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giovedì 1 gennaio 2026

Gli anni non cambiano nulla, se non cambiamo noi

 


In queste ore la rete si diverte a sfornare meme sull’intervento di Anna Oxa. Alla domanda su cosa si aspetti dal nuovo anno ha risposto che non si aspetta nulla dagli anni, perché siamo noi esseri umani a dover cambiare. E davvero non si capisce cosa ci sia da ridere. È una verità elementare, e proprio per questo indigesta: se non ci evolviamo noi, se non portiamo nel quotidiano il cambiamento che invochiamo a parole, nulla cambierà. Si ride per non dover capire. Si fa il meme per non fare il passo. 

Non serve essere fan di Oxa né filosofi da salotto per capirlo. Serve solo un minimo di lucidità. Quella che manca a certi filosofi da strapazzo che da anni ci rifilano la stessa sbobba, sempre uguale, dalle colonne di giornali altrettanto da strapazzo e fascistoidi.

Chi si delizia ad augurare le solite ovvietà, anno dopo anno, scambiandole per profondità, finisce solo per dimostrare la propria stupidità.
Tra la pseudo-filosofia d’accatto e la saggezza senza titoli, continuo a scegliere la seconda.
Ridiamo pure. Intanto restiamo fermi.

©️ Cristian A. Porcino Ferrara

sabato 5 aprile 2025

Violenza giovanile e Media

 




Negli ultimi tempi, la violenza giovanile è diventato un tema molto sentito per genitori, educatori e per tutta la comunità. Diverse ricerche hanno evidenziato un incremento dei comportamenti aggressivi nei ragazzi, e in molti si interrogano sulle possibili cause di questo fenomeno. Un aspetto da considerare attentamente è l'influenza dei media, in particolare delle serie tv. Queste ultime, spesso caratterizzate da trame coinvolgenti e personaggi affascinanti, possono avere un impatto notevole sulla percezione e l'accettazione della violenza. La visione giornaliera di programmi che raffigurano atti violenti come usuali o persino auspicabili può concorrere a desensibilizzare i ragazzi, e a raffigurare  la violenza come una soluzione valida per risolvere contrasti o frustrazioni. Inoltre, molte serie tv tendono a idealizzare comportamenti aggressivi, presentando protagonisti appartenenti a clan malavitosi o eversivi sotto una luce positiva. Questo potrebbe dar vita a un modello comportamentale che la Generazione Z potrebbe replicare, considerando la violenza un metodo efficace per risolvere le difficoltà. 



È fondamentale sottolineare che non tutte le serie tv hanno lo stesso impatto. Alcuni programmi affrontano la violenza in modo critico, mostrando le conseguenze negative delle azioni violente e promuovendo messaggi di empatia e risoluzione pacifica dei conflitti. Tuttavia, l'abbondanza di contenuti violenti nei media può rendere difficile la distinzione tra finzione e realtà. Come insegnante, osservo quotidianamente questa problematica. Gli studenti sono spesso nervosi e pronti a litigare in classe. Anche una semplice osservazione può diventare il  pretesto per scatenare in loro un conflitto. Questa rabbia trattenuta è un segnale di vulnerabilità emotiva e se non trova immediatamente sfogo, può dar vita a dei gesti disperati. Spesso noi adulti non riusciamo a capire i loro silenzi, e di conseguenza i più giovani si rifugiano in un mondo alternativo. (…) La piramide dei valori, con cui siamo cresciuti, si è ribaltata. Soldi e potere vanno ottenuti immediatamente, insieme alla notorietà sui social. Non importa il metodo. L'essenziale è mostrare, non essere! [...]  Bisogna anche promuovere e incentivare valide soluzioni e iniziative che favoriscano la collaborazione e il rispetto reciproco. In conclusione, la diffusione della violenza tra i giovani è un fenomeno complesso che richiede un approccio completo e multi generazionale. Le serie tv possono influenzare le percezioni e i comportamenti, ma con una guida appropriata e una comunicazione aperta, è possibile attenuare i loro effetti negativi e favorire una cultura meno conflittuale e più solidale.


© Cristian A. Porcino Ferrara