Ieri ho ricevuto questo messaggio privato che mi ha profondamente colpito. Ho chiesto al diretto interessato di poter condividere alcune parti del suo messaggio. Permesso accordato.
«Gentilissimo Prof. Porcino, dopo aver letto “Ciao, Prof!” ho subito ripensato ai miei anni passati sui banchi di scuola. Ho sperato per tutta la vita di imbattermi in un insegnante come lei ma non è mai accaduto. Ai miei tempi nessun insegnante è stato in grado di aiutarmi a partorire la fantasia che avevo dentro. Ero un fantasma che si materializzava solo durante le interrogazioni. Se ho un voto dunque esisto. (...) Il suo libro invece mi ha fatto fare pace con i miei trascorsi scolastici e oggi le dico grazie anche a nome di quei giovani studenti che attendono ancora di essere visti dai loro insegnanti per come sono davvero. A differenza sua però io non ho ricavato nulla dagli insegnamenti dei cosiddetti cattivi maestri e ho cercato, invece, di rimuoverli dal mio orizzonte esistenziale (...). Complimenti per lo splendido libro e per la passione che mette nel suo lavoro» Michele G.
Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon
In qualità di critico letterario mi occupo principalmente di recensire libri. Per l’invio di copie promozionali si prega di contattarmi tramite e-mail. Non si accettano file in formato Pdf, Epub, ecc., ma solamente copie cartacee. Si comunica che le recensioni pubblicate in questo blog sono a titolo gratuito. Non percepisco alcun tipo di pagamento da parte di editori o autori.
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sabato 11 luglio 2020
venerdì 5 maggio 2017
L'elzeviro del filosofo impertinente

Dopo le scuse di J. K. Rowling per aver fatto morire Piton nella saga di Harry Potter il mondo della letteratura è in subbuglio. Don Abbondio scrive incazzato ad Alessandro Manzoni per averlo descritto come un vigliacco e un pusillanime. Cyrano de Bergerac cita in tribunale Edmond Rostand con la seguente motivazione: "Invece di farmi un naso enorme non potevi crearmi con un pene gigante? Lo sai il danno d'immagine che mi hai provocato?". Geppetto, invece, dichiara alla stampa: "Io creo da un ciocco di legno un burattino vivente e Collodi si prende i diritti d'autore? Ne parlerò presto da Barbara d'Urso in TV!". Mi avvisano che fioccano lamentele un po' da tutte le parti. Biancaneve è furibonda con Walt Disney per averla costretta a baciare un principe con l'alitosi, e con i fratelli Grimm per non averla resa libera dalla disgrazia di dover prendere marito. In verità tutte le principesse delle fiabe reclamano piena indipendenza dall'universo maschile. Frodo Baggins ha disertato l'ennesimo riconoscimento perché in lite con Tolkien. La sua risposta ad una giornalista della Terra di Buck è stata: "Ma ha idea di cosa vuol dire rischiare la propria pelle per un fottuto anello? Ma andate tutti a quel paese! E per tutti intendo elfi, nani, umani e l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra". Si prevedono querele a gogò da parte dei protagonisti di tutte le storie del mondo. Questa società va proprio a rotoli. Chi lo avrebbe mai detto che i personaggi dei capolavori letterari si sarebbero ribellati contro i loro creatori? In tal senso volevo chiedere un'opinione su Melville a Bartleby lo scrivano ma, come al solito, mi ha risposto: "Preferirei di no!". In attesa di sapere come andrà finire rileggo con attenzione le bozze del mio prossimo romanzo per non incappare in una denuncia da parte dei miei figli formati da fogli.
E vissero tutti infelici e scontenti.
