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venerdì 5 giugno 2026

FUTURA celebra la Repubblica: studenti, musica e Costituzione in scena

 


Nella sala del Teatro Stabile Futura di Catania è andato in scena il saggio di fine anno della scuola professionale FUTURA. Un evento che ha voluto omaggiare gli 80 anni della Repubblica Italiana, calando questa importante ricorrenza nella realtà quotidiana. A condurre la serata è stata la direttrice, la dott.ssa Giovanna Cirinesi, che con la scioltezza di una navigata conduttrice ha accompagnato il pubblico attraverso i vari momenti della manifestazione.


Sul palco, ogni allievo e allieva ha dato prova delle competenze acquisite lungo il proprio percorso di studi nei vari indirizzi professionalizzanti.



Durante l'evento, il Direttore Generale – nonché "padre" di FUTURA – Gaspare Cirinesi, ha voluto ricordare al pubblico che i sogni possono trovare concretezza e che il significato dell'inclusività va riempito di senso, e mai svuotato. Parole che riflettono appieno la filosofia della scuola. Dietro ogni passaggio dello spettacolo, infatti, batte un cuore: il cuore pulsante di una gioventù e di una nazione che meritano di essere viste.



Il risultato è stato un omaggio sentito e privo di retorica, capace di portare la nostra Costituzione direttamente tra la gente. Un intento reso ancora più tangibile da un dolce pensiero: a tutti gli intervenuti, infatti, è stato donato un biscotto tricolore con allegato un articolo della Costituzione.



Proprio la "Carta più bella del mondo", grazie a un'intuizione del Professore Messineo, è diventata anche una canzone "Rep", dove il richiamo alla Repubblica si fonde con il linguaggio della musica.


Un brano d'impatto che evidenzia le storture di una società che troppo spesso disattende i principi costituzionali. Ma il messaggio finale scuote le coscienze: come ricorda il testo, è ora di smetterla di incolpare il sistema o gli altri e di svegliarsi da questo torpore morale. Lo Stato siamo noi e, di conseguenza, spetta a noi costruire il domani.



Complimenti a FUTURA, una realtà che dimostra come il domani si prepari oggi, con le braccia e con il cuore. E d'altronde, proprio come cantava Lucio Dalla nella sua celebre Futura: "...aspettiamo senza avere paura domani".

©️ Cristian A. Porcino Ferrara




lunedì 18 maggio 2026

Costruire il rispetto: a Catania la scuola si unisce contro odio e omofobia


 

“Costruire il rispetto contro odio e discriminazioni”

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, si è svolto presso la Sala Teatro Stabile Futura di Catania l’incontro formativo “Costruire il rispetto contro odio e discriminazioni”, promosso dalla scuola di Formazione Professionale FUTURA di Catania ideato e coordinato dal Prof. Cristian Adriano Porcino.

Forte il messaggio agli studenti di Futura Catania dell’Avv. Santina Caffo, Vice Comandante della Polizia Locale di Misterbianco,  tra i protagonisti dell'iniziativa, che ha rivolto ai ragazzi un intenso intervento dedicato al rispetto delle regole, alla responsabilità personale e alla prevenzione di ogni forma di bullismo, cyberbullismo e discriminazione.



Nel corso dell’incontro, l’Avv. Caffo ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola, delle famiglie e delle istituzioni nel costruire una cultura dell’inclusione e della legalità, evidenziando come “una scuola sicura sia una scuola in cui nessuno deve avere paura di essere sé stesso”.

Particolare attenzione è stata dedicata ai rischi connessi all’uso distorto dei social network, spesso terreno fertile per cyberbullismo, revenge porn, diffusione di contenuti offensivi e isolamento sociale. Un richiamo forte è stato rivolto ai giovani affinché comprendano che dietro ogni gesto online esistono conseguenze reali, umane e anche giuridiche.

