(“Il Weekend” di Peter Cameron, Adelphi, pp. 177, € 16,00).
Nel presente romanzo Peter Cameron affronta le dinamiche sociali e affettive con cui gli esseri umani si relazionano reciprocamente. Innamoramenti, sensi d’inadeguatezza, aspettative sui figli e domande sull’effettivo rapporto matrimoniale popolano il weekend di Marian, John, Lyle, Robert e Laura. Sullo sfondo di una bellissima villa di campagna si consumano le tragedie personali dei protagonisti. Tra le ansie e i ricordi di un passato ancora vivo si disegnano i contorni di un futuro incerto ma importante perché carico di attese e speranze. Cameron racconta i fatti senza eccedere nel sentimentalismo o nei soliti clichè. Ottimo resoconto di un narratore attento alla descrizione dei sentimenti privati di ogni persona. Assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
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martedì 1 ottobre 2013
“Il Weekend” di Peter Cameron
(“Il Weekend” di Peter Cameron, Adelphi, pp. 177, € 16,00).
Nel presente romanzo Peter Cameron affronta le dinamiche sociali e affettive con cui gli esseri umani si relazionano reciprocamente. Innamoramenti, sensi d’inadeguatezza, aspettative sui figli e domande sull’effettivo rapporto matrimoniale popolano il weekend di Marian, John, Lyle, Robert e Laura. Sullo sfondo di una bellissima villa di campagna si consumano le tragedie personali dei protagonisti. Tra le ansie e i ricordi di un passato ancora vivo si disegnano i contorni di un futuro incerto ma importante perché carico di attese e speranze. Cameron racconta i fatti senza eccedere nel sentimentalismo o nei soliti clichè. Ottimo resoconto di un narratore attento alla descrizione dei sentimenti privati di ogni persona. Assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
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venerdì 1 marzo 2013
“Genio” di Patrick Dennis
(“Genio” di Patrick Dennis, Adelphi, pp. 330, € 19,00).
La scrittura di Edward Everett III, meglio noto al grande pubblico con lo pseudonimo di Patrick Dennis, predomina sull’intera struttura del romanzo. I dialoghi racchiusi nel presente libro sono sempre ricchi di spunti creativi e di descrizioni esilaranti; e i personaggi così bizzarri ma al contempo terribilmente reali, rendono “Genio” un meraviglioso esempio di versatilità stilistica e linguistica. Il libro rispecchia la vita movimentata e singolare dello stesso autore. Le mirabolanti imprese di Leander Starr, storico regista di Hollywood, stregano il lettore, ma soprattutto stimolano in quest’ultimo la domanda se Starr può essere considerato un genio incompreso della cinematografia oppure un ciarlatano patentato. Per scoprirlo non resta che affrontare la lettura integrale dell’opera di Dennis. In definitiva un libro assolutamente consigliato.
Cristian Porcino
© Riproduzione riservata
domenica 16 maggio 2010
“Un uomo solo” di Christopher Isherwood

“A single man” di Christopher Isherwood (Adelphi ) rappresenta un piccolo capolavoro della letteratura mondiale. La costruzione dei dialoghi, il linguaggio forbito, rendono questo libro un romanzo imperdibile. Pubblicato per la prima volta nel 1964 e per anni riposto ingiustamente nel dimenticatoio, è ritornato alla ribalta grazie all’omonimo film di Tom Ford interpretato da Colin Firth e Julianne Moore. “Un uomo solo” racconta la storia di George, un professore universitario alle prese con un conformismo e una ipocrisia di facciata dell’ americano medio. Il cinismo che George sembra riservare ad ogni creatura umana, in verità non è altro che una lezione sulla natura delle cose e sulla volubilità dell' uomo. Consideriamo, ad esempio, la descrizione dei pensieri che attraversano il protagonista quando visita in ospedale Doris. In tutto il racconto il tema dell’omosessualità è trattato con assoluta intelligenza. La sessualità di un individuo, così come quella di un personaggio di fantasia, non dovrebbe essere il perno su cui costruire una storia. Infatti Isherwood non si piega a certi espedienti di bassa lega. La storia di Jim e George è narrata come qualsiasi altra relazione amorosa. Niente particolari osceni per deliziare le menti più bigotte ed esigenti. Dietro i sorrisi e le smorfie di questo professore inglese si cela il senso di impotenza, dinanzi all’assoluta certezza che l’esperienza accumulata negli anni, attraverso la vita reale e la lettura dei libri, non lo ha reso certamente più saggio ma semmai sempre più “stupido” difronte ai misteri inconcepibili della morte. La morte di ogni individuo azzera il proprio percorso su questa terra; dopo la scomparsa di Jim nulla è più lo stesso per George. Guardare indietro nel tentativo di modificare il corso delle cose è una prova inutile e dolorosa. Infatti proprio come dice il nostro protagonista all’amica Charley “il passato è finito. Cercano tutti di convincersi che non è vero, ti portano a vedere i musei. Ma questo non è il passato. E tu il passato non lo ritroverai, né in Inghilterra né altrove”. Da segnalare l’ottima traduzione di Dario Villa.
Cristian Porcino
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mercoledì 22 luglio 2009
Frank McCourt e il suo “Ehi, Prof!”

Lo scrittore Frank McCourt si è spento all’età di 78 anni a causa di un male incurabile. McCourt autore americano ma di origini irlandesi aveva pubblicato “Le ceneri di Angela” nel 1997 e per il quale nello stesso anno vinse il premio Pulitzer . Tutte le opere di McCourt sono edite in Italia da Adelphi. Nel 2000 aveva pubblicato “Che paese l’America”, mentre nel 2005 aveva dato alle stampe il romanzo “Ehi, Prof!”. Vorrei proprio ricordarlo con questo testo che per me è stato fonte di ispirazione. Ho sempre voluto fare l’insegnante e leggere le avventure del professore McCourt per le scuole di Brooklyn, Manhattan e Staten Island nei suoi tre decenni di carriera è stata una bellissima esperienza. Così McCourt ricorda quegli anni: “dovrebbero dare una medaglia a chi scampa a un’infanzia infelice e poi finisce a fare l’insegnante, e io dovrei essere il primo a riceverla […] Nei miei trent’anni di insegnamento nelle scuole superiori di New York nessuno tranne i miei alunni mi ha mai degnato di un briciolo d’attenzione. Fuori dalla scuola ero invisibile. Poi ho scritto un libro sulla mia infanzia e sono diventato il mick più richiesto del momento ( a noi irlandesi ci chiamano così)”. La tipologia di scrittura di McCourt era immediata, senza fronzoli e senza piaggerie. La storia delle “Ceneri di Angela” è dura e toccante; tanto che il regista Alan Parker ne trasse un film omonimo molto suggestivo. Così in “Ehi, Prof” si rimane avviluppati in una fitta rete di emozioni che ogni aspirante docente dovrebbe comprendere. Proprio adesso che l’insegnamento nel nostro paese non è nelle priorità di nessun governo politico, bisognerebbe ritornare a rileggere uno dei romanzi più toccanti sul mondo della scuola e sul rapporto tra professori e discenti. Perché è proprio dalle aule delle scuole che i nostri figli, i nostri nipoti usciranno con o senza ideali e progetti per il futuro. È un nostro dovere tutelare la scuola e di conseguenza la cultura.
Cristian Porcino
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