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sabato 25 marzo 2023

Harry Potter e Dante


(ARS Istruzione Misterbianco) In occasione del Dantedì ho proposto alle mie allieve una lettura comparata tra Divina Commedia e Harry Potter per evidenziare gli elementi filosofici presenti nell'universo potteriano e i diversi parallelismi con l'opera di Dante.





domenica 1 gennaio 2023

Riflessione di inizio anno


Come sempre non nutro particolari aspettative per l'anno nuovo. Vivo questa ricorrenza con la semplice consapevolezza di essere me stesso fino in fondo e forse un po' più alleggerito e sereno rispetto al passato. Nel bene e nel male non ho mai tradito i miei ideali e non mi sono venduto a nessun commerciante di (in)felicità. Siamo noi a determinare la nostra vita e di conseguenza dobbiamo lasciarci andare di più e riscoprire l'alfabeto emotivo per poi metterlo in pratica. I miei allievi conoscono ormai a memoria questa mia fissazione per l’educazione emozionale. 

La vita è una e non dobbiamo mai permettere a nessun giudizio altrui di interferire nelle nostre esistenze.  

Impariamo ad accettarci e ad amarci di più. Smettiamola di inseguire modelli standardizzati che ci causano sofferenza e negatività. Ognuno di noi è un esemplare unico ed irripetibile. Come ci ricorda Albus Silente: "Non importa come sei nato, importa quello che diventi".

Io non posso abbracciarvi singolarmente ma immaginatelo intensamente e mi sentirete vicino.

Infine vorrei ricordare una frase che Sirius Black rivolge a Harry Potter: “Tutti abbiamo luce e oscurità dentro di noi. Ciò che conta è la parte su cui scegliamo di agire. Ecco chi siamo veramente". 

Buon 2023 🤗

Cristian

lunedì 23 novembre 2020

Un dono per un insolito Natale

E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo? Avete già pensato a cosa far trovare sotto l’albero in questo Natale pieno di speranze e diverso dal solito? A quanti di voi sarebbe venuto in mente di poter ascoltare un artista come Mengoni e prenderne uno spunto di riflessione per capire l’umanità? Ho trovato esilarante l’accostamento di tematiche importanti come l’omofobia ad argomenti leggeri e piacevoli come il testo di una canzone. Addentrandomi nel vivo della lettura del libro di cui intendo parlarvi, sono rimasta incantata da spezzoni di vita personale inseriti all’interno di quest’ultimo tra un capitolo e l’altro, proprio come se l’autore volesse far immedesimare ed appassionare passo dopo passo il lettore! Con estrema gioia noto che ragazzi soprattutto adolescenti, ritrovano finalmente nella scuola un punto di incontro, di confronto e non (come di solito accade) di diniego e soffocamento. “Ciao, Prof!” (è questo il titolo del libro di cui vi parlavo) è una lettura veramente piacevole, ti farà riscoprire la voglia di leggere, conoscere ma soprattutto di domandare e riflettere; e chi poteva più di questo fantastico ed originale Prof liceale, pensare di poter parlare di Harry Potter (saga di fama mondiale che unisce grandi e piccini) ed arrivare ad argomentare concetti cosi profondi?! All’interno troviamo esempi che vanno dalla mitologia come il mito di Abelardo e Eloisa alla filosofia di Socrate, dalla favola di Pinocchio alla filosofia del sorriso accostato a Woody Allen e per finire si fa anche riferimento al grande Charlie Chaplin. Insomma il libro perfetto da leggere in compagnia o da soli nelle giornate “freddose” con un plaid sulle gambe ed una bella manciata di pop-corn! Nel ringraziare il Prof Cristian A. Porcino Ferrara per aver portato una bella ventata di filosofia ai nostri tempi che interesserà tutti, consapevoli di leggere un libro davvero “social” da far trovare magari sotto l’albero vi auguro buona lettura! E voi? Siete riusciti a ritagliarvi un po’ di tempo? (Dott.ssa Martina Di Benedetto). Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

giovedì 16 luglio 2020

Quattro chiacchiere con l’autore di “Ciao, Prof!”