“Il bullismo non è forza, la violenza non è coraggio, la discriminazione non rende superiori” – ha affermato la Vice Comandante – ribadendo come offendere, emarginare o umiliare qualcuno per il proprio aspetto fisico, orientamento affettivo, identità personale, religione o provenienza significhi violare la dignità umana.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti normativi e penali: l’Avv. Caffo ha illustrato ai ragazzi i principali reati che possono coinvolgere i minori, spiegando che molti comportamenti spesso considerati “semplici scherzi” possono invece configurare fatti penalmente rilevanti.

Si è fatto cenno anche alle misure di sicurezza previste per i minorenni autori di reato, come la libertà vigilata o il collocamento in comunità, con finalità educative e di recupero, nell’interesse del minore e della collettività.

Fondamentale il richiamo al ruolo degli “spettatori”, invitati a non restare indifferenti davanti alle ingiustizie: “Avere coraggio oggi significa scegliere di non partecipare all’umiliazione degli altri”.

Intervento Avv. Caffo:



Incisivo e toccante l'intervento del Prof. Cristian Adriano Porcino

che  si occupa da anni di dare voce a chi viene silenziato da una cultura patriarcale e sessista.

Il Prof. Porcino ha affrontato con fermezza il contrasto al bullismo omofobico e la decostruzione dei pregiudizi legati all'identità.



Ha analizzato l'impatto devastante del linguaggio svalutante e dei cliché più comuni che sminuiscono i sentimenti dei giovani, sottolineando come l'isolamento scolastico e familiare mini la serenità degli studenti. Molte di queste cruciali tematiche, incentrate sull'educazione all'unicità e sull'inclusione, sono ampiamente approfondite nel suo libro "Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio".  L'incontro ha evidenziato una verità profonda: chi non ha mai vissuto la discriminazione sulla propria pelle difficilmente può empatizzare davvero con il dolore di chi la subisce, rendendo incontri di sensibilizzazione come questo fondamentali per scardinare l'indifferenza.

Intervento Prof. Porcino:


















lunedì 11 maggio 2026

Inclusione e consapevolezza: un incontro per gli studenti di Futura

 


Costruire il rispetto: una mattinata di confronto contro ogni discriminazione

In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la scuola di formazione professionale Futura promuove un momento dedicato alla riflessione sui temi dell’inclusione, del rispetto e della convivenza civile. Lunedì 18 maggio 2026, dalle ore 08:30 alle 13:00, presso la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, via Macallè 3, gli studenti parteciperanno a un incontro pensato per approfondire il valore dell’ascolto, dell’empatia e del contrasto a ogni forma di bullismo e discriminazione. La mattinata prenderà spunto dal volume Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio del Prof. Cristian Adriano Porcino, docente dell’istituto e autore del testo. Attraverso letture guidate, momenti di dialogo e attività di cine-forum, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso di consapevolezza e crescita civile. Interverranno: - Prof. Cristian Adriano Porcino, autore e docente - Santina Caffo, avvocato e Vice Comandante della Polizia Locale - Un team multidisciplinare di esperti dedicati ai temi dell’ascolto e delle relazioni
L’iniziativa nasce con l’intento di offrire ai giovani occasioni di confronto autentico e strumenti utili per contribuire a una comunità scolastica sempre più inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.

mercoledì 13 settembre 2017

Franco Battiato in concerto - Messa Arcaica - domenica 17 settembre ore 21, Teatro Greco Romano di Catania

Comunicato stampa

FRANCO BATTIATO E LA SUA MESSA ARCAICA
UN GRANDE EVENTO PER CONCLUDERE LA RICCA STAGIONE ESTIVA
ALLESTITA DAL TEATRO MASSIMO BELLINI DI CATANIA AL TEATRO GRECOROMANO


Il 17 settembre, alle ore 21, al Teatro Greco Romano il compositore e cantautore etneo
eseguirà la rara "Messa Arcaica" e le sue più belle canzoni con il Coro e l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini




CATANIA - Franco Battiato torna, per una serata eccezionale che si terrà al Teatro Greco Romano di Catania il 17 settembre alle ore 21, su una delle sue creazioni musicali più intense, la “Messa Arcaica”, alla quale abbinerà, nella seconda parte del concerto, le più belle canzoni del suo repertorio.
Battiato si esibirà insieme all'Orchestra e al Coro del Teatro Massimo Bellini. Si tratta di un atteso, autentico evento che chiude la lunga e ricca stagione estiva programmata al Teatro Greco Romano di Catania proprio dal Teatro Massimo Bellini: un cartellone aperto in giugno con le tre entusiasmanti serate di Carmen Consoli e proseguito con i concerti sinfonici e l'applaudito allestimento della "Tosca" di Puccini. Per finire con la performance del compositore e cantautore etno, che da decenni domina la scena internazionale.
Composizione per soli, coro e orchestra, “Messa Arcaica” è stata pubblicata originariamente su album nel 1994 dopo essere stata rappresentata l’anno precedente in due occasioni, un’anteprima nella Chiesa di S. Bernardino a L’Aquila e una prima ufficiale ad Assisi nella Basilica di San Francesco, in occasione della giornata mondiale della pace. Nonostante negli anni siano seguite altre rappresentazioni, “Messa Arcaica” rimane un momento molto particolare della produzione dell’artista catanese. Divisa nelle partizioni canoniche (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), è probabilmente l’opera più tradizionale composta da Battiato, specialmente nelle parti corali e sinfoniche. Un lavoro che segnava l’approdo definitivo a una forma classica, riuscendo allo stesso tempo a conferire nella spazialità e nella cadenza il respiro di un portamento musicale aperto, rodato fin dai tempi dei dischi di ricerca degli anni ’70.
Nelle parole di Battiato “un’esperienza estremamente significativa nel mio percorso artistico”, fatta di “una ricerca costante della bellezza, dell’armonia, della fluidità delle soluzioni che si muovono all’interno di una Messa”, perché “per comunicare certi sentimenti, certe emozioni, certe opzioni del cuore, è necessario seguire strade ben definite”.

Battiato, alla voce, sarà affiancato dal mezzo soprano Carly Paoli, dal Coro e dall’Orchestra del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, con Gaetano Costa a guidare il Coro e il Maestro Guido Corti a dirigere l’Orchestra, ed i fidati Carlo Guaitoli e Angelo Privitera rispettivamente a pianoforte e tastiere/programmazione.
Quando è stata rappresentata per la prima volta e poi pubblicata “Messa Arcaica” arrivava a coronamento di un periodo in cui la ricerca spirituale di Battiato aveva già generato una serie di canzoni capolavoro, di grandissima intensità, ed in questo senso è consequenziale la seconda parte del concerto del 17 settembre che, introdotta dall’adattamento di Roger Quilter di Come Away, Death sulle parole di William Shakespeare, sarà dedicata ad alcune di queste canzoni, le più importanti, da "E ti vengo a cercare" e "L’oceano di silenzio" tratte da “Fisiognomica” del 1988, a "Le sacre sinfonie del Tempo" e "L’ombra della Luce" che spiccavano in “Come un cammello in una grondaia” del 1991, passando per "Sui giardini della preesistenza" e "Lode all’Inviolato" da “Caffè de la paix” del 1993, insieme a "Stati di gioia" dal più recente “Il vuoto” del 2007 e, a suggellare l’esibizione, altri classici come "Il re del mondo", "L’animale", "La cura".

La “Messa Arcaica” e il suo seguito di canzoni della serata del 17 settembre al Teatro Greco Romano di Catania sono la perfetta prosecuzione per Battiato di una serie di esibizioni che si allontanano sempre di più dalla formula del concerto canonico, veri e propri eventi come il tour con Alice dell’anno scorso o quello con la Royal Philharmonic Orchestra dell’estate che volge al termine, momenti speciali di condivisione con il pubblico da parte di un artista che ha nella ricchezza di contaminazioni ed esplorazioni le più eclettiche e multiformi la cifra caratteristica di un’attitudine umana ancora prima che artistica. Nello specifico sarà l’occasione per entrare a contatto delle zone più alte della ricerca musicale di Battiato, frutto di anni di ricerca ed elevazione spirituale.