Cristian Porcino
® Riproduzione riservata
domenica 8 novembre 2009
Incontro con Andrea Balestri, il Pinocchio di Comencini
Andrea Balestri è stato il protagonista della celebre fiction Rai “Pinocchio” di Luigi Comencini. Da allora sono trascorsi molti anni vissuti pienamente fra gli alti e i bassi di una esistenza che di favoloso ha avuto ben poco. Nel 2008 si decide a scrivere un libro dal titolo “Io, il Pinocchio di Comencini” edito da Sassoscritto dove racconta alcuni retroscena del film omonimo. Il caso vuole che la Rai abbia prodotto e mandato in onda proprio una nuova versione di Pinocchio con attori italiani e inglesi che ha riscosso un grandissimo successo. Ad esempio nei panni del burattino di legno troviamo l’inglese Robbie Kay, Alessandro Gassman nel ruolo di Carlo Collodi, in quelli del gatto e della volpe Toni Bertorelli e Francesco Pannofino, etc. Dopotutto è lo stesso regista Alberto Sironi (Il commissario Montalbano) ad ammettere che questa miniserie non è paragonabile al lavoro del 1972. A questo punto è doveroso chiedere ad Andrea le sue impressioni su un personaggio che continua ad accompagnarlo nella sua vita:
1) Andrea quale ricordo ti è rimasto più vivo della tua esperienza trascorsa sul set del “Pinocchio” di Comencini?
«Essendo all’epoca io un bambino mi ricordo che mi divertivo moltissimo a giocare tra una ripresa e l’altra sul set, inoltre il ricordo più bello che ho è sicuramente aver conosciuto Luigi Comencini, per me è stato come un secondo padre: con la sua dolcezza è riuscito a farmi superare dei momenti sul set difficili da affrontare per un bambino di 7 anni e mezzo.»
2) Come è nata l’idea di scrivere un libro per ripercorrere gli anni da burattino?
«L’idea del libro è nata quasi per caso.
insieme a Stefano Garavelli, webmaster di www.leavventuredipinocchio.com ho notato che attraverso il sito mi scrivevano molti appassionati del film e molti di loro mi facevano le stesse domande. Inizialmente abbiamo pensato di creare una sezione del sito contenente le risposte alle domande più frequenti, poi poiché le domande aumentavano e i ricordi in me riaffioravano a poco a poco è nata dapprima l’idea di creare un fascicolo di 10 pagine e successivamente è diventato il libro che ho pubblicato. »
3) Il ruolo di Pinocchio, da te interpretato, ti ha portato più gioie o dolori?
«Mi ha lasciato dei bellissimi ricordi che hanno segnato la mia vita sicuramente in positivo: aver lavorato con dei grandi del cinema e persone straordinarie come Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e aver conosciuto Luigi Comencini. »
4) Cosa ne pensi della fiction rai dedicata alla creatura collodiana e andata in onda proprio in questi giorni?
«L’ho guardata e, pur essendo molto diversa dalla versione di Comencini mi son piaciute alcune soluzioni che hanno reso moderna questa favola eterna, come ad esempio la presenza di Collodi che quasi si mescola con la favola. »
5) Nel protagonista, il piccolo attore Robbie Kay, rivedi un po’ di te bambino?
«Sicuramente aver rivisto un altro nei panni di Pinocchio vestiti da me nel 1972 mi ha fatto rivivere i ricordi e l’emozione che quella esperienza mi ha lasciato. Devo dire che lui è più “attore” di me, sicuramente avrà fatto prima di Pinocchio già altre esperienze sul set, io invece ero stato scelto per il mio carattere spontaneo e naturale e non avevo avuto alcuna esperienza, proprio quello che cercava Comencini per il “suo” Pinocchio.»
6) Cosa ne pensi di una fatina che non è poi tanta turchina interpretata da Violante Placido o Luciana Littizzetto nei panni del grillo parlante e Bob Hoskins in quelli di Geppetto?
«Non chiedermi di fare troppi confronti, è naturale che io sia ovviamente affezionato al film che ho interpretato da protagonista: posso dire che sono bravissimi attori e che forse ho trovato La Littizzetto la più adatta per il ruolo che le hanno affidato, senza nulla togliere agli altri. »
7) Quali sorprese ci riservi per il tuo futuro?