I lavori di Cristian A. Porcino Ferrara sono interessanti rispetto alle normali pubblicazioni filosofiche specialistiche poiché (PECCATO NON AVERLO AVUTO COME PROF ALLE SUPERIORI) va direttamente al sodo e senza tanti giri di paroloni o espressioni complicate.
foto storia di topolino.
Ma a volte ciò è un bene perché ti spinge ad interessarti alla materia ed arriva al cuore e all'anima della gente: (https://youtu.be/4XkghDlnkbo)

Proprio per questo volevo approfondire il suo ultimo lavoro “Ciao, Prof!” e gli ho fatto alcune domande:

1) Come mai hai dedicato il libro a Luciano De Crescenzo che in vita è stato spesso emarginato e snobbato dai media mainstream?

«A un anno dalla sua scomparsa era per me doveroso dedicare il libro a colui che mi ha spinto ad intraprendere i sentieri della filosofia. Nel libro racconto delle lettere che ci siamo scritti in questi anni. È stato il mio maestro e si sente la sua mancanza. Chi lo ha snobbato in verità lo ha solamente invidiato. Luciano era capace di spiegarti un concetto complesso con metafore ed esempi illuminanti. Infatti in “Ciao, Prof!” racconto dell’interesse mostrato dai miei allievi per i suoi libri.»

2) Ottimo modo di affrontare il bullismo non parlandone direttamente solo come gesto di violenza fisica ma in maniera ampia e proponendo anche degli anticorpi per difendersi. Come mai questa scelta?

«Ogni forma di violenza e di prevaricazione nei confronti di qualcuno che non è in grado di difendersi va fermata immediatamente. Spesso ci soffermiamo sui gesti e non pensiamo quasi mai al peso delle parole. Una frase o una battuta possono ghettizzare e ferire più di uno schiaffo. Mettere alla gogna qualcuno significa bullizzarlo e quindi violentarlo nell’anima. Se vogliamo estirpare il bullismo e il cyberbullismo dobbiamo iniziare a fare una riflessione seria sul linguaggio e i mezzi che utilizziamo continuamente. I miei studenti sanno che in classe applico una tolleranza zero per i fenomeni di bullismo. Durante le mie lezioni di Educazione Civica mi sono soffermato a lungo su tale problematica e devo dire che ho riscontrato in loro una grande voglia di cambiamento».

3) Visto che hai dedicato un capitolo alla lotta contro l'omofobia cosa ne pensi della legge che ne punisce l'odio? Oppure come affermano alcuni << Le leggi sull'odio sanno di regime. Non approverò mai una legge che mi cancella in favore di maschi che si sentono donne, così come non accetto di non poter più dire che un bambino nasce da uomo e donna o che non devo chiamarmi più donna ma persona che mestrua sennò sarei transofoba. In Inghilterra avviene, informati. Io non sacrifico la mia identità per i capricci di una minoranza di eccentrici sessuali.>> ?

«Chi ha già letto i miei libri precedenti (Canzoni contro l’omofobia e la violenza sulle donne e Altro e altrove) sa già come la penso in merito. Combatto l’omofobia e la misoginia da anni e di conseguenza confido molto in questa legge e nella sua approvazione. Ai miei studenti ho sempre insegnato a lottare quotidianamente per combattere l’omofobia e gli stereotipi di genere. Le affermazioni che citi sinceramente non meritano un ulteriore commento. L’ignoranza è una brutta bestia e chi fa determinate affermazioni deve avere poi il coraggio di affrontare le conseguenze, anche penali, delle proprie parole. È giunto il momento di punire chi semina odio!».

4) Dal capitolo su Abelardo ed Eloisa, J.Paul Sartre e Simone de Beauvoir desumo che sei un nostalgico delle vecchie gite d'istruzione ?

«Ho visitato le tombe di Sartre-De Beauvoir e il monumento funebre eretto in memoria di Abelardo e Eloisa non in gita scolastica ma durante un viaggio personale fatto a Parigi diversi anni fa. Ho viaggiato tanto e fin da piccolo ma questo lo devo certamente ai miei genitori e non alla scuola. Per avere nostalgia di qualcosa devi averla provata e io al liceo non ho fatto gite d’istruzione così importanti»

5) Come fare ad ignorare certi individui, o enti nel tuo caso, per consegnarli all'oblio e quindi non cadere nell'odio?