Prevendite: www.ticketone.it / www.ctbox.it


I biglietti per la data del 17 settembre al Teatro Greco-Romano saranno presto in vendita con i seguenti prezzi:
- CAVEA SUMMA NUMERATA: € 30,00 + diritto di prevendita
- CAVEA MEDIA NUMERATA: € 50,00 + diritto di prevendita
- CAVEA IMA NUMERATA: € 60,00 + diritto di prevendita.






1^ Parte
FRANCO BATTIATO
LA MESSA ARCAICA
*per soli, coro e orchestra
Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei

Solisti

FRANCO BATTIATO
Voce

CARLY PAOLI
mezzo soprano

CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO VINCENZO BELLINI

DIRETTORE DEL CORO
Gaetano Costa

DIRETTORE D’ORCHESTRA
M° Guido Corti

PIANOFORTE
Carlo Guaitoli

TASTIERE E PROGRAMMAZIONE
Angelo Privitera

2^ parte


FRANCO BATTIATO
CANZONI

FRANCO BATTIATO
Voce

DIRETTORE D’ORCHESTRA E PIANOFORTE
M° Carlo Guaitoli

TASTIERE E PROGRAMMAZIONE
Angelo Privitera

ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO VINCENZO BELLINI

mercoledì 24 dicembre 2014

“Il bell’Antonio” di Brancati al Teatro Stabile di Catania

Nel 1949 Vitaliano Brancati, uno degli scrittori più originali e interessanti del Novecento, pubblica il romanzo “Il bell’Antonio”. Ed è proprio questa splendida opera che ieri sera è andata in scena al Teatro Stabile “Giovanni Verga” di Catania, con la regia di Giancarlo Sepe su una riduzione curata dalla figlia dello stesso scrittore, Antonia Brancati, e Simona Celi. La storia è ambientata a Catania negli anni Trenta, in piena epoca fascista. La scenografia della rappresentazione teatrale è scarna ma essenziale. Una colonna grigia domina l’intera scena. Il suo richiamo fallocentrico compensa ed evoca la mancanza, soprattutto nella prima parte, di “quella cosa” di cui tutti parlano ma che non si può esplicitare se non grazie ad allusioni colorite. Antonio Magnano (Luchino Giordana) è spaesato, infastidito da una fama di sciupafemmine che ha alimentato per fugare i dubbi sulla sua vera condizione. Il personaggio costruito dal sentire popolare lo ha reso "famoso" e schiavo di se stesso, ma a quale prezzo? Inviso dal parroco e da molti mariti, agognato dalle donne di qualunque ceto sociale Antonio arriva a detestarsi, a sperare di poter mutare la propria impotenza fisiologica sposandosi con la bella Barbara Puglisi, ma tutto peggiora e svela pubblicamente il suo segreto. Il padre di Antonio, Alfio Magnano (Andrea Giordana), si fregia continuamente delle prodezze sessuali del figlio, però arriva perfino a disconoscerlo quando si rende conto che Antonio non ha consumato il matrimonio ed è destinato ad essere oggetto di maldicenze. Alfio è un esemplare di quel “gallismo” che Brancati prese spesso di mira nelle sue opere. Con Antonio vive un rapporto conflittuale e sarà proprio lui a riscattare l'onore del figlio andando con una prostituta di un bordello, e lì morirà a causa di un bombardamento aereo. Il bell'Antonio riesce a trovare conforto solamente nelle parole dello zio Ermengildo (Giancarlo Zanetti), fine intellettuale e l’unico in grado di capirlo e consigliarlo.

Ogni scena è segnata da un drappo che insegue i personaggi e spazza via le ore e i giorni. La bravura di Andrea Giordana impreziosisce l’intera rappresentazione e non stona accanto ad un cast affiatato e in sintonia. In definitiva uno spettacolo da vedere assolutamente soprattutto in un momento storico in cui il gallismo sembra proprio ritornare di moda sotto mentite spoglie.

