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lunedì 5 ottobre 2026

Giornata Mondiale degli Insegnanti: ma quali auguri?

 


Oggi ricorre la Giornata Mondiale degli Insegnanti. E io, che da quasi nove anni cerco di insegnare a stare al mondo prima ancora che sulle carte, mi chiedo: ma quali auguri?

In Italia abbiamo questa bellissima abitudine: ci piace creare i santi per potergli tirare le pietre. Per trecentosessantaquattro giorni all’anno l’insegnante è quello dei "tre mesi di vacanza", quello che secondo certi politici fa solo da parcheggio ai figli, o il responsabile di tutti i mali della nazione.

Poi, arrivati al 5 ottobre, ci mettiamo la giacca buona e facciamo le celebrazioni retoriche.
Se lavori nella scuola statale ti trattano da impiegato del catasto; se poi, come me, lavori nella formazione professionale regionale, entri direttamente nella categoria dei filosofi stoici: perché ci vuole una pazienza senecana per insegnare quando lo stipendio lo vedi dopo sette, otto mesi, o magari dopo un anno intero.

Diceva Cartesio: "Cogito ergo sum", penso dunque sono. Bellissimo. Ma per vivere non basta mica il solo pensiero: ci vuole anche un piatto a tavola e, soprattutto, una piccola "speranzella" per costruire il domani. E questa speranzella andrebbe costruita oggi, non domani.

Diceva pure Socrate che il compito del maestro è la maieutica, cioè far nascere le idee. Oggi invece sembra essere quello del capro espiatorio: qualsiasi cosa non vada, la colpa è della scuola. Siete tutti convinti che il nostro sia il lavoro più bello del mondo, eppure ci pagate come apprendisti e venite in classe a contestare le nostre decisioni.

Allora facciamo un patto di civiltà, come nell'antica Grecia: lasciamo a ciascuno la propria arte.
A voi genitori spetta l'educazione familiare, e noi non veniamo a casa vostra a dirvi come crescere i figli. A noi spetta l'arte della didattica, per la quale abbiamo studiato.

Se volete davvero festeggiarci, lasciate perdere le parole al miele: dateci rispetto. Economico, contrattuale e umano.


Cristian A. Porcino Ferrara


domenica 14 novembre 2021

Un insegnante può salvarti la vita


«La lettura del libro di Porcino mi ha emozionato. Anch'io, come i suoi studenti, ho frequentato una scuola professionale e ho capito che un bravo insegnante può davvero cambiarti la vita. La mia docente di lettere però non ci incoraggiava e non si sforzava di coinvolgerci perché, a dir suo, chi non frequentava un liceo valeva intellettualmente ben poco. Questa sua connotazione classista e razzista non mi ha impedito però di inseguire i miei obiettivi. Adesso ho un ristorante e quando posso organizzo nel mio locale delle presentazioni di giovani scrittori. Per questo motivo ammiro gli allievi del professor Porcino perché possono contare su un docente che non si fa guidare dai pregiudizi ma esclusivamente dall'amore per l'insegnamento. Leggere "Ciao, Prof!" è stata un'esperienza formativa. Lo consiglio veramente a tutti coloro che amano emozionarsi.»

(Alberto D.), - Treviso 


Il libro “Ciao, Prof!” è in vendita su Amazon

lunedì 25 novembre 2019

Il Cirs di Misterbianco contro la violenza sulle donne

Questa mattina la sede CIRS di Misterbianco, Ente di istruzione e formazione professionale, ha presentato il risultato del Progetto extracurriculare NOICONTROLAVIOLENZASULLEDONNE. La manifestazione si è tenuta a Misterbianco presso la sala conferenze del prestigioso "Stabilimento Monaco". Presenti alla manifestazione, oltre ai Dirigenti Regionali e locali del CIRS, anche i Dirigenti scolastici di Misterbianco. Grazie al CIRS per aver creduto fin dal primo momento a questo importantissimo progetto e a tutti i colleghi e discenti che si sono uniti per combattere la violenza di genere. Come sosteneva Cristina Trivulzio di Belgiojoso nel 1866: “Che le donne felici e stimate del futuro rivolgano i pensieri al dolore e all’umiliazione di quelle che le hanno precedute nella vita e ricordino con un po’ di gratitudine i nomi di quante hanno aperto e preparato la strada alla loro mai gustata e forse sognata libertà”.

Cristian Porcino