Charles Dickens. In definitiva un volume che raccoglie questi due imperdibili racconti da leggere sia nelle lunghe e gelide sere d’inverno che nelle notti insonni d’estate.


Cristian Porcino

lunedì 19 ottobre 2009

“Io credo nei Vampiri” di Emilio de’ Rossignoli

Imbattersi in libri di rara bellezza al giorno d’oggi è davvero difficile ma il saggio di Emilio de’Rossignoli “Io credo nei vampiri” rientra a pieno titolo in questa categoria. Largo merito va alla casa editrice Gargoyle Books che ha voluto a tutti i costi ripubblicare questo libro stampato per la prima volta nel 1961 da Luciano Ferriani editore e da quel momento scomparso nel mare dei ricordi. In questo periodo grazie alla saga filmografia e letteraria di “Twilight” si fa un gran parlare di vampiri e come sottolinea sul finale Loredana Lipperini si snatura la stessa essenza vampiresca. “Twilight” in realtà è un polpettone americano scritto per attirare le masse senza soffermarsi o analizzare la fenomenologia del vampiro. A tal proposito Stephen King ha dichiarato alla stampa americana che l’autrice di “Twilight”, Stephenie Meyer è una scrittrice mediocre e la sua scrittura non vale niente. Ed ha proseguito dicendo: “Sia la Rowling (mamma di Harry Potter ndr) che la Meyer parlano direttamente ai giovani. La vera differenza è che la Rowling è bravissima, mentre la Meyer non è tanto brava. E’ chiaro che lei sta scrivendo per una nuova generazione di ragazze e si trova in una botte di ferro trattando argomenti come sesso e amore in quei libri. E’ una cosa eccitante ed avvincente, ma non particolarmente minacciosa, perché non è apertamente sessuale. Tanto del lato fisico viene descritto attraverso piccoli gesti come vampiri che toccano il braccio dell’amata o le sfiorano la mano velocemente sulla pelle e la ragazza passa rapidamente dal desiderio alla realtà. E per quanto riguarda le ragazzine, penso che questo sia un modo rapido per descrivere tutti i sentimenti che loro non hanno ancora vissuto, ma che desiderano”. Alla luce di quanto affermato da King si può intuire ancor di più l’utilità di un libro come “Io credo nei vampiri”.
Emilio de’ Rossignoli in questo libro delizia il lettore con attente ricerche nella tradizione popolare di ogni tempo per scoprire e sondare il territorio in cui sono attecchite queste leggende così vive fino ad oggi. Chi vuol comprendere veramente qualcosa sulla storia dei vampiri non può non leggere un capolavoro come questo. Non mi meraviglia che Danilo Arona rimase fortemente impressionato quando lo lesse durante la sua adolescenza. Il libro di de’ Rossignoli è scritto come un romanzo appassionante e chiunque lo legga non può che rimanerne rapito fra le sue pagine così misteriose. Ma de’Rossignoli non prende in esame soltanto i vampiri ma ogni forma similare di metamorfosi mostruose come ad esempio il lupo mannaro, la mummia, etc. L’autore scrisse questo libro sull’ondata del successo cinematografico mondiale del film “Dracula” di Terence Fisher con Christopher Lee e Peter Cushing, attori straordinari e carismatici. Francamente rimpiango quei film prodotti dalla Hammer; fiabe dark che i registi di oggi dovrebbero visionare un po’ di più. In definitiva il libro “Io credo nei vampiri” di Emilio de’ Rossignoli ci accompagna dentro il mistero antropologico che si cela dietro il vampiro con la pazienza e l’esperienza di un grande giornalista d’altri tempi scomparso prematuramente. Dopo la lettura di questo testo nessuno di noi potrà non “credere” che esistano i vampiri.
Libro Imperdibile



Cristian Porcino

lunedì 8 giugno 2009

“Il vangelo della Maddalena” di David Niall Wilson


“Il vangelo della Maddalena” di David Niall Wilson per Gargoyle Edizioni è un romanzo surreale e innovativo, incentrato sulla figura evangelica di Maria di Magdala. Povera donna quest’ultima, poiché qualora sia realmente esistita è stata bistrattata un po’ da tutti; a cominciare dagli evangelisti ufficiali che la ritrassero come una puttana; fino ad arrivare a Wilson che la descrive come una creatura luciferina nonché vampira. Wilson racconta una sorta di vangelo scritto in prima persona proprio da Maria Maddalena per spiegarci, l’infinito amore che Gesù nutriva per ogni creatura in cerca di pace e speranza. Scorrendo le note biografiche dello scrittore americano possiamo capire forse, il perché di determinate riflessioni. L’ aver frequentato il seminario, ed esserne uscito con una cocente delusione; lo si riscontra anche nel finale del libro. Il romanzo è molto coinvolgente lo si legge con piacere; anche se a partire dal capitolo cinque la storia prende una piega un po’ troppo paradossale e in certi momenti (pochi a dire il vero), perde il suo ritmo, la sua linfa vitale. La prosa di Wilson è davvero eccellente, romantica, vigorosa e accattivante. Questa poesia descrittiva però viene sprecata nell’incedere verso situazioni che richiamano alla mente i romanzi di Anne Rice; e come ricordato nella prefazione da Francesco Dimitri, inscrivono il presente libro nella categoria «popcorn e vangelo». Filone a cui appartengono anche le opere di Dan Brown “Angeli e demoni” e “Il codice da Vinci” pubblicate successivamente all’opera di Wilson che vide la luce negli Usa nel 1999. Resta il fatto che “Il vangelo della Maddalena” segnerà una sorta di apripista a racconti dello stesso genere; pensiamo a quanto scritto da Jeffrey Archer e Francis Moloney ne “Il vangelo secondo Giuda” (2007). In entrambi i volumi, ci si rifà ad un ipotetico testo apocrifo scritto da Giuda o dal figlio Beniamino. Wilson è autore di un romanzo atipico, visto che ci troviamo dinanzi non ad un horror ma ad un vero dark fantasy molto audace e ispirato. Scrivere anche in chiave fantastica di Gesù ed immergere la sua figura in una storia vampiresca dimostra o la scelleratezza del suo autore; oppure una totale passione per quanto raccontato dalla religione cristiana nei suoi testi basilari. Nel 1929 David Herbert Lawrence nel racconto “L’uomo che era morto”, pur non citando mai il nome del Cristo si riferiva chiaramente alla sua persona. Lawrence parlava di un uomo risorto dalla morte che conoscerà una sacerdotessa di Iside con cui vivrà per il resto della sua vita. Ritornando al libro di Wilson, bisogna accostarsi a questo testo con una mentalità aperta e non bigotta, perché la storia non ha alcun intento blasfemo. Trovo certamente più irriverente e dissacrante l’appropriazione indebita delle parole di Gesù compiuta dai suoi cosiddetti “vicari terreni”, piuttosto che alcune affermazioni scritte da Wilson. “Il vangelo della Maddalena” non ha le pretese ideologiche e letterarie di un piccolo capolavoro come quello di Lawrence, ma certamente, non lascerà scontenti gli amanti del genere. Faccio notare che il Publisher’s Weekly ha definito questa storia la più originale saga dei vampiri degli ultimi anni. Infine desidero segnalare l’ottima traduzione realizzata da Salvatore Proietti.


Cristian Porcino