«John Fitzgerald Kennedy diceva: “Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”. Il metodo più efficace per ignorare individui o enti che non si sono comportati bene con noi è proprio quello di consegnarli all’oblio. Nominarli significa conferirgli un’importanza che non meritano. Per vivere bene occorre sgombrare il campo dall’odio e da futili recriminazioni. Nella tradizione ebraica dare un nome a qualcuno è fondamentale perché esiste un legame tra l’anima e chi lo porta. Motivo per cui non nominando il nome di un soggetto non solo lo consegniamo all’oblio ma lo spostiamo in una sorta di limbo lontano dalla nostra realtà. L’oblio talvolta è necessario per sopravvivere. Infatti nella Storia sono stati fatti diversi Patti dell’oblio. Penso ad esempio a Trasibulo nel 404 a.C o a certi richiami presenti anche nell’Editto di Nantes (1598). Per andare avanti e non pensare troppo ai torti subiti dobbiamo stipulare nuovi Patti della Dimenticanza. Forse come sosteneva Ethel Darling “Quando si protegge il passato, si perde il futuro”».

6) Poeta o filosofo? Oppure entrambi?

«Ti rispondo con dei versi di Emily Dickinson che ho sempre amato: "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce”.


(Giuseppe Scano)


Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

sabato 11 luglio 2020

"Ciao, Prof!" e l'empatia di un lettore

Ieri ho ricevuto questo messaggio privato che mi ha profondamente colpito. Ho chiesto al diretto interessato di poter condividere alcune parti del suo messaggio. Permesso accordato.

«Gentilissimo Prof. Porcino, dopo aver letto “Ciao, Prof!” ho subito ripensato ai miei anni passati sui banchi di scuola. Ho sperato per tutta la vita di imbattermi in un insegnante come lei ma non è mai accaduto. Ai miei tempi nessun insegnante è stato in grado di aiutarmi a partorire la fantasia che avevo dentro. Ero un fantasma che si materializzava solo durante le interrogazioni. Se ho un voto dunque esisto. (...) Il suo libro invece mi ha fatto fare pace con i miei trascorsi scolastici e oggi le dico grazie anche a nome di quei giovani studenti che attendono ancora di essere visti dai loro insegnanti per come sono davvero. A differenza sua però io non ho ricavato nulla dagli insegnamenti dei cosiddetti cattivi maestri e ho cercato, invece, di rimuoverli dal mio orizzonte esistenziale (...). Complimenti per lo splendido libro e per la passione che mette nel suo lavoro» Michele G.

Il libro "Ciao, Prof!" è in vendita su Amazon

venerdì 5 maggio 2017

L'elzeviro del filosofo impertinente


Dopo le scuse di J. K. Rowling per aver fatto morire Piton nella saga di Harry Potter il mondo della letteratura è in subbuglio. Don Abbondio scrive incazzato ad Alessandro Manzoni per averlo descritto come un vigliacco e un pusillanime. Cyrano de Bergerac cita in tribunale Edmond Rostand con la seguente motivazione: "Invece di farmi un naso enorme non potevi crearmi con un pene gigante? Lo sai il danno d'immagine che mi hai provocato?". Geppetto, invece, dichiara alla stampa: "Io creo da un ciocco di legno un burattino vivente e Collodi si prende i diritti d'autore? Ne parlerò presto da Barbara d'Urso in TV!". Mi avvisano che fioccano lamentele un po' da tutte le parti. Biancaneve è furibonda con Walt Disney per averla costretta a baciare un principe con l'alitosi, e con i fratelli Grimm per non averla resa libera dalla disgrazia di dover prendere marito. In verità tutte le principesse delle fiabe reclamano piena indipendenza dall'universo maschile. Frodo Baggins ha disertato l'ennesimo riconoscimento perché in lite con Tolkien. La sua risposta ad una giornalista della Terra di Buck è stata: "Ma ha idea di cosa vuol dire rischiare la propria pelle per un fottuto anello? Ma andate tutti a quel paese! E per tutti intendo elfi, nani, umani e l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra". Si prevedono querele a gogò da parte dei protagonisti di tutte le storie del mondo. Questa società va proprio a rotoli. Chi lo avrebbe mai detto che i personaggi dei capolavori letterari si sarebbero ribellati contro i loro creatori? In tal senso volevo chiedere un'opinione su Melville a Bartleby lo scrivano ma, come al solito, mi ha risposto: "Preferirei di no!". In attesa di sapere come andrà finire rileggo con attenzione le bozze del mio prossimo romanzo per non incappare in una denuncia da parte dei miei figli formati da fogli.
E vissero tutti infelici e scontenti.