Cristian Porcino


© Riproduzione riservata

sabato 23 novembre 2013

Massimo Ranieri incanta il teatro Stabile di Catania

Ieri sera il Teatro Stabile di Catania ha inaugurato la nuova stagione 2013/14 con lo spettacolo “Viviani Varietà” di Maurizio Scaparro ed interpretato da Massimo Ranieri. Lo spettacolo racconta la traversata transoceanica Napoli – Buenos Aires del commediografo e attore Raffaele Viviani (1888 -1950) e della sua compagnia teatrale. Ad interpretare lo scugnizzo Stabiese, non poteva che essere lo scugnizzo napoletano Massimo Ranieri, uno degli artisti più completi e interessanti del panorama musicale italiano. Appena si apre il sipario il pubblico, si trova immerso in una meravigliosa scenografia di Lorenzo Cutùli che ricostruisce l’interno di una nave, la “Duilio”, e sullo sfondo un Viviani-Ranieri riflette cantando la poeticità e drammaticità dell’oceano: “L’oceano, sempre mare, nun vide addo’ fernesce: ’afine nun ce pare, a ghiuomo a ghiuomo cresce”. Il cast è affiatato e intorno ad uno strepitoso e mattatore Massimo Ranieri recitano: Ernesto Lama, Roberto Bani, Angela de Matteo, Ivano Schiavi, Gaia Bassi, Antonio Speranza, Martina Giordano, Maurizio Vongola. Le musiche sono eseguite dal vivo dall’orchestra composta da Ciro Cascino, Luigi Sigillo, Donato Sensini, Aniello Palomba e Mario Zinno nelle doppie vesti di attore e musico. Le coreografie curate dallo stesso Ranieri e Franco Miseria ci riportano alla mente i celebri Varietà di un tempo. Lo stesso Scaparro ha dichiarato: “Se potessimo, accanto a ricordi, nostalgie, rimpianti inevitabili nei confronti del “varietà”, cogliere anche quei fermenti, quella sorpresa, quella vitalità di una storia ancora incompiuta, il risultato del nostro lavoro di palcoscenico, delle nostre “prove”, potrebbe essere certo utile, forse anche felice, perché consentirebbe alcune riflessioni parallele al divertimento”.
In effetti, lo spettacolo è suddiviso in due parti; nella prima assistiamo alle prove generali e nella seconda il varietà curato da Viviani va finalmente in scena. Encomiabile la performance di Massimo Ranieri capace di entrare nei panni di ogni personaggio con una credibilità non indifferente. “Viviani Varietà” stimola gli spettatori sulla condizione degli emigranti italiani agli inizi del Novecento come a ricordare che anche noi, un tempo non troppo lontano, siamo stati come quei popoli che oggi scappano da ogni dove per cercare fortuna e per portare il pane a casa. Sulla nave Duilio gli spettatori trasformano la propria tristezza e la voglia di riscatto in un viaggio ricolmo di speranza. In fondo le crisi finanziarie non appartengono solamente alla storia di oggi ma ad ogni epoca, e come già accaduto in passato presto se ne andranno; ma nel frattempo è bene “non stare alla finestra, ma sulla strada”. In definitiva uno spettacolo recitato ottimamente e diretto in modo superbo. Da non perdere assolutamente. Sarà in scena presso il Teatro Stabile di Catania fino al 1 dicembre. Cristian Porcino
© Riproduzione riservata

giovedì 14 novembre 2013

Massimo Ranieri mattatore: cresce l’attesa per “Viviani Varietà” al Teatro Stabile di Catania