«Nelle prossime settimane uscirà un podcast scaricabile gratuitamente su ITunes, e sul mio sito ufficiale www.andreabalestri.it,
Inoltre sto ultimando un documentario/tributo al film del 1972 dove ripercorro tutte le location del film rimaste magicamente intatte con testimonianze di quanti hanno lavorato dietro le quinte dello sceneggiato, un doveroso omaggio a Comencini: dopo 40 anni sento di doverglielo.
Per il prossimo anno invece ho in mente uno spettacolo teatrale di cui saprete presto sul mio sito ufficiale. »
1) Andrea quale ricordo ti è rimasto più vivo della tua esperienza trascorsa sul set del “Pinocchio” di Comencini?
«Essendo all’epoca io un bambino mi ricordo che mi divertivo moltissimo a giocare tra una ripresa e l’altra sul set, inoltre il ricordo più bello che ho è sicuramente aver conosciuto Luigi Comencini, per me è stato come un secondo padre: con la sua dolcezza è riuscito a farmi superare dei momenti sul set difficili da affrontare per un bambino di 7 anni e mezzo.»
2) Come è nata l’idea di scrivere un libro per ripercorrere gli anni da burattino?
«L’idea del libro è nata quasi per caso.
insieme a Stefano Garavelli, webmaster di www.leavventuredipinocchio.com ho notato che attraverso il sito mi scrivevano molti appassionati del film e molti di loro mi facevano le stesse domande. Inizialmente abbiamo pensato di creare una sezione del sito contenente le risposte alle domande più frequenti, poi poiché le domande aumentavano e i ricordi in me riaffioravano a poco a poco è nata dapprima l’idea di creare un fascicolo di 10 pagine e successivamente è diventato il libro che ho pubblicato. »
3) Il ruolo di Pinocchio, da te interpretato, ti ha portato più gioie o dolori?
«Mi ha lasciato dei bellissimi ricordi che hanno segnato la mia vita sicuramente in positivo: aver lavorato con dei grandi del cinema e persone straordinarie come Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e aver conosciuto Luigi Comencini. »
4) Cosa ne pensi della fiction rai dedicata alla creatura collodiana e andata in onda proprio in questi giorni?
«L’ho guardata e, pur essendo molto diversa dalla versione di Comencini mi son piaciute alcune soluzioni che hanno reso moderna questa favola eterna, come ad esempio la presenza di Collodi che quasi si mescola con la favola. »
5) Nel protagonista, il piccolo attore Robbie Kay, rivedi un po’ di te bambino?
«Sicuramente aver rivisto un altro nei panni di Pinocchio vestiti da me nel 1972 mi ha fatto rivivere i ricordi e l’emozione che quella esperienza mi ha lasciato. Devo dire che lui è più “attore” di me, sicuramente avrà fatto prima di Pinocchio già altre esperienze sul set, io invece ero stato scelto per il mio carattere spontaneo e naturale e non avevo avuto alcuna esperienza, proprio quello che cercava Comencini per il “suo” Pinocchio.»
6) Cosa ne pensi di una fatina che non è poi tanta turchina interpretata da Violante Placido o Luciana Littizzetto nei panni del grillo parlante e Bob Hoskins in quelli di Geppetto?
«Non chiedermi di fare troppi confronti, è naturale che io sia ovviamente affezionato al film che ho interpretato da protagonista: posso dire che sono bravissimi attori e che forse ho trovato La Littizzetto la più adatta per il ruolo che le hanno affidato, senza nulla togliere agli altri. »
7) Quali sorprese ci riservi per il tuo futuro?
«Nelle prossime settimane uscirà un podcast scaricabile gratuitamente su ITunes, e sul mio sito ufficiale www.andreabalestri.it,
Inoltre sto ultimando un documentario/tributo al film del 1972 dove ripercorro tutte le location del film rimaste magicamente intatte con testimonianze di quanti hanno lavorato dietro le quinte dello sceneggiato, un doveroso omaggio a Comencini: dopo 40 anni sento di doverglielo.
Per il prossimo anno invece ho in mente uno spettacolo teatrale di cui saprete presto sul mio sito ufficiale. »
Cristian Porcino
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