Cristian Porcino

® Riproduzione riservata

lunedì 2 marzo 2009

“L’Incantesimo Harry Potter”: intervista a Marina Lenti


“L’Incantesimo Harry Potter” di Marina Lenti (DelosBook) è un saggio affascinante sul mondo del maghetto occhialuto, scritto con grande maestria e soprattutto coinvolgente sino alla fine. L’autrice è una delle maggiori esperte italiane del personaggio partorito dalla fervida immaginazione della scrittrice J.K. Rowling. Il testo affronta attraverso 17 capitoli la nascita di Harry Potter, e di conseguenza la storia scritta in ognuno dei suoi 7 libri che compongono la saga potteriana.
La Lenti spinta da un ottimo piglio critico passa in rassegna anche le storture dovute ad errate traduzioni in italiano di nomi o termini che la Rowling aveva creato per dare un senso al costrutto narrativo della fiaba di Harry Potter. Pensiamo al cognome del preside di Hogwarts Albus Dumbledore diventato invece in italiano Silente, o a quello della Professoressa McGonagall divenuta McGranitt, ecc. La scrittrice milanese Marina Lenti, illustrerà nel corso di questa interessante intervista che ha rilasciato, l’universo magico e incantato creato dalla Rowling, per la gioia di tutti i “babbani”, e non solo!


1. Il suo saggio è pervaso da un’autentica passione per la letteratura ed in special modo per quella fiabesca. In “L’Incantesimo Harry Potter” Lei dimostra una conoscenza non indifferente della genealogia psicologica dell’eroe fantastico. Quando è nata la sua passione per la fiaba e di conseguenza per il mondo potteriano?

«Le fiabe mi hanno sempre appassionata fin da piccola, come succede alla maggior parte dei bambini. Nell’adolescenza, un’impostazione scolastica umanistica mi ha insegnato ad approfondire tutti gli argomenti di mio interesse con un taglio piuttosto esegetico, e così ho scoperto che anche le fiabe potevano essere rilette e che era possibile scoprirne nuovi significati se le si osserva da differenti angolazioni. Così ho iniziato a leggere libri che le studiavano dal punto di vista semiotico, antropologico e psicanalitico. Una parte di questo bagaglio è tornata poi molto utile durante la redazione del saggio su Harry Potter, la cui storia considero una fiaba a tutti gli effetti, perché di essa ha tutte le caratteristiche.Per quanto riguarda la passione potteriana, nasce in prima luogo da quella di semplice lettrice. Ma in virtù della formazione di cui sopra, come ho detto tendo a voler approfondire tutto ciò che incontra il mio interesse, dunque ho iniziato lo stesso processo di analisi anche sul maghetto di J.K. Rowling. Poi è arrivata la collaborazione con FantasyMagazine e da lì Harry Potter è diventato, volente o nolente (ma sempre piacevolmente), il mio ‘pane quotidiano’…»

2. Alla saga di Harry Potter va riconosciuto il merito di aver fatto accostare - forse per la prima volta - i bambini al mondo della lettura. Secondo Lei cosa ha influito sull’immaginario collettivo di bambini e adulti affinché il giovane Potter potesse entrare nei cuori di così tante persone?