(Comunicato Stampa). Lo spettacolo inaugura la nuova stagione del Teatro Stabile di Catania. Massimo Ranieri mattatore: cresce l’attesa per “Viviani Varietà”. Magistrale regia di Maurizio Scaparro. Al Verga, dal 22 novembre all'1 dicembre. CATANIA- Lo “scugnizzo” Massimo Ranieri fa rivivere lo “scugnizzo” Raffaele Viviani, in un allestimento magistrale, affidato alla regia di un maestro come Maurizio Scaparro, che recupera ed esalta le vivaci atmosfere del varietà partenopeo. Il mattatore Ranieri torna dunque ad abbracciare il pubblico etneo, inaugurando in grande stile il nuovo cartellone del Teatro Stabile di Catania. E lo fa a bordo di un transatlantico, appunto quello ricreato in palcoscenico per il travolgente “Viviani Varietà”, poesia, parole e musiche (dal vivo) del celeberrimo attore-drammaturgo-compositore campano, in programmazione fuori abbonamento al Verga dal 22 novembre al 1° dicembre: “Salpa” così anche la nuova stagione dello Stabile, che il direttore Giuseppe Dipasquale ha concepito ricca di allestimenti importanti e interpreti di spicco, nonostante i tagli e le difficoltà legate alla crisi finanziaria in atto. «Il teatro - sottolinea - è una forza magnetica inarrestabile e noi non ci siamo bloccati, affrontando con coraggio le problematicità che una programmazione di spessore comporta. La stagione è stata, infatti, ridimensionata, ma non nella qualità, valorizzata da titoli e protagonisti di grosso calibro». E un cast prestigioso caratterizza lo spettacolo inaugurale, una coproduzione Gli Ipocriti e Compagnia Fondazione Teatro della Pergola, che vanta le elaborazioni musicali di Pasquale Scialò e i movimenti coreografici di Franco Miseria, mentre, accanto al mattatore Ranieri, agiscono attori di razza come Ernesto Lama (che ha iniziato giovanissimo proprio con “Festa di piedi grotta” di Viviani), Roberto Bani, Angela De Matteo, Mario Zinno e ancora Ivano Schiavi, Gaia Bassi, Rhuna Barduagni, Antonio Speranza, Simone Spirito, Martina Giordano. La pièce, sulla base di documentazione in parte inedita (ovvero le lettere di Viviani ai familiari, curate dal nipote Giuliano Longone) s’ispira alla storica traversata atlantica che l’artista compì da Napoli a Buenos Aires con la sua compagnia di attori e musicisti nel 1927 sul piroscafo “Duilio”, ricostruito in sezione sulla scena da Lorenzo Cutùli, che firma anche i costumi. È questo il set in cui Ranieri/Viviani mette in prova l’allestimento destinato al nuovo mondo, ma il vero debutto avverrà prima, con gli emigranti imbarcati in terza classe, che diventano contemporaneamente protagonisti e spettatori. «Io e Massimo - ammette Maurizio Scaparro - abbiamo voluto immaginare le prove dello spettacolo realmente destinate agli emigranti italiani che con loro attraversavano l’oceano per un avvenire incerto da costruire». Viene fuori così un brillante varietà, come suggerisce il titolo, felicemente ed interamente costruito per il talento di Massimo Ranieri, il quale, meraviglioso funambolo che tocca qui uno dei vertici della sua prestigiosa carriera. Una performance, pregna di una napoletanità originale ed elegante, che arricchisce quale chansonnier dall’impareggiabile sapienza vocale, sostenuto dalla piccola orchestra formata da Massimiliano Rosati, Flavio Mazzocchi, Mario Guarini, Donato Senisi, Mario Zinno. Nel teatro di Viviani rivive il suo mondo dei quartieri popolari, espressione di una genuina vitalità da bassifondi napoletani, guitti, “cocotte”, ambulanti da periferia che s’impongono nella drammaturgia. Un vivace spaccato d’epoca che fa comprendere le dinamiche e gli umori che passavano nel primo ’900 per i teatri di varietà non solo a Napoli, ma in Italia e in Europa. Dal Vesuvio all’Etna, dunque, la nave del “Viviani Varietà” approda sulle scene catanesi sulla scia di un’applauditissima tournèe nazionale. E porta un omaggio toccante, dal colore seppiato, ad un autore geniale che si pone storicamente a metà strada tra gli Scarpetta e i De Filippo. VIVIANI VARIETÀ poesie, parole e musiche di Raffaele Viviani regia Maurizio Scaparro con Massimo Ranieri Ernesto Lama, Roberto Bani, Angela De Matteo, Mario Zinno, Ivano Schiavi, Ester Botta, Rhuna Barduagni, Antonio Speranza, Simone Spirito, Martina Giordano orchestra Massimiliano Rosati, Flavio Mazzocchi, Mario Guarini, Donato Senisi, Mario Zinno elaborazione musicale Pasquale Scialò testi a cura di Giuliano Longone Viviani scene e costumi Lorenzo Cutùli movimenti coreografici Franco Miseria. Catania, Teatro Verga, dal 22 novembre al 1 dicembre 2013 Prima rappresentazione 22 novembre, ore 20,45

sabato 25 maggio 2013

Presentazione del libro “L’illusion comique” di Manlio Sgalambro

Il 24 maggio alle ore 18:00 presso la libreria “Voltapagina” di Catania, il filosofo Manlio Sgalambro ha presentato il suo ultimo libro “L’illusion comique” pubblicato da Le Farfalle Edizioni. L’autore, introdotto per l’occasione dall’editore e amico, il poeta Angelo Scandurra, ha iniziato leggendo l’incipit de “L’illusion comique”; una pièce teatrale in tre atti, interamente dedicata al filosofo Arthur Schopenhauer. Il pubblico presente in sala è rimasto rapito dalla forza evocativa dei concetti espressi dal Prof. Sgalambro. Poi dopo varie letture, richieste a gran voce, si è animato un dibattito filosofico in cui sono state poste diverse domande all’autore sul senso della vita, il ritorno all’origine, l’impermanenza del tempo, il significato del termine anima, il tramonto della filosofia in Occidente, ecc. Si è parlato inoltre della rivalità fra lo stesso Schopenhauer e Hegel. Lo scrittore siciliano ha dichiarato in tono ironico ma categorico che la vita non ha un senso e un perché, e ha esposto la sua visione meccanicistica della vita. L’esistenza ordinaria è così spogliata da quella pellicola metafisica in cui tutte le religioni del mondo hanno tentato di avvolgere gli uomini nel corso dei secoli. Emozionante lo scambio di vedute tra lo stesso Sgalambro e un amico d’infanzia. Quest’ultimo ha sostenuto di trovare consolazione pensando che forse dopo la morte ciascuno di noi ritornerà all’atomo, coniando inoltre un nuovo neologismo utile per definire i nostri tempi in cui tutti tentano di “essere o sembrare qualcuno”, l’anonimatologia. “L’illusion comique” racconta la filosofia di Schopenhauer da un punto di vista inedito e originale, privo di quel sentimentalismo becero che ha smembrato il pensiero di un grande filosofo, per ridurlo a piccoli e insensati aforismi da allegare ai cioccolatini degli innamorati. Manlio Sgalambro, libero pensatore, ci ha regalato una lezione di pura filosofia e non come quelle impartite da certi aulici professorucoli che lo stesso Schopenhauer disprezzava perché li riteneva uomini senza testicoli. “Il grande principio della ‘rappresentazione unisce in modo inestricabile il teatro del Globo, Kant e Schopenhauer. (Questi ultimi due, come è noto, applicarono il ‘principio della rappresentazione’ all’intero mondo e quindi appartengono di diritto al teatro). O se così vogliamo dire diventano, nell’età del teatro in cui ci troviamo, la ‘commedia’ che presentiamo a lor signori. Diventano, con il loro permesso, una illusion comique”. In conclusione “L’illusion comique” è un altro piccolo capolavoro del filosofo di Lentini, da leggere attentamente e da custodire con altrettanta cura. Cristian Porcino © Riproduzione riservata