«Sicuramente la saga di Harry Potter ha riavvicinato le nuove generazioni ai libri, sì. Statisticamente si legge infatti sempre meno e i ragazzi di oggi, con tutte le possibilità a loro disposizione, finivano – prima dell’avvento di Harry Potter - per prediligere l’aspetto visivo e immediato dei videogiochi o della tv rispetto a quello introspettivamente immaginativo della carta stampata. J.K. Rowling ha felicemente invertito questa tendenza e non di rado i ragazzi che sono rimasti folgorati dai suoi libri si mettono poi in cerca di volumi capaci di regalare loro ulteriori dosi di ‘sense of wonder’. In questo modo molti stanno scoprendo il genere fantastico, che del resto sta vivendo una felice stagione anche al cinema, con la trasposizione su grande schermo di molti best seller appartenenti a questa categoria.In riferimento all’impatto che il maghetto ha avuto sulle loro abitudini di lettura, non conosco studi attinenti al nostro Paese, ma so che un sondaggio commissionato da editrice Scholastic (la casa editrice di Harry Potter in USA), effettuato su un campione di Americani fra i 5 e i 17 relativo all’anno 2006 ha messo in luce anche altri benefici indiretti, oltre a quello dell’affezione ai libri: anche il rendimento scolastico è infatti migliorato per il 65% del campione. Su 500 ragazzi intervistati, più della metà ha dichiarato che, prima di Harry Potter, non aveva mai letto un libro per svago. Sono dati che fanno pensare…Gli ingredienti che hanno creato il successo di Harry Potter sono tanti, e tutti usati sapientemente: da una scrittura semplice ma accattivante e ricca di humour, a un universo estremamente fantasioso e accuratamente pianificato, a una trama avvincente come un giallo, alla rielaborazione di materiale archetipo e materiale mitologico, ai personaggi che replicano vizi e virtù simili a quelle del mondo non magico, alla ironica contiguità di quest’ultimo col nostro ordinario tran tran che nulla sospetta e di nulla si avvede, anche di fronte alle situazioni più estreme, per le quali riesce sempre a trovare una spiegazione ‘logica’.Su questo piatto forte estremamente composito, senza il quale nulla sarebbe stato possibile, J.K. Rowling ha saputo apportare la ‘decorazione’ di un’intelligente campagna di marketing, molto semplice ma efficace: quella di creare suspense sul prosieguo della vicenda, tenendo accuratamente nascosti certi particolari ed eludendo a bella posta determinate domande. Questo accorgimento ha portato la curiosità del pubblico (e della stampa) a livelli febbrili. L’avvento dei film ha poi fatto il resto, dal momento che qualsiasi libro, non importa quanto già di successo, trae dalla trasposizione cinematografica un’eco pubblicitaria enormemente amplificata.»

3. Lei crede che la Rowling darà un seguito alla vita di Harry Potter, oppure è del parere che l’universo potteriano sia completo già di per sé? A mio avviso l’ultimo libro non chiarisce molti punti e questo potrebbe far sorgere alcuni sospetti su un probabile continuo. Che ne pensa?

«È verissimo che parecchie questioni, nell’ultimo romanzo, rimangono in sospeso o non sono dipanate in modo del tutto soddisfacente. Credo che il fatto di avere messo così tanta ‘carne al fuoco’, con una trama piuttosto complessa e ricca di complicazioni, e con parecchie sottotrame parallele, alla fine si sia rivelata un fattore abbastanza difficile da gestire nel tassello conclusivo della saga. Tuttavia la storia è comunque completa e la stessa Rowling ha dichiarato che, pur essendo fortemente tentata di indugiare in un mondo che l’ha accompagnata per 17 anni e che le ha permesso di non soccombere alla depressione e alla povertà in cui versava prima della pubblicazione, non c’è l’intenzione, da parte sua, di continuare su questa strada.C’è tuttavia in progetto l’enciclopedia dove troveranno posto tutte le notizie extra che non hanno trovato modo di inserirsi nei romanzi. La scrittrice non ha fissato una scadenza per questo lavoro, ma ha comunque dichiarato di volerlo portare a termine. Inoltre, proprio recentemente ci ha deliziati con lo ‘pseudobiblium’ Le Fiabe di Beda il Bardo, un volumetto che ‘figlia’ dalla saga di Harry Potter come già fecero ‘Il Quidditch attraverso i secoli’ e ‘Gli Animali Fantastici – dove trovarli’.Infine, sappiamo, per via di dichiarazioni rilasciate già alla fine del 2007 alla stampa americana, che questa prolificissima autrice sta da tempo lavorando anche ad altri due libri: uno destinato agli adulti e uno ai bambini. Quest’ultimo sembra essere quello giunto allo stadio più avanzato, quindi è verosimile che, se vedrà la luce della pubblicazione, lo farà prima dell’altro. Certo, avendo esordito con un’opera della qualità di Harry Potter non sarà facile eguagliare se stessa, sapendo oltretutto quanto è alta l’aspettativa di tutti gli appassionati.»


intervista a cura del dott. Cristian Porcino